1,721,451 research outputs found

    Effect of the wine lees wastes as cost-advantage and natural fillers on the thermal and mechanical properties of poly(3-hydroxybutyrate-co-hydroxyhexanoate) (PHBH) and poly(3-hydroxybutyrate-co-hydroxyvalerate) (PHBV)

    No full text
    Solid wine wastes named wine lees (WL) have been tested as cost-advantage filler within biopolymers such as poly(3-hydroxybutyrate-co-hydroxyhexanoate) and poly(3-hydroxybutyrate-co-hydroxyvalerate). WL have been first characterized and subsequently mixed within the polymers through a twin-screw extruder in different concentrations (10, 20, and 40 phr). Moreover, the role of 3-methacryloxypropyltrimethoxysilane tested as coupling agent has been investigated within the 20 phr formulation. The obtained materials have been characterized from a thermal, mechanical, rheological, and morphological point of view through: differential scanning calorimetry, melt flow rate, tensile and creep tests, dynamic mechanical analysis, and scanning electron microscopy. Results have shown how WL can improve the biopolymers overall properties without compromising their bio-based origin. Several micromechanical models have been exploited to extend the mechanical behavior and correlations between biocomposites properties and WL contents have been carried out. Finally, the economic analysis has shown how these biocomposites could be suitable also for large-scale applications. © 2019 Wiley Periodicals, Inc. J. Appl. Polym. Sci. 2020, 137, 48869

    A comparative study of different winemaking by-products derived additives on oxidation stability, mechanical and thermal proprieties of polypropylene

    Full text link
    Three different solid wine wastes (peels, seeds and stalks) have been mixed with polypropylene (PP) and tested as stabilizers. Their stabilizing activity has been compared with that of a commercial tannin extract powder, rich in polyphenol. Thermogravimetric analysis, Oxidation Induction Time and Oxidation Onset Temperature measurements have been conducted to investigate the thermo-oxidative stability. Tensile tests, Dynamic Mechanical Analysis and Differential Scanning Calorimetry have been conducted on the samples in order to evaluate the effect of the additives also on the thermal and mechanical properties. Scanning Electron Microscopy have been used to assess the adhesion and distribution of the wine-wastes additives within the PP matrix. Experimental results evidence that all three wine-wastes derived additives do not significantly change the mechanical and thermal properties of PP, meanwhile they enhance its thermal stability. Moreover, the expectation to obtain better results with the commercial tannin extract has not been achieved. The obtained results show how wine wastes can be effectively used as polymer stabilizers and represent a valid alternative because of theirs environmental and cost-effects advantages

    Thermo-mechanical properties and creep modelling of wine lees filled Polyamide 11 (PA11) and Polybutylene succinate (PBS) bio-composites

    Full text link
    Solid wine wastes named wine lees (WL) have been mixed in different percentages (10, 20 and 40 phr) within Polyamide 11 (PA11) and Polybutylene Succinate (PBS) by twin-screw extrusion. Reactive extrusion has been also tested using 3-methacryloxypropyltrimethoxysilane tested as coupling agent. The obtained bio-composites have been characterized from a thermal (DSC, TGA, HDT), rheological (MFR), mechanical (tensile test) and thermo-mechanical (DMA, creep test) point of view. Micro-mechanics models of Voigt, Halpin-Tsai and Pukanszky have been fitted on tensile properties data meanwhile the creep behavior has been modeled and described through the models of Burger, Kohlrausch-Williams-Watts and Findley

    Caratterizzazione e modellistica di transistori ad alta frequenza per applicazioni a basso rumore ed ad alta potenza

    No full text
    Le applicazioni commerciali nel settore delle comunicazioni personali e wireless, nei sistemi di telerilevamento e RADAR, nonché per l’elettronica di bordo satellitare ed avionica, richiedono all’elettronica di front-end prestazioni sempre più stringenti sia in termini di banda utilizzata che di potenza di uscita e di basso rumore. Tali richieste impongono da un lato la rivisitazione critica e l’adeguamento delle metodologie di progetto sin qui utilizzate per lo sviluppo dei sistemi a microonde/onde millimetriche, e dall’altro spingono alla ricerca di tecnologie e di dispositivi attivi in grado di soddisfare i requisiti operativi di densità di potenza a millimetro (mm) e bassa rumorosità. Rivolgendo l’attenzione alle applicazioni ad ampio segnale, le prestazioni in termini di potenza di uscita sono essenzialmente dettate dalle limitazioni fisiche imposte dal dispositivo attivo. In maggiore dettaglio, le escursioni della corrente di uscita dei transistori sono limitate dalla conduzione diretta della giunzione tra i terminali di Gate e Source e dallo strozzamento del canale attivo (pinch-off), mentre le escursioni della tensione di uscita sono confinate tra il breakdown del dispositivo e la sua zona ohmica. E’ evidente, quindi, che l’aumento delle capacità di generazione di potenza passa necessariamente per l’aumento della corrente massima sostenuta dal dispositivo, nella condizione di canale completamente aperto, e l’aumento della tensione di breakdown. Il primo approccio è di norma seguito, una volta ottimizzata la tecnologia del dispositivo, dall’aumento della periferia complessiva di Gate dello stesso (ovvero scalando le dimensioni complessive), fino a raggiungere i livelli di corrente massimi ammissibili dalla stessa tecnologia costruttiva. Per aumentare ulteriormente la potenza di uscita si deve quindi passare necessariamente per l’aumento della tensione di breakdown del dispositivo. Tale tensione massima è limitata essenzialmente dal livello del campo elettrico raggiunto nella regione compresa tra i terminali di Gate e di Drain, che tende normalmente a raggiungere valori molto elevati, determinando successivamente l’instaurarsi di fenomeni distruttivi. Per la realizzazione di Field Effect Transistor (FET) ad alta tensione di breakdown (High Breakdown Voltage, HBV) la ricerca mostra oggi due differenti approcci: l’utilizzo di nuovi semiconduttori, detti ad ampio Gap, (Wideband Gap, WBG) come i FET in Nitrurio di Gallio (GaN), oppure la costruzione di particolari strutture realizzative del terminale di Gate, come il Field Plate (FP), applicabile sia ai FET in Arseniuro di Gallio (GaAs) sia in GaN. L’applicabilità di entrambi gli approcci al panorama commerciale dell’elettronica ad alta frequenza dipende principalmente dalla comprensione dei fenomeni fisici che avvengono in tali dispositivi attivi, e che tale comprensione sia opportunamente accompagnata da una precisa caratterizzazione e da un’accurata modellistica. La fase di caratterizzazione insieme alla fase di modellazione di FET è, infatti, il punto di partenza per determinare la fattibilità e l’implementazione di un qualsiasi apparato elettronico utilizzante tecnologie innovative. La misura e la modellistica di dispositivi sono quindi due aree di ricerca che progrediscono in parallelo, ma nelle quali i progressi dell’una si traducono immediatamente in progressi dell’altra, essendo tra loro strettamente correlate. In questo contesto la tesi di Ricerca svolta ha come obiettivo l’analisi delle prestazioni di potenza e di rumore dei nuovi HBV FET in GaAs ed in GaN e lo studio e l’ottimizzazione delle fasi di caratterizzazione e modellistica ad essi associati. In questo lavoro di ricerca si descrive e si analizza nel Capitolo 1 la fase di caratterizzazione lineare effettuata su tali dispositivi attivi. In particolare sono presentate le prestazioni in termini di Guadagno, frequenze di taglio e Fattori di Rumore minimo delle due differenti tecnologie attraverso un banco automatico di misure a parametri [S] ed un banco di misura Cold-Source Pull. Nel Capitolo 2 è presentato il lavoro di modellistica lineare effettuato nei tre anni di Dottorato ed orientato alle applicazione a basso rumore su dispositivi in tecnologia GaN. In questo Capitolo sono quindi descritte e commentate le metodologie comunemente utilizzate per l’estrazione dei modelli a circuito equivalente. Tali metodologie sono state quindi applicate per la realizzazione di un modello a temperatura equivalente di rumore relativo ad un FET in tecnologia GaN sul quale sono stati effettuati come validazione Cold-Source Pull di rumore. Nel Capitolo 3 si rivolge l’attenzione alla caratterizzazione non lineare delle tecnologie HBV. In questo ambito è necessario individuare innanzitutto il metodo più accurato per determinare la massima corrente dei dispositivi attivi a RF, primo parametro assieme alla tensione di breakdown necessario per una corretta stima della densità di potenza a mm. E’ quindi descritto un nuovo approccio, alternativo ai sistemi di misura impulsati, per il rilevamento delle correnti dinamiche di dispositivi attivi. Tale metodologia è stato applicata a FET in tecnologia HBV in GaAs. Affianco al banco implementato per la caratterizzazione delle curve I/V a RF, si descrive un banco di Source-Load Pull utilizzato per caratterizzare in potenza gli HBV FET in analisi. Tale banco permette di stimare le densità di potenza a mm associate alle nuove tecnologie. Infine, nel Capitolo 4 è analizzato e commentato il lavoro di modellistica non lineare effettuato su HBV FET in GaN. Tale lavoro è stato finalizzato alla realizzazione di un modello non lineare seguendo l’approccio a circuito equivalente, validato dalle fasi di caratterizzazione descritte nel Capitolo 3. L’implementazione del modello ha inoltre fornito uno strumento molto utile durante la fase di progettazione di apparati elettronici ad elevata potenza ed alta linearità. Applicata l’analisi di Volterra a tale modello, si è definito un nuovo approccio di progettazione che consente di massimizzare le prestazioni di linearità di amplificatori di Potenza non riducendo le prestazioni di potenza saturata. Tale metodologia è stata validata tramite misure di Load-Pull armonico

    Effect of the wine wastes on the thermal stability, mechanical properties, and biodegradation's rate of poly(3-hydroxybutyrate)

    No full text
    In this work, two different wine derived additives, seeds extracts (Sext) and wine lees (WL), have been tested within poly(3-hydroxybutyrate) (PHB) for different purposes. First, the effect of wine seed polyphenolic extracts (Sext) on the PHB thermal stability has been investigated considering the molecular weight decrease (gel permeation chromatography), the impact on the viscosity (mass flow rate), the thermogravimetric analysis (TGA) curves, and the oxidation induction times. Different stabilizers formulations have been tested and the results have been compared with unstabilized PHB. Subsequently, WL have been mixed in different concentration (10, 20, and 40 phr) within PHB by twin-screw extrusion and the obtained biocomposites have been characterized from a thermal (differential scanning calorimetry and TGA) and mechanical (dynamic mechanical analysis and tensile test) points of view exploiting also the micromechanics models of Voigt, Halpin-Tsai and Pukanszky. Finally, biodegradation tests in soil and in marine water have been carried out for each investigated PHB formulation in order to evaluate the effect of Sext and WL on the microbial degradation

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    Full text link
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
    corecore