1,721,009 research outputs found

    Transient silencing of the grapevine gene VvPGIP1 by agroinfiltration with a construct for RNA interference

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    Grapevine is an economically important crop, and the recent completion of its genome makes it possible to study the function of specific genes through reverse genetics. However, the analysis of gene function by RNA interference (RNAi) in grapevine is difficult, because the generation of stable transgenic plants has low efficiency and is time consuming. Recently, transient expression of genes in grapevine leaves has been obtained by Agrobacterium tumefaciens infiltration (agroinfiltration). We therefore tested the possibility to silence grapevine genes by agroinfiltration of RNAi constructs. A construct to express a double strand RNA (dsRNA) corresponding to the defense-related gene VvPGIP1, encoding a poly-galacturonase-inhibiting protein (PGIP), was obtained and transiently expressed by agroinfiltration in leaves of grapevine plants grown in vitro. Expression of VvPGIP1 and accumulation of PGIP activity were strongly induced by infiltration with control bacteria, but not with bacteria carrying the dsRNA construct, indicating that the gene was efficiently silenced. In contrast, expression of another defense-related gene, VST1, encoding a stilbene synthase, was unaffected by the dsRNA construct. We have therefore demonstrated the possibility of transient down-regulation of grapevine genes by agroinfiltration of constructs for the expression of dsRNA. This system can be employed to evaluate the effectiveness of constructs that can be subsequently used to generate stable RNAi transgenic plants

    Indagini sulla bassa suscettibilità del Tocai friulano alla flavescenza dorata.

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    La flavescenza dorata (FD) è una delle malattie più dannose per i vigneti europei, con severe conseguenze economiche per i maggiori Paesi produttori viti-vinicoli. Causa infatti ingenti perdite di produzione, sia a livello quantitativo che qualitativo, nonché il progressivo declino e deperimento delle piante. Tuttavia, differenze nella suscettibilità alla FD sono state osservate tra le varietà di Vitis vinifera, ad esempio, Chardonnay e Pinot grigio sono varietà altamente suscettibili, mentre Tocai friulano viene comunemente considerato quasi resistente alla malattia. Nel 2019 è stato individuato un vigneto, allevato a Guyot doppio, con T. friulano adiacente a filari di P. grigio caratterizzati da un’alta incidenza di piante infette da FD e con una popolazione del vettore di FD, Scaphoideus titanus, molto elevata. L’alta pressione di malattia ha portato nei due anni successivi ad un progressivo aumento delle piante infette da FD anche nei filari adiacenti di T. friulano. Nel 2021, per ciascuna delle due varietà, sono state selezionate delle piante che non mostravano sintomi l’anno precedente, ed è stato studiato lo sviluppo della sintomatologia nel corso della stagione vegetativa. Nel mese di luglio, alla comparsa di sintomi tipici di giallumi, la gravità della malattia era molto simile tra le due varietà, mentre, verso la fine della stagione vegetativa (settembre) è emersa una notevole differenza. Infatti, nel P. grigio la maggior parte delle piante era stata gravemente colpita dalla malattia, al contrario, in tutte le piante di T. friulano i sintomi erano rimasti localizzati in prossimità dell'area in cui erano comparsi, senza mai estendersi da un arco all'altro, e con una lieve compromissione della produzione dell'uva. Per ciascuna varietà, sono state selezionate alcune viti infette ed è stata valutata la presenza del fitoplasma della FD nelle diverse parti legnose della pianta. In particolare, è stato analizzato il legno di due anni dell’arco fruttifero con tralci sintomatici e una porzione del tronco. All’inizio di luglio, quando in entrambe le varietà i sintomi di giallumi erano confinati a pochi tralci, il fitoplasma della FD è stato rilevato nell’arco, ma con un titolo molto più basso nel T. friulano. Nello stesso periodo il fitoplasma non è mai stato trovato nel tronco delle piante di T. friulano, mentre era presente, ad una concentrazione spesso elevata, in quelle di P. grigio. Nelle analisi effettuate a novembre, in fase di riposo vegetativo, il fitoplasma era generalmente scomparso dagli archi di T. friulano, mentre continuava ad essere presente, anche se ad un titolo ridotto, in quelli di P. grigio. Nei tronchi il fitoplasma era ancora presente nel P. grigio, mentre quelli di T. friulano sono sempre risultati negativi. Lo studio dei processi molecolari che consentono la localizzazione della sintomatologia e del fitoplasma della FD in alcune parti della pianta di T. friulano è attualmente in corso. I primi risultati, ottenuti dallo studio dell'espressione di un set di geni e dalla quantificazione del contenuto di polifenoli nel legno, suggeriscono l'attivazione di una risposta di difesa attivata in specifiche zone della pianta. Inoltre, ulteriori studi, già avviati, permetteranno di definire se l’eliminazione in fase di potatura delle parti infette potrà consentire il completo risanamento delle piante di T. friulano

    Progetto Mi.Di.Fen.Do.: risultati preliminari di applicazione di MVOCs su barbatelle.

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    Il progetto “Mi.Di.Fen.Do.: uso di MIcrorganismi nella DIfesa della vite contro la FlavEsceNza DOrata” è un progetto finanziato dal fondo PSR della Regione Veneto nell’ambito della Mis. 16.1.1 “Costituzione e gestione dei Gruppi Operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura”. Esso parte dalla necessità di trovare soluzioni innovative e sostenibili alla malattia della Flavescenza dorata (FD), grave fitopatia che negli anni ’80 -‘90 ha causato gravissime perdite in Veneto, e che nell’ultimo quinquennio ha manifestato recrudescenze in diversi areali viticoli del Nord Italia. L’obiettivo del progetto è di trovare un metodo preventivo nella lotta alla FD, sfruttando la capacità di alcuni composti naturali, come quelli prodotti da microrganismi presenti nella rizosfera, di fungere da elicitori delle difese della pianta. In particolare, la sperimentazione si propone di valutare l’effetto che l’applicazione di MVOCs (composti organici volatili prodotti da microrganismi) e degli stessi microrganismi produttori potrebbe avere nel ridurre il tasso di infezione da parte del fitoplasma della FD. La ricerca prevede di approfondire gli MVOCs strettamente legati all’attivazione della via di difesa dello jasmonato, che pare implicata nel contrastare sia l’attacco da parte dei vettori sia l’infezione da parte del fitoplasma. Il progetto, di durata triennale, ha previsto la selezione di alcuni MVOCs già noti in bibliografia per la proprietà di stimolare meccanismi di difesa dipendenti dallo jasmonato, che sono stati poi sperimentati su barbatelle di varietà Chardonnay al fine di verificare l’effetto sia sul fitoplasma sia sull’insetto vettore della FD, la cicalina Scaphoideus titanus. Il primo anno di sperimentazione ha previsto la valutazione degli MVOCs selezionati (2,3 butandiolo, tridecano e m-cresolo) e la definizione della loro modalità di somministrazione (spray, irrigazione e nebulizzazione). L’analisi dell’espressione genica, in campioni raccolti prima e dopo il trattamento, ha permesso di verificare l’attivazione di alcuni geni della via dello jasmonato in piante irrigate con 2,3 butandiolo e in piante nebulizzate con tridecano. Il trattamento con mcresolo ha invece mostrato effetti di fitotossicità. Nel 2020 e 2021 è stata valutata la capacità degli MVOCs scelti nel controllo della diffusione della FD su barbatelle preventivamente trattate e sulle quali è stata indotta l’infezione tramite l’utilizzo di esemplari di S. titanus infettivi. Inoltre, nel 2020 è stato verificato l’effetto indiretto sul vettore applicando preventivamente gli MVOCs su barbatelle, sulle quali successivamente sono stati messi ad alimentarsi alcuni esemplari del vettore. Nel 2021, invece, prove in piastra hanno permesso di osservare eventuali effetti diretti delle molecole sull’insetto. I risultati finora ottenuti non hanno mostrato effetti significativi sulla mortalità né sulla fertilità del vettore, anche alcune osservazioni andrebbero approfondite. Per quanto riguarda, invece, la capacità degli MVOCs selezionati di contenere l’infezione da FD nelle barbatelle inoculate, i rilievi che verranno effettuati nella prossima stagione vegetativa saranno cruciali. I risultati che deriveranno da questo progetto daranno nuove indicazioni nella lotta alla malattia, ma saranno necessari ulteriori sperimentazioni in pieno campo

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    THE STUDY OF THREE GRAPEVINE CLONES TO UNCOVER THE GENETIC TRAITS RESPONSIBLE FOR THE LOW SUSCEPTIBILITY TO FLAVESCENCE DORéE

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    Flavescence dorée (FD) is one of the most destructive grapevine yellows diseases and a quarantine pest in the European Community. It is caused by phytoplasmas, which are transmitted in vineyard by the leafhopper Scaphoideus titanus. Inter and intraspecific differences in susceptibility to FD have already been observed among grapevine varieties and clones of the same variety. Grapevine varieties and clones completely resistant to FD have not been uncovered yet, however these differences suggest the presence of genetic traits in grapevine related to high or low susceptibility to FD. Cultivated grapevines are clonally propagated and the genome of each cultivar is preserved, except for the accumulation of mutations over time that can generate distinguishable clones with several notable phenotypes. The differences between the genome of clones of the same variety are less than those between different varieties; thus, in order to highlight the genetic features responsible for the different phenotypes, the study of the genomes of clones with different susceptibility to FD can be a valid technique to achieve the goal. The aim of this work is to find out the genetic traits responsible for the different susceptibility to FD among three Chardonnay clones, analyzing the diversity in their genomes and transcriptomic profiles. The clones were sequenced by accurate whole genome techniques, Hi-Fi reads sequencing on PacBio platform coupled with Illumina, and then the genomes were de novo assembled. Moreover, two of them were experimentally infected in field by means of the insect vector and the transcriptomic profiles in the early stage of FD infection were analyzed. In particular, the clones were compared in absence of the disease and the vector, in presence of the healthy vector and with the FD infective vector. The results obtained from the preliminary genome comparison showed higher similarity between the three clones than compared with the reference genome from variety Pinot noir, while the analysis to identify the genomic differences among clones are still in progress. The transcriptomic profiles showed interesting differences in some pathways expressed in presence of healthy vectors, while the clones shared a similar expression profile before being in contact with the vectors as well as after the challenge with the FD infective vectors. These findings might suggest the involvement of antibiosis mechanisms in the partial resistance of the specific Chardonnay clone to FD. The results obtained, and those that will be achieved in future, are useful for new breeding programs and clonal selection. Grapevine plants more resistant to FD will permit to decrease the insecticides used to control the disease in vineyards. Moreover, the knowledge of the molecular and metabolic mechanisms involved in scarcely susceptible clones could pave the way for the development, for example, of biostimulants capable to induce such defenses even in the most susceptible plants

    Studio di cloni di Chardonnay per scoprire le basi genetiche della resistenza alla malattia della flavescenza dorata.

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    La flavescenza dorata è una delle malattie della vite che causa ogni anno ingenti perdite in viticoltura. I danni provocati possono variare da una diminuzione nella produzione alla moria delle piante. L’agente causale è un fitoplasma che viene trasmesso nel vigneto soprattutto da un vettore, la cicalina Scaphoideus titanus Ball. Le prime osservazioni della malattia hanno evidenziato la presenza di varietà più suscettibili, come Chardonnay, le quali mostrano una predisposizione maggiore ad infettarsi e lo sviluppo dei sintomi porta, nella maggior parte dei casi, alla morte della pianta. D’altro canto, esistono varietà che hanno una maggiore capacità di difendersi dalla malattia, in cui i sintomi sono meno gravi. Esiste una maggiore e minore suscettibilità alla malattia anche tra cloni della stessa varietà, i quali, nonostante condividano la maggior parte delle informazioni genetiche, si presume presentino diversi meccanismi d’interazione con il vettore e/o il fitoplasma. Lo scopo del lavoro è quello di studiare alcuni cloni della varietà Chardonnay che mostrano una differenza di suscettibilità alla malattia, al fine di evidenziare i geni responsabili del diverso comportamento osservato e quindi capire quali siano i meccanismi che rendono le piante meno suscettibili all’attacco del vettore e del fitoplasma. Sono stati selezionati tre cloni di Chardonnay, due cloni molto suscettibili alla malattia e uno più resistente, e i loro genomi sono stati sequenziati con uno dei metodi più accurati e completi: High-Fidelity reads sequencing su piattaforma PacBio, accoppiato a sequenziamento Illumina. I dati ottenuti sono stati impiegati per l’assemblaggio de novo dei tre genomi e per il confronto tra essi. Inoltre, è stato sviluppato uno studio sulla variazione del trascrittoma (RNAseq) di uno dei due cloni suscettibili e quello più resistente durante i primi stadi d’infezione della malattia. In particolare, i cloni sono stati confrontati in assenza del patogeno e del vettore, in presenza del vettore sano e in presenza del vettore infettivo per il fitoplasma della flavescenza dorata. I risultati ottenuti dallo studio dei genomi ha evidenziato l’elevata somiglianza tra cloni della stessa varietà a confronto con genomi di varietà differenti (Pinot noir) e, allo stesso tempo, ha permesso di riconoscere delle variazioni potenzialmente imputabili alla maggiore o minore suscettibilità. L’analisi dei dati di trascrittomica ha dimostrato la diversa regolazione di alcuni gruppi di geni, nonostante un’elevata omologia fra i due cloni nei processi biologici in atto sia in assenza dell’insetto, sia in presenza del vettore infettivo. Le informazioni ottenute e quelle che si potranno ottenere con analisi future permetteranno di selezionare varietà e cloni che meglio sopportano l’attacco della malattia e quindi ridurre il numero di trattamenti fitosanitari che sono attualmente necessari per il controllo del vettore. Inoltre, conoscere quali siano le funzioni dei geni coinvolti ci permetterà di capire i meccanismi molecolari e metabolici che la pianta meno suscettibile mette in atto per contrastare il patogeno, e ciò potrebbe aprire la strada allo sviluppo, per esempio, di biostimolanti capaci di indurre tali difese anche nelle piante più suscettibili

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods
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