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    Dalla lampadina alla città. Infrastrutture e reti dell’energia elettrica: valori ambientali, figurativi e funzionali

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    1. DESCRIZIONE DEL TEMA OGGETTO DI INDAGINE - L’idea della tesi nasce dall’iniziale curiosità di capire qual è stato in passato e quale può essere oggi un possibile significato e ruolo delle infrastrutture nel progetto alle varie scale. Mi occupo in particolare dell’infrastruttura elettrica, intesa come insieme dei nodi di produzione e delle reti di trasmissione e distribuzione dell’energia, poiché essa, fin dalla sua comparsa e nel suo progressivo sviluppo, intesse relazioni complesse con l’ambito dell’architettura, oltre che dell’ingegneria, dell’economia, della società, dell’ambiente e dell’arte. Interesse principale di questa ricerca è quindi indagare il rapporto di questo particolare tipo di infrastruttura con l’ambito dell’architettura, analizzandone gli aspetti teorici e illustrando gli esiti progettuali. La ricerca analizza l’infrastruttura dell’energia elettrica quale strumento in grado di offrire soluzioni tecniche, di incidere, disegnare, conferire qualità ai contesti naturali e antropici e di influire sullo sviluppo di tali ambiti. Il sistema elettrico è studiato sia dal punto di vista tecnico, sia da quello formale e l’indagine si muove su diversi livelli di ragionamento e scale di analisi (da quella territoriale a quella domestica). Viene delineato un percorso che, attraverso i principali cambi di paradigma occorsi in oltre un secolo di vita dell’infrastruttura elettrica e del modo di utilizzarla nel progetto dei luoghi, parte dall’analisi dei sistemi tradizionali di produzione dell’energia elettrica e di categorie di utenti e arriva a mostrare nuovi e più recenti sistemi. Questi servono da un lato ad indicare una possibile prospettiva futura dei progetti architettonici, dall’altro a fornire nuovi elementi per il progetto contemporaneo. Il tema più generale delle infrastrutture non è di certo nuovo: è stato anzi in vari modi affrontato già nel corso dei secoli precedenti, in particolar modo dall’Ottocento in poi. Le infrastrutture sono state il prodotto della sensibilità e mentalità di una specifica società, di un specifico periodo, nonché di diversificate conoscenze in campo tecnologico. È quindi importante domandarsi come e perché oggi dovremmo tornare nuovamente a una riflessione sul significato e sul ruolo di reti e nodi infrastrutturali, sia dal punto di vista funzionale, sia dal punto di vista formale e progettuale: - il primo motivo risiede nello scollamento tra la progettazione delle infrastrutture e la progettazione dei contesti antropici, che solo in pochi casi procedono in sinergia. Da ormai diversi decenni a questa parte, si assiste infatti allo sfaldamento del rapporto tra la progettazione delle opere tecniche e il progetto della città e dei territori, che solo in fortunati esempi sembrano essere pensati contemporaneamente; - il secondo motivo risiede nella questione qualitativa delle infrastrutture. Queste, nella pratica comune, sono troppo spesso pensate come sole opere funzionali: nella loro progettazione non viene considerata la potenzialità di incidere qualitativamente sulla configurazione degli spazi abitati o naturali; - il terzo motivo attiene alla potenziale nuova prospettiva che l’architetto assume di fronte ai nuovi problematici orizzonti che la scarsità delle risorse energetiche pone. È nel controllo del consumo e nell’ottimizzazione delle risorse che le infrastrutture di servizio possono intervenire in modo incisivo e l’architetto può prendere come stimolo per aprire nuovi scenari progettuali. 2. PROCESSI METODOLOGICI E ARTICOLAZIONE DEL TEMA Il tema è ricco di complessità e può essere analizzato secondo diversi livelli. Pertanto fin da subito ho cercato un modo per organizzare la grande quantità di dati che emergeva durante la ricerca e che potesse aiutarmi a dare una struttura coerente alla tesi. Procedendo nello studio mi sono resa conto che: - vi erano dati storici corrispondenti alle diverse tappe attraverso le quali il sistema elettrico si è sviluppato, diffuso ed evoluto. Un primo lavoro è consistito dunque nell’individuare i momenti storici o le singole date più importanti allo scopo di delineare un chiaro profilo evolutivo dell’infrastruttura, con particolare riguardo a tutte le occasioni di “contatto” tra le trasformazioni del sistema elettrico e le trasformazioni dei contesti antropici in cui si inseriva. Tali informazioni sono state racchiuse all’interno di quello che ho voluto nominare livello cronologico; - l’infrastruttura, per la sua natura e tecnologia, agisce a differenti scale, nessuna delle quali escludibile dall’analisi. Le scale individuate sono quella territoriale, urbana, architettonica, domestica e le ritroviamo in quello che ho voluto nominare livello dimensionale; - l’infrastruttura è composta da elementi eterogenei. Si articola infatti in un sistema composto da linee, elementi puntuali e nodi. Ho voluto nominare tale articolazione come sistema reti-nodi. Pertanto l’analisi verrà condotta seguendo tre livelli di riflessione: il livello cronologico, il livello dimensionale e il livello sistema reti-nodi. Il livello cronologico: ho suddiviso l’analisi temporale in quattro fasi principali (1880-1930, 1930-1960, 1960-oggi, indirizzi attuali) corrispondenti alla possibilità di ritrovare temi prevalenti in esse. Ho scelto, per esempio, di non far coincidere le date di inizio e fine di una fase con gli eventi storici di interesse generale come le guerre mondiali, preferendo invece eventi di interesse specifico del tema di analisi. Infatti, in questo senso, durante le guerre mondiali si registra la distruzione delle opere realizzate. Di conseguenza, in base alla mia lettura, è sembrato più utile includere il periodo bellico e il periodo post-bellico di ricostruzione in una stessa fase temporale. - il primo periodo va dalla nascita dell’infrastruttura elettrica, che è stabilita intorno al 1880, fino al 1930: ad esso corrisponde la fase di sperimentazione del sistema elettrico e dei primi tentativi di espansione della rete alle varie scale; - il secondo periodo va dal 1930 al 1960: ad esso corrisponde la fase di definitiva acquisizione della nuova scoperta e della diffusione del sistema elettrico, che continua ad incidere profondamente sul disegno e sull’espansione dei contesti alle varie scale. Tale periodo comprende gli anni della diversificazione delle fonti energetiche, che apre allo scenario delle ricerche contemporanee e quindi alla creazione di nuovi modelli e nodi di produzione dell’energia elettrica. Gli anni Sessanta, poi, sono gli anni della cosiddetta “nazionalizzazione” del sistema elettrico; - il periodo che va dal 1960 ad oggi: comincia ad affermarsi il problema della sostenibilità in campo energetico, dell’impatto ambientale di tutte le opere legate all’infrastruttura elettrica, e comincia ad emergere la questione relativa all’estetica della rete. Si registra inoltre una nascente sensibilità nei confronti del progetto delle reti in relazione al progetto delle città; - infine il periodo che riguarda gli indirizzi attuali: si assiste ad un cambio di paradigma che interessa non solo il modo di concepire l’infrastruttura elettrica, ma anche un nuovo modo di includere la tematica energetica nel progetto architettonico alle vare scale. Si aprono nuovi scenari progettuali che investono il dibattito contemporaneo. Il livello dimensionale racchiude le scale di grandezza attraverso le quali viene condotta l’analisi e cioè il territorio, la città, l’architettura e l’ambiente domestico, procedendo dalla scala più grande alla più piccola. - vengono dunque analizzate le trasformazioni del territorio in relazione alle sue risorse, come è cambiato a seguito dell’introduzione del sistema elettrico, dell’inserimento degli impianti nel paesaggio, dell’ampliamento e della diffusione delle centrali e della rete in esso nel corso degli anni; - alla scala della città si evidenzieranno le ricadute che l’introduzione dell’elettricità, nelle sue forme dell’illuminazione pubblica e dei trasporti elettrificati, ha avuto sulla popolazione sia sul piano morfologico che a livello psicologico-percettivo dei caratteri della città stessa; procedendo nell’analisi verranno poi mostrati i risultati contemporanei del progetto della città in relazione all’infrastruttura elettrica; - nella parte riservata all’architettura si condurrà un’analisi focalizzata sulle centrali intese come opere architettoniche e non solo prettamente funzionali; - alla scala dell’ambiente domestico emergeranno i cambiamenti degli spazi della casa conseguenti all’introduzione dell’elettricità e, in seguito, dei vari elettrodomestici, fino all’ultimo cambio di paradigma: l’energia elettrica può essere prodotta dall’abitazione stessa che, da iniziale utente, diviene un piccola centrale e dunque un potenziale produttore. Il livello del sistema reti-nodi: il terzo livello sostiene i due precedenti e facilita la lettura morfologica e la classificazione degli elementi che hanno uno sviluppo lineare (le linee ad altissima, alta, media e bassa tensione, aree o sotterranee), puntuale (tralicci, pali per l’illuminazione, ecc.) o che costituiscono dei veri e propri nodi (le centrali, le stazioni di trasformazione ecc.). Così facendo, emerge il ruolo di tali elementi alla scala adeguata, nel disegno del territorio, della città, dell’architettura e della casa. In altre parole, una diga ha un riscontro a livello territoriale più di una cabina di trasformazione secondaria, la quale invece incide di più a scala urbana. Come intrecciare questi dati in un discorso organico senza rischiare di escludere nessuna riflessione? Il lavoro preliminare è stato quindi quello di comporre delle matrici in cui incrociare i livelli individuati, che a loro volta contengono i dati trovati nel corso dell’analisi. Queste matrici, che ho chiamato quadri sinottici, servono non solo a mostrare la metodologia utilizzata per la tesi, ma anche ad orientare nel corso della lettura oppure a ritrovare informazioni puntuali all’interno del testo. Non tutte le questioni presentate nei quadri sinottici hanno lo stesso peso o saranno trattate allo stesso modo. I quadri sinottici sono due: 1) nel Quadro sinottico 1 metto in relazione il livello cronologico con il livello dimensionale 2) nel Quadro sinottico 2 metto in relazione il livello dimensionale con quello del sistema rete-nodo. Alle riflessioni appena esposte, si va ad aggiungere un'altra considerazione importante che deriva dalla filiera dell’infrastruttura elettrica strutturata su produzione, trasmissione e distribuzione, utenti finali La struttura del sistema elettrico diventa così la struttura della tesi, e mantiene tutte le considerazioni precedenti. Il ragionamento incrocia dunque due tipi di scalarità principale, quella del livello dimensionale (territorio, città, architettura, casa) e quello della filiera (produzione, trasmissione-distribuzione, utenti); ad essi unisce anche il “sistema rete-nodo” (reti, elementi puntuali, nodi), cercando di inserire tutti i dati in una prospettiva storica. Pertanto la tesi presenta la seguente struttura: Parte I – PRESENTAZIONE DELLA RICERCA Parte II - LA PRODUZIONE DELL’ENERGIA: LE RISORSE NATURALI E LE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO Parte III - LA PRODUZIONE DELL’ENERGIA: FOCUS SULL’ARCHITETTURA DELLE CENTRALI ELETTRICHE Le parti II e III quindi riguardano entrambe il ramo di filiera della produzione, ma una interessa la scala del territorio e l’altra quella dell’architettura; nella prima vengono trattati sia elementi “nodali” come le dighe, che elementi “puntuali” come impianti eolici o solari, mentre nella seconda solamente elementi “nodali”, quali le centrali di produzione. Parte IV - LA TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE DELL’ENERGIA Questa parte riguarda solamente gli elementi a rete composti dalle linee di trasmissione e distribuzione, che agiscono alla scala del territorio ma anche della città. In questo capitolo è stato dato maggior risalto all’estensione delle reti sul territorio, piuttosto che sulla città. Parte V - LA CITTÀ | Oggetto di sperimentazioni Parte VI - LA CASA | Da “punto di arrivo” a “nodo di partenza” Nella parte V e VI si arriva al ramo della filiera composto dagli utenti finali (la città e la casa). Non solo il sistema elettrico è analizzato a queste scale con i suoi elementi “a rete” o “puntuali” (ad esempio, nel caso della città i sistemi di illuminazione e in quello della casa gli “oggetti elettrici”), ma nella loro duplice natura di utenti e insieme produttori e quindi interpretati come veri e propri nodi. 3. OBIETTIVI Obiettivi della tesi sono stati: - aprire una possibile chiave di lettura sul tema del progetto dell’infrastruttura elettrica, normalmente poco indagato o comunque ritenuto materia al di fuori dell’ambito della progettazione architettonica e urbana; - fornire gli strumenti teorici e critici per leggere il più ampio tema del rapporto tra architettura e tecnologia, attraverso l’analisi puntale di molti progetti nei quali emerge lo specifico dell’infrastruttura elettrica, cioè la sua capacità di incidere nell’assetto morfologico e funzionale di un determinato contesto; - fornire una prospettiva di sviluppo e nuovi elementi per la progettazione architettonica in relazione alla cultura tecnologica, attraverso la presentazione di progetti e modelli in un arco temporale di oltre un secolo. Tale tematica risulta vieppiù urgente in funzione del contemporaneo scenario che richiede ai progettisti una attenta conoscenza nei settori dell’innovazione, della digitalizzazione, della sostenibilità e della conservazione ambientale. 4. STRUMENTI DOCUMENTALI E ARCHIVISTICI All’interno del percorso di ricerca ho individuato quattro momenti e attività che sono stati centrali per la comprensione e lo sviluppo della tesi: 1. Erasmus presso la Universidad Politécnica de Cartagena, Spagna 2. Compilazione della tesi presso la Divisione Global Infrastructure and Networks di Enel SpA 3. Ricerca presso l’Archivio Storico Enel 4. Sopralluogo alla città di Larderello e ai territori della geotermia 1. Erasmus presso la Universidad Politécnica de Cartagena, Spagna Durante il periodo di studio all’estero, svolto tra gennaio e aprile 2015, ho svolto diverse attività che mi hanno permesso di reperire informazioni e documenti relativi sia agli aspetti storici delle infrastrutture di servizio, che agli aspetti tecnici, che alle nuove tipologie di infrastrutture (in particolare applicate alla smart city). Lo studio è stato articolato in tre attività principali: - indagini di approfondimento su argomenti puntuali svolti con singoli professori (quali Las infraestructuras contemporáneas de la ciudad – las Smart Cities con il prof. Juan Tomás García Bermejo e Evolución urbana de la ciudad de Cartagena con il prof. Emilio Estrella Sevilla); - partecipazione a corsi universitari finalizzata all’apprendimento di nozioni tecniche sul funzionamento delle reti infrastrutturali, con particolare riguardo all’infrastruttura elettrica (quali Centrales Eléctricas y Energías Renovables – prof. Juan Martínez Tudela, Instalaciones Eléctricas De Media Y Baja Tensión – prof. Juan José Portero Rodríguez); - partecipazione a conferenze e workshop. 2. Compilazione della tesi presso la Divisione Global Infrastructure and Networks di Enel SpA Una volta scelto di occuparmi esclusivamente dell’infrastruttura elettrica, mi sono rivolta a Enel che con generosità ha supportato e seguito le fasi di sviluppo della tesi attraverso le competenze e professionalità interne all’azienda, penso in particolare al correlatore di tesi l’Architetto Flippo Alberganti, garantendo inoltre l’accesso ai documenti necessari per la ricerca. Con Enel, e più precisamente con la Divisione Global Infrastructure and Networks, è stato possibile stabilire un patrocinio gratuito che mi ha permesso di poter calare la tesi nella realtà pratica e operativa di un’azienda effettivamente operante nel settore e che da tempo si occupa di alcune tra le principali questioni che riguardano la tesi. 3. Ricerca presso l’Archivio Storico Enel L’Archivio Storico Enel, che ha sede a Napoli, raccoglie tutto il materiale conservato in passato in otto diversi archivi territoriali . L’Archivio, dichiarato nel 1992 «di notevole interesse storico» dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio , raccoglie la memoria dell’industria elettrica italiana dalla fine dell’Ottocento ad oggi, contenuta nel materiale documentario di oltre 1.270 società elettriche confluite nell’allora Ente Nazionale per l’Energia Elettrica con la nazionalizzazione avvenuta nel 1962 (300.000 documenti), per uno sviluppo totale calcolato in 13.000 metri lineari di documenti. L’attività di ricerca svolta presso l’Archivio Storico Enel nel maggio 2016, grazie alla guida e al supporto dell’Avvocato Paolo De Luce, Responsabile dell’Archivio, mi ha permesso di consultare e raccogliere fotografie, disegni tecnici, documenti amministrativi, manoscritti, libri e riviste specializzate che documentano il lavoro, i progetti, i paesaggi industriali e le infrastrutture dell’energia elettrica realizzate in Italia in più di un secolo di storia, dalle operazioni di illuminazione delle città e delle campagne, all’impiego dell’energia per i trasporti e in agricoltura. L’Archivio ha, inoltre, una piattaforma che consente la consultazione online delle schedature del materiale documentario, fotografico e dei filmati d’impresa, attraverso il sito: www.enelikon.it. Alcuni dei materiali raccolti sono presentati all’interno dei capitoli che compongono la tesi, mentre altri trovano spazio in appendice. 4. Sopralluogo alla città di Larderello e ai territori della geotermia Nel mese di agosto 2016 ho avuto l’opportunità di svolgere un sopralluogo presso la città di Larderello (PI), grazie alla disponibilità dell’Ingegner Massimiliano Santulli di Enel Green Power, con il quale ho visitato il Museo della Geotermia della città, il pozzo dimostrativo del sistema di produzione dell’energia geotermica, e la centrale geotermoelettrica di Valle Secolo. Ho poi proseguito la visita della città nuova progettata da Michelucci e dei soffioni boraciferi di Sasso Pisano. In questa occasione ho potuto conoscere la storia di un territorio legata alla produzione industriale, una storia fatta anche di riconversioni e trasformazioni, e che costituisce un unicum nel suo genere. Ho potuto vedere da vicino come funziona un sistema di produzione di energia geotermica e, grazie in particolar modo alla visita all’interno della centrale di Valle Secolo, confrontarmi con le dimensioni di un impianto e approfondire il rapporto che lega un’opera di ingegneria all’architettura

    Progetto di recupero e valorizzazione della Cava di Tor Fiscale

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    Il contributo, corredato dai relativi disegni di progetto, documenta e illustra la soluzione progettuale sperimentale elaborata, come conclusiva della Ricerca Sapienza -finanziata 2012-2013- Responsabile Prof. P.V. Dell'Aira, dal titolo " Sottosuoli urbani La progettazione della 'città che scende'. Tecniche progettuali e realizzative. Identità e qualità spaziale. Comfort ambientale". Il progetto viene presentato attraverso i suoi principali concept informatori: • la relazione tra sopra e sottosuolo • la discenderia, scultura ambientale • le "colonne di luce": landmarks tra sotto e sopra-suolo • il percorso espositivo-narrativo ipogeo • il ridisegno del ponte pedonale • il riuso dell'antico casaleThe contribution, together with its design drawings, documents and illustrates the experimental design solution, as the final of the financed Sapienza Research -2012-2013- Responsible Prof. P.V. Dell'Aira, titled Urban undergrounds. Designing the 'going down' city. Design and implementation techniques. Identity and spatial quality. Environmental comfort. The project is presented through its main informative concepts: • the relationship between above territories and subsoil spaces • the descendery as an environmental sculpture • the "columns of light": landmarks between under and over-ground • the hypogeous exposition-narrative path • the redesign of the pedestrian bridge • the reuse of the old farmhous

    Fiumicino_re boat - Impianto End of Life Boat

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    Il progetto "Fiumicino_re boat" è la formulazione di un'ipotesi tipologica/funzionale per un impianto di riciclo per le imbarcazioni e i veicoli nautici in cui i rifiuti potranno essere trattati come materia prima secondaria da cui ottenere componenti riutilizzabili. L'ipotesi progettuale delinea in modo sperimentale, dall’ambito nazionale a quello locale, l’organizzazione di una nuova filiera della nautica e individua le possibili connessioni con l'area in cui è situato: il nuovo porto turistico-commerciale di Fiumicino posto tra Porto Canale e la Riserva Naturale “Coccia di Morto”. L'area di costa che si estende da Fiumicino sino ad Ostia presenta infatti numerosi cantieri navali, molti dei quali nati spontaneamente, che trattano la dismissione di piccole imbarcazioni. Inoltre in prossimità di Isola Sacra e delle aree golenali adiacenti alla foce del fiume Tevere, si incontrano spesso relitti pericolosamente ancorati e semi affondati. L'ipotesi progettuale presuppone la delocalizzazione della moltitudine di piccoli cantieri e depositi navali dispersi nel territorio costiero di interesse e la concentrazione delle funzioni di recupero e smaltimento in corrispondenza del nuovo impianto. A partire dalla ri-funzionalizzazione del porto e dalla definizioni di nuovi margini rispetto alla città è stato quindi individuato un perimetro all’interno dell’area navale in cui inserire l’impianto di fine vita delle imbarcazioni, valutandone prima di tutto il grado di accessibilità dei mezzi da terra e delle imbarcazioni dall’acqua. L’impianto di costituisce di un volume principale - in cui l’organizzazione degli spazi interni corrisponde alla sequenza di operazioni necessarie per il trattamento delle imbarcazioni – e di una serie di volumi secondari. Nel corpo principale sono stati organizzati gli spazi per: l’accettazione, lo smontaggio, la bonifica, lo stoccaggio, il disassemblaggio e la triturazione, i depositi dei materiali da rivendere, riparare e triturare, ambienti e laboratori per la ricerca. Nei volumi secondari sono stati collocati i depositi per i mezzi, gli spazi per il personale, le aree vendita e un piccolo cantiere di refitting. A completare il sistema urbano è stato progettato lo spazio aperto circostante prevedendo aree di accesso e di sosta, percorsi carrabili e pedonali, sia per il personale dell’impianto che per le persone esterne. Oltre allo studio delle funzioni è stata elaborata una ricerca compositiva-formale. La forma dell’impianto e i materiali utilizzati richiamano idealmente l’immagine di una nave merci ancorata alla banchina: l’accettazione si configura come l’area di carico posta a poppa di una imbarcazione e le funzioni esterne come piccoli container. Il tema di un nuovo centro integrato per la dismissione delle imbarcazioni e il riciclo dei loro materiali vuole costituirsi come modello ripetibile in qualsiasi ambito del territorio nazionale

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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