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CHIAROMONTE. Lusso, politica, guerra e devozione nella Sicilia del Trecento Un restauro verso il futuro
Il volume è il catalogo dell'omonima mostra che si è svolta a Palermo, a Palazzo Chiaromonte. Raccoglie 42 saggi in italiano, francese, inglese e spagnolo, suddivisi nelle sezioni: I Chiaromonte tra storia e arte; Architettura nel Trecento; Il soffitto dipinto della Sala dei Baroni nello Steri; Restauri nella Sala dei Baroni; Testimonianze dagli scavi archeologici; Le opere d’arte nell’età dei Chiaromonte; L’architettura in mostra. L'opera è corredata di una corposa bibliografia con manoscritti e testi a stampa.The book is the catalogue of the homonymous exhibition that took place in Palermo, at Palazzo Chiaromonte. It collects 42 essays in Italian, French, English and Spanish, divided into sections: The Chiaromonte between history and art; Architecture in the fourteenth century; The painted ceiling of the Sala dei Baroni in the Steri; Restorations in the Sala dei Baroni; Testimonies from archaeological excavations; Works of art in the Chiaromonte age; The architecture on display. The work is accompanied by a large bibliography with manuscripts and printed texts
Development of PLA/Microcellulose Biocomposite Filaments for 3D Printing
This work is aimed to develop, by means of conventional extrusion technologies for polymer processing, novel poly(lactide)/microcrystalline cellulose (PLA/MCC) filaments for 3D printing. The biocomposite filaments, produced at four different MCC loadings (6, 9, 12, and 18 wt%) by melt blending in extruder, are characterized in terms of rheological, thermal, and mechanical response. The analyses demonstrate that the MCC addition up to 12 wt% does not significantly modify the viscoelastic flow behavior of the matrix, and does not change its phase transition temperatures, but increases the storage modulus at 35 degrees C by over 45%
SCHEDE mostra L’EROICO E IL MERAVIGLIOSO. Le donne, i cavalier, l’arme ... in Sicilia. Un mondo di immagini nel V centenario dell’Orlando Furioso
Le schede redatte sono relative ad alcuni disegni e incisioni esposte a Palazzo Abatellis di Palermo in occasione della mostra L’EROICO E IL MERAVIGLIOSO. Le donne, i cavalier, l’arme ... in Sicilia. Un mondo di immagini nel V centenario dell’Orlando Furios
L’iconografia a stampa come strumento della professione dell’architetto tra Seicento e Settecento in Sicilia
Quanto sinora è emerso dalla documentazione o appare indirettamente
riscontrabile nei progetti e nelle realizzazioni indica chiaramente
che le raccolte e le collezioni di libri costituivano per gli
architetti attivi in Sicilia tra Seicento e Settecento un indispensabile
strumento di aggiornamento e di distinzione. Professionisti
quasi sempre autodidatti o provenienti dal mondo artigiano, che
nell’arco di pochi anni maturavano un salto sociale, trovavano
nella biblioteca una valida arma per ottenere successo. I frammenti di storia che possediamo disegnano solo determinati
segmenti terminali, conosciamo alcuni importanti inventari, ricche
biblioteche, talora si può persino individuare il processo della
loro frammentazione, ma ben poco si sa ancora del storia pregressa,
della rete di distribuzione, delle librerie che rifornivano i professionisti
della costruzione.Certo è che la formazione degli architetti in Sicilia, così come
quella di molti artigiani, avviene soprattutto attraverso modelli e
repertori iconografici. Il libro, purché ricco
di immagini, recente e aggiornato, forniva di per sé la chiave di
una legittimazione del progetto. La condivisione tra architetti,
maestri e committenti di questo strumento sembra altrettanto
palese, come si evince dai contratti in cui si chiede di replicare
portali o altari tratti da modelli a stampa. L’utilizzo pratico di pubblicazioni
è comunque riscontrabile in casi differenti che nel presente saggio si
prova a riassumere
La biblioteca dei Barresi di Pietraperzia nel XVI secolo
Il contributo analizza i libri facenti parte della biblioteca della nobile famiglia Barresi di Pietraperzia, all'interno della quale erano presenti alcuni volumi d'architettura
Biblioteche e trattati nella prima metà del Settecento: l'Architetto Pratico di Giovanni Amico
Giovanni Amico pubblica il primo volume del suo trattato nel 1726, in un momento di forte ascesa professionale: già dal 1720 ha contatti con l’ambiente, palermitano, in particolare con la committenza gesuitica, ma in quell’anno riceve il prestigiosissimo incarico di completare la colonna mariana per la piazza imperiale di Palermo, antistante la chiesa di S. Domenico, e il terremoto che colpisce la capitale, sempre nello stesso anno, gli permetterà di essere coinvolto in una serie di interventi di restauro di diverse fabbriche, fra cui la cattedrale, in virtù della grande competenza ormai riconosciutagli nel campo degli interventi strutturali. E’ il momento della maturazione professionale raggiunta attraverso una solida formazione teorica, probabilmente avviata negli istituti religiosi della sua città e consolidata anche attraverso la costruzione di una ricca biblioteca personale, come testimoniato anche dal suo trattato. Va subito detto che è soprattutto questo primo volume del 1726 ad essere maggiormente dotato di citazioni letterarie e di riferimenti bibliografici, più del secondo pubblicato nel 1750, pochi anni prima della morte. A un progetto editoriale ambizioso come quello di volere pubblicare una trattato completo sulla disciplina architettonica è sotteso, fra le tante ragioni non dichiarate ma ovvie, la necessità di legittimare una dimensione intellettuale del mestiere dell’architetto che per Amico cade in un momento cruciale della sua carriera; nel secondo volume le citazioni sono più rare, e il ritardo con cui viene pubblicato può forse giustificare una stesura più sintetica, ma forse alla fine della sua carriera Giovanni Amico non doveva più dimostrare alcunché e meno che mai il suo livello intellettuale
Trecento gotico doloroso e cortese in Sicilia: le opere in mostra
Il saggio descrive molte delle opere d'arte del XIV e XV secolo esposte in mostra (dipinti su tavola, sculture lignee, oggetti in argento con smalti, cofanetti in avorio e legno), di fattura locale, italiana, cipriota-egea, iberica, francese e tedesca, tutte provenienti dalla Sicilia, alcune legate alla famiglia Chiaromonte.The essay describes many of the 14th and 15th century works of art on display (paintings on wood, wooden sculptures, silver objects with enamels, ivory and wooden boxes), of local, Italian, Cypriot-egean, Iberian, French and German manufacture, all from Sicily, some related to the Chiaromonte family
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