1,720,977 research outputs found
Recensione di «Un volgarizzamento sallustiano ritrovato. Il Catilina del ms. 222 della Biblioteca Universitaria di Padova copiato nella Scutari veneziana», Edizione e commento a cura di Luca Morlino, Trento, Università degli Studi di Trento – Dipartimento di Lettere e Filosofia, 2023, pp. 247 («Labirinti», 194).
La recensione esamina l’edizione e il commento del Catilina di Sallustio volgarizzato, individuato da Luca Morlino nel ms. 222 della Biblioteca Universitaria di Padova e copiato a Scutari nel 1432. Il volume è inquadrato nel contesto delle traduzioni italoromanze delle monografie sallustiane ed è valutato come un volgarizzamento autonomo rispetto alle versioni note. La recensione ripercorre l’articolazione dell’opera, soffermandosi sulla ricostruzione del contesto storico-culturale e librario del codice, sulla descrizione codicologica, sull’ampio commento linguistico (con particolare attenzione a lessico e sintassi) e sui criteri editoriali adottati. Ampio spazio è riservato all’analisi dell’edizione del testo, dell’apparato e del commento filologico.
The review discusses Luca Morlino’s edition and commentary of a vernacular translation of Sallust’s Catiline, preserved in manuscript 222 of the Biblioteca Universitaria di Padova and copied in Scutari in 1432. The work is situated within the tradition of Italo-Romance translations of Sallust’s monographs and assessed as an autonomous vernacular version. The review outlines the structure of the volume, focusing on the reconstruction of the manuscript’s historical, cultural, and book-historical context, the codicological description, the extensive linguistic commentary—with particular attention to lexis and syntax—and the editorial criteria. Special attention is devoted to the critical text, apparatus, and philological commentary, which thoroughly document the relationship with the Latin source
Palladius Rutilius Taurus Aemilianus, «Opus agriculturae». Volgarizzamento fiorentino trecentesco (II)
L’Opus agriculturae di Palladio Rutilio Tauro Emiliano, trattato latino in tredici libri composto verosimilmente tra il 372 e il 455 d.C., conobbe nel Medioevo una fortuna vastissima, testimoniata dalla sua cospicua tradizione manoscritta, dalle numerose citazioni del testo in opere di autori di primo rilievo (Isidoro di Siviglia, Vincenzo di Beauvais, Egidio Romano, Brunetto Latini) e da un nucleo considerevole di traduzioni. Fra queste, si segnalano tre volgarizzamenti toscani realizzati entro la prima metà del Trecento, siglati, in ordine di scoperta, I, II e III.
Il volume propone la prima edizione critica commentata del volgarizzamento II, linguisticamente ascrivibile all’area fiorentina e il cui testimone più antico risale agli anni 1330-1350. Il testo, trasmesso da cinque manoscritti, ha conosciuto una certa fortuna negli studi sui volgarizzamenti, principalmente per l’ipotetica attribuzione al notaio fiorentino Andrea Lancia basata sulla presenza della sigla «A.L» nell’explicit di due testimoni.
Nell’Introduzione si dà conto della storia degli studi sul trattato di Palladio e sui volgarizzamenti toscani, si mostra l’affinità tra i volgarizzamenti I e II e una particolare famiglia di codici latini dell’Opus agriculturae (denominata Pr) e si esaminano alcune questioni ancora aperte, in particolare i possibili rapporti fra il volgarizzamento II e quello, siglato I, edito dall’abate Zanotti nel 1810. Nella Nota al testo si fornisce la descrizione codicologica dei testimoni manoscritti di II, si illustra la ricostruzione stemmatica della tradizione attraverso la discussione dei loci critici, si offre un’analisi della lingua del manoscritto posto a base dell’edizione, si presentano i problemi filologici relativi alle rubriche del testo e si espongono i criteri editoriali. L’edizione critica del volgarizzamento è corredata da un commento puntuale, che si focalizza sui rapporti con la fonte latina, sugli usi traduttivi del volgarizzatore e sul trattamento del lessico tecnico, con verifiche mirate estese agli altri due volgarizzamenti toscani dell’Opus agriculturae. Chiudono il volume l’indice delle voci commentate - che fornisce, per ogni lessema trattato, il dettaglio delle forme latine corrispondenti -, e gli indici dei nomi e dei manoscritti.The Opus agriculturae of Palladius Rutilius Taurus Aemilianus, a Latin treatise in thirteen books, was composed between 372 and 455 AD. It was extremely influential in the Middle Ages, as evidenced by its extensive manuscript tradition, numerous citations in the works of leading authors (Isidore of Seville, Vincent of Beauvais, Aegidius Romanus, Brunetto Latini) and a considerable nucleus of translations. The collection includes three Tuscan vernacular translations, crafted within the first half of the 14th century, and labelled I, II and III, respectively, in accordance with the order of their discovery.
The volume proposes the first annotated critical edition of translation 'II', linguistically ascribable to the Florentine area and whose oldest witness dates back to the years 1330-1350. The text, transmitted by five manuscripts, has been the focus of significant scholarly attention in the field of vernacular translations, primarily due to the speculative attribution to the Florentine notary Andrea Lancia, based on the presence of the initials 'A.L.' in the explicit of two manuscripts.
The Introduction provides a comprehensive overview of the historical development of studies on Palladius's treatise and on the Tuscan volgarizzamenti, demonstrating the notable affinity between volgarizzamenti I and II and a specific family of Latin codices of the Opus agriculturae (referred to as Pr). It also examines several unresolved questions, particularly the potential connections between volgarizzamento ‘II' and ‘I', the latter edited by Abbot Zanotti in 1810. The Note to the text provides a codicological description of the manuscript witnesses of II, illustrates the stemmatic reconstruction of the tradition through a discussion of the loci critici, offers an analysis of the language of the manuscript used as the basis for the edition, presents the philological problems relating to the rubrics of the text and sets out the editorial criteria. The critical edition of the vernacular is accompanied by a detailed commentary that focuses on the relationship with the Latin source, the translator's translation uses, and the treatment of the technical lexicon, with targeted checks extended to the other two Tuscan vernacularisations of the Opus agriculturae. The volume closes with an index of the annotated entries - providing, for each lexeme treated, details of the corresponding Latin forms - and indices of names and manuscripts
[Recensione a] Guiberto di Nogent, Le reliquie dei santi, traduzione di Matteo Salaroli, Turnhout, Brepols, 2015
Recensione di «Volgarizzamento trecentesco anonimo di Valerio Massimo», a cura di Vanna Lippi Bigazzi, Firenze, Accademia della Crusca, 2022, vol. I. «Introduzione. Prima e seconda redazione», pp. 861; vol. II. «Terza redazione. Apparato di confronto», pp. 589; vol. III. «Chiose. Glossario», pp. 613 («Scrittori italiani e testi antichi pubblicati dall’Accademia della Crusca»).
La recensione esamina l’edizione critica in tre volumi del volgarizzamento fiorentino trecentesco di Valerio Massimo, curata da Vanna Lippi Bigazzi e pubblicata dall’Accademia della Crusca nel 2022. L’edizione offre la prima analisi scientifica complessiva della tradizione volgare dei Facta et dicta memorabilia, basata su 31 manoscritti e articolata in tre successive redazioni (Va, V1 e V2), oltre a revisioni parziali e a una traduzione alternativa. Particolare attenzione è dedicata alle chiose manoscritte che accompagnano il testo. L’opera comprende ampie introduzioni filologiche, testi critici corredati di apparati e un apparato di confronto che allinea le versioni volgari con la fonte latina. È inoltre presente un ampio glossario che documenta la stratificazione lessicale della tradizione. L’edizione è considerata un contributo di grande rilievo allo studio dei volgarizzamenti medievali e della trasmissione testuale.
This review discusses the three-volume critical edition of the fourteenth-century Florentine vernacular translation of Valerius Maximus, edited by Vanna Lippi Bigazzi and published by Accademia della Crusca in 2022. This edition provides the first comprehensive scholarly analysis of the vernacular tradition of Facta et dicta memorabilia, drawing on 31 manuscripts and presenting three successive redactions (Va, V1 and V2), along with partial revisions and an alternative translation. Particular attention is devoted to the accompanying manuscript glosses. The work includes extensive philological introductions, critical texts with apparatuses and a comparative apparatus that aligns the vernacular versions with the Latin source. There is also a large glossary that documents the lexical stratification of the tradition. This edition is considered a significant contribution to the study of medieval vernacular translations and textual transmission
Greggiuola, gru, immezzare, lacciuolo, scroba, in Scelta di voci del Tesoro della Lingua Italiana delle Origini
Analysis of Ancient and Medieval Texts and Manuscripts : Digital Approaches. edited by Tara Andrews and Caroline Macé, Turnhout, Brepols, 2014
Il magistero di Pietro Giordani nello studio e nell'edizione dei volgarizzamenti trecenteschi
Il contributo analizza il ruolo storico di Pietro Giordani nello studio e nell’edizione dei volgarizzamenti trecenteschi, offrendo una raccolta dei materiali relativi a tali testi rintracciabili negli scritti editi del piacentino, arricchita dall’inclusione di alcuni materiali inediti. Per ciascun documento individuato, viene fornito un resoconto delle edizioni e degli studi sui testi citati disponibili all’epoca. La presentazione dei materiali si articola in tre sezioni: la prima comprende i passi relativi ai volgarizzamenti presenti nelle lettere dedicate al canone letterario, alla formazione dello scrittore ideale e ai consigli di lettura; la seconda raccoglie gli scritti in cui Giordani descrive e applica i criteri per una corretta edizione dei volgarizzamenti; la terza e ultima sezione si concentra sulle lettere che permettono di ricostruire il ruolo di Giordani nelle iniziative editoriali legate alle traduzioni trecentesche.The contribution analyses the historical role of Pietro Giordani in the study and edition of 14th-century vernaculars, offering a collection of materials on these texts traceable in the Piacenza man's published writings, enriched by the inclusion of some unpublished materials. For each document identified, an account is provided of the extant editions and studies on the cited texts available at the time. The presentation of the materials is divided into three sections: the first includes the passages relating to the vernaculars present in the letters dedicated to the literary canon, the formation of the ideal writer and reading suggestions; the second gathers the writings in which Giordani describes and applies the criteria for a correct edition of the vernaculars; and the third and final section focuses on the letters that allow us to reconstruct Giordani's role in the publishing initiatives linked to 14th-century translations
Dal «Corpus OVI» a una biblioteca digitale dell'italiano antico
l contributo si propone di esplorare la possibilità di trasformare il Corpus OVI dell’italiano antico in una biblioteca digitale online, esaminando la questione del diritto d’autore per ciò che riguarda le edizioni critiche e scientifiche e ripercorrendo l’esperienza dell’OVI nell’ambito della digitalizzazione di testi. Si propone inoltre un confronto con l’attuale panorama delle biblioteche digitali di testi italiani antichi e si mostrano alcuni spunti per l’implementazione che tale progetto di transizione digitale consentirebbe in termini di interoperabilità.The paper aims to explore the possibility of transforming the Corpus OVI dell’italiano antico into an online digital library, examining the issue of copyright con cerning scholarly editions and retracing the OVI’s experience in the digitalisation of texts. It also proposes a comparison with the current panorama of digital libraries of ancient Italian texts and shows some ideas for the implementation that this digital transition project would allow in terms of interoperability
- …
