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Football clubs’ profitability after the Financial Fair Play regulation: evidence from Italy
Il passaggio generazionale: le esigenze formative e le sviluppo delle competenze
Il testo tratta dell'importanza e della rilevanza dell'azienda familiare nel Made in Italy in una prospettiva multidisciplinare e sofferma l'attenzione sugli aspetti più propri del profilo strategico e competitivo della PMI italiana, spesso a conduzione familiare
La Balanced Scorecard come strumento di misurazione delle performance negli istituti bancari: due banche di credito cooperativo a confronto
A causa del notevole incremento della pressione competitiva, le banche manifestano attualmente l’esigenza di migliorare i propri risultati sotto diversi punti di vista. Oltre al classico aspetto economico-finanziario, anche altre sfere strategiche e gestionali necessitano di essere monitorate: diviene pertanto di fondamentale importanza il raggiungimento di risultati espressi anche in termini di efficienza e funzionalità organizzativa, oppure di efficacia e flessibilità organizzativa (Di Antonio, 2008).
Negli ultimi anni, a causa di alcuni cambiamenti radicali che hanno interessato il settore bancario – quali la globalizzazione dei mercati finanziari, l’innovazione dei prodotti finanziari e le nuove disposizioni e cambiamenti nel comportamento dei clienti – si è avvertita l’esigenza di utilizzare strumenti di misurazione della performance capaci di misurare ulteriori fattori critici di successo, oltre che di individuare le variabili più rilevanti per il processo decisionale della banca, le risorse impiegate ed i risultati raggiunti. Il tutto con l'obiettivo di gestire la banca con maggiore consapevolezza e razionalità.
Onde poter raggiungere queste finalità, gli istituti di credito stanno compiendo sforzi apprezzabili per innovare i propri sistemi di misurazione, orientandosi verso una gestione per processi e implementando nuovi strumenti di controllo in passato assolutamente ignoti al settore. Il tentativo di introdurre nuove tecniche manageriali ha comportato un cambiamento nella cultura aziendale e la necessaria apertura di tutto l’organismo personale della banca nei confronti dei nuovi strumenti.
Le principali tecniche utilizzate dagli istituti di credito vanno dal Business Process Reengineering (BPR) all’Activity-Based Costing (ABC), dall’Activity-Based Managament (ABM) all’Assessment del rischio di processo, fino ai sistemi integrati di misurazione della performance, tra cui la Balanced Scorecard (BSC). Quest’ultimo strumento costituirà l’oggetto precipuo del presente lavoro di ricerca.
Dal punto di vista metodologico si è proceduto attraverso un’analisi della letteratura nazionale avente ad oggetto casi studi di progettazione e/o implementazione della BSC negli istituti bancari.
L’obiettivo del presente paper non è proporre nuovi case studies di applicazione della BSC da aggiungere ai precedenti contributi presenti in letteratura (Turi, 2002; Giorgino et al, 2005; Desario, 2006; Busco C. et al., 2007; Mazza, 2008; Vola et al., 2009; Castellano e Giannizzari, 2012), ma porre l’attenzione su due specifici istituti bancari proposti dalla letteratura al fine di: i) indagare come essi abbiano proceduto nella progettazione della BSC, ii) evidenziare le particolarità dell’applicazione della BSC in ciascun istituto, e iii) individuare gli elementi di comunanza e di divergenza tra i due casi.
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Nell’ambito delle banche analizzate dalla letteratura nazionale (tra le altre Banca 121, Intesa SanPaolo, Monte Paschi di Siena, Banca di credito cooperativo di Fisciano, Banca di credito cooperativo piemontese) si è scelto di porre l’attenzione sulle banche di credito cooperativo (Bcc) a causa del rilevante ruolo di sostegno all’economia che ricoprono come risposta alla crisi (Draghi M., 2009).
Le Banche di credito cooperativo sono infatti banche locali, caratterizzate da un forte legame di reciprocità con i territorio di riferimento; lo status di socio della banca può essere concesso solo a chi risiedere, ha sede, ovvero opera con carattere di continuità nel territorio di competenza e il risparmio raccolto dalla banca viene investito nel sostenimento e nei finanziamento dello sviluppo dell’economia reale locale (Castellano e Giannizzari, 2012).
Nell’ambito delle banche di credito cooperativo proposte dalla letteratura, ci si è focalizzati su due banche attive su tessuti territoriali diametralmente opposti – la Banca di credito cooperativo del Piemonte (Vola et al., 2009) e la Banca di credito cooperativo della Campania (Castellano e Giannizzari, 2012) – al fine di evidenziare le differenze e le similitudini nella progettazione dello strumento analizzato.
Il lavoro si articola in sei paragrafi. Il primo paragrafo pone l’attenzione sulle criticità del settore bancario ed in particolare sulle caratteristiche del sistema del credito cooperativo; il secondo paragrafo delinea lo strumento della BSC; il terzo paragrafo illustra le particolarità relative all’applicazione della BSC nelle banche; il quarto e il quinto sono dedicati all’analisi della BSC nelle due Bcc selezionate, mentre il sesto paragrafo è dedicato alle considerazioni conclusive
“L’insegnamento dell’Economia Aziendale nei dottorati di ricerca italiani: un’indagine sui cicli XXVI, XXVII e XXVIII
Sin dalla sua fondazione – avvenuta convenzionalmente il 13 novembre 1926 quando a Ca‟ Foscari Gino Zappa tenne la celebre prolusione “Tendenze nuove negli studi di Ragioneria – l‟Economia Aziendale è stata connotata nella duplice veste di argomento di studio da approfondire nella ricerca scientifica e materia di insegnamento rivolta agli studenti delle scuole superiori e delle università. Sotto questo secondo punto di vista i corsi di economia aziendale sono pian piano sorti sia negli istituti tecnici a sfondo commerciale, sia nelle facoltà di Economia e Commercio. Con il passare del tempo, a livello universitario l‟insegnamento dell‟Economia Aziendale è sconfinato altresì in corsi di laurea diversi da quelli economici, divenendo una materia oggetto di studio nelle facoltà di Giurisprudenza oppure di Ingegneria. Non solo, con gli anni l‟Economia Aziendale si è saputa ritagliare uno spazio anche nei corsi di formazione professionale e nei corsi post-lauream, soprattutto i master.
Da quando poi nel 1980 nell‟ordinamento italiano sono stati istituiti i dottorati di ricerca2, anche nel terzo livello dell‟insegnamento universitario sono comparsi corsi di dottorato dedicati all‟Economia Aziendale, oppure moduli di Economia Aziendale all‟interno di programmi più generali, principalmente di carattere economico, ma talora anche riguardanti altri campi del sapere: dalla medicina all‟ingegneria, dalla fisica al diritto.
Poste tali premesse, il presente contributo mirerà a indagare l‟insegnamento dell‟Economia Aziendale nei dottorati di ricerca italiani, focalizzandosi in particolare sui cicli dal ventiseiesimo al ventottesimo, vale a dire su quelli che sono scattati dall‟anno accademico 2010/11 all‟a.a. 2012/13. L‟indagine punterà innanzitutto a chiarire il quadro generale dei dottorati in cui è previsto l‟insegnamento dell‟Economia Aziendale. Essendo difficile identificare con una denominazione unica i corsi aventi come oggetto gli argomenti propri della disciplina si è deciso di considerare quale discriminante per annoverare o meno un dottorato nell‟indagine il settore scientifico-disciplinare. In particolare, saranno considerati afferenti all‟Economia Aziendale esclusivamente i dottorati nei quali sia presente il settore Secs P/07, denominato appunto Economia Aziendale.Nell‟ambito dei dottorati esaminati si cercherà in via preliminare di chiarire il peso dell‟Economia Aziendale, i rapporti con le altre discipline e l‟evoluzione temporale dell‟insegnamento dell‟Economia Aziendale nei dottorati italiani dall‟istituzione del terzo livello di istruzione universitaria fino ad oggi.
Successivamente, focalizzando l‟analisi sui dottorati in cui il peso dell‟Economia Aziendale risulti prevalente, saranno indagati in particolare gli aspetti riguardanti l‟insegnamento e l‟apprendimento della disciplina: dagli obiettivi dei corsi alle modalità di svolgimento della didattica, dai contenuti dei programmi alle modalità di redazione del lavoro finale.
Le domande di ricerca alle quali si intende rispondere saranno pertanto le seguenti:
1) come è cambiato nel corso degli anni il peso dell‟Economia Aziendale nei dottorati di ricerca italiani?
2) come sono strutturati i dottorati di ricerca in cui l‟Economia Aziendale ha un peso rilevante?
3) come cambia l‟insegnamento dell‟Economia Aziendale tra i dottorati di ricerca e i corsi di laurea tradizionali
Accounting PhD courses' organization: The cases of UK and Italy
This paper aims to analyze Italian and British doctorates in order to understand how they have structured as regard topics and organization of classes; in particular the analysis seeks to understand if there are any similarities or differences between the Italian and British context.
After the study of 28 PhD courses (14 in Italy and 14 in UK)
results show that the two countries present more differences than similarities explained by a different evolutionary process of the PhDs courses
L’Economia Aziendale nei dottorati italiani: un’indagine esplorativa
The Accounting Education is a scientific field very flourishing outside Italy, with a rich presence of international scientific journals. Instead, the Italian researches have been focused more on scientific aspects of Accounting and Economia Aziendale, less on the educational profile.
This paper, including in the studies of the Accounting education, aims to investigate the teaching of “Economia Aziendale" in Italian Phd courses, with a particular focus on the cycles XXIX. Taking a cue from a study conducted by the study group Sidrea in 2008, the information has been found both on the PhDs websites and on the Ministry of Education one.
The survey has been conducted analyzing 34 Italian PhD activated by the Department of Economic, Accounting or Management and has been composed by two parts. The first part is related to the investigation of the thematic more disseminated in the 34 PhD courses analyzed. In the second part has been investigated the organization of these PhD courses. The analysis involves the use of a qualitative methodology, in which the data collected were simply observed and compared each other.
In order to include this contribution in the classical taxonomy of Accounting Education studies, it could be classified as a "Curricu-lum and instruction", because the second part of the analysis has been focused on the observation of curricula, course content and teaching methods.
Findings show that, in line with previous research, the thematic more widespread are the accounting, the research methodology and strategy, while scars attention have been paid to the Finance and Public sector accounting.
Moreover teaching methods used in the Italian PhD courses are based on the traditional tools (compulsory lessons and seminars). However, the analysis of the programs shows a relevant role of the national and international conference and drawing up paper; which stimulate and train students to scientific research.
This paper is a contribution to the existing literature by pointing out the attention on the role of the Economia Aziendale; in particular the novelty of the paper compared with the few previous studies is that the analysis was focused on all doctorates, which are involved in the scientific sector Secs P / 07
L’analisi strategica dei costi nella scelta tra tecnologie sanitarie alternative
Il lavoro perviene ad una metodologia di analisi che muovendo da un caso concreto riguardante l’introduzione di un
device per la cura cronica del dolore, sia in grado di standardizzare le
variabili di contesto così da esprimerle in termini parametrici. La metodologia assume una valenza prescrittiva basata
sull’impiego di simulazioni economico-finanziarie in funzione di scenari
alternativi che impattano sulle differenti configurazioni di impiego delle tecnologia
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