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    Un progetto per il confronto interlaboratoriale sulla misurazione dei livelli di rischio da vibrazioni nei luoghi di lavoro: prime indicazioni (relazione ad invito)

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    L’Unione Europea stima che il 21% degli occupati italiani sia esposto a vibrazioni, tanto quelle applicate al sistema mano-braccio (HAV) quanto quelle al corpo intero (WBV) e le patologie da tale agente fisico rappresentano la quinta causa di malattia professionale indennizzata dall’INAIL. Con Decreto Legislativo n.187 del 2005 prima e con Decreto Legislativo n.81 del 2008 poi il nostro Paese ha recepito la Direttiva 2002/44/CE che impegna le aziende ad una rinnovata attenzione per ridurre il rischio di patologie professionali da esposizione ad elevati livelli di vibrazioni. La legislazione in vigore dal 2006 richiede che le aziende effettuino la valutazione del rischio mediante diverse modalità ed in particolare che possano avvalersi dell’utilizzo di dati desunti da banche dati di soggetti autorizzati (nel 2006: ISPESL, Regioni e CNR) ovvero mediante misurazione sul campo dei livelli di rischio. Pur in presenza di indicazioni normative esplicitate dal provvedimento legislativo (ISO 2631 per WBV e ISO 5349 per HAV) l’attività di vigilanza del Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’Azienda USL di Modena ha mostrato che le misurazioni del rischio possono portare a risultati anche molto distanti sulla base delle metodologie e delle scelte operative seguite e della perizia dei rilevatori. E’ poi da rilevare che la BDV presenta a tutt’oggi un numero di misurazioni molto limitato rispetto alla casistica che si riscontra nei luoghi di lavoro e ciò ne limita la fruibilità da parte delle aziende in fase di valutazione del rischio. Su queste basi, a cura dell’Azienda USL di Modena – Dipartimento di Sanità Pubblica, dell’Azienda USL di Siena – Dipartimento di Prevenzione, dell’ISPESL – Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro, dell’INAIL – Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, Direzione Regionale della Emilia-Romagna e dell’Università di Bologna – DIENCA, è stato promosso e realizzato il progetto di ricerca interlaboratoriale sul campo denominato “VAL” (Vibrazioni negli Ambienti di Lavoro) di cui questa relazione rappresenta il primo momento di razionalizzazione dei risultati. Il progetto VAL si è posto le seguenti finalità: - promozione, condivisione e applicazione sul campo di modalità corrette di misurazione del rischio e di espressione dei livelli di esposizione presenti sui posti di lavoro con i consulenti che operano in provincia di Modena; - arricchimento della BDV con valori misurati su sorgenti o relativi a condizioni produttive non ancora in essa descritte; - sperimentazione e perfezionamento del Protocollo di misurazione per l’accesso alla BDV; - valutazione statistica delle incertezze di misura in predeterminate condizioni operative sul campo

    AN ANGULAR RESOLVED ELECTRON-ENERGY-LOSS INVESTIGATION OF HIGHLY ORIENTED PYROLITIC GRAPHITE ELECTRONIC-STRUCTURE RID G-7348-2011

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    Angular resolved electron energy loss measurements on highly oriented pyrolitic graphite have been performed in reflection kinematics and at grazing incidence angles. Because of the selected kinematics it has been possible to change, almost independently, either the momentum transfer parallel to the surface (q(parallel-to)) or the angle between the momentum transfer and the graphite c axis (q^c). The present measurements have proved to be very sensitive to the surface structure of the sample and have allowed the assignment of the prominent loss at about 6 eV to a pi --> pi* excitation mainly localized perpendicular to the c axis. Possible contributions from surface localized states have also been detected. This transition shows negligible dispersion in q(parallel-to) and its energy centroid appears to be shifted with respect to previous surface and bulk measurements. Furthermore, the measured cross-sections are brought to the same relative scale for each grazing angle, and the loss and scattering functions are derived from data taken in reflection kinematics. The relevance of the kinematic prefactor in deriving transition energies from loss spectra is discussed with an emphasis on the role of q(parallel-to) zeroes
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