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    Nota a Cass. pen., sez. III, 17.11.2017 (dep. 28.2.2018), n. 9072

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    Il commento, partendo dall'esame della sentenza n. 9072/2017, analizza i possibili riflessi, sulla responsabilità del soggetto collettivo, dell’applicazione del nuovo istituto della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. nei confronti della persona fisica. Si ripercorrono dapprima gli argomenti a supporto dei contrapposti orientamenti emersi in dottrina e nella giurisprudenza, per poi giungere a esaminare, in chiave critica, l'approdo della Suprema Corte nella pronuncia in oggetto. Pur reputando coerente sul piano sistematico l’idea che le cause di non punibilità che attengono all’individuo non debbano esplicare effetti sulla responsabilità dell’ente - come sostenuto dalla Cassazione, con riferimento all'ipotesi della particolare tenuità, avuto riguardo al caso di specie - il contributo conclude nel senso che, nel quadro normativo vigente, non paia possibile pervenire a tale esito in via interpretativa, a meno di non oltrepassare il dato letterale ed estendere la previsione dell’art. 8 d.lgs. n. 231/2001 a casi non previsti

    La societa` unipersonale nello spettro applicativo del D.Lgs. n. 231/2001. La Cassazione apre alla (problematica) ‘‘terza via’’ dell’accertamento in concreto

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    La Suprema Corte, nel pronunciarsi in favore dell’assoggettabilita` delle societa` unipersonali alla disciplina del D.Lgs. n. 231/2001, conferma un indirizzo che appare ormai consolidato e fornisce alcune interessanti indicazioni in merito ai criteri che debbono presiedere all’accertamento giudiziale. La pronuncia pone l’accento sul ricorso a ‘‘criteri funzionali’’ in sede di valutazione in concreto dei presupposti della ‘‘responsabilita` 231’’, in particolare avuto riguardo alla possibilita` di distinguere un interesse proprio della societas rispetto a quello dell’autore del predicate crime. Ripercorrendo l’iter motivazionale della sentenza, il contributo propone una lettura delle possibili implicazioni discendenti dall’opzione prescelta dalla Cassazione

    Prova di permeabilità in sito

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    Atti del Dipartimento di Ingegneria Strutturale - Politecnico di Torino - N. 2

    An SPWD-Based Instrument for Accurate Spectral Analyses

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    The Wigner-Ville distribution (WD) is particularly used for time-frequency analysis of nonstationary signals. This paper proposes the application of the smoothed version of the WD to design an innovative virtual instrument (VI) which can be used as a spectral analyzer. Our work focuses on the computational algorithms that meet several essential requirements for implementation, such as high time-frequency resolution, precision, flexibility, and computational efficiency. An original interpolation formula is derived, to overcome the negative effects due to leakage. Following this, a simple WD implementation on the designed VI is proposed and a series of numerical checks is show, to suitably characterize the new instrument

    Delitti di terrorismo e responsabilità da reato degli enti tra legalità e esigenze di effettività

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    L’art. 25-quater ha fatto ingresso nel sistema delineato dal d.lgs. n. 231/2001 mediante la l. 14 gennaio 2003, n. 7, in attuazione di obblighi di matrice sovranazionale che, nel più ampio quadro di contrasto al fenomeno terroristico, imponevano il riconoscimento di forme di responsabilità anche a carico della persona giuridica. La circostanza che la disposizione in commento non sia mai stata applicata – a dispetto dell’attuale escalation della minaccia terroristica a livello globale – induce ad interrogarsi sulla funzione e sull’effettività della fattispecie nell’economia del ”decreto 231”. Muovendo dalla ricognizione delle fonti sovranazionali di riferimento, il presente contributo si sofferma sulle principali questioni interpretative sollevate dalla norma, con l’obiettivo di evidenziarne i profili di frizione con il principio di legalità e con il criterio oggettivo d’imputazione dell’interesse o vantaggio, illustrando al contempo le significative ricadute sul piano della costruzione del modello organizzativo.Article 25-quater was introduced into the system outlined by Legislative Decree No. 231/2001 through Law No. 7 of 14 January 2003, to implement supranational obligations, which required the recognition of forms of liability even for legal persons in the broader framework of the fight against terrorism. The fact that this provision has never been applied – in spite of the current escalation of the terrorist threat on a global scale – raises questions about its function and effectiveness for the purposes of the “Decree 231". Shifting from the acknowledgement of supranational sources of reference, this article focuses on the major issues of interpretation raised by the provision, aiming at highlighting the friction with the principle of legality and with the objective criterion (the “interest” or the “benefit”) for the attribution of liability, showing in the meantime the significant impact on the construction of compliance programs

    Equità nella giustizia penale: laboratorio propedeutico

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    Il lavoro si sofferma sul ruolo dell'equità nella giustizia penale. Il concetto è declinato in modo 'atecnico', quale rispetto delle regole, diffusione di una cultura della legalità, concorrenza leale; nozioni che immediatamente richiamano alla mente – ancor più del penalista – l’assenza di meccanismi distorsivi e di pratiche volte a favorire indebitamente un soggetto, la rettitudine dei comportamenti nella sfera pubblica e privata, la trasparenza. In questa ottica, il contributo si incentra sull'analisi della corruzione quale fenomeno che non solo danneggia i beni tradizionali del buon andamento e dell’imparzialità della PA, ma che reca danni al sistema economico nel suo complesso, travalicando i confini nazionali e afferendo tanto alla dimensione dell’individuo, quanto a quella delle persone giuridiche. Dopo un rapido esame delle ragioni alla base della riforma del 2012, il contributo ripercorre l’assetto attuale del sistema dei delitti di corruzione, sul piano della responsabilità penale della persona fisica e, in particolare, guardando alle previsioni concernenti gli enti collettivi nel settore privato (i modelli organizzativi ex d.lgs. n. 231 del 2001) e pubblico (i piani anticorruzione previsti dalla l. n. 190 del 2012). L’obiettivo è tentare di evidenziare, attraverso una ricognizione degli strumenti messi in campo dal legislatore italiano, come un cambio di paradigma dalla repressione penale alla prevenzione – ai fini del discorso qui condotto – possa anche contribuire al “recupero di una circolazione dell’etica pubblica” e a creare condizioni di 'parità delle armi' e fair competition

    Non c'è responsabilità (corporativa) senza colpa (di organizzazione). La Cassazione ribadisce la metodologia di accertamento delineata nel caso Impregilo bis

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    Con la decisione in commento, la Cassazione coglie l'occasione, ponendosi nel solco delle statuizioni della VI sezione nel caso Impregilo bis, per confermare le scansioni dell’accertamento della colpa di organizzazione e della validazione del modello organizzativo affermate in quella sede. La sentenza, censurando la condanna in appello della società imputata, in assenza di qualsivoglia verifica (anche solo) sulla sussistenza di un compliance program, ribadisce la necessità di individuare, ai fini dell’attribuzione della responsabilità ex D.Lgs. n. 231/2001, specifici profili di colpa di organizzazione con efficacia causale rispetto alla verificazione del predicate crime. Il lavoro delinea il percorso argomentativo della Corte, evidenziando i condivisibili punti fermi cui si perviene e, al contempo, segnalando taluni passaggi ancora da affinare sul piano interpretativo

    T4I2016 - Draffan, EA; Wald , M; Ahmad, A.I.; Kadous, A.; Zeinoun, N; Banes , D.; Sabia, O.; Lawand, D.: Personalise, Localise and Globalise: Symbols to enhance independent Communication

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    Draffan, EA; Wald , M; Ahmad, A.I.; Kadous, A.; Zeinoun, N; Banes , D.; Sabia, O.; Lawand, D.: Personalise, Localise and Globalise: Symbols to enhance independent Communication. T4I Communications 1, T4I2016 – Academic/Research, Nov 2016. Figshare. This research explored the personal preferences of AAC users and those supporting them, in their need to have localised, cultural and religious symbols, that could be used alongside those already found on communication charts in certain multilingual settings.</p

    Responsabilità da reato degli enti e paradigmi di validazione dei modelli organizzativi: esperienze comparate e scenari di riforma

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    Adottando una metodologia comparata, il volume esamina l’evoluzione della corporate criminal liability e della compliance penale in diversi ordinamenti europei (oltre all’Italia, Francia, Regno Unito e Spagna) e d’oltreoceano (Stati Uniti, Cile, Perù), approfondendo ruolo e funzionalità dei modelli organizzativi per la prevenzione dei reati. L’indagine si focalizza, in particolare, sulle variabili che impattano sulla valutazione di idoneità/efficacia dei compliance program, ossia, sull’assetto dei relativi meccanismi di validazione su scala globale. Muovendo da una definizione stipulativa del concetto di ‘validazione’ volta a catturarne la dimensione poliedrica, lo studio elabora anzitutto una tassonomia dei paradigmi di validazione dei modelli organizzativi, delineando un framework ermeneutico di respiro generale. La ricerca approda quindi a una proposta di revisione della disciplina italiana ex d.lgs. n. 231/2001 che – rilevati i limiti dell’attuale regime, eccessivamente sbilanciato sul versante della compliance ‘reattiva’ – si articola in puntuali indicazioni di policy orientate a restituire centralità alla scelta degli enti di dotarsi di modelli organizzativi in via ‘anticipata’, in linea con il rationale di fondo del decreto
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