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Enti ecclesiastici: ammissibilità e limiti dell'esenzione in materia di ICI, in Riv. Il Tributario, Milano, Giuffrè (ISSN 2465-2512)
L'esenzione prevista, per gli enti non commerciali, dall’art. 7, comma 1, lett. i), del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, è subordinata alla compresenza di un requisito oggettivo, rappresentato dallo svolgimento esclusivo nell’immobile di attività di assistenza o di altre attività equiparate, e di un requisito soggettivo costituito dal diretto svolgimento di tali attività da parte di un ente pubblico o privato che non abbia come oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali - art. 87, comma 1, lett. c), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, cui il citato art. 7 rinvia. La sussistenza del requisito oggettivo deve essere accertata in concreto, verificando che l’attività cui l’immobile è destinato, pur rientrando tra quelle esenti, non sia svolta con le modalità di un’attività commerciale.
Sul piano probatorio, è onere del soggetto che richiede l’applicazione dell’esenzione, dimostrare la sussistenza del requisito oggettivo
La qualificazione tributaria delle attività degli “Enti di Terzo Settore” tra incertezze interpretative e ripensamenti legislativi.
La corretta coesistenza tra attività istituzionali e attività commerciali rappresenta uno dei punti centrali dell’intera riforma degli enti di Terzo settore (ETS). In tale contesto, il legislatore delegato – consapevole dell’importanza strutturale della problematica – ribadisce la possibilità per gli organismi non lucrativi di poter svolgere attività diverse a condizione che risultino dall’atto costitutivo/statuto e siano secondarie/strumentali rispetto alle attività di interesse generale. Sul piano funzionale, innovando la materia, riconosce la natura non commerciale delle attività di interesse generale quando siano svolte a titolo gratuito o dietro versamento di corrispettivi che non superino i costi effettivi (art. 79, primo comma, d.lgs.3 luglio 2017, n.112 – Codice del Terzo settore
Enti ecclesiastici e regime delle esenzioni tributarie nell’evoluzione della recente giurisprudenza della Corte di Cassazione
In tema di tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu), non è esentato dall’imposizione l’immobile adibito a sede di un seminario, atteso che l’art. 16 della 1. n. 222 del 1985 (cd. Trattato lateranense), nell’equiparare l’attività di formazione del clero a quella di culto e religione, indicando gli immobili esentati da tributi ordinari e straordinari, pone una norma programmatica, che postula una disposizione di attuazione specifica mancante con riferimento alla tassa anzidetta
Terzo settore. Pubblicato il D.M. sulle attività diverse, in Il Tributario - in collaborazione con il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, Giuffrè, Milano
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 177 del 26 luglio 2021, il Decreto del Ministero del Lavoro, rubricato Regolamento ai sensi dell'art. 6 del d.lgs. n. 117/2017 (Codice del Terzo settore), concernente l'individuazione di criteri e limiti delle attività diverse degli enti di Terzo settore. Relativamente al rapporto tra attività commerciali e istituzionali occorre ovviamente tenere conto dell'insieme delle risorse, anche volontarie e gratuite, impiegate in tali attività in base all'insieme delle
risorse, anche volontarie e gratuite, impiegate nelle attività di interesse generale. La ratio sottesa a tale disposto si riscontra nella volontà del legislatore di non precludere, all'ente non commerciale, la facoltà di svolgere attività a contenuto economic
Enti senza scopo di lucro. Terzo settore e impresa sociale. Profili di specialità tributaria tra attività no profit o for profit
La recente Legge delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale (2016), interviene nell’ambito del volontariato, della cooperazione sociale, dell’associazionismo no profit, delle fondazioni e delle imprese sociali, introducendo categorie di grande rilevanza sistematica.
In questa direzione, la promozione dei titoli di solidarietà, già previsti dal d.lgs. n. 460/1997, unitamente all’allargamento della platea dei beneficiari dell’equity crowdfunding (ad oggi limitato alle sole start up) e, infine, la definizione di un trattamento fiscale di favore per «titoli finanziari etici», così da premiare quei cittadini che investono i loro risparmi nella finanza etica.
In tale contesto, gli enti di Terzo settore vengono qualificati come soggetti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, che promuovono attività di interesse generale. La nuova (e forse troppo ampia) soggettività, risente della difficoltà di trasferire identità tradizionalmente legate alle scienze sociali, in ambito giuridico. Al tempo stesso, la formulazione contenuta nella Legge delega se da una parte evidenzia una ricchezza di forme, dall’altra lascia inalterati possibili rischi di disorientamento ermeneutico. Si conferma, infatti, un sistema caratterizzato da specialità normative che costringono l’operatore del diritto a coordinare le disposizioni sulle Onlus e l’Impresa sociale, con quelle previste dalle specifiche normative istitutive.
Per altro verso, si assiste ad un travalicamento dei confini del Diritto tributario di cui gli enti in esame sono, comunque, parte rilevante che, a sua volta, è «costretto» a seguirne gli esiti ovvero le derive, legate a forme di evasione o elusione fiscale. In ogni caso, proprio in questa apparente distanza, il Diritto tributario manifesta il suo peculiare ruolo: segnalare/evitare che la dimensione economico commerciale, diventi costitutiva delle nuove configurazioni giuridiche
Processo tributario telematico. Tanti codici per un “processo” senza Codice, in Riv. Il Tributario, Milano, Giuffrè (ISSN 2465-2512)
L’accelerazione impressa dal legislatore, con il D.L. 23 ottobre 2018 n. 119, alla
telematizzazione del processo tributario impone una riflessione circa le
corrispondenti prospettive e finalità. In proposito, risulta fondamentale la
distinzione tra “processo” e “procedure” (assolte in forma telematica), poiché
sebbene queste ultime agevolino l’operatività delle parti, non sono e non possono
essere assimilabili a veri e propri interventi legislativi, idonei a incidere sul rito. In
tale contesto l’assenza di rigorosità nella formulazione del testo legislativo, rischia
di produrre la formazione di un rito parallelo (telematico) rispetto a quello
tradizionale
Effectiveness of surgical treatment of severe macrocheilia in a patient with orofacial granulomatosis
Orofacial granulomatosis (OFG) is the term given to a group of diseases characterized by the presence of non-necrotizing granulomatous inflammation affecting the soft tissues of the orofacial region. Treatment of OFG is often challenging and unsatisfactory. We report on a 32-year-old man with a 2-year history of oedema and swelling of the upper lip without systemic symptoms. The history, clinical features and histopathological findings led to the diagnosis of cheilitis granulomatosa (CG), a disease included in the spectrum of OFG. The patient was treated with oral diaminodiphenyl sulfone (DDS) and clofazimine without success. Oral doxycycline led to a slight improvement of the disease. Because the volume of the upper lip was twice normal size, surgical reduction was performed, followed by administration of oral doxycycline for 3 months. This therapeutic approach led to complete remission, with no recurrence after 3 years
Difficoltà di gestione terapeutica in un caso di psoriasi e malattia di Charcot-Marie-Tooth
Difficoltà di gestione terapeutica in un caso di psoriasi e malattia di Charcot-Marie-Tooth
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