291 research outputs found
The Poem of Memory. "Triumphi"
Writing of the "Triumphi" Fabio Finotti finds that its author undercuts a medieval idea of ascent to God in the structural progression from Love to Chastity, Death, Fame, Time, and Eternity. Here Petrarch programmatically counters Dante, transforming a universal, eschatological vision into a subjective, cultural and psychological experience
Spin-trapping agent alpha-phenyl N-tert-butylnitrone binds to trypsin and enhances heparin-induced inhibition of amidolytic activity and structural degradation of the enzyme.
The effects of heparin on trypsin have recently been demonstrated to involve inhibition of catalytic activity and degradation of the enzyme by means of an oxidative mechanism. The possibility that alpha-phenyl N-tert-butylnitrone protects heparin-induced radical formation on trypsin was investigated by measuring amidolytic activity and changes in the structure of trypsin in the presence of heparin with and without alpha-phenyl N-tert-butylnitrone. The results show that alpha-phenyl N-tert-butylnitrone does not only prevent, but it even significantly enhances effects of heparin on the enzyme. This is due to the unique property of alpha-phenyl N-tert-butylnitrone, independently of spin-trapping capacity, to modify the trypsin structure by binding irreversibly to the catalytic triad, at sites distinct from those to which heparin binds
Acidi peptido-nucleici (PNA) per il Genome Editing in β-talassemia: correzione sito-specifica della mutazione β°39
Gli acidi peptido-nucleici (PNA), sono analoghi sintetici del DNA nei quali lo scheletro fostodiesterico è stato sostituito con unità ripetute di N-(2-aminoetil)-glicina. Essendo a carica neutra, ibridizzano al DNA con affinità molto maggiore rispetto a oligo-DNA o -RNA. I PNA sono stabili e resistenti a nucleasi e proteasi. Poiché i PNA ibridizzano al DNA genomico in modo sito-specifico, sono possibili candidati per lo sviluppo di strategie innovative di “genome editing”, ad esempio basate sull’utilizzo di tail-clamp PNA (tcPNA) disegnati in modo da legare contemporaneamente sia un tratto omopurinici/omopirimidinico del DNA formando triple eliche (triplex), sia una regione contigua producendo un duplex DNA/PNA attraverso “strand-invasion”. La formazione di questi legami vicino ad una mutazione genica, crea distorsione nell’elica riconosciuta dai meccanismi cellulari di riparo del DNA, i quali utilizzando un DNA templato donatore contenente la sequenza non mutata, possono correggere in modo permanente il genoma attraverso ricombinazione omologa.
Lo scopo del progetto è disegnare e utilizzare tcPNA per correggere mediante genome editing la mutazione talassemica β°39, che essendo una mutazione di stop, causa la completa assenza di catene β-globiniche. Per la validazione, verrà creato un modello cellulare GFP-β°39mut, costituito da cellule K562 trasfettate con un lentivirus mutagenizzato in modo da contenere la mutazione β°39 nella sequenza codificante GFP, causando l’abolizione della produzione della proteina e relativa fluorescenza intracellulare (Fig.1). Per il delivery cellulare delle molecole tcPNA verranno utilizzate nuove molecole a struttura callixarenica che consentono un’elevata efficienza di delivery dei PNA. Disegneremo tcPNA in grado di legare regioni del gene GFP limitrofe alla mutazione talassemica β°39. Questi PNA verranno veicolati nelle cellule insieme ad una sequenza di DNA donatore contenente la sequenza non-mutata (Fig.2). Andando a verificare i livelli di produzione di GFP mediante analisi della fluorescenza cellulare potremo determinare la capacità di correzione genica confrontando la tecnica basata sui PNA con approcci classici di gene editing, come il metodo CRISPR/Cas9. I risultati ottenuti potranno essere ulteriormente validati utilizzando altri modelli cellulari già a nostra disposizione, quali cellule K562-β°39 contenenti il transgene β-globinico mutato, progenitori eritroidi CD34+ isolati da pazienti talassemici β°39 omozigoti e linee murine transgeniche per la mutazione β°39. L’impiego di tcPNA potrebbe essere utilizzato per la correzione di mutazioni puntiformi anche in altre patologie genetiche, offrendo il vantaggio di una maggior sicurezza e di livelli molto più ridotti di effetti off-target rispetto agli approcci di gene editing basati sulle nucleasi, offrendo la possibilità di effettuare trattamenti multipli per raggiungere effetti terapeutici più significativi
Impiego di strategie di microRNA targeting combinate a trattamenti con composti di origine naturale ad attività antiproliferativa e pro-apoptotica: studio dell’effetto antitumorale in-vitro su modelli cellulari di carcinoma del colon-retto, di glioblastoma e di carcinoma mammario (NaturalMiR-Combo)”
Lo scopo del progetto è di sviluppare molecole in grado di colpire microRNA coinvolti nello sviluppo e progressione tumorale ed utilizzarle in trattamenti combinati con composti di origine naturale, per indurre apoptosi e morte delle cellulare. I microRNA (miRNA) sono piccoli RNA non codificanti importanti per la regolazione dell’espressione genica, che attraverso un legame selettivo con l’mRNA bersaglio, downregolano la traduzione proteica. Anche nelle patologie oncologiche è noto il coinvolgimento di microRNA (oncomiRNA e tumor suppressor miRNA), la cui espressione è spesso disregolata e associata allo stadio e alla progressione tumorale. In questo contesto, l’approccio chiamato “miRNA therapeutics” (1) si propone di effettuare la modulazione farmacologica dell’attività dei miRNA disregolati mimandone o contrastandone l’attività (miRNA replacement e antimiRNA therapy) e potrebbe essere una strategia molto promettente per lo sviluppo di una nuova tipologia di farmaci da utilizzare come antitumorali. Ad esempio, tra le molecole in grado di colpire i miRNA, sono molto interessanti gli acidi peptido-nucleici (PNA), analoghi sintetici del DNA nei quali lo scheletro fostodiesterico è stato sostituito con unità ripetute di N-(2-aminoetil)-glicina, che sono in grado di ibridizzarsi con gli acidi nucleici con un affinità e una specificità di legame elevate e sono molecole molto stabili e resistenti alla degradazione nucleasica e proteasica. Inoltre, per aumentare il delivery cellulare dei PNA, è possibile funzionalizzarli con opportune modifiche (es. inserimento di una coda di arginine), in grado di conferire la capacità di attraversamento delle membrane cellulari, o incapsularli in nanoparticelle. Numerosi studi hanno dimostrato l’efficienza di PNA, disegnati per legare uno specifico miRNA, nel ridurne l’attività e ottenere un effetto farmacologico (2).
In parallelo all’approccio miRNA targeting, numerosi composti di origine naturale sono stati proposti come agenti pro-apoptotici o citotossici in ambito oncologico, da utilizzare in associazione o alternativa agli attuali farmaci antitumorali, per ridurne gli effetti collaterali e per aumentare la selettività nei confronti delle sole cellule tumorali.
Tra questi il sulforafano, composto del gruppo degli isotiocianati, presente in natura in diverse specie vegetali (come nelle piante della famiglia delle crucifere), che possiede diverse proprietà tra le quali quella antiinfiammatoria, è stato recentemente proposto anche come molecola a potenziale attività antitumorale.
Attualmente, numerosissime sono le molecole di origine naturale (derivate da specie vegetali terrestri e marine) che sono studiate a questo scopo: ed esempio, oltre al sulforafano, anche la corilagina (gallotannina presente in estratti di diverse piante), il resveratrolo (composto fenolico ottenuto dalla buccia dell'uva rossa) e la quercetina (flavonoide isolabile da numerose specie vegetali tra le quali l’ippocastano). In aggiunta, queste molecole di derivazione naturale potrebbero essere utilizzate, anche in associazione tra loro, per potenziare l’effetto citotossico. Ad esempio, recentemente è stata proposta la combinazione sulforafano e resveratrolo, per indurre apoptosi in cellule di glioma (3).
Il progetto prevede di impiegare molecole di derivazione naturale in trattamenti combinati con molecole premiRNA e antimiRNA da noi opportunamente disegnate, allo scopo di valutarne l’eventuale effetto antiproliferativo in cellule modello di carcinoma del colon retto, di glioblastoma, e di carcinoma mammario.
Verranno quindi identificati miRNA disregolati nelle diverse tipologie tumorali, e disegnate e sintetizzate molecole per il miRNA targeting, tra le quali i PNA, che verranno somministrate in-vitro alle cellule, valutandone la capacità di indurre apoptosi mediante citofluorimetro MUSE Cell Analyzer.
In parallelo, verranno saggiate diverse concentrazioni di molecole di derivazione naturale, allo scopo di identificare la concentrazione migliore per indurre apoptosi nello specifico modello cellulare tumorale.
Infine, i premiRNA, antimiRNA e i composti naturali, verranno utilizzati in trattamento combinato, a concentrazioni subottimali, per verificare un possibile effetto additivo/sinergico. Risultati recenti in cellule di cancro del colon-retto HT-29, hanno mostrato un effetto sinergico del composto sulforafano con un PNA contro il miR-15-b (4).
Ci attendiamo di poter identificare una combinazione ottimale, da poter testare anche in modelli tumorali in-vitro più complessi, come colture 3D.
Inoltre, i risultati ottenuti possono essere utili per poter proporre lo sviluppo di nuove formulazioni (es. nanoparticelle) utili per la veicolazione delle combinazioni terapeutiche precedentemente identificate
Reduction of lipid peroxidation in different rat brain areas after cabergoline treatment
Oxidative stress and mitochondrial damage are involved in Parkinson's disease (PD). Several drugs used for PD treatment have demonstrated antioxidant properties. To evaluate the antioxidant efficacy of cabergoline, an ergot derivative with a long plasma half-life, male Wistar rats were treated with vehicle or with 2.5 mg kg(-1)and 10 mg kg(-1)of the drug three, six, or 10 times at 48-h intervals. Cabergoline decreased basal lipid peroxide levels (LPO) in the hippocampus of rats given 10 mg kg(-1)10 times, and in the striatum of rats given the same dose six or 10 times. Spontaneous LPO was inhibited in the hippocampus of rats given 10 mg kg(-1)10 times. Stimulated LPO was decreased in the striatum of rats given 10 mg kg(-1)six times and in rats given 2.5 and 10 mg kg(-1)10 times. The ability of cabergoline to reduce LPO suggests its anti-lipoperoxidative propertie
Natural substances in the treatment of cystic fibrosis
The research on the biological activity of natural products and biomaterials is becoming year by year more competitive and complex, and involves experts in different research fields, including chemists, biochemists, molecular biologists, immunologists and bioinformatics. While unfractionated natural products exhibit “per se” biological properties relevant for alternative therapeutic treatments of human diseases, the identification of lead compounds within these products, the characterization of molecular targets and studies of structurally-related molecules are key processes to develop novel therapeutic strategies. Cystic fibrosis is a genetic disease caused by mutations of the Cystic Fibrosis Transmembrane Conductance Regulator (CFTR) gene. It is well established that three major fields of therapeutic intervention should be considered, targeting CFTR, bacterial infection and inflammation. In this review, we describe natural products reported to be very useful tools for correction of pathological conditions related to cystic fibrosis. The main topics are (a) CFTR potentiation and correction using natural products, (b) natural products as antibacterial agents and (c) natural products exhibiting anti-inflammatory activity. The recent issues of waste utilization and drug repurposing are also discussed in the context of the development of possible therapeutic approaches for cystic fibrosis
Spin-trapping agent alpha-phenyl N-Tert-butylnitrone as inhibitor of trypsin and enhancer of the oxidative degradation of the enzyme by heparin
Posture and scapular dyskinesis in young bowed string instrumental musicians
Introduction: Instrumental musicians impose intense and repetitive strains on the musculoskeletal system. This makes them particularly susceptible to musculoskeletal disorders, especially at the spine and the scapular girdle, including scapular dyskinesis. The present study evaluated the presence of incorrect posture and scapular dyskinesis in young musicians playing bowed string instruments. Methods: We recruited 32 young adult students of the Music Academy “Conservatorio C. Pollini” of Padua, including 14 violinists, 3 violists, 10 cellists and 5 double bass players. Scapular dyskinesis was assessed with a specific test, which involves the repetition of shoulder abduction and flexion movements with dumbbells weighting 1 and 2 kg. The spine was assessed using a headband with compass mechanism (IncliMed®) and a gibbometer. Results: Scapular dyskinesis was identified in 46.9% (N=15), hyperkyphosis in 34.8% (N=11), and a hump in 37.5% (N=12) of the subjects. The association between hump and weekly hours of practice was statistically significant (p<0.05), as well as the association between the presence of a hump and hyperkyphosis (p=0.05). Conclusions: Bowed strings instrumental musicians exhibit changes in static and dynamic posture of the shoulder girdle and spine. Such alterations could lead to the onset of postural asymmetries (hyperkyphosis), the onset and/or worsening of underlying and unrecognized conditions such as scoliosis, and the impairment of normal biomechanics resulting in the appearance of scapular dyskinesis. Level of evidence: III
Total quality indexes for extra-virgin olive oils
In this article, we propose a new and functional mathematical index, able to describe and compare the nutritional, safety and process quality in extra-virgin olive oil, introducing a definition of “optimal” oil, through the use of appropriate distances in a N-dimensional parameter space. Our index does not pretend to be the unique answer to the need of a “quality index,” but it presents a way through which we can establish if an extra-virgin olive oil can be considered of high, medium or low quality. The main goal of our index is to link oil chemical quality to its commercial price; furthermore, it can be, in perspective, useful to detect the critical points (such as harvest time, drupe storage, processes and finally oil storage) during all the production chain, and to show how to increase nutritional, safety and technological quality
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