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"Nati in casa" (Collana "Teatro INcivile")
Versione televisiva dell'omonimo monologo teatrale di e con Giuliana Musso.
Sembra un racconto antico, una fiaba rurale che sa di brume del Nord e di fate che corrono nella notte in soccorso di mamme in difficoltà. Invece "Nati in casa" è storia dell'altro ieri, di un'Italia tramontata da poco, cioè fino agli anni Sessanta quando i bambini nascevano in casa con l'aiuto attento e premuroso delle levatrici. Dalle loro testimonianze prende vita infatti questo spettacolo, parabola umida di emozioni femminili, trepidante e sospesa sul mondo intimo di puerpere, parti, neonati. Storie di un mondo semplice e ingenuo, a volte persino brutale, ma dove era ancora l'umano - la dedizione di una comare, l'esperienza delle nonne, la complicità sororale di altre donne - a fare al differenza e non l'asettico e brutale calcolo economico di parti iper-ospedalizzati, anestesie, cesarei. Giuliana Musso porta tutto con sé, sul palco. La nascita come avveniva ieri e come avviene oggi in Italia, il paese dove si effettuano sempre più cesarei e nascono sempre meno bambini, dove si vuole dimenticare che mettere al mondo la propria creatura non è una malattia ma la più stupefacente e naturale capacità del corpo delle donne
CORNELIO MUSSO E SPERONE SPERONI NELL’OFFICINA DI ERASMO
The paper deals with Cornelio Musso and Sperone Speroni's silent appropriation of Erasmus's thought
Musso, Cornelio
Predicatore, vescovo e padre conciliare, il francescano conventuale Cornelio Musso compie la sua formazione filosofico-teologica e umanistica a Padova, addottorandosi nel 1533. In quegli stessi anni comincia il suo impegno di predicatore in lingua italiana, che proseguirà intensa lungo tutta la sia vita, da numerosi e diversi pulpiti italiani e soprattutto a Roma. Chiamatovi nel 1538 da Paolo III, che poi lo nomina vescovo di Bitonto, e poi ancora al servizio di Pio IV Medici, egli partecipa ai lavori del Concilio di Trento, adoperandosi per promuovere una autentica riforma della Chiesa di Roma e fiducioso nella possibilità della sua riunificazione. Il richiamo alla necessità della conversione personale e interiore, raggiungibile attraverso l’imitazione di Cristo, e premessa indispensabile a una riforma dell’istituzione ecclesiastica, è al centro della sua predicazione, di contenuto morale, più che teologico, e diretta a muovere i sentimenti e la volontà. Fiduciosa nelle risorse della parola eloquente, l’oratoria sacra di Musso si ispira ai grandi modelli della retorica classica e patristica, lasciandosi definitivamente alle spalle modi e forme della predicazione medioevale. Essa inaugura così la storia moderna del genere dell’eloquenza sacra e segna la strada su cui si sarebbero incamminati il suo più celebre successore, Francesco Panigarola, e i rappresentanti della rigogliosa stagione secentesca.Cornelio Musso was a Franciscan preacher, bishop, and a conciliar father. He completed his philosophical-theological and humanistic studies at the University of Padua in 1533. In those same years, he began his commitment as a preacher in Italian, which continued throughout his life from many Italian pulpits, though especially he prayed in Rome, called by the Pope Paul III in 1538, who later appointed him bishop of Bitonto. Still confident in the reunification of the Church, Musso participated in the Council of Trent and worked to promote an authentic reform of the Roman Church. The central theme of his preaching is the necessity of personal and interior conversion, reachable through the imitation of Christ. This moral change is regarded as an indispensable premise for a reform of the ecclesiastical institution. His preaching relied on few key elements, such as Humanist culture, Franciscan spirituality, and Augustinian inspiration. These combined intellectual sources had an impact on the characterizing aspects of his praying, in particular on the moral content, on the Christocentric religiosity, and on the emotional tension to move the feelings and the will of the believers. Confident in the power of the word, rhetorically elevated, Musso’s sermons were inspired by the great models of classical and patristic rhetoric, leaving behind forms of medieval preaching. His sermons paved the way for the modern history of sacred eloquence and inspired Musso’s most famous successor, Francesco Panigarola, as well as representatives of the flourishing seventeenth-century literary and religious scenes
Piccole imprese e globalizzazione: condizioni di competitività nei mercati esteri e ruolo del sistema Paese
Le dinamiche legate alla globalizzazione mettono in evidenza come le piccole e medie imprese italiane stiano soffrendo i limiti della piccola dimensione. Questa condizione di vulnerabilità si ripercuote sulla competitività nei mercati esteri, per la quale si ripropone il dibattito su due temi chiave legati all’internazionalizzazione: il ruolo che l’operatore pubblico può avere a supporto dell’azione delle imprese e l’importanza delle forme di cooperazione che superino il tradizionale individualismo e portino a condividere risorse, competenze, esperienze e relazioni. Tali aspetti si incrociano con i cambiamenti tecnologici di fronte ai quali le carenze infrastrutturali, fra cui quelle digitali, si traducono in un ulteriore freno da rimuovere.Contributi di: Roberta Bocconcelli, Marco Cioppi, Alfredo D’Angelo, David Doninotti, Gaetano Fausto Esposito, Gioacchino Garofoli, Alessandro Giovannini, Giada Mainolfi, Antonio Majocchi, Vittoria Marino, Raoul Minetti, Fabio Musso, Alessandro Pagano,Cosetta Pepe, Paolo C. Pissavino, Mario Risso, Camilla Sala, Antonello Zanfei, Susan Chun Zhu, Antonella Zucchella
Restauro. Conoscenza progetto cantiere gestione
Atti del II convegno della Società Italiana Restauro Architettura (società scientifica del SSD Icar/19) tenutosi a Bologna il 21 e 22 settembre 201
Restauro e cantieri. Conoscere, progettare, fare, gestire. Il Restauro tra saperi disciplinari e pratiche di cantiere e gestione
Atti del II convegno nazionale della SIRA – Società Italiana per il Restauro dell’Architettura – Società scientifica finalizzata alla diffusione e all’approfondimento della cultura della conservazione e del restauro in Italia e nel mondo, con particolare riferimento ai beni architettonici e del paesaggi
Internazionalizzazione e oltre. Le imprese italiane e il sistema paese fra strategie e realtà competitiva
Le dinamiche legate alla globalizzazione mettono in evidenza come le piccole e medie imprese italiane stiano soffrendo i limiti della piccola dimensione. Questa condizione di vulnerabilità si ripercuote sulla competitività nei mercati esteri, per la quale si ripropone il dibattito su due temi chiave legati all’internazionalizzazione: il ruolo che l’operatore pubblico può avere a supporto dell’azione delle imprese e l’importanza delle forme di cooperazione che superino il tradizionale individualismo e portino a condividere risorse, competenze, esperienze e relazioni. Tali aspetti si incrociano con i cambiamenti tecnologici di fronte ai quali le carenze infrastrutturali, fra cui quelle digitali, si traducono in un ulteriore freno da rimuovere.Contributi di: Roberta Bocconcelli, Marco Cioppi, Alfredo D’Angelo, David Doninotti, Gaetano Fausto Esposito, Gioacchino Garofoli, Alessandro Giovannini, Giada Mainolfi, Antonio Majocchi, Vittoria Marino, Raoul Minetti, Fabio Musso, Alessandro Pagano,Cosetta Pepe, Paolo C. Pissavino, Mario Risso, Camilla Sala, Antonello Zanfei, Susan Chun Zhu, Antonella Zucchella
Restauro e cantieri. Conoscere, progettare, fare, gestire. Il Restauro tra saperi disciplinari e pratiche di cantiere e gestione
Il saggio introduce gli Atti del II Convegno della SIRA-Spocietà scientifica Italiana di Restauro dell'Architettura, tenutosi a Bologna a settembre 2018. Durante i due giorni di lavoro, suddivisi in gruppi tematici e poi in sessioni plenarie, i partecipanti hanno cercato di fare il punto sulla situazione della ricerca e della didattica nel campo del restauro poste a confronto con i processi reali di governo del patrimonio costruito di rilevanza culturale, in una prospettiva “civica ed educativa”, come recita lo statuto di SIRA. l confronto, infatti, intendeva mettere in luce quali fossero i rapporti tra coloro che operano nell’Università e quanti si muovono in quello che è convenzionalmente definito il suo ‘intorno’, cercando di fare emergere i diversi modi e le varie forme (talvolta problematiche e persino conflittuali) di tali complesse e non sempre evidenti o esplicite interazioni. Il mondo accademico non può, infatti, chiudersi in sé stesso e chi ricerca e insegna nell’ambito del restauro – ma certo non solo – deve costantemente confrontarsi con i molti altri attori e protagonisti dei processi di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio costruito, non esclusivamente monumentale. L'incontro era articolato in 5 macro-sezioni: 1. Conoscenza; 2. Programmazione e finanziamenti; 3. Committenze e patrimonio; 4. Realizzazione degli interventi; 5. Tutela, pratica, codici e norme, poi articolate in 11 sotto-sezioni sulla base dell’esame degli abstract pervenuti
Restauro: Conoscenza, Progetto, Cantiere, Gestione
La SIRA, società scientifica che riunisce anzitutto coloro che, nelle università italiane, lavorano nel campo restauro, con i propri studi, la ricerca e l’insegnamento, ha l’obiettivo statutario di promuovere “lo studio e la valorizzazione del patrimonio culturale in ambito scientifico, accademico, civile ed educativo”. I volumi raccolgono i contributi al II Convegno tenutorsi a Bologna a settembre 2018 cui ha partecipato un consistente numero di studiosi in vario modo impegnati nell’Università italiana. L’intenzione fondamentale era fare luce sul rapporto esistente – o possibile – tra i molti aspetti che influenzano il ‘concreto fare restauro’ e che, nel loro articolarsi, possono determinare il successo o l’insuccesso delle attività che connotano il suo sviluppo: conoscenza, programmazione e fattibilità economica, progetto, cantiere e successiva gestione dei beni coinvolti
Metaphysics and ontology
The metaphysics of Evandro Agazzi is strictly related to his epistemology. In his metaphysical reflection three phases can be distinguished. In the first one (1975-1983) Agazzi is mainly committed to the task of demonstrating the legitimacy of metaphysics, here taken only as the knowledge of the suprasensible, by showing its substantial continuity with natural science. In the second phase (1983-2002) Agazzi refines his vision by focusing on metaphysics taken as the knowledge of the most general features of reality, so modifying the way of conceiving its relationships to science, from a mere “division of labour” to a positive feed-back. In the same period Agazzi also investigates the philosophical causes of the contemporary antimetaphysical attitude, coming to the conclusion that it ultimately depends on the oblivion of the correct meaning of intentionality, and on the gnoseological dualism which, from Descartes on, has derived from it. In the third phase (1997-2011) Agazzi shows that metaphysics is in a relationship of substantial continuity and positive feed-back also with logic. Precisely from this reciprocal interaction he derives the proof of the existence of various different ontological levels of reality, even in a greater number than it has been traditionally recognized
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