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    Educare in prospettiva: una responsabilità, un compito

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    A 50 anni dall’istituzione della Fism di Parma, la riflessione tratteggia le linee di sviluppo, che si riassumono nella volontà di perseguire percorsi di senso, in ascolto delle trasformazioni sociali e delle esigenze delle famiglie, con un’apertura all’innovazione e alla sperimentazione, mantenendosi fedeli all’impegno di dedicare un’attenzione particolare alla spiritualità.50 years after the establishment of the FISM (Italian Childhood Services Federation) of Parma, the reflection portrays the lines of development, which are summed up in the desire to pursue paths of meaning, listening to the social changes and the needs of families, with an opening to innovation and experimentation, remaining faithful to the commitment to pay special attention to spirituality

    L’arte della cura: un’alchimia di pensiero, cuore ed esperienza

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    Il saggio propone una riflessione sulla cura educativa come essenza dell’educazione rivolta all’infanzia. Ne pone i fondamenti epistemologici secondo l’orientamento fenomenologico, valorizza emozioni e sentimenti come fonte di conoscenza relazionale, sottolinea l’importanza di narrare e documentare la cura come espressione di competenze e contesti di qualità in educazione.The paper proposes a reflection on the educational care as the essence of education directed to children. It raises the epistemological foundations according to the phenomenological orientation, enhances feelings and emotions as a source of relational knowledge, underscores the importance of narrating and documenting care as an expression of expertise and quality in education contexts

    Linee guida sulla qualità nei servizi per l’infanzia FISM della provincia di Parma

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    Il saggio presenta il percorso di Ricerca-Azione partecipata che ha portato alla definizione dello strumento di progettazione e valutazione della qualità nei servizi Fism (Federazione italiana scuole materne) di Parma e provincia.The essay presents the path of participatory action-research that has led to the definition of the design tool and the evaluation of quality in the childhood services of Parma FISM (Italian Childhood Services Federation)

    Dare forma alla cura: specificità di un apprendimento nella professione infermieristica

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    La capacità di prendersi cura del paziente nel senso più ampio del termine rappresenta per l’infermiere una competenza specifica, che contrasta l’impersonalità di tecnicismi privi di umanità. Ciò che mette al riparo infatti dall’impersonalità della tecnica e dalla standardizzazione di logiche asettiche e prestazionali, è l’esercizio della coscienza e l’assunzione di un’etica della cura, che devono caratterizzare la professionalità del lavoro individuale e di équipe. A questo proposito la formazione si configura come esercizio critico del pensare emotivamente impregnato, con cui dare forma alla propria originale presenza e alla sua possibilità di azione professionale e umana.The ability to take care of a patient in the broadest sense of the word, represents a specific skill for nurses, that goes beyond the impersonality of technicality without humanity. In fact what shelters from the impersonality of technology and the standardization of asepctic logic and performance, is the exercise of conscience and the assumption of an ethics of care, that must characterize the professional aspects of individual and team work. In this regard, training becomes an exercise of critical and emotional thinking, to give shape to their original presence and the ability to perform a professional and human action

    Scrivere per aver cura della vita emotiva

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    Nella scrittura si trova una profonda "conoscenza emozionale", con un grande potere cognitivo e trasformativo. La scrittura fa emergere il desiderio di dare forma alla propria vita, consentendo di riflettere sull'esperienza come feconda fonte di significato. L'autrice sostiene che la scrittura può aiutare a prendersi cura del proprio potenziale evolutivo che non segue uno sviluppo predefinito, prevedibile e un obiettivo certo. Scrivere in sostanza aiuta a prendersi cura della propria vita emotiva.A deep “emotional knowledge” lies behind writing and reveals all of its great cognitive and transformative strength. Writing brings out our desire to shape our own life by reflecting on experience as a fruitful source of meaning. The author aegues that writing can help us to take care of our own evolving potential which never follows a fixed development, a predictable pathway and a definite goal. Writing helps to take care of our own emotional life

    Invisibili sapienze. Pratiche di cura al nido

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    Il sapere che si realizza nei nidi d’infanzia, tra visibile e invisibile, costituisce il tema di riflessione del volume, il quale offre un’inedita lettura delle sapienze esistenziali – spesso nascoste- che si intrecciano nelle pratiche di cura al nido. Al centro dell’attenzione, infatti, v’è quella ricchezza esperienziale che germoglia perlopiù in segreto e che matura sottotono; vi sono quelle dimensioni tacite e implicite che rappresentano l’anima dell’educazione: l’intuizione, la sensibilità dello sguardo, il silenzio consapevole, la competenza emotiva, l’intenzionalità di un tocco, la delicatezza di una vicinanza. Condizioni, queste, che sfuggono spesso all’interesse e alla valutazione critica della ricerca pedagogica, dove la sapienza delle professioni di cura non trova adeguato riconoscimento. Il libro propone un’interpretazione del sapere che si realizza nei Nidi d’infanzia, frutto della secolare sapienza femminile nelle pratiche di cura, dell’ascolto quotidiano dell’esperienza come principale riferimento per l’azione, per l’esercizio della riflessività e per la messa a punto di conoscenze teoriche. Il testo persegue l’orientamento fenomenologico come guida per l’osservazione della realtà, articolandosi in tre parti: un percorso teoretico e formativo sui temi della vita emotiva, una raccolta di riflessioni realizzate da educatrici dei servizi per l’infanzia e riunite in un lessico pedagogico sulla cura e una serie di conversazioni condotte dall’autrice con i genitori di bambini in età di nido e scuola dell’infanzia.The knowledge built in early childhood services – between visible and invisible – is the subject of this book that offers an unusual interpretation of existential wisdom – frequently hidden – interweaved with practices of care in childhood services. The book focuses on an experiential richness germinating secretly and maturing silently. There are tacit and implied aspects representing the soul of education: insight, sensitive observation, conscious silence, emotional competence, intentional touch, sensitive proximity. These conditions escape the interest and critical evaluation of pedagogical research, where the wisdom of the professions of vare is not adequately recognized. The essay suggests an interpretation of the knowledge built in crèches as rhe result of age-old female wisdom about the pratice of care, the daily listening of experience as the main referenze for action, for the exercise of reflexivity and the development of theoretical knowledge. This text chooses a phenomenological approach as a guide for the observation of reality. It’s divided into three parts: a teoretical course and pratical training on the issues of emotional life, a collection of reflections made by educators of early childhood services and assembled in pedagogical care vucabulary and a series of conversations realized by the author with parents of children between the age of 0 and 5

    Dissonanze. Parole disabitate, culture in cerca di domicilio

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    Il saggio fa perno sul concetto di alienazione applicato in particolare alle versioni tecnologiche della parola: in un mondo dove l’informazione e la comunicazione sono risorse centrali nella vita degli individui, le differenze d’accesso a queste opportunità rappresentano il frutto e insieme la causa di veri e propri processi di esclusione di cui sono vittima interi gruppi sociali e aree del mondo.The essay focuses on the concept of alienation applied in particular to technological versions of this word: in a world where information and communication are the central resources in the life of individuals, the differences in access to these opportunities represent the fruit and the cause of real processes of exclusion that affect some social groups and areas of the world

    La motivazione nel lavoro. Non perdere il senso di ciò che si fa

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    La motivazione è essenziale per la qualità e il buon funzionamento di un servizio, per prevenire il burn out e alimentare l’autostima degli operatori. Accanto ad una riflessione, desunta dal lavoro sul campo, il saggio offre una serie di suggerimenti per rilevare il livello di motivazione e mettere in atto delle strategie per alimentarla.Motivation is essential for the quality and functioning of a service, to prevent burn out and to feed the self-esteem of social workers and caring professionals. In addition to this consideration, inferred from field work, the essay offers a series of suggestions to determine the level of motivation and to set up the strategies to increase it

    Rimanere progettuali tra criticità ed emergenze

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    È possibile coltivare la progettualità, la capacità riflessiva e la razionalità anche quando si è sotto pressione? Quali sono gli orientamenti utili per non essere in balìa degli eventi nel tumulto del lavoro sociale? Nei momenti di criticità l’atteggiamento difensivo induce a chiusure e rigidità. Come è possibile perseguire l’apertura alla speranza come evoluzione di una situazione critica? Il saggio si propone di dare risposta a questi interrogativi attraverso i pensieri e le riflessioni prodotte da operatori sociali.Is it possible to cultivate planning, the ability to reflect and reason even when you are under pressure? What are some useful guidelines you should follow to avoid being at the mercy of events in the turmoil of social work? In critical moments the defensive attitude leads to closings and stiffnesses. How is it possible to pursue opening towards hope as the evolution of a critical situation? The essay aims to answer these questions through the thoughts and reflections of social workers

    Aver cura di chi si prende cura. Il gruppo di lavoro

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    Non basta condividere uno stesso “oggetto di lavoro” e uno stesso ambito professionale per essere gruppo, occorre anzitutto darsi il tempo e gli strumenti per elaborare una visione della realtà condivisa tra gli operatori, finalità e orientamenti di valori che stabiliscano le priorità in base a cui attivarsi e delineare piani di lavoro, spazi di confronto regolari, in cui accogliere ed elaborare insieme novità e cambiamenti. Da qui derivano il senso di appartenenza che porta a pensarsi parte di un “noi” anche quando si è chiamati ad affrontare il lavoro quotidiano in relativa solitudine.It isn’t enough to share the same “work object” and the same professional context to be a group, you must first of all take the time and tools to develop a vision of reality shared among caring professionals, aims and value orientations that establish the priorities in order to define and implement works plans, regular opportunities to exchange ideas and process innovations and changes. This gives rise to a sense of belonging that leads you to think you are part of a “we”, even when you are called to face the daily work on your own
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