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Il Camerino Farnese di Annibale Carracci. Planches
Mozzetti Francesco. Il Camerino Farnese di Annibale Carracci. Planches. In: Mélanges de l'École française de Rome. Italie et Méditerranée, tome 114, n°2. 2002. La culture scientifique à Rome à la Renaissance. pp. 1-4
DATA ON LEGIONELLA PREVALENCE AND WATER QUALITY IN SHOWERS OF RETIREMENT HOMES AND GROUP HOMES IN THE PROVINCE OF ROME, LAZIO REGION, ITALY
The data presented in this article are related to the research paper
titled "Prevalence of Legionella in retirement homes and group
homes water distribution systems "(DeFilippis,2018) [3]. Most of
the cases of Legionella infection are sporadic and occurin
community-dwellers. Hot water and biofilm samples from the
shower heads of 26 retirement homes and 9 group homes hosting
closed communities were collected, in order to evaluate the pre-
valence of Legionella and generic water quality parameters
(Heterotrophic Plate Counts at 22 °C and 37 °C). Samples were
tested by culture method for the presence of Legionella. Con-
firmation and identification were carried out through Latextest
and PCR. Further data about buildings’ number of floors and rooms
were collected, and put in relation to the presence of Legionella
through constructing contingency tables and performing exact
fisher's or Chi-squaretests. Cold (< 30 °C) water samples are
analyzed apart
Discriminazione rapida tra Legionella pneumophila e altre specie di Legionella con metodi molecolari
OBIETTIVI
Obiettivi specifici - Da vari anni sono stati descritti diversi metodi molecolari per la ricerca di Legionella che spesso non permettono di discriminare Legionella pneumophila (Lpn) dalle altre specie di Legionella (Lspp). La Legionella è diffusa negli ambienti acquatici naturali ed artificiali, quali fiumi, stagni e laghi, piscine, torri di raffreddamento, acque termali e sistemi di distribuzione idrica ed è importante negli studi epidemiologici identificare i ceppi isolati. Studi recenti indicano che altre specie di Legionella, oltre Lpn, possono essere importanti nell’eziologia di polmoniti acquisite in comunità e che la loro prevalenza può essere sottostimata a causa degli attuali metodi diagnostici spesso inadeguati. L’identificazione delle specie isolate è fondamentale nelle indagini epidemiologiche per riconoscere casi con comune sorgente di infezione, vie di diffusione e distribuzione nelle reti idriche. A tale scopo abbiamo utilizzato una PCR (Polimerase Chain Reaction) seguita da una seminested-PCR per migliorare la ricerca di Legionella e, soprattutto, discriminare rapidamente Lpn dalle altre Lspp.
MATERIALI
Materiali e metodi – Per la messa a punto del test molecolare, si è utilizzato DNA estratto da ceppi di Lpn ( ceppo di riferimento ATCC 33152 L. pneunophila ssp pneumophila - Culti-Loops) e Lspp (Legionella micdadei) cresciuti su BCYE con L-cisteina e incubati a 37 °C in microaerofilia. L’estrazione del DNA è stata fatta con QIAmp DNA mini kit della QIAGEN. Il test consiste in una prima PCR in cui si utilizzano primer derivati dalla sequenza genica per l’rRNA 16S specifica per tutte le specie di Legionella, seguita da una seminested-PCR con uno specifico primer per Lpn o per Lspp. Per ottimizzare le seminested-PCR, sono state provate diverse concentrazioni di MgCl2 nel mix di reazione di PCR (da 3 a 4 mM) e diverse temperature di annealing per ciascuna coppia di primer (da 55 a 72 °C).
RIASSUNTO
Risultati – Dalle prove effettuate si è stabilito che le condizioni sperimentali che permettono di distinguere chiaramente Lpn da Lspp attraverso bande specifiche di DNA amplificato visibili su gel d’agarosio generate dalla seminested-PCR, sono la concentrazione di MgCl2 e la temperatura di annealing che devono essere comprese, rispettivamente, tra 3 e 3.5 mM e tra 65 e 70 °C.
CONCLUSIONI
Conclusioni – Dai risultati sperimentali preliminari, si può affermare che attraverso questo metodo è possibile discriminare facilmente e rapidamente Lpn da Lspp. Ulteriori prove saranno necessarie per stabilirne i vantaggi rispetto ad altri metodi in uso e l’effettiva applicabilità in indagini su campioni ambientali e clinici
Antipodal Forms of Cephem Derivatives Via Stereochemical Manipulations of the Cephalosporin Nucleus
LEGIONELLA DETECTION IN HOT WATER DISTRIBUTION SYSTEM OF CLOSED COMMUNITY AND TOURIST ACCOMMODATION FACILITIES IN THE LAZIO REGION, ITALY: RISK ASSESSMENT AND PREVENTION
QUALITA' IGIENICO-SANITARIA IN AMBIENTE OSPEDALIERO: CAMERE OPERATORIE E TERAPIA INTENSIVA
INTRODUZIONE: Il problema legato alla qualità dell’aria in ambiente ospedaliero
come, camere di degenza, ambulatori, ma soprattutto, sale operatorie,
terapie intensive, rappresenta da sempre un punto critico in Sanità Pubblica
per la salute ed il benessere dei pazienti.
OBIETTIVI: Valutare l’effettiva qualità microbiologica dell’aria e delle superfici,
nelle sale operatorie, day surgey e terapia intensiva del Policlinico Universitario
Tor Vergata di Roma
MATERIALI E METODI: È stata controllata l’aria di 3 camere operatorie, 4 day
surgery e una sala di terapia intensiva. Per le sale operatorie e le day surgery,
sono stati prelevati campioni in prossimità delle bocchette di immissione aria
e del tavolo operatorio; nella terapia intensiva a centro stanza. Sono stati
ricercati: carica batterica totale,miceti totali e stafilococchi. Le superfici
analizzate sono state: pareti e piani di lavoro e sono stati ricercati: stafilococchi,
batteri gram negativi e carica batterica totale. Normative di riferimento -
Linee guida ISPESL 1999 per i reparti operatori e ISO 14661 classe 7 per la
terapia intensiva. I campionamenti e le analisi sono stati eseguiti in base
all’UNI EN ISO146988-1
RISULTATI: Nell’aria delle camere operatorie i miceti e gli stafilococchi sono
risultati assenti, mentre la carica batterica ha raggiunto anche valori di 40 ufc/
m3 in prossimità del tavolo operatorio. Nella terapia intensiva e nelle day
surgery sono stati ritrovati gli stafiolococchi (max 17 ufc/m3), e la carica
batterica era superiore a quella delle sale operatorie (in media > 50 ufc/m3).
Sulle superfici i batteri gram-negativi sono risultati sempre assenti, mentre
sono stati ritrovati gli stafilococchi (max 60 ufc/cm2), e la carica batterica
(max 300 ufc/cm2) soprattutto nel reparto di terapia intensiva
CONCLUSIONI: La presenza dei microrganismi ritrovati, soprattutto di alcune
specie di stafilococco, sollecita una maggiore attenzione alle modalità ed
alla frequenza delle procedure di pulizia e di disinfezione, nonché l’utilizzo dei
dispositivi di protezione del personale, al fine di garantire una migliore qualità
igienica dei reparti stessi
Optimized methodology for technology roadmaps definition and update for space systems in a System of Systems architecture
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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