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Introduzione. Bologna e le altre, una comunità in trasformazione.
Il capitolo introduttivo del volume "La metamorfosi del Modello emiliano. L’Emilia-Romagna e i distretti industriali che cambiano" si propone l’obiettivo di inquadrare le trasformazioni in atto in questa importante economia regionale partendo dalle sue due caratteristiche strutturali di fondo: una robusta base manifatturiera, e una spiccata propensione all’export. E’ proprio partendo da queste caratteristiche che il capitolo traccia un parallelo fra l’economia dell’Emilia-Romagna e quelle dei principali Laender manifatturieri tedeschi. Anzitutto, la descrizione dei cambiamenti strutturali si sofferma sia sui distretti industriali – analizzati alla luce delle teoria marshalliana sulle “fonti della localizzazione” ripresa più di recente da P. Krugman – sia sull’ondata di fusioni e acquisizioni (M&A) in atto già al principio di questo decennio per iniziativa di un buon numero di medie e grandi imprese (un’apposita tassonomia delle M&A riguardanti imprese emiliano-romagnole è proposta nel capitolo). Dopodiché il capitolo passa a esaminare alcune questioni di policy, e in particolare ciò che – alla luce dei principi e degli strumenti della “nuova” Politica industriale (si v. ad esempio: D. Rodrik, H-J Chang, P. Bianchi) – è possibile fare nel campo degli investimenti in conoscenza (R&S formazione del capitale umano, IT). Nell’ultima parte del lavoro, si descrive la struttura del volume, che va visto in continuità con la sezione monografica dedicata dalla rivista 'L’Industria' alla “Metamorfosi” del “Modello emiliano” (N. 4/2011) e sempre curata da Franco Mosconi. Il volume si divide in tre parti (rispettivamente “Nessuno è un’isola: tendenze globali, effetti locali”; “Trasformazione o declino di un Modello? Alcuni fatti stilizzati”; “L’Italia dei distretti industriali: il caso dell’Emilia-Romagna”), e di ciascuna di esse vengono richiamati, capitolo per capitolo, i tratti essenziali. Nell’insieme, il volume si compone - oltre a quest’Introduzione (“Bologna e le altre: una Comunità in trasformazione”) - di 15 saggi ai quali vanno idealmente uniti i 4 apparsi l’anno precedente su 'L’Industria': l’idea di fondo è quella di gettare luce su un case-study all’interno del dibattitto, oggi di respiro internazionale, sul “rinascimento manifatturiero”
Reggio Emilia, il territorio della "meccanica intelligente". L'evoluzione del distretto meccatronico al tempo di Industria 4.0
La metamorfosi del "Modello emiliano". L’Emilia-Romagna e i distretti industriali che cambiano
«C’è stato un periodo irripetibile in cui da Piacenza a Rimini una moltitudine di cristiani ha costruito il modello emiliano. Naturalmente non sapevano neppure che cosa fosse, il modello poi divenuto così celebre». Così scriveva un autorevole politologo, il compianto Edmondo Berselli, nel suo saggio Quel gran pezzo dell’Emilia (Mondadori 2014). Alle dinamiche dell’economia reale si accompagnò ‐ sempre in quell’epoca ‐ un notevole sforzo di interpretazione, che possiamo collocare nell’arco temporale compreso fra i celebri lavori di due dei fondatori della Scuola italiana di Economia industriale: Romano Prodi (Modello di sviluppo di un settore in rapida crescita: l’industria della ceramica per l’edilizia, 1966) e Sebastiano Brusco (The Emilian model: productive decentralisation and social integration, 1982). Dagli anni in cui il «Modello» prendeva forma a oggi molte cose sono cambiate: pensiamo all’introduzione dell’euro e alla fine dell’epoca delle svalutazioni competitive; all’emergere dei «Paesi BRIC»; alle nuove vie, quindi, percorse dalla globalizzazione dei mercati ma anche alle sue nuove forme. Poteva, dunque, un sistema economico regionale contraddistinto, ancor oggi in Europa, da una forte base manifatturiera e una spiccata vocazione all’export, restare immune dai cambiamenti indotti dalla nuova geografia economica internazionale? Al principio del XXI secolo, il tempo è sembrato propizio per riflettere intorno a questi cambiamenti, capaci di configurare una vera e propria «metamorfosi». Dopo la sezione monografica pubblicata sulla rivista “L’Industria” (N° 4/2011) – curata sempre da F. Mosconi - questo volume rappresenta il secondo pilastro del vasto progetto di ricerca sul “Modello emiliano” che cambia, condotto nell’ultimo quadriennio presso la Cattedra Jean Monnet in Economia e Politica Industriale dell’Università di Parma. Il volume si apre con questa ampia Introduzione del curatore (“Bologna e le altre: una comunità in trasformazione”), cui fanno seguito quindici saggi, scritti da ventisei autori, articolati in tre parti: (I) “Nessuno è un’isola: tendenze globali, effetti locali”; (II) “Trasformazione o declino di un modello: Alcuni fatti stilizzati”; (III) “L’Italia dei distretti industriali: il caso dell’Emilia-Romagna”
Multimedialità e oligopolio: il mercato dell'informazione in Italia.
L'articolo esamina i rapporti di concentrazione nei singoli segmenti del settore dell'informazione in Italia, nonchè gli indici di concentrazione del settore nel suo insieme. Così facendo, l'articolo si propone di gettare luce sulla "intra-media competition" e sulla conseguente necessità di una legge antitrust ad hoc per il settore dell'informazione. Il lavoro trae spunto dai "Materiali per un dibattito sulla concentrazione nel settore dell'informazione in Italia", curato dal Centro di Economia e Politica Industriale dell'Università di Bologna, sotto la direzione del prof. Fabio Gobbo e con Antonello Scorcu e Franco Mosconi quali ricercatori
Le nuove politiche industriali nell'Europa allargata
"The New Industrial Policy in an Enlarged Europe"
Edited by Franco Mosconi
With chapters by F. Mosconi, G. Amato, A. de Lecea, et al.
Summary
Which role does the manufacturing industry play in preserving prosperous economic conditions at the beginning of the 21st century? Does any line of industrial activity play a leading part? Does the manufacturing industry belong to an old world, unable to face the increasing expansion of the service industry? Is the EU undergoing a deindustrialization process? And what about the trade displacements from the Western to the Eastern world – not only to Eastern Europe, but also to India and China?
This book tries to answer these and many other questions, keeping a «European» point of view, even if many matters necessarily concern the Italian political economy, and Industrial policy in particular.
The book testifies to the experience of many conferences and seminars organized in academic years 2003-2004 and 2004-2005 by professor Mosconi, Jean Monnet Chair in European Economics of Industry at the University of Parma and editor of this book – conferences and seminars which were important occasions to study and think about a new Industrial policy.
All in all, this seven-chapter book demonstrates how the European manufacturing tradition can and must play a leading role both in the promotion of R&D and in the training of highly qualified human capital – i.e., «knowledge investment».
This analysis also tries to give a first evaluation of the new approach to Industrial policy that is emerging in Europe, thanks above all to the impulse of the European Commission - whose Communication of 2002 has reopened the debate on this subject, also at theoretical level.
The editor also wrote the following three sections of the book:
(i) Note to the second edition, (ii) Introduction, (iii) Chapter 1 – The formation of economic Europe: the framework of the new Industrial polic
Prefazione alla terza edizione italiana di D. W. Carlton e J. M. Perloff, "Organizzazione industriale"
Il distretto di Carpi: verso un "ecosistema" della formazione superiore e dell'innovazione
This work aims to shed light on the textile-clothing district of Carpi seen from an economic-industrial perspective.
This district has always been one of the most investigated cases in Italian and foreign literature,
that aimed at investigating the causes of the success of these particular productive agglomerations of Small
and Medium Business (SMB). Since the years of the district successes in the 1970’s-80’s, many things have
obviously changed. In the second and third paragraphs, the paper analyzes the case study of Carpi from a
structural point of view. Subsequently, in the fourth paragraph, it focuses on the new industrial policy, which
should be primarily centered on “investments in knowledge” (human capital, research and development). In
the fifth final paragraph, some policy responses to the present challenges are suggested.Questo lavoro ha lo scopo di gettare luce sul distretto del tessile-abbigliamento di Carpi visto da una
prospettiva economico-industriale. Questo distretto da sempre fra i casi maggiormente indagati nella
letteratura, italiana e straniera, volta ad approfondire le cause del successo di queste particolari
agglomerazioni produttive di Piccola e Media Impresa (PMI). Dagli anni dei successi distrettuali degli
anni ‘70 e ’80, molte cose sono naturalmente cambiate. Il paper analizza, nel secondo e nel terzo paragrafo,
il case-study carpigiano dal punto di vista strutturale. Successivamente, al quarto paragrafo,
si sofferma sulla nuova politica industriale, che in primis deve essere incentrata sugli “investimenti in
conoscenza” (capitale umano, ricerca e sviluppo) e, nel quinto conclusivo paragrafo, sono suggerite
alcune risposte di policy alle sfide attuali
Ritessere le trame. Stato e prospettive del distretto del tessile-abbigliamento a Carpi
nell’industria del tessile-abbigliamento, ha trovato spazio in tutte le più significative indagini sui distretti industriali. Questo significa che
possiamo guardare all’evoluzione del distretto carpigiano con ragionevole fiducia? Oppure è necessario costruire un cluster maggiormente in sintonia con la duplice transizione, ecologica e digitale, che sta caratterizzando questi anni? Il volume, frutto di un ampio progetto di ricerca, si propone di gettare luce sulla dinamica evolutiva del distretto carpigiano al fine di coglierne le principali tendenze e offrire spunti per una moderna azione di policy.
Nell’insieme, emerge come in passato il distretto di Carpi abbia saputo
trasformarsi per resistere alle crisi che ciclicamente lo hanno
attraversato. Oggi si trova però di fronte a una sfida più importante e
decisiva: ritessere le trame tra imprese, amministrazione pubblica e
territorio, anche per superare i danni provocati dalla pandemia, che ha
colpito l’industria della moda più di altre
Introduzione. La manifattura emiliano-romagnola e il nuovo paradigma tecnologico: un caso di eccellenza, in "Reggio Emilia, il territorio della meccanica intelligente"
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