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Questo amore azzurro. Aldo Rossi a Samos, lo stupore nella scena di fine estate
In his voyage to Samos in the Summer of 1989 Aldo Rossi gathered a collection of fragments in accordance with a Palladian education. The image repeats itself, following what Johns had written in 1984: “I like to repeat an image in another medium to observe the play between the two: the image and the medium”. The room then transfers its elements from the Mediterranean to Lake Maggiore
Atmosfere
La contingenza di insegnare l’Architettura, o almeno provarci, impone tra gli argomenti essenziali da affrontare quello dell’Abitare. Come già detto l’Abitare, che per certi versi potrebbe sembrare un argomento consolidato e più che noto nelle proprie alchimie compositive, risulta invece uno dei temi più complessi e problematici, non solo per gli studenti di Architettura ma per chiunque. Borsalino, Corviale, Giudecca, Gallaratese, San Michele in Borgo e Girasole possono sembrare esempi inconciliabili per assunto ma in loro vi è evidentemente il fatto di rappresentare alcuni tipi ideali. Non è mai stata l’affinità scolastica ciò che ci è interessato, ma appunto l’eterogeneità. Abbiamo ricercato l’apertura massima del nostro obiettivo aggiungendo spazio e luce al quadro visivo generale per avvicinarci il più possibile ad un criterio esatto
Antichi Luoghi. Contemporanei Spazi
I lavori pubblicati in questo volume sono l’esito didattico del Laboratorio di Progettazione dell’Architettura II sviluppati durante AA 2011-2012. L'articolo discute le possibilità di costruire al ridosso di antiche rovine nella speranza della costruzione e definizione di uno spazio contemporaneo
Destiny (not Allegory): Re-Designing Samonà’s Mediterranean : An (im)Possible Mapping between the ‘Masserìa’ and the House
The world of Giuseppe Samonà is a world of profound destinies, of furrows that mark the surface of the island in order to move along the marine routes of the Mediterranean and arrive to distant places. Palermo, Naples and Venice thus seem connected by an invisible trace that links childhood gazes to his academic and professional activities. The link between historical imaginary and geographic imaginary finds an echo in the world of the invisible and of architectural composition. A world of forms that clashes with a precise construction of the landscape as succession of thresholds and remembrances, of architectural memories.
In this system the space of the house, the domestic space, is recomposed as fragment and relation of the ancient Sicilian masserìe whose images and mappings persist intact in an elitarian and spiritual organism of compositional relationships. The traces unearthed by the author re-initiate an interrupted dialogue with the Sicilian territory, involving an archetypal adaptation that invests Mediterranean and Atlantic relationships in the re-founding of spatial hierarchies.
The article is to be understood as an exploratory document which, based on “provocation” as analytic tool, leads to a possible spacial codification. A device that plays with the role of the image and of construction as premises for a narrative of the architectural project
L'eterna stanza di Curzio. La terrazza di casa Malaparte a Capri
L'articolo indaga l'importanza dell'elemento FINESTRA all'interno della composizione dello spazio TERRAZZA in casa Malaparte a Capri
Contro un'opaca mediterraneità : l'occasione di uno sguardo
Contro un'opaca mediterraneità. Sviluppo di un percorso didattico e conoscitivo verso i luoghi dell'abbandono in cerca di una nuova possibilità e verità costruttiva
Contemporary Itinerary = Itinerario contemporaneo : Canada
Itinerario architettonico del Canad
Amnésia : il Mediterraneo di Taranto
Ogni anno, d’estate, le città del Mediterraneo si riversano nel mare. Ogni estate, la città di Taranto, stagione dopo stagione, ritrova la sua memoria. La storia parte da secoli lontani, fa parte di una coscienza molto profonda ormai assorbita dall’intera città, una coscienza che col tempo è quasi svanita.
Potrebbe tradursi così la vicenda contemporanea di questo luogo, una città mediterranea che so re di amnesìa.
L’indagine su cui la pubblicazione si costruisce passo passo è quella della ricerca — a tratti a annosa — dell’identità perduta del luogo della restituzione attraverso l’architettura di una dignità, di un (ri)scoperta che sappia guardare oltre il dramma.
L’Architettura diventa quindi, attraverso questo lavoro, il mezzo di nar- razione di un oblio, prima che la distruzione totale di questo angolo di mondo si realizzi. Ancor prima della stesura dei tre progetti proposti, un museo del mare, un mercato del pesce e una scuola velica, avviene la lettura di questo mondo — strato per strato come fece George Gissing — ‘fotografando’ luoghi, disegnando spazi, intervistando coloro che ne fanno parte: gente dimenticata. Di queste tracce, più di ogni altra cosa — parallelamente all’Architettura —, sono protagonisti i bambini e i pescatori, coloro che giorno per giorno, crescendo tra questi vicoli, insegnano come “Taranto non sia solo ILVA”. Ed e ettivamente è sta- to questo il vero punto di partenza, guardare oltre il dramma — ricono- scendolo —, tracciare una possibile via di fuga per questo pezzo di mare. L’esigenza, architettonica e umana quindi, si traduce nella creazione di luoghi e progetti atti a ricostruire la città, come a seguito di un terribi- le terremoto o di una feroce guerra, a nché torni a vedere, a nché la città ricordi non solo per un’altra estate
Anime e rosari = Souls and rosaries
Taranto alla stazione ferroviaria sembra una città come tante, ma è ciò che avviene appena prima della fermata del treno che davvero impressiona. Le parole di Pasolini — a tale proposito — appaiono folgoranti quando nell’avvicinarsi alla città da ovest si determina perfettamente la comprensione dell’opera della mano industriale che ha plasmato la città che è, o per meglio dire, era. Il treno scorre lentissimo attraverso siti produttivi fuori scala rispetto al paesaggio che li circonda, intagliato invece, nella roccia e nel mare, con il cesello di un artista. Qui i contrasti del meridione mediterra- neo trovano la loro epica consacrazione.
Le emergenze architettoniche e sociali della Città Vecchia appaiono come concre- ta opportunità su cui tessere l’esperienza dell’abitare mediterraneo. Quei luoghi, le strade, i cortili, ci hanno insegnato molto e, pur nella dif coltà operativa, hanno for- mato un apparato di conoscenza di notevole spessore, realizzando quei principi di militanza e servizio a cui l’Architettura non può sottrarsi nel suo essere arte utile.
La sintesi tra la constatazione della malattia e la folle propensione a dar retta al pro- prio eros creativo non permettono, a chi di Architettura si occupa o almeno tenta di occuparsi, di rimanere immobili, silenti
Abitare
Ben lontani dall’idea di conformarsi ad una ulteriore Città Ideale, ad un’ulteriore pro- posta di Utopia traslata dalla sociologia all’architettura, si è cercato di veri care l’ade- guatezza empirica di alcune soluzioni, interpretate, frammentate, deformate e as- semblate in un disegno di città ulteriore.
Il fallimento operativo delle promesse del 19° e 20° secolo sono attorno a noi, davan- ti ai nostri occhi. La questione della costruzione della città è chiaramente una parti- ta senza termine e senza vincitori, dove l’unica cosa davvero certa è che giocandola si debba essere in grado di imparare, senza preclusioni ideologiche e dogmi, dai pro- pri errori.
Lungo i due anni di corso è stato affrontato ogni tema riguardante i nessi propri del- la costruzione della città in un percorso mistilineo, indotto dalle contingenze a con- frontarsi con possibilità diverse, per analogia, sintesi, critica, frammentazione, distor- sione no a realizzare un coagulo urbano, dove le relazioni sono misurate dalle ar- chitetture stesse che al contempo de niscono i luoghi di cui in sostanza la città è co- stituita, ragionando sulle possibilità con gurazionali di relazione di cui i progetti so- no stati solo il risultato ultimo.
Avremmo potuto chiamare questa città in qualsiasi modo, ma Libera, forse, racchiude in sé il signi cato vero di una ricerca nalizzata alla liberazione della città dalle cate- ne dell’oppressione ideologica sistemica a cui è soggiogata
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