107,072 research outputs found

    Pioneer personal history, Joseph Moroni Toombs

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    Transcript of answers by Joseph Moroni Toombs of Ogden, Utah, for a questionnaire filled out for Utah Works Progress Administration\u27s "Pioneer personal history" survey, He was born in England in 1858 and came with his family to Utah, settling in Ogden. Typed by Alice G. Mitchell of Ogden in 193

    White dwarfs and fundamental physics

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    The evolution of white dwarfs (WDs) stars is essentially a cooling process that is easier to compute compared to other evolutionary phases. However, sizeable discrepancies are still present between the current theoretical models. In fact, the present knowledge of the physical behavior of matter under the high-density regimes typical of the WD interiors is still affected by significative uncertainties. In this contribute, I will discuss some of the main uncertainties in the input physics adopted in the computation of WD cooling evolution

    Benzofuran Derivatives Activators of the Chaperone Protein Hsp90: Synthesis, Interaction Studies and Biological Effects

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    We have recently reported that allosteric modulation of the chaperone protein Hsp901 can be achieved in an allosteric fashion using a family of 2-phenyl-benzofuran derivatives that target an allosteric pocket at the C-terminal domain of the protein.2,3 These ligands are mainly activators of the chaperone ATPase activity3 and are accelerators of the protein internal dynamics.4 As a result, they tune Hsp90 chaperone activity in ways that we are just beginning to unravel. We are going to present the synthetic approaches towards an expanded library of about 40 benzofuran derivatives diversified at positions R1 and R2 along with the interaction studies with full length Hsp905 and the effects on Hsp90 enzymatic and chaperoning activity. Figure 1: 2-phenyl-benzofuran diversification at positions R1 and R2 (top) and docked complex of Hsc82 (Hsp90 yeast form) with one of our derivatives (bottom). 1. Jackson, S. E. In Molecular Chaperones; Jackson, S., Ed.; Springer Berlin Heidelberg: 2013; Vol. 328, p 155. 2. Morelli, L.; Bernardi, A.; Sattin, S. Carbohydr Res 2014, 390C, 33. 3. Sattin, S.; Tao, J.; Vettoretti, G.; Moroni, E.; Pennati, M.; Lopergolo, A.; Morelli, L.; Bugatti, A.; Zuehlke, A.; Moses, M.; Prince, T.; Kijima, T.; Beebe, K.; Rusnati, M.; Neckers, L.; Zaffaroni, N.; Agard, D. A.; Bernardi, A.; Colombo, G. Chem. Eur. J. 2015, 21, 13598. 4. Vettoretti, G.; Moroni, E.; Sattin, S.; Tao, J.; Agard, D. A.; Bernardi, A.; Colombo, G. Sci Rep 2016, 6, 23830. 5. Sattin, S.; Panza, M.; Vasile, F.; Berni, F.; Goti, G.; Tao, J.; Moroni, E.; Agard, D.; Colombo, G.; Bernardi, A. Eur. J. Org. Chem. 2016, DOI: 10.1002/ejoc.201600420

    Prefazione. Il contributo delle comunità contrattuali all'ideale della sussidiarietà

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    In un libro precedente (Brunetta, Moroni, 2008) abbiamo iniziato ad esplorare il fenomeno delle "comunità contrattuali". In quel caso, l'attenzione era focalizzata solo su alcuni tipi particolari di comunità contrattuali e l'approfondimento empirico riguardava unicamente la realtà statunitense. Questo libro sviluppa e integra il precedente lavoro in due direzioni: in primo luogo, allarga l'attenzione ad un ventaglio più ampio di forme possibili di comunità contrattuali; in secondo luogo, focalizza l'approfondimento empirico su realtà territoriali del nostro paese (anche per sfatare la falsa convinzione che certe forme organizzative siano tipiche solo di altri contesti nazionali). Il presente lavoro segnala la necessità di trattare i vari esempi di comunità contrattuali come sottoclassi di un modello più generale, invitando a considerarne aspetti positivi e limiti in un'ottica più ampia. Solo così, crediamo, sarà possibile attrezzarsi (anche in termini di regolamentazione e politiche pubbliche) per esaltare i vantaggi delle comunità contrattuali, contenendo i risch

    Synthesis and characterization of Hsp90 allosteric activators

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    Hsp90 is a molecular chaperone playing a pivotal role in the cell life cycle1 and an established anti-apoptotic target in cancer therapy.2 The protein internal dynamics are regulated by ATP and are critical for its function. We have recently demonstrated that Hsp90 can be modulated in an allosteric fashion, targeting the protein C-terminal domain (CTD) with a family of 2-phenyl-benzofuran derivatives.3-5 These molecules increase Hsp90 ATPase rate and accelerate its internal dynamics. As a result they tune its chaperone activity in ways that we are just beginning to unravel. The synthetic approaches towards an expanded library of about 40 benzofuran derivatives diversified at positions R1 and R2 (Figure 1) will be presented together with the interaction studies with full length Hsp90.6 Figure 1: 2-phenyl-benzofuran diversification at positions R1 and R2. 1) Jackson, S. E. In Molecular Chaperones; Jackson, S., Ed.; Springer Berlin Heidelberg: 2013; Vol. 328, p 155-240. 2) Trepel, J.; Mollapour, M.; Giaccone, G. and Neckers, L., Nat Rev Cancer 2010, 10, 537-549. 3) Morelli, L.; Bernardi, A. and Sattin, S.*, Carbohydr. Res. 2014, 390, 33-41. 4) Sattin, S. et al Chem. Eur. J. 2015, 21, 13598-13608. 5) Vettoretti, G; Moroni, E.; Sattin, S.; Tao, J.; Agard, D. A.;. Bernardi, A. and Colombo, G. Sci Rep 2016, 6, 23830. 6) Sattin, S.*; Panza, M.; Vasile, F.; Berni, F.; Goti, G.; Tao, J.; Moroni, E.; Agard, D.; Colombo, G. and Bernardi, A. Eur. J.Org. Chem. 2016 DOI: 10.1002/ejoc.201600420

    "L'organizzazione dell'uso del suolo tra coazione e volontarietà",

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    Nel corso della seconda metà del novecento, il problema della costruzione dei processi di policy, ossia delle modalità attraverso le quali attori pubblici e privati si trovano coinvolti in processi decisionali per la fornitura dei servizi, è stato oggetto di analisi e di riflessione teorica. Chi, nel corso degli anni novanta, si è occupato di ‘processi politici’ ha oggi piena consapevolezza che non si possono ottenere cambiamenti radicali negli esiti delle politiche territoriali a partire da sole azioni normative e/o fiscali (via PRG). Tali azioni non bastano a garantire che l’azione pubblica di erogazione dei servizi pubblici avvenga in maniera efficiente, efficace ed equa, perché, da sole, non sono sufficienti a veicolare quei processi istituzionali attraverso cui le politiche si trasformano in azioni amministrative. Riteniamo perciò di qualche importanza rimettere al centro del ragionamento le ragioni costitutive dei processi di policy, esplorando quali possano essere oggi ‘nuovi’ approcci istituzionali attraverso i quali si possano innescare profondi processi di cambiamento nelle politiche territoriali. Non si tratta perciò di escludere lo Stato dal campo dei servizi, ma, piuttosto, riflettere sulle implicazioni di modelli alternativi che vedono una sostanziale ridefinizione dei ruoli del pubblico e del privato. Obiettivo del paper è mettere in discussione l’approccio tradizionale di erogazione dei servizi pubblici, che vede lo stato con un ruolo esclusivo (o, comunque, dominante), per esplorare forme alternative di fornitura di servizi e infrastrutture, fondate sull’azione di soggetti privati. In quest’ottica, gradi progressivi di volontarietà possono essere introdotti in modelli di fornitura alternativi e/o complementari a quello coattivo esercitato dal soggetto pubblico. Verranno in particolare presentati e analizzati due modelli privatistici – che denominiamo ‘comunità proprietaria’ e ‘associazione comunitaria’ – valutandone pregi e difetti. Per ognuno dei due modelli verranno esaminati e discussi criticamente alcuni casi studio esemplari focalizzati soprattutto su servizi e infrastrutture di carattere territoriale. Come si cercherà di mostrare, l’esistenza di rendite differenziate in ambito territoriale è non tanto il problema, quanto, piuttosto, l’opportunità che consente di risolvere il problema dei beni pubblici in un’ottica volontaristica. Il paper si conclude proponendo una rivisitazione del ruolo dello stato entro un approccio più complesso e articolato che riconosce la necessità di forme miste e plurime di garanzia di beni pubblici

    1512/1

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    Analisi dell'edizione apparsa a Strasburgo per i tipi di Matthias Schürer contenente la prima traduzione latina dell’orazione 11 e delle epistole 38 e 24 di Gregorio Nazianzeno

    How to make norms with drawings: an investigation of normativity beyond the realm of words

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    A widespread opinion holds that norms and codes of conduct as such can only be established via words, that is, in some lexical form. This perspective can be criticized: some norms produced by human acts are not word-based at all. For example, many norms are actually conveyed through graphics (e. g. road signs and land-use maps), sounds (e. g. the referee’s whistle), a silent gesture (the traffic warden’s signal to halt). In this article, we will focus on the norms that are created by means of drawings and can be termed “drawn norms” or “graphical norms.” Specifically, we will inquire into the phenomenon of graphical norms with particular regard to traffic signs and land-use plans, and we will discuss the philosophical and legal problems to which these phenomena give rise
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