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    Mangiare è un atto di agricoltura “civile”,

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    Il saggio focalizza la sua attenzione sulle diverse tecniche di produzione agricola, per mettere in evidenza le distorsioni ambientali e di sicurezza alimentare dell’agricoltura industriale a confronto con l’alternativa sostenibile dell’agricoltura biologica e sociale. In questo senso il saggio mette al centro l'agricoltura "civile", ovvero quel tipo di agricoltura che può riconnettersi, per le sue caratteristiche di produzione e di consumo al paradigma dell'Economia Civile

    La forza del dono

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    Il saggio dimostra la “forza” del dono, ovvero dimostra come il paradigma del dono riesca a permeare tanti momenti di vita delle persone (dalla nascita alla morte) e come non sia affatto relegato nei tradizionali ambiti in cui siamo abituati a vederlo all’opera (mondo della socialità primaria: famiglia, amicizia, legami d’amore, associazionismo). Il saggio mette in luce l’operatività del dono anche nel mondo della socialità secondaria (nella sfera dello Stato e nella sfera del Mercato), due luoghi in cui la circolazione di beni e servizi può avvenire all’insegna della gratuità, ovvero con modalità diverse che si aggiungono rispettivamente allo scambio di equivalenti e al pagamento di imposte. Nell’ambito dello Stato il dono ha gradualmente riconquistato terreno, dopo il suo spiazzamento avvenuto ad opera del Welfare State classico, con l’affermarsi del Welfare mix (che si caratterizza per la collaborazione tra Stato e Terzo Settore per l’erogazione di servizi, ove il Terzo Settore è espressione di organizzazioni non profit), del Welfare civile (che si connota per la co-progettazione tra Stato, Terzo Settore e imprese profit di servizi) e del Welfare relazionale generativo (che si distingue per il mutuo-aiuto gratuito ed informale tra persone e/o condivisione gratuita di beni o servizi tra individui). L’insufficiente intervento dello Stato è ultimamente sempre più affiancato, specialmente nel “welfare capitalism” compassionevole degli Usa, da aiuti provenienti dalla filantropia aziendale, da donazioni di Fondazioni private, da interventi di corporate welfare. L’importanza del dono per il mercato è stata evidenziata dall’Economia Civile confutando l’impostazione dell’economia neoclassica che ipotizza la netta cesura tra economia e società e che mette a suo fondamento antropologico il paradigma dell’homo oeconomicus agente solamente individualista ed egoista. Il dono, secondo la prospettiva dell’Economia Civile, è addirittura il presupposto del mercato in quanto le pratiche donative favoriscono la coesione sociale e la “buona società” rende più facile la nascita ed il funzionamento al suo interno del mercato che, proprio in virtù di questo sostrato, assume un volto più umano ed inclusivo. Il dono quindi agisce a livello macroeconomico, ma anche a livello mesoeconomico e microeconomico. Molte tipologie di dono sono rintracciabili nel capitale organizzativo, umano, relazionale di un’azienda e perfino nelle strategie competitive di impresa. Il saggio opera anche una tassonomia tra le varie tipologie di dono (dono rivalistico, puro, relazionale, convenzionale, strumentale), classificandole secondo le quattro dimensioni obbligo/libertà e egoismo/amorevolezza, che consente di comprendere tutta la pervasività e la forza del dono nella società, nella cultura, nella spiritualità, nell’economia, nella politica. Infine il saggio individua i punti di contatto tra il nuovo paradigma politico del Convivialismo e l’Economia Civile che può essere utilmente messa al suo servizio per la costruzione di un nuovo ordine simbolico, economico, sociale

    A comparative analysis of different business ethics in the perspective of the Common Good

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    The paper concerns the connection between different tipologies of business ethics (kantian, utilitarian, aristotelic) and the alternative vision of economic development, company’s organizational and managerial context together with interest in Common Good more or less associated to profit to which they have given rise. In this comparison virtue ethics stands out for its capacity of creating, specially through the business virtue of generosity, social capital so precious to economic development at every level, for its capability of increasing people’s well-being, and for its capacity to make the production of relational goods (among which Common Good), on which people’s happiness depends, easier. Gift’s paradigm recovery can also be helpful to prevent other financial and economic crisis like the actual one which has had, like less striking but deepest cause, the triumph of avarice’s vice on the virtues of giving (generosity and justice).Business Ethics, Gift’s Economy, Generosity, Charity, Mercy, Social Capital, Relational Goods, Common Good

    Toward conversation retrieval

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    Social Network Sites can be seen as very large information repositories containing millions of text messages usually organized into complex networks involving users interacting with each other at specific times. In this paper we discuss how traditional information retrieval techniques can be extended to deal with these social aspects. In particular we formalize the concept of conversation in the context of Social Network Sites and define constraints regulating ranking functions over conversations

    REAL-TIME BETA IMAGING WITH SILICON HYBRID PIXEL DETECTORS: KINETIC MEASUREMENTS WITH C-14 AMINO ACIDS AND P-32 NUCLEOTIDES

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    We present some additional results obtained with the BETAview system, a digital system for real time /spl beta/-imaging based on semiconductor pixel detectors and on a single photon counting read-out chip. We describe the system assembled with a Si detector, 300-/spl mu/m thick, segmented into 64 /spl times/64 square pixels with 170-/spl mu/m pitch. The solid-state pixel array detector is bump-bonded pixel by pixel to a low threshold, single particle counting electronics, the photon counting chip (PCC) developed by the Medipix1 Collaboration for biomedical applications. Each cell (corresponding to a detector pixel) of the front-end chip has a maximum count rate of 2 MHz, a minimum nominal threshold of 1400 e/sup -/ (corresponding about 5 keV in Si), and contains a 15-bit counter. The detector sensitive area is about 1 cm/sup 2/, but several detectors could be assembled in arrays. The measured background counts were about 3.5/spl times/10/sup -2/ cps/cm/sup 2/, which implies a very high sensitivity of the device. The detection threshold used in this experiment was /spl sim/15 keV. We show the results obtained in the real-time monitoring of two biological dynamic processes: an amino acid uptake by living cells and the thermal denaturation process of oligonucleotides. Specifically, we have followed over time the accumulation of a marked amino acid ([/sup 14/C]L-Leucine) into Octopus vulgaris eggs cells. The results, described in Section III-B, show that after about 20 min from the beginning of the uptake process, the radioactively marked eggs become clearly visible over the background culture radioactive medium. In Sections III-C and III-D, we also describe the successful performance of the /spl beta/-imaging system in genetic studies involving the real time reconstruction of denaturation and kinetics curves for two different /sup 32/P-radiolabeled nucleotides

    La saggezza delle emozioni

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    Il paradigma antropologico dell’homo oeconomicus, alla base del filone neoclassico della scienza economica, è stato dipinto con determinate caratteristiche (ovvero come un agente razionale, apparentemente avulso da qualsiasi emozione, individualista, egoista). Alla luce delle critiche dell’economista (premio Nobel) Amartya Sen che ha ribattezzato l’homo oeconomicus come “lo sciocco razionale” e “l’idiota sociale” il presente contributo intende analizzare quali sono state le conseguenze (positive e negative) in campo epistemologico della scelta antropologica dell’homo oeconomicus che ha paradossalmente fatto convivere un iper-razionalismo con le “passioni/emozioni tristi” acquisitive; passare in rassegna le critiche formulabili, da vari punti prospettici e da nuove discipline, a questo archetipo; capire i possibili guadagni collegati all’“intelligenza delle emozioni”, ovvero alla comprensione, invocata dalla filosofa Martha Nussbaum, del ruolo che le emozioni giocano nel guidare molti comportamenti (economici e non) umani per una loro più corretta interpretazione e governo; illustrare alcune idee alternative a quella del soggetto economico neoclassico presenti nella storia del pensiero economico, con particolare attenzione a quelle, meno riduzioniste, formulate nell’Illuminismo scozzese (Adam Smith) e napoletano (Antonio Genovesi); evidenziare la strategicità per il raggiungimento di uno sviluppo umano integrale e sostenibile del passaggio dall’homo oeconomicus all’homo reciprocans, il paradigma antropologico alla base dell’Economia Civile, che può essere agevolato dalla “saggezza delle emozioni”, ovvero dal recupero, non solo in campo economico, dell’importanza dei “beni relazionali”, già messa in luce da Aristotele, che sono saldamente ancorati alle emozioni, alle passioni “comunitarie” ed alle virtù cooperative

    Intralymphocyte free magnesium and plasma triglycerides

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    To evaluate the relative effect of hypertension and plasma triglycerides on intralymphocyte magnesium we measured ionized intralymphocyte magnesium (Mg(i)) concentration by means of a fluorimetric method based on the dye Furaptra in 4 groups of subjects: 18 normotensive normotrigtyceridemic controls (NTNC), 9 hypertriglyceridemic normotensive patients (HTN), 8 hypertriglyceridemic essential hypertensive patients (HTEH), 17 normotriglyceridemic essential hypertensive patients (NTEH). Hypercholesterolemic, diabetic patients and alcoholics were excluded from the study. Mg(i) was found to be statistically reduced (ANOVA test F= 10.41, P=0.0001) in both HTN and HTEH (M+/- SD, HTN: 0.235 +/- 0.01, HTEH: 0.236 +/- 0.01 mmol/l) as compared to both NTNC and NTEH (M +/- SD, NTNC: 0.294 +/- 0.008, NTEH: 0.297+/- 0.009 mmol/l). A statistically significant negative correlation was found in the population as a whole between Mg(i) and plasma triglycerides (n=52, R= -541, P=0.00004). Our data suggest that hypertriglyceridemia per se and possibly the so-called plurimetabolic syndrome is characterized by low intralymphocyte free magnesium
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