22 research outputs found

    L'Università e la Terza Missione. Per una nuova cultura della sostenibilità

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    The aim of this article is to promote the idea that at the basis of a sustainable system there must be a cultural paradigm shared in society. Regarding universities, sustainability in academic environment may be ambivalent: it may describe its internal organization processes; otherwise, it may refer to a series of steps useful to spread a culture of sustainability. For this reason, as also pointed out by Europe 2020 program, it is proposed that university, through the third mission, may increase the share of resources for the creation of a culture of sustainabilit

    I processi di disintermediazione tra gap di accesso e competenze. Responsabilità ed etica del giornalismo nel caso WikiLeaks

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    Ai media digitali è riconosciuta una capacità liberatoria connessa a un potenziale “accesso democratico” alle informazioni, spesso però è sottostimato il problema delle competenze digitali degli individui. L’informazione è la merce di scambio del nostro tempo e l’individuo è in uno stato di perenne tensione: da un lato la propensione a immergersi nel costante flusso informativo, dall’altro una sostanziale incapacità – percepita o meno – a governare questo information overload. Cosa accade perciò quando, come nel caso di WikiLeaks, le informazioni prive di un’intermediazione sono disponibili ai cittadini/utenti? E, soprattutto, come si modificano i concetti di responsabilità ed etica per i giornalisti

    Informazione e social network sites. Una sfida di responsabilità. Il giornalista tra professionalità e identità

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    The paper aims to analyse the relationship between identity and professionalism of journalists in the shift between news media and personal accounts on social network sites. On the one side, in fact, the correspondence between journalistic identity and journalistic professionalism is clear; on the other side, this correspondence might not be explicit. The paper presents a theoretical analysis on the main critical issues raised by the use of SNs by journalists, and the results of the two first steps of a qualitative research (survey and in-depth interviews), which show that the value of responsibility in journalism acquires an increased centrality: it emerges as the main reference for journalists in order to respect and enhance their role also in not explicitly journalistic contexts

    La fotografia come pro memoria del fenomeno migratorio

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    Il concetto di memoria viene qui affrontato in rapporto al tema delle fotografia giornalistica. Particolare attenzione viene posta al fenomeno migratorio e al ruolo delle foto in termini di costruzione dello stesso, da parte della carta stampata nazionale

    L'Università alla prova dei Social Media. Questioni di identità, reputazione e comunicazione

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    Il sistema universitario nazionale ed europeo ha subito nell’ultimo trentennio una profonda evoluzione normativa e culturale. L’imperante diffusione di modelli valutativi, la crescente richiesta di trasparenza e accountability, nonché l’affermazione di un’idea sempre più istituzionalizzata di Terza missione, sono solo alcuni elementi che manifestano la portata dei cambiamenti in atto consentendo di intravedere la direzione assunta dalle Istituzioni Accademiche, tanto in termini di operato quanto di mission. In questo scenario, le attività di comunicazione hanno assunto un ruo-lo cruciale nella gestione ordinaria e strategica della vita universitaria, con un decisivo incremento soprattutto negli ultimi anni. Nel medesimo scenario evolutivo non è possibile tralasciare il ruolo assunto dal sistema dei media che, attraverso la propagazione su larga scala di quelli digitali, con particolare riferimento alle piattaforme social, ha mol-tiplicato a dismisura le opportunità espressive e comunicative di individui, imprese e istituzioni. Il lavoro ha l’obiettivo di analizzare i cambiamenti che hanno caratterizzato la comunicazione universitaria alla pro-va dei social media, con specifico riguardo al processo di costruzione delle “presenze social” degli Atenei e alle forme di comunicazione online mirate alla costruzione identitaria, alla reputazione e all’implementazione di strategie co-municative e di confronto con gli stakeholder. A tale scopo, la tesi è articolata in due parti: una di carattere specificamente teorico e l’altra di natura empirica. La prima si apre (capitolo 1) con una ricostruzione storico-normativa dei mutamenti che hanno coinvolto il sistema uni-versitario nazionale ed europeo negli ultimi decenni. Si è proceduto a definire i cambiamenti introdotti dalle sempre più pervasive tecnologie digitali della comunicazione, con particolare riferimento al modo in cui gli Atenei comuni-cano e si relazionano con i propri portatori di interesse. A tal proposito, si è scelto di fornire una panoramica teorica sul ruolo dei social media e sull’affermazione di un nuovo paradigma sociale, il networked individualism (capitolo 2). La riflessione, servendosi di rapporti di ricerca nazionali e internazionali, si è poi spostata sul modo in cui i social media sollecitano la strategia di comunicazione degli atenei nazionali, in termini di opportunità e di minacce. Non è mancata, inoltre, una rassegna dei principali mutamenti normativi che hanno portato all’attuale disciplina delle at-tività di comunicazione delle istituzioni pubbliche nel contesto nazionale (capitolo 3). A conclusione della parte teo-rica (capitolo 4) si è proceduto con un capitolo dedicato all’analisi dell’evoluzione dei sistemi di governance delle istituzioni accademiche italiane e delle relative ricadute sulle missioni dell’Università, con una specifica riflessione sulle principali teorie iscritte nelle discipline del marketing e della comunicazione organizzativa. La seconda parte del lavoro presenta i risultati di ricerca, articolata in sei fasi: contestualizzazione, censimento, co-struzione del collettivo, esplorazione, studio delle piattaforme, analisi delle best practice nazionali e internazionali e sommistrazione di interviste in profondità. Ad una prima ricognizione mirata alla contestualizzazione dell’oggetto di studio, attraverso l’impiego di rapporti di ricerca nazionali ed internazionali, sono seguite le cinque fasi su cui verte la ricerca oggetto di questo studio. Nella prima e seconda fase sono stati censiti gli Atenei italiani (statali e non, con l’eccezione delle telematiche, escluse dal collettivo in esame), al fine di definire lo stato di adozione dei social media e selezionare il cluster d’indagine; nella terza, oggetto di studio privilegiato sono state le tre piattaforme di social networking maggiormente impiegate, ovvero Facebook, Twitter ed Instagram (per cui sono stati costruiti specifici indicatori); ne è seguita una quarta concentrata sullo studio delle best practice del contesto nazionale e internazio-nale con specifici focus d’indagine su Facebook. La quinta fase, infine, verte sulla somministrazione di due tracce di intervista in profondità con l’obiettivo di comprendere il punto di vista di un mega e di un grande Ateneo italiano: motivazioni, vincoli, effetti e aspettative riposte nella gestione delle piattaforme. Mettere alla prova i Social Media ha restituito una mappa per conoscere, valutare e individuare i possibili sviluppi della comunicazione universitaria in un ambito che ancora oggi, a distanza di trent’anni, possiamo definire un vero e proprio cantiere aperto, non solo per le caratteristiche intrinseche dell’Accademia, ma soprattutto per la costante tensione evolutiva del sistema mediale nell’era del digitale

    CALDER: Cryogenic light detectors for background-free searches

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    CALDER is a R&D project for the development of cryogenic light detectors with an active surface of 5x5cm2 and an energy resolution of 20 eV RMS for visible and UV photons. These devices can enhance the sensitivity of next generation large mass bolometric detectors for rare event searches, providing an active background rejection method based on particle discrimination. A CALDER detector is composed by a large area Si absorber substrate with superconducting kinetic inductance detectors (KIDs) deposited on it. The substrate converts the incoming light into athermal phonons, that are then sensed by the KIDs. KID technology combine fabrication simplicity with natural attitude to frequency-domain multiplexing, making it an ideal candidate for a large scale bolometric experiments. We will give an overview of the CALDER project and show the performances obtained with prototype detectors both in terms of energy resolution and efficiency

    Interleukin-21 sustains inflammatory signals that contribute to sporadic colon tumorigenesis

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    This is an open-access article distributed under the terms of the Creative Commons Attribution License, which permits unrestricted use, distribution, and reproduction in any medium, provided the original author and source are credited.This work received support from the “Fondazione Umberto di Mario ONLUS”, Rome, and AIRC (MFAG-12108 to CS and IG-13049 to GM)

    Circ-ZNF609 regulates G1-S progression in rhabdomyosarcoma

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    Circular RNAs (circRNAs) represent a class of covalently closed RNAs, derived from non-canonical splicing events, which are expressed in all eukaryotes and often conserved among different species. We previously showed that the circRNA originating from the ZNF609 locus (circ-ZNF609) acts as a crucial regulator of human primary myoblast growth: indeed, the downregulation of the circRNA, and not of its linear counterpart, strongly reduced the proliferation rate of in vitro cultured myoblasts. To deepen our knowledge about circ-ZNF609 role in cell cycle regulation, we studied its expression and function in rhabdomyosarcoma (RMS), a pediatric skeletal muscle malignancy. We found that circ-ZNF609 is upregulated in biopsies from the two major RMS subtypes, embryonal (ERMS) and alveolar (ARMS). Moreover, we discovered that in an ERMS-derived cell line circ-ZNF609 knock-down induced a specific block at the G1-S transition, a strong decrease of p-Akt protein level and an alteration of the pRb/Rb ratio. Regarding p-Akt, we were able to show that circ-ZNF609 acts by counteracting p-Akt proteasome-dependent degradation, thus working as a new regulator of cell proliferation-related pathways. As opposed to ERMS-derived cells, the circRNA depletion had no cell cycle effects in ARMS-derived cells. Since in these cells the p53 gene resulted downregulated, with a concomitant upregulation of its cell cycle-related target genes, we suggest that this could account for the lack of circ-ZNF609 effect in ARMS. © 2019, The Author(s)

    A relação entre sentimentos e o estudo da moral

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    In Aristotle, pleasure can make a man commit evil acts, as the pain can stop you to perform noble deeds. Therefore, for the author, one must consider pleasure and pain by habit, so to become a virtuous man, who delights to perform noble deeds. Unlike, for Kant, an action loses its moral value if it is performed because of some inclination, i.e., whether an action was performed with pleasure, even if it is correct, it loses its moral value. In an opposite side, for Mill, morality is measured by happiness, and happiness is generated by maximizing pleasure and minimizing pain. Although with different treatment for these three currents, the moral analysis is connected with moral sentiments, which we consider an error. We defend that right and wrong should be analyzed in a logical and rational way to the achievement of a specific purpose, so that the feeling generated by the action may not be able to dignify moral judgments and not be grounds for the constitution thereof.Em Aristóteles, o prazer pode fazer o homem cometer atos vis, enquanto a dor pode impedi-lo de realizar atos nobres. Por isso, para o autor, é preciso ponderar prazer e dor pelo hábito, de tal modo a tornar-se um homem virtuoso, que sente prazer ao realizar ações nobres. Diferentemente, para Kant, uma ação perde seu valor moral caso seja realizada por causa de alguma inclinação, ou seja, se uma ação foi realizada com prazer, ainda que ela seja correta, ela perde o valor moral. De um lado oposto, temos Mill, que considera moral o que traz felicidade, e a felicidade é gerada pela maximização do prazer e minimização da dor. Ainda que com tratamento diferenciado, estas três correntes relacionam o estudo da moral aos sentimentos, o que consideramos um erro. Defendemos que o certo e o errado devem ser analisados de forma lógica e racional para o atingimento de determinada finalidade, de tal modo que o sentimento gerado pela ação não pode ser capaz de dignificar juízos morais e nem de ser fundamento para a constituição dos mesmos
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