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Immersions and Dives: From the Environment to Virtual Reality, Vol. 2, no. I (2023)
The present volume Immersions and Dives: From the Environment to Virtual Reality of the journal AN-ICON: Studies in Environmental Images is divided into two issues, each one dedicated to a specific thematic analysis, originated by the same conceptual core. The volume reflects on the concept of immersivity, which has become increasingly prominent in many different fields, including contemporary art. The constant reference to immersive experience is redefining the boundaries of artistic practice and fruition, highlighting the complex relationships between art, environments, and human perception
Eva Marisaldi, Dopolavoro. Frammenti di realtà al Premio Suzzara (1948-2013)
Il saggio presenta un‟analisi sull‟opera dell‟artista Eva Marisaldi (Bologna 1966), Dopolavoro,
installazione realizzata nell‟ambito della 48° edizione del Premio Suzzara (2013) presso la Galleria del
Premio (Suzzara, Mn) che consiste in quattro “festoni” composti da bandiere rettangolari della
dimensione di una pagina di quaderno (cm 18x22) disegnate a mano dall‟artista. Il racconto, così
articolato, è costituito da scritte e figure che si riferiscono, oltre che a vicende autobiografiche e
all‟attualità di notizie apparse su giornali selezionati dall‟artista stessa, al cinema e a Cesare Zavattini
(ideatore del premio insieme a Dino Villani) e alle opere della collezione del Premio. L‟opera intesse
uno stretto legame con il tema del “lavoro” in rapporto alla storia del Premio, luogo culturale tra i più
significativi dell‟arte del realismo in Italia della seconda metà del secolo scorso. Attraverso il suo
intervento Marisaldi aggiunge un ulteriore capitolo a questa storia con una riflessione che parte dagli
anni della nascita del Premio dedicato al “lavoro e lavoratori nell‟arte” e si sviluppa attraverso una
moderna modalità di confronto con la realtà e con le strategie con cui è possibile raccontarla e
rappresentarla.The article presents an analysis on Eva Marisaldi (Bologna 1966) work Dopolavoro, an installation as
part of the 48th edition of the Premio Suzzara (2013) at the Galleria del Premio (Suzzara, Mn) which
consists of the four "festoons" compounds by rectangular flags of the size of a notebook page (18x22
cm) hand-drawn by the artist. The story, in this way articulated, consists of writing and figures that
relate not only to autobiographical events and current news appeared in newspapers selected by the
artist herself, but also linked with the cinema and Cesare Zavattini (creator of the award with Dino
Villani) and the works of the prize collection. The work weaves a close connection with the theme of
"work" in relation to the history of the award, cultural place among the most significant art of realism in
Italy of the second half of the last century. Through his intervention Marisaldi adds another chapter to
this story, with a reflection that starts from the years of the birth of the award dedicated to the "Work
and art workers" and is developed through a modern mode of confrontation with reality and with
strategies in which it can be narrated and represented
Giuseppe Facciotto : la figura nel paesaggio
Catalogo della mostra dedicata all'artista chiarista mantovano Giuseppe Facciotto (Suzzara - Mn, 18 settembre-23 ottobre 2011)
“Cose semplici, preziose e di colore”: De Poli alla Triennale
Il contributo indaga la collaborazione di Paolo De Poli Paolo con la Triennale di Milano-
Abstract volume: De Poli (Padova, 1905 - 1996), formatosi in ambito artistico e nella lavorazione dei metalli, dalla metà degli anni Trenta si dedica alla smaltatura del rame, avviando la propria attività a Padova. Intraprende da subito un’intensa collaborazione con artisti e architetti, in particolare Gio Ponti: su loro disegno o su propria ispirazione realizza un altissimo numero di opere di notevole qualità: pannelli, oggetti e complementi d’arredo in rame smaltato. De Poli trasforma l’attività artigianale in una micro-impresa secondo modalità caratteristiche del design italiano e sviluppa un’autonoma progettualità, che spazia dal pezzo unico alla piccola e media serie produttiva. Soprattutto nel secondo dopoguerra i suoi lavori sono presenti in mostre e riviste nazionali e internazionali, distribuiti e venduti in tutto il mondo
La Triennale in mostra : allestire ed esporre tra studio e spettacolo (1947-1954)
Centro di produzione culturale, luogo di incontro delle arti, di elaborazione ed esposizione del nuovo nel settore del progetto, la Triennale di Milano vive, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale e dopo la stagione delle mostre della propaganda fascista, un capitolo significativo della sua storia, fatto di bilanci e proposte, slanci in avanti e momenti di ripensamento, che aprirà la strada verso quell’appropriazione dei linguaggi e significati dell’atto espositivo proprio del settore del progetto e soprattutto di quello delle arti visive a partire dalla fine degli anni Cinquanta. In questo senso l’analisi delle mostre e degli allestimenti espositivi realizzati alla Triennale nell’arco cronologico che comprende la VIII, la IX e la X edizione (1947-1954) attraverso i documenti, in gran parte inediti, conservati nell’Archivio Storico della Triennale, permette di rintracciare gli snodi progettuali, le dinamiche, i metodi di lavoro e i problemi critici con cui gli intellettuali, i progettisti e gli artisti alla guida dell’ente milanese sono chiamati a confrontarsi
“Cose semplici, preziose e di colore”: De Poli alla Triennale
Il contributo indaga la collaborazione di Paolo De Poli Paolo con la Triennale di Milano.
Abstract volume: De Poli (Padova, 1905 - 1996), formatosi in ambito artistico e nella lavorazione dei metalli, dalla metà degli anni Trenta si dedica alla smaltatura del rame, avviando la propria attività a Padova. Intraprende da subito un’intensa collaborazione con artisti e architetti, in particolare Gio Ponti: su loro disegno o su propria ispirazione realizza un altissimo numero di opere di notevole qualità: pannelli, oggetti e complementi d’arredo in rame smaltato. De Poli trasforma l’attività artigianale in una micro-impresa secondo modalità caratteristiche del design italiano e sviluppa un’autonoma progettualità, che spazia dal pezzo unico alla piccola e media serie produttiva. Soprattutto nel secondo dopoguerra i suoi lavori sono presenti in mostre e riviste nazionali e internazionali, distribuiti e venduti in tutto il mondo
Immersions and Dives: From the Environment to Virtual Reality, Vol. 2, no. II (2023)
The present volume Immersions and Dives: From the Environment to Virtual Reality of the journal AN-ICON: Studies in Environmental Images is divided into two issues, each one dedicated to a specific thematic analysis, originated by the same conceptual core. The volume reflects on the concept of immersivity, which has become increasingly prominent in many different fields, including contemporary art. The constant reference to immersive experience is redefining the boundaries of artistic practice and fruition, highlighting the complex relationships between art, environments, and human perception
La Triennale in mostra : allestire ed esporre tra studio e spettacolo (1947-1954)
Centro di produzione culturale, luogo di incontro delle arti, di elaborazione ed esposizione del nuovo nel settore del progetto, la Triennale di Milano vive, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale e dopo la stagione delle mostre della propaganda fascista, un capitolo significativo della sua storia, fatto di bilanci e proposte, slanci in avanti e momenti di ripensamento, che aprirà la strada verso quell’appropriazione dei linguaggi e significati dell’atto espositivo proprio del settore del progetto e soprattutto di quello delle arti visive a partire dalla fine degli anni Cinquanta. In questo senso l’analisi delle mostre e degli allestimenti espositivi realizzati alla Triennale nell’arco cronologico che comprende la VIII, la IX e la X edizione (1947-1954) attraverso i documenti, in gran parte inediti, conservati nell’Archivio Storico della Triennale, permette di rintracciare gli snodi progettuali, le dinamiche, i metodi di lavoro e i problemi critici con cui gli intellettuali, i progettisti e gli artisti alla guida dell’ente milanese sono chiamati a confrontarsi
MoRE Museum. Ceci n’est pas un musée
L’articolo si propone di affrontare la natura di MoRE in relazione alla sua definizione come museo e alle modalità con cui esso si inscrive nell’attuale dibattito museologico e museografico, prendendo in considerazione una serie di aspetti che caratterizzano la ricerca artistica e l’esercizio della critica contemporanea proprio a partire dagli elementi e dalle attività considerati imprescindibili per definire un’istituzione come “museo” sanciti dalla definizione ICOM.This article wants to discuss the nature of MoRE - a Museum of refused and unrealized art projects considering how and why it has been defined a museum, and the modalities through which it is inscribed in the current debate about museology. Doing so, I will try to analyze and consider a range of issues and themes that characterize the artistic research and the practice of contemporary criticism on visual arts, starting from the elements and activities that are considered essential to define an institution as a "museum", and are sanctioned by the ICOM - International Council of Museums [Seoul 2004] definition
Sophie Calle. Autoritratto allo specchio: abbi cura di te
Nel 2007 il Padiglione della Francia ai Giardini della Biennale di Venezia era occupato da Prenez soin de
vous di Sophie Calle. L‟opera è basata su un‟e-mail ricevuta dall‟artista dal suo compagno (in cui l‟uomo
pone fine alla loro relazione) che Calle sottopone a centosette donne chiedendo loro di analizzarla e
interpretarla in base alla loro specifica professionalità. Abbiamo scelto questa installazione per proporre un
affondo sulla ricerca dell‟artista francese leggendola e interpretandola alla luce del nostro tema, quello dello
specchio: “riflessi e sdoppiamenti”. Contestualizzando quest‟opera nella sua produzione artistica in rapporto
al ruolo della scrittura e della narrazione e all‟uso dell‟arte quale strumento terapeutico, emerge infatti come
Prenez soin de vous rappresenti un frammento chiave e imprescindibile per comprendere e ricostruire quella
sorta di grande e sfuggente autoritratto dipinto e ridipinto, scritto e riscritto che caratterizza, grazie
all‟innesco autobiografico, in un‟anamorfosi contemporanea, una parte significativa della sua ricerca.In 2007 the France Pavilion in Giardini of the Biennale di Venezia was occupied by Prenez soin de vous, a
work by Sophie Calle. This project was based on an email received by the artist from her lover (in which the
man puts an end to their relationship) that Calle submits to one hundred and seven women, asking them to
analyze and interpret it according to their specific professional skills. We chose this installation to propose an
insight into the French artist's research by reading and interpreting it in the light of our theme, the mirror:
"reflections and doublings". Our aim is to contextualize this work in her artistic production in relation to the
role of writing and storytelling and the use of art as a therapeutic tool, underlining how Prenez soin de vous
represents a fundamental fragment key to understand and reconstruct the big and elusive self-portrait
painted and repainted, written and rewritten, which characterizes, through the autobiographical trigger, a
significant part of her research in a contemporary anamorphosis
- …
