1,720,988 research outputs found
La corporeità alla scuola dell’infanzia. Il potenziale educativo, inclusivo e trasformativo del gioco spontaneo
Corporeità e inclusione. Scenari normativi, bisogni formativi e prospettive di ricerca.
L’incalzante avvicendarsi normativo in tema di bisogni educativi speciali e la reale complessità sottesa ai processi inclusivi impongono, specie alla luce delle consapevolezze derivanti dalla prospettiva bio-psico-sociale, un ripensamento delle modalità di promozione di buone prassi inclusive a scuola, in cui è necessario riconoscere ai docenti “tutti” la capacità di costituirsi, come leve del cambiamento. L’inclusione a scuola è possibile allorquando il docente, sia capace di operare continui aggiustamenti sul contesto e sugli ambienti di
apprendimento, ivi compresi il suo corpo e le azioni mediate dal corpo. Un simile processo richiede un cambio dell’habitus del docente, della sua postura, dei suoi atteggiamenti, delle credenze e percezioni nei confronti della disabilità e dell’inclusione stessa.
Inquadrando l’inclusione alla luce delle trasformazioni normative, culturali e terminologiche che ne hanno determinato l’evoluzione, il testo intende costituirsi come strumento di riflessione e approfondimento del “bisogno formativo del docente” per comprendere, a partire da quanto suggerito dalla letteratura scientifica e dalle disposizioni normative in tema di formazione continua, quali aree della formazione debbano essere maggiormente
“investite” e stimolate onde riuscire a potenziare le competenze inclusive. La corporeità didattica del docente assume, in questo orientamento, un ruolo fondamentale nel favorire la costruzione di schemi di azione e interazione e stili comunicativi efficaci, utili a promuovere realmente l’inclusione. La formazione degli insegnanti di sostegno, a sua volta, richiede
riflessioni di carattere teorico strettamente legate a contenuti esperienziali e rappresentazioni corporee capaci di raccontare relazioni interpersonali efficaci e inclusive. In questo orizzonte interpretativo del ruolo della corporeità nei processi inclusivi, il volume inquadra i processi di formazione in una visione multi prospettica, che ne riconosce altrettante potenzialità, alla luce del dialogo circolare esistente tra le dimensioni di cognizione, percezione/azione ed emozione e apre a nuove prospettive di ricerca per riflettere sui costrutti teorici che consentono di individuare, anche in ambito formativo, quelle strategie che più di altre favoriscono una migliore comprensione delle dinamiche intra- e interpersonali, implicite e esplicite, che interferiscono nei processi inclusivi, inficiandoli o potenziandoli, onde orientare la formazione verso pratiche attive e riflessive che riconoscano centralità a tutte le dimensioni coinvolte nei processi inclusivi
VIDEO MODELING AS A TOOL FOR OBSERVING CORPOREALITY IN INCLUSIVE PROCESSES
The formative challenge emerged in recent decades, with reference to the school context and especially around the theme of inclusion, requires an indispensable repositioning of the role of corporeality, in inclusive educational and didactic processes and consequently in the field of training, also in the light of a renewed dialogue between pedagogy and other fields of knowledge.In setting teaching as a “technology of performance” (Rivoltella, 2017), it is necessary to understand how much the teacher, through his or her body on stage must expose himself or herself, act and experience the scene in a conscious and responsible manner. Within this interpretive horizon of the teacher’s bodily acting, this essay analyzes the results of a descriptive survey conducted within the framework of the Active Formative Apprenticeship Course workshops with 324 participants in the preschool workshops, in which the strategy of video modeling was used. The latter, in line with studies on the mirror system, embodied simulation and empathy, was constituted as a tool for observing and simulating effective patterns of action, processes of adult/child attunement, enacted by, with and through the body and between bodies. The study surveyed perceptions and opinions about the advantages of using video modeling in education, with the aim of verifying its effectiveness in: making the teacher aware of the consequences that his or her own bodily actions have on the possibilities of evolution of disability, in interpersonal dialogue with the child; knowing how to observe the child’s bodily expressiveness, in order to catch elements of intentionality and possibilities of functioning as basic principles for self-determination
Buone pratiche teatrali: potenziali spazi di risonanza per un protagonismo riflessivo e co-partecipativo
Il periodo “ibrido” post-pandemico ha richiesto a ciascun individuo capacità risolutive e resilienti insieme a una
personale riconfigurazione del proprio ruolo in relazione al sé, all’altro e alla comunità. In questo scenario la
didattica, in quanto scienza della progettazione (Laurillard, 2014), ha rimodulato i propri paradigmi costitutivi
per promuovere, anche a distanza, una co-partecipazione attiva e vicariante (Berthoz, 2015) degli attori coinvolti
nel processo di insegnamento-apprendimento, in grado di rifuggire la deriva trasmissiva a sostegno di una
visione non lineare, creativa e inclusiva della conoscenza. Il modello di formazione, implementato nel corso di
quest’anno, strutturatosi nel CReAP+T Method (Corporeità Creatività Relazione Emozione e Azione Performatività
+ Tecnologia), ha inteso promuovere, seppur nella distanza, attraverso l’azione dell’inibizione creatrice (Berthoz,
2020), una didattica efficace, nell’implementazione di pratiche attoriali, quali il training corporeo, il loop di
feedback autopoietico (Fischer-Lichte, 2014) e l’azione performativa, incentrate su un approccio dialogico e partecipativo,
per la costruzione di un orizzonte di senso verso una cittadinanza attiva. Il Teatro è da sempre luogo
di esplorazione del sé verso l’alterità (De Marinis, 2011), spazio di relazione per attraversare le nostre frontiere
(Grotowski, 1965), in cui il rispecchiarsi nell’altro e il risuonare con l’altro aprono alla visione intersoggettiva e
collettiva sostanziando esperienze trasformative (Mezirow, 2003) per un nuovo umanesimo
“Master ‘Teatro, Pedagogia e Didattica’”: la didattica performativa come strumento di ritorno alla “presenza”
Verso un apprendimento personalizzato: l’investimento motorio spontaneo in prospettiva bio-psico-sociale
Dall’osservazione alla progettazione educativa. Il video modeling nella formazione degli insegnanti di educazione fisica
- …
