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    Premessa: "c'è" del visivo

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    La prefazione introduce i due volumi di Atti del Convegno MOD, svoltosi all'Università di Bologna dal 22 al 24 giugno 2017

    L'informale: una poetica disintegrata

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    Il saggio analizza le interazioni della poetica "informale" tra arte e letteratura nel periodo che va dagli anni '40 e gli anni '60 del Novecento, evidenziando le diverse declinazioni di una poetica che per sua stessa natura è frantumata e disintegrata. In ambito italiano è evidente inoltre una discrepanza di ricezione dell'informale tra le arti visive e le letteratura, infatti quest'ultima accoglie in ritardo e con risultati difformi le nuove prospettive proposte dall'arte informale di ambito francese e americano

    Giorgio Manganelli. Emblemi della dissimulazione

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    In tutte le sue opere Giorgio Manganelli ha praticato molteplici forme che si collocano tra il labirinto e il magma. Per entrare nel labirinto, o per percorrere il magma, sono necessari strumenti di precisione: questo libro adotta le strategie della retorica, le immagini e gli emblemi per riuscire a muoversi dentro una scrittura costituzionalmente "barocca". E cerca di individuare i modi con cui l'autore ha organizzato linguisticamente l'indistinto, a cominciare dalle sue poesie giovanili, giungendo a elaborare un cerimoniale complesso e ramificato che di volta in volta lo ha messo in rapporto con i suoi contemporanei, non solo gli scrittori neosperimentali ma anche autori assai diversi da lui, come Pavese, Gadda e Camporesi

    Il teatro ilarotragico di Manganelli (tra Beckett e Bacon)

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    The Italian reception of Samuel Beckett’s works, even though late, finds in Giorgio Manganelli one of the most careful and punctual interpreters. An aspect that is necessary to analyze concerns the hilarious-tragic character according to Manganelli’s interpretation, or rather the operation of emptying the tragic myth in a parodic way. The Manganelli’s “tragedie da leggere” have in common with Beckett’s plays and with Bacon’s paintings the same desecrating purpose towards the tragic myth, which they oppose a sarcastic and melancholic hilarity.La ricezione italiana dell’opera di Samuel Beckett, seppur tardiva, trova in Giorgio Manganelli uno degli interpreti più attenti e puntuali. Un aspetto che merita di essere approfondito riguarda il carattere ilarotragico del teatro beckettiano secondo l’interpretazione di Manganelli, ovvero l’operazione di svuotamento del mito tragico in funzione parodica. Le “tragedie da leggere” di Manganelli condividono con le opere teatrali di Beckett e con le tele di Bacon il medesimo intento dissacratorio nei confronti del mito tragico, a cui si oppone una “ilarità” sarcastica e malinconica

    Traduzioni e divieti durante il Fascismo. Il caso della rivista "L'Orto" (1931-1939)

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    Durante il vent'ennio fascista si assiste ad una campagna culturale autarchica per vietare le traduzioni di opere straniere, soprattutto provenienti da nazioni nemiche dell'Italia. Le maglie della censura però non erano così ferree da impedire in toto le traduzioni, e inoltre le imposizioni in campo artistico-letterario non venivano rispettate pedissequamente dalle redazioni delle molte riviste dell'epoca, allineate o meno al regime. In quest'ottica si intende proporre l'analisi del caso specifico della rivista bolognese “L'Orto” (1931-1939), che si occupava di arte e letteratura. La rivista - di carattere volutamente provinciale, ma nata sotto l'ala protettiva di Giuseppe Bottai - affronta innumerevoli tematiche ed esercita una funzione mediatrice tra le più accese polemiche, dando spazio a posizioni divergenti senza mai provocare la rottura. Infatti a metà degli anni '30, pur appoggiando la polemica sul divieto alle traduzioni, la rivista continua a pubblicare traduzioni dei testi di autori anomali rispetto alle linee guida del regime, ad esempio: brani dal Diario postumo di Jules Renard; alcuni racconti del portoghese De Carvalho; il racconto Sciacalli ed arabi di Franz Kafka, accompagnato da un importante saggio di Carlo Bo; poesie di Sergej Esenin; testi del poeta afro-americano Langston Hughes; una poesia di Archibald MacLeish; un saggio di Luigi Berti sulla Avanguardia della poesia inglese oggi. Non si tratta di scelte eversive, ma di un tentativo (condiviso con molte riviste dell'epoca) di mantenere un buon profilo culturale, nonostante gli ottusi veti, senza mai diventare una rivista della “fronda” interna al regime

    La modernità letteraria e le declinazioni del visivo: arti, cinema, fotografia e nuove tecnologie

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    Questo primo volume raccoglie gli Atti del Convegno annuale della MOD, dedi- cato alla Modernità letteraria e le declinazioni del visivo che si è svolto presso l’Università Alma Mater di Bologna dal 22 al 24 giugno 2017. L’incontro ha visto la partecipazione di numerosi studiosi italiani e internazionali che si sono confrontati sulla centralità del rapporto tra la letteratura, le arti, il cinema, la fotografia e le nuove tecnologie. Nella modernità letteraria lo spazio della pagina si apre a percorsi inediti che accettano le provocazioni del visivo e accolgono nel campo della scrittura l’icasticità dell’immagine

    Critica delle emozioni

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    Il volume raccoglie alcuni saggi che fanno il punto sull’attuale dibattito nazionale e internazionale intorno alla possibilità di ripensare la critica testuale alla luce di ambiti non specificamente letterari, ma di origine psico-fisiologica. I segnali che si colgono da più parti sono inequivocabili, la nostra è un’epoca ad alto contenuto emozionale: l’emozione muove le economie, i flussi elettorali, le borse, e non da ultimo i discorsi politici. Per questo, è oggi tanto più necessario riflettere su una critica delle emozioni: che cos’è un’emozione e come la esprimiamo? Per- ché le emozioni possono variare a seconda dell’epoca storica? E, infine, come interagisce la nostra componente neurobiologica con la loro elaborazione storico-culturale? Nell’ambito degli studi accademici, questa nuova attenzione per le emozioni è stata definita emotional turn. Le emozioni hanno così trovato dignità scientifica e sono divenute il centro di un’interessante riflessione che ha coinvolto anche in Italia numerosi studiosi di orientamenti scientifico-disciplinari diversi, permettendo di far sedere allo stesso tavolo neuroscienziati, psicologi, medici e studiosi di letteratura

    Écrire vers l'image. L'empreinte de Roberto Longhi dans la littérature italienne du XXe siècle

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    La recensione ripercorre le tappe del convegno svoltosi a Parigi (maggio 2015) sulla figura di Roberto Longhi e sulla sua influenza nei confronti della letteratura italiana del Novecento

    Il pedone trasgressore. Pratiche proibite del camminare durante il lockdown

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    Nella pratica di trasgressione della camminata effettuata in condizioni di illegalità, il semplice pedone diventa un "flâneur" ribelle «refrattario a seguire i circuiti precostituiti» (Nuvolati), che non sono le traiettorie del conformismo consumista, ma quelle imposte dai divieti emergenziali. Il saggio analizza due fonti differenti per indagare le camminate illegali. Nella prima parte si analizzano testi letterari, mentre nella seconda parte si analizzano le risposte ottenute da interviste qualitative rivolte a un ridotto campione di cittadini di Parma che hanno ammesso di aver effettuato camminate non autorizzate durante il confinamento della primavera 2020. Dunque, da un lato si utilizzano gli strumenti interpretativi della critica letteraria, dall’altro quelli della geografia della percezione e della geografia culturale. L’incontro interdisciplinare di prospettive di analisi complementari offre uno sguardo differenziato sulle fonti utilizzate, e consente di ragionare a tutto tondo su questo tipo di esperienze di cammino

    Negative empathy, fear, catharsis : a transmedial itinerary

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    Literature on empathy has enormously increased in the last decades, especially from the point of view of neuroscience and neuroaesthetics. Scholars, however, have been focussing especially on the ethical dimension of empathy: on the identification with the victims which is also highlighted by the political use of this concept (the famous Obama’s speech). This paper focuses instead on the empathy with negative characters, which can have a strong cathartic and social function, as a discharge of destructive drives, and is often linked to the representation of fear and other strong emotions. The paper will analyze the intersection between negative empathy and fear through various examples taken from different historical contexts, literary genres and media: Shakespeare’s Macbeth and its rich reception (especially Verdi’s operatic adaptation), Dostoevskij’s The Possessed, Michael Haneke’s The White Ribbon, the high quality TV fiction Breaking Bad, highlighting their focus on the themes of power, war, social terror and anxiety
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