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    Fratte (Sa): il culto di Eracle e le acque

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    La sommità della collina di Scigliato di Fratte (Sa), occupata da un complesso monumentale a vocazione sacra, ha restituito numerose tracce di un consistente impianto idrico, composto da numerose canalizzazioni superficiali, pozzi, tunnel ipogeici e vasche. Tali evidenze inducono a presupporre che il sistema idrico fosse funzionale ad azioni rituali che si svolgevano nell’area e che presupponevano l’uso dell’acqua. La parte sommitale della collina, che sovrasta il fiume Irno, sin dall’età arcaica sembra destinata ad un culto in cui appare significativa la presenza di Eracle. Tenendo conto della documentazione archeologica questo contributo focalizzerà l’attenzione sul rapporto tra il culto e l’acqua a Fratte, cercando di comprendere il ruolo di Eracle non solo alla luce della vasta tradizione letteraria antica, ma soprattutto attraverso il legame che l’eroe-dio ha con i fiumi, le sorgenti e le acque salutifere nel più ampio contesto culturale mediterraneo

    Deep Mapping Ancient Landscapes. Towards a Holistic Representation of Space through Digital and Spatial Humanities

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    Landscape is a historical product made up of continuities and ruptures that require a co-evolutionary interpretation, a perspective that articulates environmental features and socio-economic dynamics. We can only understand the history of a city and its chora if we can dynamically read its different aspects - social, cultural, political, economic, environmental - and their interdependence over time. Landscape is then understood as a spatio-temporal system. How, then, can we represent the various aspects that "make" a place (E. Sereni) and how they change over time? The aim of our contribution is to reflect on some of the tools born within the Digital and Spatial Humanities, aiming at a holistic representation of space, in order to discuss a more solid methodology for mapping the ancient city and chora, capable of recovering the shape, history and structure of the city itself

    Deep Mapping Ancient Landscapes. Towards a Holistic Representation of Space through Digital and Spatial Humanities

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    Landscape is a historical product made up of continuities and ruptures that require a co-evolutionary interpretation, a perspective that articulates environmental features and socio-economic dynamics. We can only understand the history of a city and its chora if we can dynamically read its different aspects - social, cultural, political, economic, environmental - and their interdependence over time. Landscape is then understood as a spatio-temporal system. How, then, can we represent the various aspects that "make" a place (E. Sereni) and how they change over time? The aim of our contribution is to reflect on some of the tools born within the Digital and Spatial Humanities, aiming at a holistic representation of space, in order to discuss a more solid methodology for mapping the ancient city and chora, capable of recovering the shape, history and structure of the city itself

    Discussione

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    Il contributo costituisce la discussione, come presidente della seduta dal titolo “Insediamenti preistorici, protostorici e arcaici” del convegno Dialoghi sull’Archeologia della Magna Grecia e del Mediterraneo. I Convegno Internazionale di Studi (Paestum, 7-9 settembre 2016

    Velia. Le ricerche nel Quartiere meridionale dell'Università di Napoli Federico II

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    Le attività di indagine e studio, condotte negli ultimi anni a Velia, hanno consentito di raccogliere dati innovativi per l’analisi delle fasi di occupazione del Quartiere meridionale. Le ricerche, infatti, sono state condotte in settori dell’abitato, non toccati dalle indagini estensive degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, che hanno restituito insiemi stratigrafici ancora intatti. In questo modo è stato possibile recuperare alla storia insediativa della città una sequenza, non disturbata, di lungo periodo, tra il III sec. a.C. e gli inizi del VI sec. d.C. Il tema di fondo che connota la lettura dei dati archeologici è legato ai significati della ‘continuità’ insediativa, sullo sfondo di un rapporto molto stretto tra uomo e ambiente. A partire dalla metà del I sec. d.C., infatti, tutta l’area della città bassa è interessata da continui fenomeni alluvionali, seguiti da altrettanti interventi edilizi, che segnano la persistenza della trama urbanistica del III sec. a.C., con delle leggere variazioni di orientamento solo a partire dal III sec. d.C. Il contributo, dunque, intende presentare e valutare complessivamente i nuovi dati, che ripercorrono fasi della vita della città finora piuttosto lacunose, sia nelle valenze diacroniche, sia in quelle urbanistiche. Velia, infatti, rivela, attraverso la periodizzazione elaborata sui dati stratigrafici, il profilo di una città medio e tardo imperiale tutt’altro che secondaria, in cui le attività edilizie si susseguono fino agli inizi del VI sec. d.C., Il paesaggio urbano, pur modificato in alcuni marker significativi, come ad esempio il circuito difensivo del tutto obliterato o la differente articolazione delle unità abitative, rivela un paesaggio culturale che resta ancora dinamico, nella conservazione di tecniche e tradizioni, nell’acquisizione di modelli, nelle produzioni artigianali
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