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MARIA TERESA MOSCATO, MICHELE CAPUTO, ROSINA GABBIADINI, GIORGIA PINELLI, ANDREA PORCARELLI, L’esperienza religiosa. Linguaggi, educazione, vissuti, Milano, Franco Angeli, 2017
Review of Maria Teresa Moscato, Michele Caputo, Rosina Gabbiadini, Giorgia Pinelli, Andrea Porcarelli, L’esperienza religiosa. Linguaggi, educazione, vissuti, Milano, Franco Angeli, 2017, pp. 368
Rappresentazioni della religione e scienze umane: una ermeneutica pedagogica
Nel dibattito politico internazionale, negli ultimi decenni, il tema religioso ha conquistato una particolare centralità, in relazione a fenomeni sociali e politici difficilmente riconducibili al paradigma della secolarizzazione e alla sua linearità evolutiva, dall’arcaica visione religiosa alla modernizzazione laica. Si è così ricollocata al centro, anche del dibattito scientifico, anzitutto la vexata quaestio dello spazio pubblico della religione e/o delle identità religiose, andando a costituire una vera e propria ipoteca “politica” sui paradigmi scientifici della religiosità.
Il saggio prende avvio da due considerazioni di rilievo pedagogico per quanto affermate da Giovanni Filoramo, storico delle religioni: la prima riconosce l'importanza della conoscenza del fatto religioso ("punto nevralgico") per costruire il proprio sé e la propria identità nel tempo presente (un riconoscimento talvolta negato in ambiti strettamente pedagogici); la seconda affermazione evidenzia il cambiamento della rappresentazione della religione intercorso tra gli anni della secolarizzazione diffusa, nei quali la religione veniva allora vista come "residuo archeologico", e l'attuale attenzione e risonanza che gli studi religiosi incontrano presso la pubblica opinione e i decisori politici. Lo studio delle rappresentazioni delle religioni costituisce pertanto un elemento di rilievo sia nel configurare un sapere scientifico pluridisciplinare sul tema della religiosità, sia nell’orientare l’esperienza religiosa adulta e la formazione delle identità religiose. Il saggio procede quindi nell’esame critico di alcune “faglie” delle attuali rappresentazioni delle religioni istituzionali, dei loro assetti storico-politici e degli spazi esistenziali/esperienziali permessi e/o proibiti alla dimensione religiosa, rilevandone il valore ermeneutico ed educativo connesso
L'educazione religiosa e le trasformazioni della religiosità
Il capitolo prende in esame i dati del questionario relativi alle domande 8-9-10-11-12, le cui risposte chiamano in causa l’educazione religiosa e le trasformazioni della religiosità nell’età adulta. Dopo una premessa in cui si esplicitano le categorie interpretative sottostanti alla ricerca e alla sua analisi, vengono messe in evidenza le diverse risposte del campione e del gruppo di confronto sul tema indagato. La lettura dei dati di questa parte del questionario fa emergere con forza la pertinenza e la rilevanza dell’esperienza religiosa sia nei processi educativi, dove si è posto l’accento sulla mediazione adulta, sia nelle diverse esperienze adulte che si specificano come luoghi di messa alla prova della religiosità. Si rileva la permanenza della dimensione riflessiva nei processi educativi religiosi, al di là dei cambiamenti inerenti alla figura della guida spirituale (maggiore presenza di soggetti diversi dal sacerdote) e dello strumento del diario. L’oggetto indagato richiede una maggiore attenzione della ricerca pedagogica per un campo spesso nemmeno percepito come significativo per il sapere scientifico attorno al processo educativo delle nuove generazioni. In realtà sono ancora da studiare anche, e soprattutto, gli elementi che tracciano il valore educativo dell’esperienza religiosa come risorsa per la persona e il suo percorso di crescita. In questa direzione i nostri dati possono costituire un punto di partenza per nuove esplorazioni
The memory formalism in the diffusion of drugs through skin membrane
The diffusion of drugs across a composite structure such as a biological membrane is a rather complex phenomenon, where the assumptions on which the Fick equations are based are not always true, because of the inhomogeneous nature of the lipid membrane, the diffusion rate and the solubility of the drug being strongly dependent on the local position across the membrane. These problems are particularly strengthened in composite structures of a considerable thickness such as the human skin, where the high heterogeneity provokes the transport through different simultaneous pathways. In this note, we generalize the diffusion model based on Fick's second equation by the introduction of a space-dependent diffusion constant within the memory formalism (diffusion with memory) approach. The model predictions have been compared with experimental results concerning the permeation of two different compounds through human skin in vivo, such as piroxicam, an anti-inflammatory drug and 4-cyanophenol, a test chemical model compound. In both cases, reasonably good agreement has been found. © 2009 IOP Publishing Ltd
Pluralismo e dialogo interreligioso: analisi di materiali didattici per la scuola secondaria di primo grado
La contemporanea società multiculturale e il crescente pluralismo religioso pongono nuove sfide per
l’educazione alla cittadinanza e alla convivenza civile – e, in senso più ampio, per una globale educazione
alla pace. In questo contesto, l’IRC può rivestire un ruolo cruciale per la promozione del dialogo
interreligioso, a partire dall’impianto dei suoi stessi materiali didattici. L’articolo analizza sette manuali
IRC per la scuola secondaria di primo grado, selezionati per la loro maggiore diffusione, alla luce di due
“temi-indice” considerati significativi per comprendere l’attenzione e lo spazio riservati alla questione
interculturale e interreligiosa: la “religiosità” (o “senso/sentimento religioso”) e il “pluralismo/dialogo
interreligioso”. I temi si sono rivelati trasversalmente presenti all’interno dei testi: ognuno di essi propone,
in forme e modalità differenti, contenuti riguardo alla genesi dell’esperienza religiosa umana e alle
caratteristiche delle differenti religioni nel mondo, affiancati da attività didattiche di natura riflessiva, a
volte intersoggettive e/o laboratoriali. Il riferimento alla comune “domanda di senso” dell’uomo può
costituire il fondamento (anche didattico) del dialogo fra diversità, e la traccia da seguire per il “cammino
dell’IRC” nella società multiculturale
La ricerca pedagogica sull'educazione religiosa: alcuni dati empirici
In questo contributo vengono messi a fuoco alcuni aspetti dell’educazione religiosa, esaminando dei dati empirici, ripresi da materiali didattici di cui è in corso un’analisi più dettagliata ancora inedita. Si tratta di una ricerca esplorativa, condotta su “materiale grigio”, raccolto all’interno di un laboratorio universitario, svolto nell’anno accademico 2014/2015, sul tema “Identità religiosa nella scuola: dinamiche di conflitto e di integrazione”. Le narrazioni di sé e della propria identità religiosa costituiscono un interessante strumento per l’accesso alla concretezza dell’educazione religiosa, utile ad indagare vissuti, credenze, riti, concetti che hanno una precisa forma in rapporto al contesto di riferimento. Si tratta ovviamente di uno strumento metodologico che offre un punto di vista particolare sul poliedrico e complesso fenomeno religioso all’incrocio con il processo educativo. Emergono comunque alcune categorie pedagogiche utili per lo studio scientifico dell’educazione religiosa. Queste “categorie” non hanno solo un valore euristico, ma hanno (possono avere) anche un valore educativo e formativo forse più importante di quanto ci lascia immaginare il nostro interesse intellettuale, ma a cui certamente ci richiama la nostra responsabilità educativa nella società multiculturale e plurireligiosa
La religiosità tra "scontro delle Civiltà" e "viaggio dei Magi"
Il saggio si interroga sulla possibilità di pensare la religiosità nelle nostre società laiche, caratterizzate da una composizione sempre più plurale. La constatata inadeguatezza dei paradigmi tuttora prevalenti (secolarizzazione, scontro delle Civiltà) induce a riscoprire la religiosità come possibile risorsa personale e comunitaria, fulcro di una positiva convivenza civile possibile nelle società interculturali (come rappresentato dall'immagine archetipica del "viaggio dei Magi")
Michele Caputo on Memory Function and interdisciplinarity
In this Foreword the autor will try to highlight some aspects of Michele’s contribution to <> settled in his interdisciplinary approach on the basis of his conversations and collaboration with him on his knowledge of many of his essays in this field
Orizzonti di senso e riflessioni pedagogiche
Il saggio si concentra sul tema degli orizzonti di senso, riconosciuto come terreno comune di una pedagogia capace di superare i "paradigmi del sospetto" circa la dimensione religiosa, ponendosi in dialogo con il pluralismo culturale e religioso dell’età contemporanea. La convinzione sottesa è che sia giunto il momento di avviare una riflessione pedagogica all’altezza delle trasformazioni in corso, trasformazioni che richiedono uno sguardo universale in un momento storico che segna la “morte delle ideologie”. Occorrono cioè progetti pedagogici capaci di proporre percorsi sostenibili di
reciproco riconoscimento tra persone, e contemporaneamente di prossimità a uomini
che vivono una tensione tra la condivisa condizione umana e le particolarità storiche
Famiglie e minori migranti: per un paradigma pedagogico
La questione migratoria ci pone di fronte, nel quadro del diritto all’istruzione/ educazione di tutti i minori che ciascuno Stato è chiamato a garantire, alcuni specifici problemi generati dai dinamismi migratori.
Come in molti paesi, anche in Italia la tutela del diritto all’istruzione/educazione dei minori migranti appare strutturalmente intrecciata con le politiche dell’immigrazione. Si verifica una particolare tensione tra un orientamento giuridico guidato da principi umanitari di tutela del minore (al di là della sua appartenenza etnico-politica) e il quadro normativo generato, a partire dagli anni Ottanta, da politiche e da norme giuridiche non sempre organiche ed efficaci.
Parlare di minori stranieri presenti in Italia evoca una fenomenologia multiforme, nella quale si devono distinguere almeno due componenti, diverse sul piano quantitativo e sul piano qualitativo, e che pongono problemi diversi: da un lato abbiamo il fenomeno drammatico dei “minori stranieri non accompagnati”; dall’altro lato ci si presenta il più ampio mondo dei minori che condividono con la famiglia le dinamiche della migrazione, e fra i quali possiamo distinguere ancora i cosiddetti “nuovi arrivati” e coloro che sono definiti “seconde generazioni”.
Il contributo si concentra sulla seconda componente, cercando di verificare il bisogno di uno specifico paradigma pedagogico che metta a fuoco il tema dei minori migranti e delle famiglie alla luce del “diritto” all’educazione proprio di ogni minore
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