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Dalla letteratura della migrazione alla letteratura postcoloniale. Questioni teoriche a confronto nel dibattito critico in Italia
«Il “dopo” che alcuni leggono e celebrano non è ancora arrivato». La breve parabola delle scritture di migrazione italiane
Con una larghissima indagine, che rintracciata una produzione testuale spesso marginalizzata in un’editoria minore, o offerta da editori di prestigio in logiche commerciali convergenti su prodotti condizionati da un mercato mainstream, si puntualizza la necessità di un approccio critico adeguato ad una preoccupante involuzione dei testi prodotti dagli scrittori usciti dalle vicende migratorie.
Al di là di ingenue interpretazioni espresse a fronte delle prime manifestazioni, l’evolversi (o l’involuzione, piuttosto) della produzione dell’ultimo quinquennio rileva come l’incrocio fra deboli proposte autoriali, e il peso delle strategie editoriali tese ad un prudente allineamento dei prodotti, abbiano deluso le aspettative di un reale meticciato culturale, o di orizzonti innovativi sul piano linguistico, rimanendo i testi espressi nella lingua italiana abissalmente distanti da autori ed opere di natura postcoloniale realizzati nei contesti europei e mondiali.
Lo stesso esaurirsi dopo un trentennio delle capacità di proposta dei primi autori, talora costretti ad ulteriore migrazione da un ambiente sempre più condizionato da ostilità discriminatoria, anche comprimono le voci delle giovani figure di seconda generazione, incapaci di offrire un nucleo di immaginario letterario realmente innovativo a fronte della tradizione nazionale
La scrittura "migrante" di Giovanni Pascoli
Il mondo poetico di Pascoli comprende una varietà di linguaggi e di lingue che vengono a costituire un campo di indagine pluridisciplinare in cui quello della linguistica ha ancora molte possibilità ermeneutiche
Fenomeni interlinguistici tra italiano e spagnolo: dinamiche tensionali del “cocoliche” e del “lunfardo”
Il valore del paesaggio nel governo del territorio
Il workshop internazionale di rappresentazione del paesaggio Hortus Lizori, rivolto alle Scuole di Dottorato europee e svoltosi a Lizori nel luglio 2022, ha offerto numerosi spunti di riflessione inerenti il ruolo del paesaggio nella valorizzazione del patrimonio culturale, con particolare riferimento al progetto degli spazi aperti all’interno del tessuto storico.
Il tema, nei giorni del workshop rivolto agli spazi dell’incantevole borgo medioevale, ha evidenziato, ancora una volta, lo stretto rapporto tra rappresentazione e progetto, attribuendo un ruolo centrale al paesaggio nella relazione fra costruito e natura ed evidenziando la difficoltà nel cogliere e rappresentare in modo adeguato le suggestioni che l’esistente provoca, anche nelle sue relazioni con il paesaggio identitario che si vuole valorizzare, preservandolo.
Questo tema è oggi quanto mai cruciale in ogni intervento sullo spazio pubblico, con connotazioni più cogenti all’interno dei tessuti urbani storico-monumentali ma anche in tessuti urbani di più recente formazione
Tra descrizione e rappresentazione: dentro e fuori il paesaggio
Data la natura polisemica del paesaggio, molteplici
sono gli approcci con cui si possono condurre gli
studi a riguardo e molteplici sono le modalità della
sua rappresentazione.
Con questo intervento si intendono sottolineare
tre aspetti della rappresentazione del paesaggio che
coinvolgono la relazione con cui l’uomo si avvicina ad
esso: la percezione, l’analisi, la documentazione.
La percezione, intesa non soltanto come una
semplice osservazione imparziale, presume un ruolo
intellettualmente attivo dell’uomo, il quale conferisce
un signi cato a ciò che sta osservando (Casale, 2019).
L’osservazione e la percezione non possono essere
scissi come fenomeni biologici, eppure la percezione
assume una connotazione in cui il riconoscimento
deriva da un’operazione mentalmente attiva,
condizionata dal background e dall’esperienza di colui
che osserva. L’analisi delle componenti ambientali
implica un’attenzione alle forme strutturali della
con gurazione spaziale, sia esse naturali e sia
arti ciali, pertanto la capacità della loro sintesi
gra ca consente una lettura e cace dei modi di
appropriazione antropica.
Di erentemente, nelle azioni rivolte alla
documentazione sostenute dal campo della
Rappresentazione, l’insieme dei processi nalizzati
alla tutela, alla gestione, alla valorizzazione e alla
trasformazione del patrimonio urbano, territoriale e
paesaggistico assume fondamentale importanza
Codici della Rappresentazione per la verifica dell'impatto paesaggistico del progetto. Il paesaggio veneto e le ville palladiane
Antonio Tabucchi and the Visual Arts. Images, Visions, and Insights
Visual images and imagery, optical metaphors
and iconic quotations are common features in
the literary work of Antonio Tabucchi, along
with references to the world of painting, photography,
and cinema. This book explores the
«iconic temptation» of the Italian author, pointing
out his visual strategies of representation
and poetic thought. By focusing on the visual
intertextuality of his fiction, it discusses questions
of style and content whilst also emphasizing
the role of images as a privileged means
of narrative knowledge and philosophical insight.
Drawing on the visual studies and on
postmodernist theory and criticism, this study
offers a comprehensive inquiry into the visual
poetics of one of Europe’s most innovative writers
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