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A Sephardi Sea: Jewish Memories Across the Modern Mediterranean
A Sephardi Sea tells the story of Jews from the southern shore of the Mediterranean who, between the late 1940s and the mid-1960s, migrated from their country of birth for Europe, Israel, and beyond. It is a story that explores their contrasting memories of and feelings for a Sephardi Jewish world in North Africa and Egypt that is lost forever but whose echoes many still hear. Many of the migrants were already familiar with and spoke the language of their new countries. Why, then, was the act of leaving so painful and why, more than fifty years afterward, is its memory still so tangible?
Dario Miccoli examines how the memories of a bygone Sephardi Mediterranean world became preserved in three national contexts—Israel, France, and Italy—where the Jews of the Middle East and North Africa and their descendants migrated and nowadays live.
A Sephardi Sea explores how practices of memory- and heritage-making has filled an identity vacuum in the three countries and helps the Jews from North Africa and Egypt to define their Jewishness in Europe and Israel today but also reinforce their connection to a vanished world now remembered with nostalgia, affection, and sadness
Contemporary Sephardic and Mizrahi Literature: A Diaspora
In the last few years, the fields of Sephardic and Mizrahi Studies have grown significantly, thanks to new publications which take into consideration unexplored aspects of the history, literature and identity of modern Middle Eastern and North African Jews. However, few of these studies abandoned the Diaspora/Israel dichotomy and analysed the Jews who moved to Israel and those that settled elsewhere as part of a new, diverse and interconnected diaspora. Contemporary Sephardic and Mizrahi Literature argues that the literary texts produced by Sephardic and Mizrahi Jews who migrated from the Middle East and North Africa in the 1950s and afterwards, should be considered as part of a transnational arena, in which forms of Jewish diasporism and postcolonial displacement interweave. Through an original perspective that focuses on novelists, poets, professional and amateur writers - from the Israeli poets Erez Biton and Shva Salhoov to Francophone authors such as Chochana Boukhobza, Ami Bouganim and Serge Moati - the book explains that these Sephardic and Mizrahiauthors are part of a global literary diaspora at the crossroads of past Arab legacies, new national identities and persistent feelings of Jewishness. Some of the chapters emphasise how the Sephardic and Mizrahi past and present identities are narrated, how generational and ethno-national issues are taken into account and which linguistic and stylistic strategies the authors adopted. Other chapters focus more explicitly on how the relations between national societies and different Jewish migrant communities are narrated, both in today’s Israel and in the diaspora. The book helps to bridge the gap between Hebrew and postcolonial literature, and opens up new perspectives on Sephardic and Mizrahi literature. It will be a valuable resource for students and scholars of Jewish and Postcolonial Studies and Comparative Literature
Progettualità complessa, interessi sociali, opinione pubblica: una proposta di valutazione partecipata con procedura deliberativa
La procedura delineata si caratterizza per l'introduzione strutturata della tecnica del sondaggio deliberativo nei metodi di valutazione multidimensionale basati su approcci multicriteriali. Ancor prima di essere sottoposta alle debite prove per il riconoscimento e l'eliminazione degli errori presenti, tale procedura, al fine di pervenire ad una sua compiuta formulazione, necessita di un'adeguata sperimentazione. Quest'ultima attività, purtroppo, è condizionata dalla possibilità d'impegnare significative risorse ed esplicite volontà. E sebbene sia avvertita come un carico aggiuntivo di processi decisionali già lenti e farraginosi, si ritiene che essa possa rappresentare un percorso virtuoso negli adempimenti per le scelte pubbliche e un onere che le amministrazioni democratiche avrebbero convenienza a programmare. Si eviterebbe così che, decisioni prese dall'alto e spesso generatrici di conflitti, producano impatti sociali, economici e politici molto più gravosi.
E' la capacità di formulare e recepire giudizi critici razionali a stimolare l'attivazione di correttivi e progressivi miglioramenti nelle decisioni di valenza collettiva e, soprattutto, a facilitarne un'efficiente implementazione. In tale prospettiva, la valutazione partecipata - in quanto costruita su discussioni, controlli e giudizi critici intersoggettivi - assume di fatto connotati di oggettività e di etica pubblica.
Attraverso il confronto dialogico, libero, ragionevole ed informato tra le diverse componenti sociali - incluse le meno avvantaggiate – può ottenersi un consenso equo e generalizzato su decisioni derivanti da posizioni eterogenee e antagoniste
Introduzione
o scopo di Orienti migranti è provare a te- nere insieme queste realtà e definizioni, soffermandosi – attraverso una serie di casi di studio – su ‘zone di contatto’ a metà tra più lin- gue e paesi, delineando un modello di letteratura locale e globale al contempo (Orsini 2015, 351-2) e che considera il migrante un tropo ricorrente e centrale della contemporaneità. Le tematiche che più si ritrovano nella letteratura della migrazione – e in questo volume – so- no, prevedibilmente, quelle legate all’identità, allo spaesamento e al- la necessità di ricostruire la propria vita in un altro luogo e spesso in un’altra lingua. Per questo motivo, uno dei generi più praticati è la memorialistica: dal memoir, vale a dire un’opera che si concentra su un momento più o meno specifico nella vita dell’autore, all’auto- biografia (sulla quale si veda: Lejeune 1975), fino a romanzi semiau- tobiografici o che comunque riprendono storie accadute alla propria comunità d’origine
PoliHydra/hydra: fully coupled implementation
<p>The code in this release is the base for</p>
<blockquote>
<p><strong>G. Gobbi, C. Colombo, S. Miccoli, L. Vergani (2019)</strong>. A fully coupled implementation of hydrogen embrittlement in FE analysis. Advances in Engineering Software, 135. <a href="https://doi.org/10.1016/j.advengsoft.2019.04.004">doi:10.1016/j.advengsoft.2019.04.004</a></p>
</blockquote>
PoliHydra/hydra: weakly coupled implementation
<p>The code in this release was used for the examples in</p>
<blockquote>
<p>G. Gobbi, C. Colombo, S. Miccoli, L. Vergani (2018). A weakly coupled implementation of hydrogen embrittlement in FE analysis. Finite Elements in Analysis and Design, 141, pp. 17-25. <a href="https://doi.org/10.1016/j.finel.2017.11.010">doi:10.1016/j.finel.2017.11.010</a></p>
</blockquote>
Evaluating Appraisers’ Research Uncertainties and Risks
This work was inspired by some of the ideas introduced during the CESET Meeting “Appraisal – University Education and Professional Practice”, that took place in Rome on November 19, 2010. This meeting aimed at drawing a balance of the status of appraisal discipline. In addition to that, the paper faces all the perspectives of research for this discipline following the reform of the University system in Italy. We will therefore offer some critical reflections developed in the light of the new measures adopted: regrouping of scientific-disciplinary sectors, introduction of national-scale qualification processes, definition of innovative criteria to evaluate research activities and their results
MIGRAZIONI, POVERTÀ ED EMARGINAZIONE SOCIALE: IL CASO ALBANESE
Miccoli Maria Carmela – Biscione Antonella
Migrazioni, povertà ed emarginazione sociale: il caso albanese
La povertà è da sempre considerata come uno dei fondamentali fattori di spinta delle migrazioni
internazionali dei lavoratori, temporanee e non, da Paesi meno sviluppati verso paesi a sviluppo
avanzato.
Numerosi studi (Skeldon, 2003, King & Vullentari, 2003, Pantiru et al., 2007) hanno dimostrato
l’esistenza di un relazione significativa tra migrazioni e povertà.
Tuttavia, ancora non è ben chiaro quale sia la “direzione” di questa relazione, vale a dire se
l’aumento dei flussi migratori sia causato dal gap economico tra paesi di appartenenza e paesi di
accoglienza, o se siano le migrazioni ad aumentare il grado di povertà di un paese. E’ infatti
possibile identificare tre tipologie di relazione: (i) la povertà come causa primaria delle migrazioni;
(ii) le migrazioni come conseguenza della povertà; ed infine (iii) le migrazioni come causa della
povertà (Minazur, 2005)
L’obiettivo di questo lavoro è quello di analizzare sotto il profilo empirico il nesso tra povertà e
migrazioni in uno dei paesi dell’area balcanica, vale a dire l’Albania uno degli stati più poveri di
Europa all’inizio degli anni 90, quindi dopo il crollo del comunismo, e uno degli stati più dinamici
all’inizio di questo secolo. Nella prima parte dell’articolo è analizzata l’evoluzione demografica
della popolazione albanese. Le principali caratteristiche sono l’esodo dalle campagne,
l’urbanizzazione e la migrazione di stranieri, tutti legati alla disoccupazione, alla povertà e alla crisi
sociale del periodo transitorio. Nella seconda parte dell’articolo l’attenzione è focalizzata ad
esaminare come la povertà, misurata con diversi indicatori, sia distribuita sul territorio albanese e
come la povertà stessa si sia evoluta
- …
