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    L’orto-giardino di Valle Giulia

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    Ai margini dei terreni in attesa di urbanizzazione, negli spazi interstiziali tra le infrastrutture, lungo i bordi dell'Aniene o del Tevere, gli orti urbani, parte integrante del paesaggio della Roma contemporanea, sono luoghi di svago, di aggregazione sociale ma anche di sussistenza per le famiglie. Quali sono le potenzialità specifiche di questi spazi? E' possibile che gli orti urbani rappresentino una possibilità per la salvaguardia e la valorizzazione dell'agricoltura periurbana? Esistono dei modelli produttivi e distributivi alternativi capaci di contribuire ad un percorso di consapevolezza rispetto all'educazione alimentare e, quindi alla sostenibilità ambientale? Come può l'orto di Valle Giulia contribuire alla strutturazione della coltura urbana come pratica ordinaria? In che modo è possibile reinterpretare la tipologia del giardino produttivo in chiave contemporanea? Dalle ricerche condotte nel corso di Dottorato in Progettazione e Gestione dell'Ambiente e del Paesaggio e dalle riflessioni di Carlo Petrini esposte, nell’aula magna di Valle Giulia, durante la Conferenza “Le buone pratiche degli orti urbani: come non farci mangiare dal cibo” nasce l'idea del workshop Orto-Giardino a Valle Giulia. Il corso interateneo di Dottorato in Progettazione e Gestione dell'Ambiente e del Paesaggio e Slowfood con la Facoltà di Architettura Valle Giulia, la Facoltà di Architettura L.Quaroni (“Sapienza” Università di Roma), la Facoltà di Agraria (Università degli studi della Tuscia), hanno promosso un concorso/workshop volto alla progettazione del primo orto-giardino accademico italiano, che fornirà prodotti biologici a chilometro zero alla nuova mensa di Facoltà. Per potenziare la risonanza divulgativa della messa a coltura di un orto universitario circa la necessità di ristabilire un rapporto diretto tra cittadino e terra si è stabilito che fossero gli stessi studenti ad elaborare il concept del progetto

    Riqualificazione funzionale della mensa Cravino di Pavia: nuovi spazi per gli studenti dell’Università di Pavia

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    La Mensa Cravino venne realizzata nel 1974 quando l’Università di Pavia, che si stava espandendo nell’area a nord-ovest del centro storico della città, decise di costruire una “mensa ristorante club” per studenti in un’area adiacente agli istituti universitari scientifici ed al Policlinico S. Matteo. L’edificio, articolato su due livelli (più un piano interrato di deposito, magazzino e celle frigo), prevedeva al piano terra una caffetteria e spazi commerciali, amministrativi e di servizio mentre al piano primo erano collocati la cucina e la sala mensa capace di ospitare contemporaneamente oltre 400 persone. La struttura portante prevede tre campate di pilastri (interasse di 12,60 m) ripetute ogni 3,20 m e tegoli prefabbricati (che coprono la luce maggiore); le chiusure verticali sono realizzate con pannelli prefabbricati. Le ampie luci della struttura portante hanno consentito all’edificio di adattarsi bene alle trasformazioni che Università prima ed EDiSU (Ente di Diritto allo Studio Universitario che gestisce la mensa) poi hanno deciso di effettuare nell’arco di questi oltre 40 anni di esercizio per soddisfare il quadro esigenziale che è andato mutando in ragione dei diversi stili di vita e delle diverse trasformazioni che hanno investito l’ambiente universitario sia a carattere nazionale che locale. Il paper intende illustrare le diverse evoluzioni ed il progetto del 2017, che ha visto una radicale riqualificazione dell’edificio attraverso una operazione progettuale coordinata con un gestore privato esterno che in soli 6 mesi ha adeguato il piano terra a nuova mensa

    S. Giulia di Brescia. Gli scavi dal 1980 al 1992 : reperti preromani, romani e alto medievali

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    Contenuti: G.P. Brogiolo, Introduzione; G. Ongaro, Il materiale preromano; E. Rizzi, La ceramica a vernice nera; F. Morandini, La ceramica a pareti sottili; C. Stella, F. Morandini, Le lucerne; S. Jorio, Le terre sigillate di produzione non africana; G. Olcese, Le ceramiche fini del periodo II e alcuni problemi aperti nell'ambito della produzione ceramica di area padana ; S. Massa, La ceramica d'importazione africana; S. Massa, Le imitazioni di ceramiche fini da mensa tra tarda età romana e alto medioevo; B. Portulano, La ceramica invetriata; S. Massa, B. Portulano, La ceramica comune; M. Vitali, La ceramica longobarda G. Olcese, G. Schneider, Analisi di laboratorio sulle ceramiche provenienti da S. Giulia ; B. Bruno, S. Bocchio, Le anfore da trasporto; A. Alberti, I recipienti in pietra ollare; M. Uboldi, I vetri ; M. Verità, Analisi di reperti vitrei e scarti di lavorazione di tarda età romana provenienti dagli scavi del monastero di Santa Giulia a Brescia ; S. Massa, B. Portulano, M. Vitali, I contesti della prima e piena fase longobarda ; E.A. Arslan, Le monete ; E. Castiglioni, M. Cottini, M. Rottoli, I resti botanici di Santa Giulia a Brescia; P. Baker, The vertebrate remains from the Longobard and 9th-10th c. occupations at S. Giulia, Brescia; Bibliografia; Appendici e Tavole

    Giulia Veronica Varisco

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    The headword explains the biography and the contribution of the author Giulia Varisco to the children's literatur

    Ytterbium Disilicate/Monosilicate Multilayer Environmental Barrier Coatings: Influence of Atmospheric Plasma Spray Parameters on Composition and Microstructure

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    first_pagesettingsOrder Article Reprints Open AccessArticle Ytterbium Disilicate/Monosilicate Multilayer Environmental Barrier Coatings: Influence of Atmospheric Plasma Spray Parameters on Composition and Microstructure by Giulia Di Iorio,Laura Paglia *ORCID,Giulia PedrizzettiORCID,Virgilio GenovaORCID,Francesco MarraORCID,Cecilia BartuliORCID andGiovanni PulciORCID INSTM Reference Laboratory for Materials and Surface Engineering, Sapienza University of Rome, Eudossiana 18, 00184 Rome, Italy * Author to whom correspondence should be addressed. Coatings 2023, 13(9), 1602; https://doi.org/10.3390/coatings13091602 Original submission received: 10 August 2023 / Revised: 31 August 2023 / Accepted: 11 September 2023 / Published: 13 September 2023 Downloadkeyboard_arrow_down Browse Figures Review Reports Versions Notes Abstract SiC/SiC ceramic matrix composites (SiCf/SiC CMCs) are regarded as the new materials for the hot-section components of aircraft gas turbine engines, since they have one-third of the density of metallic superalloys, a higher temperature capability, good mechanical strength, and excellent thermal shock resistance. However, high-temperature water-vapor-rich combustion gases can induce severe surface recession phenomena in SiC/SiC leading to component failure. For this reason, it is necessary to design protective coatings, i.e., environmental barrier coatings (EBCs), able to protect the SiC/SiC surface in combustion environments. In the present work, ytterbium monosilicate (Yb2SiO5), stable when exposed to water vapor at high temperatures, and ytterbium disilicate (Yb2Si2O7), characterized by a thermal expansion coefficient closer to that of the substrate, were selected for a multilayer EBC system. EBCs were processed using the atmospheric plasma spray (APS) technique. A set of deposition parameters were tested, varying the power of the torch, and the composition and microstructure of the deposited coatings were studied in terms of porosity, crack density, and post-deposition phase retention by performing SEM, EDS, and XRD analysis. The results allow for the definition of the influence of deposition parameters on the final properties of multilayer EBC coatings

    Scrivere senza anestesia. La chiarezza di Giulia Niccolai

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    Il saggio colloca storicamente la narratrice e poetessa Giulia Niccolai nel canone del Novecento letterario italiano discutendone poetica e cifre stilistiche. L'ampia analisi proposta tocca tutte le opere dell'autrice evidenziandone i legami intertestuali, anche tra poesia e narrativa, e i progressivi sviluppi in un arco cronologico esteso, tra anni Sessanta e primi anni Duemila. Lo studio coglie anche l'importanza dei riferimenti alle arti visive, in particolare alla fotografia, che Giulia Niccolai ha praticato in prima persona negli anni della Neoavanguardia, e alla pittura americana.The essay places the narrator and poet Giulia Niccolai in the canonical twentieth century Italian literary discussing her poetics and stylistic figures. The wide analysis proposed touches all the works of the author highlighting the intertextual links, also between poetry and narrative, and the progressive developments in an extended chronological period, between the Sixties and early Twenties. The study also captures the importance of references to the visual arts, especially photography, which Giulia Niccolai has practiced in the years of the Neo-avant-garde, and to American painting

    BDC-Decomposition for global influence analysis

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    In biochemical networks, the steady-state input-output influence is the sign of the output steady-state variation due to a persistent positive input perturbation; if the sign does not depend on the value of the strictly positive system parameters, the influence is structural. As recently shown for small perturbations, when the linearized system approximation is valid, steady-state input-output influences can be structurally assessed, for biochemical networks with m unknown parameters, by means of a vertex algorithm with complexity 2m. This letter shows that the structural input-output influence of a biochemical network is a global property, which does not require any small-perturbation assumption. It also shows that, using a new algorithm, the complexity can be reduced down to 2m-n , where n is the system order, thus drastically reducing the computation time. Finally, when the uncertain parameters belong to known intervals, non-conservative bounds are given for the steady-state ratio between output and input, allowing for sensitivity analysis.Accepted Author ManuscriptTeam Tamas Keviczk
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