307,085 research outputs found

    Il laccio e la spada. Un modo di vedere la "polis"

    No full text
    This paper examines the themes explored in Façons tragiques de tuer une femme, focusing on the representation of female deaths in tragic theater and their broader cultural implications. Following the perspective of N. Loraux, the portrayal of a woman’s death on stage reflects a specific vision held by the polis, laden with social and symbolic meanings. The first section, by L. Cerchiai, explores the concept of katharsis, examining how tragic theater stages the «unthinkable » and frames it from a male perspective, often expressed in sexualized terms. In the second section, M. Menichetti investigates the theme of «flight», particularly in female deaths by hanging or noose, as highlighted by N. Loraux. This section emphasizes the symbolic use of tools from the world of seduction as a means for women to achieve death and transcend their earthly constraints. Finally, E. Mugione addresses the absence of this theme in iconographic representations, contrasting it with its theatrical treatment. While this absence suggests a cultural prohibition on representing such deaths visually, subtle iconographic hints imply indirect references to the tragic theme. Together, these perspectives reveal the complex interplay between gender, tragedy, and representation in classical contexts

    Il laccio e la spada. Un modo di vedere la "polis

    No full text
    This paper examines the themes explored in Façons tragiques de tuer une femme, focusing on the representation of female deaths in tragic theater and their broader cultural implications. Following the perspective of N. Loraux, the portrayal of a woman’s death on stage reflects a specific vision held by the polis, laden with social and symbolic meanings. The first section, by L. Cerchiai, explores the concept of katharsis, examining how tragic theater stages the «unthinkable » and frames it from a male perspective, often expressed in sexualized terms. In the second section, M. Menichetti investigates the theme of «flight», particularly in female deaths by hanging or noose, as highlighted by N. Loraux. This section emphasizes the symbolic use of tools from the world of seduction as a means for women to achieve death and transcend their earthly constraints. Finally, E. Mugione addresses the absence of this theme in iconographic representations, contrasting it with its theatrical treatment. While this absence suggests a cultural prohibition on representing such deaths visually, subtle iconographic hints imply indirect references to the tragic theme. Together, these perspectives revea

    ROBERTO MENICHETTI E IL dESIGN ESSENZIALE

    No full text
    Il ruolo che oggi occupa la cultura progettuale nel campo della moda. Il rapporto tra creatività e gestione del brand nella professione del direttore creativo. La situazione del Made in Italy e della visione “razional-sensoriale” del proprio approccio al design della moda concepito come work in progress. Roberto Menichetti è stato assistente di Jean-Claude Montana e ha lavorato per Jil Sander. Dal 1998 al 2005 è stato direttore creativo di Burberry, di cui ha contribuito al rilancio, Cerruti e Celine. Dal 2004 presenta le proprie collezioni femminili e maschili con il marchio Menichetti. "Vogue” lo ha collocato tra i dodici più importanti nuovi interpreti della moda del XXI secolo. Introduce Alessandra Vaccari Interventi di Nicoletta Giusti, Alessandro Gori, Raffaela Marinetti, Massimo Pulian

    Mauro Menichetti, ... Quoius forma virtutei parisuma fuit... Ciste prenestine e cultura di Roma medio-repubblicana

    No full text
    Bouloumié Bernard. Mauro Menichetti, ... Quoius forma virtutei parisuma fuit... Ciste prenestine e cultura di Roma medio-repubblicana. In: L'antiquité classique, Tome 67, 1998. pp. 548-549

    Intelletto e istinto, ontologia e valori. La comprensione del diritto

    No full text
    The understanding of the law doesn’t possible without reference to the values of natural law, that is natural because universal and not because religious. What, indeed, the law that is superior to all laws of State? How Hegel said: «the law of heart

    Metis e regalità nell’iconografia dei principi tirrenici di età arcaica. L’esempio di Dedalo e Medea

    No full text
    Le aristocrazie etrusco-laziali di età arcaica elaborano un complesso linguaggio del potere che si avvale di un ampio repertorio di beni, tecnologie e comportamenti. La selezione e la reinterpretazione del mito greco fa parte di questo linguaggio del potere che, nel corso dell’età orientalizzante, assume forme più ampie e incisive anche in rapporto ai modelli della regalità del Vicino Oriente ben noti ai principes etrusco-laziali. L’olpe in bucchero dalla necropoli di S.Paolo di Cerveteri ci fornisce uno straordinario esempio di questo linguaggio del potere e ci documenta, anche attraverso le iscrizioni, un repertorio iconografico assai antico comprendente anche Dedalo e Medea

    Le aristocrazie arcaiche: gestione della tradizione e della memoria

    No full text
    Il contributo al Convegno che qui si presenta è il risultato di un lavoro comune e di una serie di riflessioni costantemente condivise con Luca Cerchiai e Carmine Pellegrino. La prima parte del testo include una breve introduzione generale al tema del rapporto tra potere e gestione della memoria mentre la seconda parte include un’analisi dei meccanismi peculiari che emergono dalla documentazione epigrafica

    Hypnos e Eros

    No full text
    Il contributo fornisce una panoramica dei rapporti che intercorrono tra Hypnos e Eros a partire dal mondo omerico fino ai sarcofagi romani di età imperiale

    "The Flag Raising on Iwo Jima". Motivi iconografici antichi e moderni per la celebre foto di Joe Rosenthal

    No full text
    La celebre foto di Joe Rosenthal che raffigura l’alzabandiera sul Monte Suribachi a Iwo Jima da parte di soldati statunitensi impegnati contro l’esercito nipponico durante la Seconda Guerra Mondiale è un esempio da manuale del “potere delle immagini”. La ricerca che qui si presenta è divisa in tre parti: la prima richiama il contesto della foto e le circostanze della sua pubblicazione in base a quanto sappiamo dalle ricerche più recenti; la seconda parte riassume la lettura della foto in termini di visual culture su cui hanno gettato luce alcuni importanti studi; la terza, infine, presenta una documentazione iconografica che non è mai stata direttamente chiamata in causa negli studi dedicati alla celebre foto dell’alzabandiera

    Augusto e la teologia della Vittoria

    No full text
    La “teologia della Vittoria” rappresenta il modello ellenistico della Vittoria militare da cui si origina un percorso che deve condurre ad un potere politico stabile e duraturo. In questo percorso un ruolo fondamentale viene assegnato a quelle che possiamo chiamare “scenografie del potere”. Il potere di Augusto si avvale di questa prospettiva e di tutte le sperimentazioni e gli adattamenti che gli imperatores avevano elaborato nella tarda Repubblica. Augusto ha costruito una “comunità immaginata” basata su una complessa memoria culturale che, accanto a Cesare, utilizza Alessandro e Romolo quali principali modelli narrativi e simbolici attraverso i quali Augusto narra e giustifica il proprio operato. L’idea di una rifondazione di Roma, necessaria per porre fine alle guerre civili della tarda Repubblica, si avvale di un nuovo Augustus ritenuto divi filius, protetto da Apollo nella battaglia di Azio, nuovo Romolo, vincitore dei Parthi e conquistatore della Oikoumene, portatore di una nuova Età dell’Oro, pater patriae, meritevole di consecratio e dello statuto di divus
    corecore