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Il rovescio del racconto
La verità come finzione e la finzione come verità sono gli effetti speciali e speculari del gioco narrativo, fin dalle sue origini. Raccontare storie, vere e inventate, significa sospendere in parte il concetto di verità, stipulando un patto con chi legge o ascolta. La finzione, rovescio del reale, si regge sul rapporto di fiducia instaurato tra l'autore e il lettore.
Nel cercare il rovescio del racconto emergono due indirizzi principali: il nodo teorico della fictio come rovescio della veritas e, strettamente legato ad esso, gli straordinari rovesciamenti narrativi dell'animo umano
Boccaccio e la fantasia
In The Decameron, by Giovanni Boccaccio, fantasy between fable and
history are immediately measured against the consequences of the close relationship,
established since ancient times, between invention and truth.This producing a text
in which the real world interacts with the wonderful and marvelous, in the creation
of those other worlds through which the entire group of ten storytellers travel. It
is also possible to verify, according to Boccaccio’s theory presented in Genealogy
Deorum Gentilium (“On the Genealogy of the Gods of the Gentiles”), that for him
literature is locutio sub figment and it is able to conceive - by wonderful creative
tension - a new world of words
Griseldaonline
Griseldaonline è una rivista letteraria, composta dalle seguenti sezioni:
Sezione tematica: i saggi della sezione tematica sono sottoposti a peer review, secondo le nuove regole vigenti MIUR
Sezione 'Sonde': articoli di divulgazione scientifica, interviste e testi occasionali e narrativi non sottoposti a peer review
Sezione 'Il punto critico': articoli di teoria e di critica letteraria
Sezione Didattica, dedicata a scritti di carattere didattico rivolti alle scuole di primo e di secondo grado non sottoposta a peer review
Sezione del Centro Studi Camporesi
Sezione di Informatica Umanistic
La realtà come invenzione.Forme e storia della novella italiana
L’invenzione del racconto in Italia affonda le radici nella nascita della novella, un
genere ‘nuovo’, ‘breve’, ‘rapido’ e ‘vario’ di cui questo volume racconta le origini e la
evoluzione dall’anonimo Novellino al Decameron di Giovanni Boccaccio, ai libri di
novelle successivi, in un arco di tempo molto lungo che dal Duecento giunge al Settecento.
Dopo il Decameron molti narratori hanno continuato a raccontare la realtà seguendo
e variando i percorsi di invenzione già tracciati da Boccaccio sulla ricchissima tradizione
medievale di forme brevi.
Gli scrittori di novelle dopo Boccaccio hanno dato vita a una congerie coloratissima
di novelle, di personaggi e di trame inserite in un sistema narrativo pulviscolare e molteplice.
Uno straordinario e irregolare patrimonio narrativo, di cui questo volume
esplora gli aspetti teorici e tematici più importanti..
Il primo capitolo ha come argomento la ‘forma’ e le ‘forme’ della novella
delle origini, mentre il secondo affronta la novità narrativa di Boccaccio,
in quanto primo narratore in prosa dell’Occidente che riflette sulle fictiones
e sulla fabula, e che vuole deliberatamente sedurre i nuovi lettori con
la musica delle sue parole e con la richiesta di una partecipazione attiva e al
contempo, autonoma al processo creativo.
Nel terzo capitolo si affronta il ‘dopo Boccaccio’ come un atlante novellistico
del tempo presente, che raccoglie i frammenti della memoria di scrittori
che raccontano storie, cercando un nuovo equilibrio tra il racconto di finzione
e il racconto storico, verso un racconto verosimile. Argomento del quarto capitolo
è la spinosa questione morale del boccaccismo, con alcuni esempi che
potrebbero servire per capire la dinamica delle forme del genere novellistico
fino al Settecento.
Nell’ultimo capitolo sono raccolte le novelle più divertenti e commoventi
che hanno custodito le storie più curiose della nostra tradizione. Forse,
proprio per questa capacità di conservazione nel cambiamento, la novella
ha il fascino di una forma letteraria mutevole e inquieta, che resiste alle definizioni della critica
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