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Messaggi nella bottiglia: sul saggismo letterario e civile di Francesca Sanvitale
Il presente studio è dedicato alla produzione saggistica della scrittrice Francesca Sanvitale (1928-2011). Tale produzione è stata riunita in due volumi, Mettendo a fuoco e Camera ottica, pubblicati nel 1988 e nel 1999. Il saggismo dell\u27autrice stato studiato a partire da una griglia di lettura in cui Alfonso Berardinelli evidenzia le tre dimensioni fondamentali riconoscibili nel genere saggistico: una dimensione teorico-concettuale, una dimensione pragmatico-comunicativa, una dimensione stilistica (in cui Berardinelli fa rientrare anche i temi e le metafore ossessive utilizzate dallo scrittore). Dall\u27analisi condotta emergono le peculiarità di un saggismo che si dedica ad argomenti diversi, dall\u27attualità alle questioni di impegno civile, dalla riflessione sul quotidiano alle grandi questioni della letteratura, evidenziando, in particolare sul piano stilistico, volontà di ricerca e originalità . In ultima analisi, il saggismo appare come un filo rosso che attraversa tutta la produzione della Sanvitale: dal romanzo-saggio degli esordi fino agli articoli e alle raccolte di saggi, si può dire che la vocazione profonda della scrittrice milanese sia proprio quella saggistica, intesa come testimonianza e volontà di intervento, affermazione del proprio impegno culturale e civile, ma anche, nello stesso tempo, indagine sul valore della letteratura e sul senso che essa può ancora assumere nella società moderna.
The present study is dedicated to Francesca Sanvitales essay writing. This production is collected in two volumes: Mettendo a fuoco and Camera ottica, published in 1988 and 1999. The authors essay writing has been studied from a reading grid through which Alfonso Berardinelli stresses the three fundamental dimensions that are recognizable in the essay genre: a theoretical-conceptual dimension, a pragmatic-communicative dimension, a stylistic dimension (in which Berardinelli also includes the themes and the obsessive metaphors used by the author). The analysis examines the peculiarities of an essay writing focused on different subjects (from current events to civil commitment issues, from reflections on daily life to great literary problems) and which emphasizes, particularly on the stylistic level, searching will and originality. Ultimately, the essay writing seems to be a red thread running through Sanvitales work. From the beginning novel-essay to the articles and the essay collections, it can be said that the Milanese writers deep vocation is precisely the essayistic one, meant as testimony and intervention will, affirmation of her own cultural and civil commitment, but also, at the same time, investigation on the value of literature and on the sense which it can still have in modern society.
PAROLE CHIAVE
Dimensioni del saggismo; impegno civile; critica letteraria; Italia; crisi sociale; ruolo dell’intellettuale.Il presente studio è dedicato alla produzione saggistica della scrittrice Francesca Sanvitale (1928-2011). Tale produzione è stata riunita in due volumi, Mettendo a fuoco e Camera ottica, pubblicati nel 1988 e nel 1999. Il saggismo dell\u27autrice stato studiato a partire da una griglia di lettura in cui Alfonso Berardinelli evidenzia le tre dimensioni fondamentali riconoscibili nel genere saggistico: una dimensione teorico-concettuale, una dimensione pragmatico-comunicativa, una dimensione stilistica (in cui Berardinelli fa rientrare anche i temi e le metafore ossessive utilizzate dallo scrittore). Dall\u27analisi condotta emergono le peculiarità di un saggismo che si dedica ad argomenti diversi, dall\u27attualità alle questioni di impegno civile, dalla riflessione sul quotidiano alle grandi questioni della letteratura, evidenziando, in particolare sul piano stilistico, volontà di ricerca e originalità . In ultima analisi, il saggismo appare come un filo rosso che attraversa tutta la produzione della Sanvitale: dal romanzo-saggio degli esordi fino agli articoli e alle raccolte di saggi, si può dire che la vocazione profonda della scrittrice milanese sia proprio quella saggistica, intesa come testimonianza e volontà di intervento, affermazione del proprio impegno culturale e civile, ma anche, nello stesso tempo, indagine sul valore della letteratura e sul senso che essa può ancora assumere nella società moderna.
The present study is dedicated to Francesca Sanvitales essay writing. This production is collected in two volumes: Mettendo a fuoco and Camera ottica, published in 1988 and 1999. The authors essay writing has been studied from a reading grid through which Alfonso Berardinelli stresses the three fundamental dimensions that are recognizable in the essay genre: a theoretical-conceptual dimension, a pragmatic-communicative dimension, a stylistic dimension (in which Berardinelli also includes the themes and the obsessive metaphors used by the author). The analysis examines the peculiarities of an essay writing focused on different subjects (from current events to civil commitment issues, from reflections on daily life to great literary problems) and which emphasizes, particularly on the stylistic level, searching will and originality. Ultimately, the essay writing seems to be a red thread running through Sanvitales work. From the beginning novel-essay to the articles and the essay collections, it can be said that the Milanese writers deep vocation is precisely the essayistic one, meant as testimony and intervention will, affirmation of her own cultural and civil commitment, but also, at the same time, investigation on the value of literature and on the sense which it can still have in modern society.
PAROLE CHIAVE
Dimensioni del saggismo; impegno civile; critica letteraria; Italia; crisi sociale; ruolo dell’intellettuale.Il presente studio è dedicato alla produzione saggistica della scrittrice Francesca Sanvitale (1928-2011). Tale produzione è stata riunita in due volumi, Mettendo a fuoco e Camera ottica, pubblicati nel 1988 e nel 1999. Il saggismo dell\u27autrice stato studiato a partire da una griglia di lettura in cui Alfonso Berardinelli evidenzia le tre dimensioni fondamentali riconoscibili nel genere saggistico: una dimensione teorico-concettuale, una dimensione pragmatico-comunicativa, una dimensione stilistica (in cui Berardinelli fa rientrare anche i temi e le metafore ossessive utilizzate dallo scrittore). Dall\u27analisi condotta emergono le peculiarità di un saggismo che si dedica ad argomenti diversi, dall\u27attualità alle questioni di impegno civile, dalla riflessione sul quotidiano alle grandi questioni della letteratura, evidenziando, in particolare sul piano stilistico, volontà di ricerca e originalità . In ultima analisi, il saggismo appare come un filo rosso che attraversa tutta la produzione della Sanvitale: dal romanzo-saggio degli esordi fino agli articoli e alle raccolte di saggi, si può dire che la vocazione profonda della scrittrice milanese sia proprio quella saggistica, intesa come testimonianza e volontà di intervento, affermazione del proprio impegno culturale e civile, ma anche, nello stesso tempo, indagine sul valore della letteratura e sul senso che essa può ancora assumere nella società moderna.
The present study is dedicated to Francesca Sanvitales essay writing. This production is collected in two volumes: Mettendo a fuoco and Camera ottica, published in 1988 and 1999. The authors essay writing has been studied from a reading grid through which Alfonso Berardinelli stresses the three fundamental dimensions that are recognizable in the essay genre: a theoretical-conceptual dimension, a pragmatic-communicative dimension, a stylistic dimension (in which Berardinelli also includes the themes and the obsessive metaphors used by the author). The analysis examines the peculiarities of an essay writing focused on different subjects (from current events to civil commitment issues, from reflections on daily life to great literary problems) and which emphasizes, particularly on the stylistic level, searching will and originality. Ultimately, the essay writing seems to be a red thread running through Sanvitales work. From the beginning novel-essay to the articles and the essay collections, it can be said that the Milanese writers deep vocation is precisely the essayistic one, meant as testimony and intervention will, affirmation of her own cultural and civil commitment, but also, at the same time, investigation on the value of literature and on the sense which it can still have in modern society.
PAROLE CHIAVE
Dimensioni del saggismo; impegno civile; critica letteraria; Italia; crisi sociale; ruolo dell’intellettuale.Il presente studio è dedicato alla produzione saggistica della scrittrice Francesca Sanvitale (1928-2011). Tale produzione è stata riunita in due volumi, Mettendo a fuoco e Camera ottica, pubblicati nel 1988 e nel 1999. Il saggismo dell\u27autrice stato studiato a partire da una griglia di lettura in cui Alfonso Berardinelli evidenzia le tre dimensioni fondamentali riconoscibili nel genere saggistico: una dimensione teorico-concettuale, una dimensione pragmatico-comunicativa, una dimensione stilistica (in cui Berardinelli fa rientrare anche i temi e le metafore ossessive utilizzate dallo scrittore). Dall\u27analisi condotta emergono le peculiarità di un saggismo che si dedica ad argomenti diversi, dall\u27attualità alle questioni di impegno civile, dalla riflessione sul quotidiano alle grandi questioni della letteratura, evidenziando, in particolare sul piano stilistico, volontà di ricerca e originalità . In ultima analisi, il saggismo appare come un filo rosso che attraversa tutta la produzione della Sanvitale: dal romanzo-saggio degli esordi fino agli articoli e alle raccolte di saggi, si può dire che la vocazione profonda della scrittrice milanese sia proprio quella saggistica, intesa come testimonianza e volontà di intervento, affermazione del proprio impegno culturale e civile, ma anche, nello stesso tempo, indagine sul valore della letteratura e sul senso che essa può ancora assumere nella società moderna.
The present study is dedicated to Francesca Sanvitales essay writing. This production is collected in two volumes: Mettendo a fuoco and Camera ottica, published in 1988 and 1999. The authors essay writing has been studied from a reading grid through which Alfonso Berardinelli stresses the three fundamental dimensions that are recognizable in the essay genre: a theoretical-conceptual dimension, a pragmatic-communicative dimension, a stylistic dimension (in which Berardinelli also includes the themes and the obsessive metaphors used by the author). The analysis examines the peculiarities of an essay writing focused on different subjects (from current events to civil commitment issues, from reflections on daily life to great literary problems) and which emphasizes, particularly on the stylistic level, searching will and originality. Ultimately, the essay writing seems to be a red thread running through Sanvitales work. From the beginning novel-essay to the articles and the essay collections, it can be said that the Milanese writers deep vocation is precisely the essayistic one, meant as testimony and intervention will, affirmation of her own cultural and civil commitment, but also, at the same time, investigation on the value of literature and on the sense which it can still have in modern society.
PAROLE CHIAVE
Dimensioni del saggismo; impegno civile; critica letteraria; Italia; crisi sociale; ruolo dell’intellettuale
Tra spazio e paesaggio. Studi su Calvino, Biamonti, Del Giudice e Celati
La tesi indaga le forme della rappresentazione spaziale e paesaggistica nelle opere di quattro autori della letteratura italiana del secondo Novecento: Calvino, Biamonti, Del Giudice e Celati. La scelta di tali autori è motivata dal fatto che si tratta di scrittori di "scuola" calviniana, che hanno esordito, pur con aspetti di indubbia originalità, sotto l'egida di Calvino, risentendo in modo diverso del modello di riferimento rappresentato dallo scrittore ligure
Modelli eroici e ideologia della guerra in Dino Buzzati
L’articolo analizza il tema del conflitto e della guerra nell’opera di Dino Buzzati (1906-1972). Il corpus oggetto di studio comprende racconti e pagine diaristiche, cronache di guerra e testi per bambini (La famosa invasione degli orsi in Sicilia). A partire dalle dichiarazioni rilasciate dall’Autore a Yves Panafieu, si ricostruisce il profilo dell’ideologia buzzatiana, antimoderna e pre-novecentesca, ma anche l’idea di una guerra romantica e idealizzata, legata ai miti letterari dell’eroismo e della bella morte, riconoscibili sia nei testi narrativi (per esempio nel Deserto dei Tartari) sia nelle cronache di guerra degli anni Quaranta. Tale ideologia si arricchisce, specie dopo la fine della seconda guerra mondiale, di una visione più realistica e sofferta, che conduce alla constatazione dell’inutilità della guerra e, quindi, al suo esplicito rifiuto. Quanto alle dinamiche conflittuali, si mostra come esse siano ampiamente presenti nei racconti buzzatiani, così come nelle pagine riflessive e aforistiche, dove si configurano come «la vera essenza dell’umanità»: ne danno testimonianza racconti come Le aquile (sul conflitto tra mondo umano e mondo animale) e Non aspettavano altro (sulla dinamica conflittuale scatenata dall’incontro con lo straniero e il diverso). Il contributo offre inoltre un’analisi della novella La corazzata “Tod” che mette in luce la presenza di un ipotesto dantesco – il canto di Ulisse – da cui Buzzati riprende sintagmi, stilemi e intere sequenze narrative. Ne risulta un’interpretazione che sottolinea la centralità del testo dantesco, di cui la novella buzzatiana si pone come riscrittura o parafrasi. This article examines the different ways in which war is thematized in Dino Buzzati’s work (1906-1972). The corpus under investigation consists of his main work (Il deserto dei Tartari) as well as some of his minor works (from La famosa invasione degli orsi in Sicilia to Il mantello, a one-act short story written in 1960). Moreover, the article focuses on the diary pages collected in In quel preciso momento (1950) as well as on the war chronicles penned by Buzzati as a correspondent of the newspaper «Corriere della Sera». Starting from an anthropological reflection on the concept of versus as conflict dynamics, a romantic and idealized notion of war is found to resonate, one which is linked to such literary myths as heroism and beautiful death. However, by the end of the Second World War, Buzzati had changed his mind and gradually replaced his vision of war with a more realistic and painful one. This led him to dismiss any heroic myth, to realize the futility of war and to explicitly reject it. PAROLE CHIAVEDino Buzzati; guerra; modelli eroici; dinamiche conflittuali; militarismo e antimilitarismo.L’articolo analizza il tema del conflitto e della guerra nell’opera di Dino Buzzati (1906-1972). Il corpus oggetto di studio comprende racconti e pagine diaristiche, cronache di guerra e testi per bambini (La famosa invasione degli orsi in Sicilia). A partire dalle dichiarazioni rilasciate dall’Autore a Yves Panafieu, si ricostruisce il profilo dell’ideologia buzzatiana, antimoderna e pre-novecentesca, ma anche l’idea di una guerra romantica e idealizzata, legata ai miti letterari dell’eroismo e della bella morte, riconoscibili sia nei testi narrativi (per esempio nel Deserto dei Tartari) sia nelle cronache di guerra degli anni Quaranta. Tale ideologia si arricchisce, specie dopo la fine della seconda guerra mondiale, di una visione più realistica e sofferta, che conduce alla constatazione dell’inutilità della guerra e, quindi, al suo esplicito rifiuto. Quanto alle dinamiche conflittuali, si mostra come esse siano ampiamente presenti nei racconti buzzatiani, così come nelle pagine riflessive e aforistiche, dove si configurano come «la vera essenza dell’umanità»: ne danno testimonianza racconti come Le aquile (sul conflitto tra mondo umano e mondo animale) e Non aspettavano altro (sulla dinamica conflittuale scatenata dall’incontro con lo straniero e il diverso). Il contributo offre inoltre un’analisi della novella La corazzata “Tod” che mette in luce la presenza di un ipotesto dantesco – il canto di Ulisse – da cui Buzzati riprende sintagmi, stilemi e intere sequenze narrative. Ne risulta un’interpretazione che sottolinea la centralità del testo dantesco, di cui la novella buzzatiana si pone come riscrittura o parafrasi. This article examines the different ways in which war is thematized in Dino Buzzati’s work (1906-1972). The corpus under investigation consists of his main work (Il deserto dei Tartari) as well as some of his minor works (from La famosa invasione degli orsi in Sicilia to Il mantello, a one-act short story written in 1960). Moreover, the article focuses on the diary pages collected in In quel preciso momento (1950) as well as on the war chronicles penned by Buzzati as a correspondent of the newspaper «Corriere della Sera». Starting from an anthropological reflection on the concept of versus as conflict dynamics, a romantic and idealized notion of war is found to resonate, one which is linked to such literary myths as heroism and beautiful death. However, by the end of the Second World War, Buzzati had changed his mind and gradually replaced his vision of war with a more realistic and painful one. This led him to dismiss any heroic myth, to realize the futility of war and to explicitly reject it. PAROLE CHIAVEDino Buzzati; guerra; modelli eroici; dinamiche conflittuali; militarismo e antimilitarismo.L’articolo analizza il tema del conflitto e della guerra nell’opera di Dino Buzzati (1906-1972). Il corpus oggetto di studio comprende racconti e pagine diaristiche, cronache di guerra e testi per bambini (La famosa invasione degli orsi in Sicilia). A partire dalle dichiarazioni rilasciate dall’Autore a Yves Panafieu, si ricostruisce il profilo dell’ideologia buzzatiana, antimoderna e pre-novecentesca, ma anche l’idea di una guerra romantica e idealizzata, legata ai miti letterari dell’eroismo e della bella morte, riconoscibili sia nei testi narrativi (per esempio nel Deserto dei Tartari) sia nelle cronache di guerra degli anni Quaranta. Tale ideologia si arricchisce, specie dopo la fine della seconda guerra mondiale, di una visione più realistica e sofferta, che conduce alla constatazione dell’inutilità della guerra e, quindi, al suo esplicito rifiuto. Quanto alle dinamiche conflittuali, si mostra come esse siano ampiamente presenti nei racconti buzzatiani, così come nelle pagine riflessive e aforistiche, dove si configurano come «la vera essenza dell’umanità»: ne danno testimonianza racconti come Le aquile (sul conflitto tra mondo umano e mondo animale) e Non aspettavano altro (sulla dinamica conflittuale scatenata dall’incontro con lo straniero e il diverso). Il contributo offre inoltre un’analisi della novella La corazzata “Tod” che mette in luce la presenza di un ipotesto dantesco – il canto di Ulisse – da cui Buzzati riprende sintagmi, stilemi e intere sequenze narrative. Ne risulta un’interpretazione che sottolinea la centralità del testo dantesco, di cui la novella buzzatiana si pone come riscrittura o parafrasi. This article examines the different ways in which war is thematized in Dino Buzzati’s work (1906-1972). The corpus under investigation consists of his main work (Il deserto dei Tartari) as well as some of his minor works (from La famosa invasione degli orsi in Sicilia to Il mantello, a one-act short story written in 1960). Moreover, the article focuses on the diary pages collected in In quel preciso momento (1950) as well as on the war chronicles penned by Buzzati as a correspondent of the newspaper «Corriere della Sera». Starting from an anthropological reflection on the concept of versus as conflict dynamics, a romantic and idealized notion of war is found to resonate, one which is linked to such literary myths as heroism and beautiful death. However, by the end of the Second World War, Buzzati had changed his mind and gradually replaced his vision of war with a more realistic and painful one. This led him to dismiss any heroic myth, to realize the futility of war and to explicitly reject it. PAROLE CHIAVEDino Buzzati; guerra; modelli eroici; dinamiche conflittuali; militarismo e antimilitarismo.L’articolo analizza il tema del conflitto e della guerra nell’opera di Dino Buzzati (1906-1972). Il corpus oggetto di studio comprende racconti e pagine diaristiche, cronache di guerra e testi per bambini (La famosa invasione degli orsi in Sicilia). A partire dalle dichiarazioni rilasciate dall’Autore a Yves Panafieu, si ricostruisce il profilo dell’ideologia buzzatiana, antimoderna e pre-novecentesca, ma anche l’idea di una guerra romantica e idealizzata, legata ai miti letterari dell’eroismo e della bella morte, riconoscibili sia nei testi narrativi (per esempio nel Deserto dei Tartari) sia nelle cronache di guerra degli anni Quaranta. Tale ideologia si arricchisce, specie dopo la fine della seconda guerra mondiale, di una visione più realistica e sofferta, che conduce alla constatazione dell’inutilità della guerra e, quindi, al suo esplicito rifiuto. Quanto alle dinamiche conflittuali, si mostra come esse siano ampiamente presenti nei racconti buzzatiani, così come nelle pagine riflessive e aforistiche, dove si configurano come «la vera essenza dell’umanità»: ne danno testimonianza racconti come Le aquile (sul conflitto tra mondo umano e mondo animale) e Non aspettavano altro (sulla dinamica conflittuale scatenata dall’incontro con lo straniero e il diverso). Il contributo offre inoltre un’analisi della novella La corazzata “Tod” che mette in luce la presenza di un ipotesto dantesco – il canto di Ulisse – da cui Buzzati riprende sintagmi, stilemi e intere sequenze narrative. Ne risulta un’interpretazione che sottolinea la centralità del testo dantesco, di cui la novella buzzatiana si pone come riscrittura o parafrasi. This article examines the different ways in which war is thematized in Dino Buzzati’s work (1906-1972). The corpus under investigation consists of his main work (Il deserto dei Tartari) as well as some of his minor works (from La famosa invasione degli orsi in Sicilia to Il mantello, a one-act short story written in 1960). Moreover, the article focuses on the diary pages collected in In quel preciso momento (1950) as well as on the war chronicles penned by Buzzati as a correspondent of the newspaper «Corriere della Sera». Starting from an anthropological reflection on the concept of versus as conflict dynamics, a romantic and idealized notion of war is found to resonate, one which is linked to such literary myths as heroism and beautiful death. However, by the end of the Second World War, Buzzati had changed his mind and gradually replaced his vision of war with a more realistic and painful one. This led him to dismiss any heroic myth, to realize the futility of war and to explicitly reject it. PAROLE CHIAVEDino Buzzati; guerra; modelli eroici; dinamiche conflittuali; militarismo e antimilitarismo
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Vasco Pratolini (1913-2013), Atti del Convegno Internazionale di Studi, (Firenze, 17-19 ottobre 2013), a cura di M.C. Papini, G. Manghetti, T. Spignoli, Olschki, Firenze 2015 : [recensione]
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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