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    RILIEVO, PROGETTO, RIUSO

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    Nelle giornate conclusive del workshop “il Palazzo Ducale di Castrì di Lecce dal rilievo al progetto”, che si è tenuto dal 2 al 9 aprile 2016, come attività didattica e di ricerca frutto della collaborazione tra il prof. Giampiero Mele dell’Università eCampus e la prof Alessandra Capanna della Sapienza di Roma, si è tenuto un convegno di studi sui temi del rilievo per il progetto di riuso, patrocinato dall’Ordine degli Architetti di Lecce e il Comune di Castrì di Lecce. Nella giornata di venerdì 8 aprile il tema del convegno si è incentrato sui sistemi di rilevamento speditivi per il progetto, nella giornata del 9 aprile docenti provenienti da vari atenei italiani e architetti professionisti hanno presentato studi e realizzazioni finalizzate al recupero e valorizzazione del patrimonio architettonico, urbano e paesaggistico

    (08 aprile) _ co-curatela a seminario di studi con A. Cirafici E. e A. Mele et C. Genialità... a massimo buon mercato seminario di studi, a cura di Alessandra Cirafici e Caterina C. Fiorentino, dedicato alla Belle Epoque napoletana.

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    2016 (08 aprile) _ co-curatela a seminario di studi con A. Cirafici E. e A. Mele et C. Genialità... a massimo buon mercato seminario di studi, a cura di Alessandra Cirafici e Caterina C. Fiorentino, dedicato alla Belle Epoque napoletana. Comitato scientifico: Sebastiano Maffettone, Consigliere per le Politiche Culturali del Presidente della Regione Campania; Raffaele Balsamo, Commissario straordinario Fondazione Mondragone; Francesca Mele, Consigliere Fondazione Emiddio Mele; Ugo Cilento, M. Cilento & F.lli; Andrea Pisani Massamormile, Università Federico Ii di Napoli; Manuela Piscitelli, Seconda Università degli studi di Napoli; Ornella Cirillo, Seconda università degli Studi di Napoli. In collaborazione con Maria Antonietta Taglialatela, Soprintendenza Archivistica della Campania, responsabile dell’ordinamento dell’Archivio dei Grandi Magazzini Mele, della Fondazione Mele. Interventi: i saluti del Consigliere per le politiche culturali della Regione Campania Sebastiano Maffettone, del commissario della Fondazione Raffaele Balsamo, del direttore del dipartimento di Architettura e disegno industriale L. Vanvitelli Sun Luigi Maffei, del presidente della Fondazione Emmidio Mele Alfonso Mele e del titolare della ditta M. Cilento Ugo Cilento. Relatori e temi: Franco Fava, Università di Torino Francesco Barbagallo, Università degli Studi di Napoli Federico II D’Aprile, DADI _ Seconda Università degli Studi di Napoli Ornella Cirillo, DICDEA _ Seconda Università degli Studi di Napoli Maria Antonietta Picone, Università degli Studi di Napoli Federico II Seminario organizzato a seguito della Convenzione, stipulata in data 23, febbraio 2013, tra la Fondazione Mondragone e il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della Seconda Università degli Studi di Napoli, per attività di consulenza scientifica del Dipartimento in favore della Fondazione ai fini di organizzare un convegno su L’avventura dei Grandi Magazzini Mele nella Napoli tra ‘800 e ‘900. Responsabile della Convenzione per il DADI: Alessandra Cirafic

    Co-curatela della mostra Magazzini Novità. F.lli Mele, Cilento e altre storie

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    2016 (marzo) _ co-curatela della mostra con A. Cirafici titolo della mostra: Magazzini Novità. F.lli Mele, Cilento e altre storie. Mostra organizzata a seguito della Convenzione, stipulata in data 23, febbraio 2013, tra la Fondazione Mondragone e il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della Seconda Università degli Studi di Napoli, per attività di consulenza scientifica del Dipartimento in favore della Fondazione ai fini di organizzare un convegno su L’avventura dei Grandi Magazzini Mele nella Napoli tra ‘800 e ‘900. Responsabile della Convenzione per il DADI: Alessandra Cirafici Comitato scientifico: Sebastiano Maffettone, Consigliere per le Politiche Culturali del Presidente della Regione Campania; Raffaele Balsamo, Commissario straordinario Fondazione Mondragone; Francesca Mele, Consigliere Fondazione Emiddio Mele; Ugo Cilento, M. Cilento&F.lli; Andrea Pisani Massamormile, Università Federico Ii di Napoli; Manuela Piscitelli, Seconda uNiversità degli studi di Napoli; Ornella Cirillo, Seconda università degli Studi di Napoli. In collaborazione con Maria Antonietta Taglialatela, Soprintendenza Archivistica della Campania, responsabile dell’ordinamento dell’Archivio dei Grandi Magazzini Mele, della Fondazione Mele. Nata dalla collaborazione tra la Fondazione Mondragone e il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della Seconda Università degli Studi Napoli, la mostra curata da Alessandra Cirafici e Caterina Fiorentino, mette in scena alcuni manifesti storici, abiti, accessori e cataloghi che provengono dalla Fondazione Emiddio Mele, dall’Archivio della sartoria maschile Cilento e dalla Fondazione Mondragone, Polo della Moda della Regione Campania; insieme con video e brevi storie che raccontano della musica, dei balli, delle donne, dei cartoni animati e degli oggetti degli anni venti. Il cuore della rassegna è uno spazio che mette in scena la vertigine della merce in vetrina, con un allestimento che allude all’idea del Magazzino Novità , del viaggio e dello stoccaggio della merce, in grande quantità.Nata dalla collaborazione tra la Fondazione Mondragone e il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della Seconda Università degli Studi Napoli, a conclusione della mostra è stato svolto un seminario di studi, a cura di Alessandra Cirafici e Caterina C. Fiorentino, dedicato alla Belle Epoque napoletana. In programma i saluti del Consigliere per le politiche culturali della Regione Campania Sebastiano Maffettone, del commissario della Fondazione Raffaele Balsamo, del direttore del dipartimento di Architettura e disegno industriale L. Vanvitelli Sun Luigi Maffei, del presidente della Fondazione Emmidio Mele Alfonso Mele e del titolare della ditta M. Cilento Ugo Cilento. Ricco di interventi l’incontro: Franco Fava affronterà l’epopea dei Grandi Magazzini dal XIX al XX Secolo con “Vertigo”: il commercio in vetrina”; Francesco Barbagallo parlerà di progettualità urbana e iniziativa economica in “Napoli Belle Epoque”; la storia, la tutela e l’innovazione nell’architettura fin de siécle a Napoli sono al centro dell’intervento di Marina D’Aprile, “Il Palazzo della Borghesia; “Dalla carta alla città. Abiti, tessuti e accessori nei Magazzini Mele” è il titolo del contributo di Ornella Cirillo. Ultimo intervento, quello di Maria Antonietta Picone che spiegherà i mutamenti del gusto visivo in “I Magazzini Mele”

    RPR rilievo, progetto, riuso

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    In Italia, parte del patrimonio architettonico, artistico, archeologico è spesso in disuso o in stato di abbandono. La maggior parte di questi beni meriterebbe di essere conosciuta, conservata e valorizzata al meglio. Il rilievo dell’esistente contiene parte delle risposte che possono far comprendere quali possano essere le possibili trasformazioni ed ha un forte valore di analisi e di sintesi progettuale da ripercorrere, rivalutare, riusare ai fini del progetto, sia esso contemporaneo o di conservazione e/o restauro. Questo è il fil rouge con il quale viene esaminata la complessità d’intervento su alcuni beni per il loro utilizzo sostenibile

    Un metodo per la ricerca della misura del progetto

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    Quando gli edifici sono abbandonati, il processo di distruzione è spesso incompleto. I cittadini, gli architetti e i politici si trovano di fronte a due possibilità: demolizione e nuova costruzione, oppure considerare un rinnovamento. Un aspetto specifico della conservazione degli edifici antichi è la loro riabilitazione attraverso un intervento sostenibile di riuso, che consideri il nuovo progetto parte del processo di vita dell'edificio stesso. Inoltre, poiché la struttura tende a sopravvivere alla funzione, gli edifici sono costantemente adattati a nuovi usi, un fatto che consente di generazione in generazione a far nascere un senso di continuità e di stabilità dell’immagine dell’ambiente fisico. La “forma della continuità” e le relative questioni di metodo, per ottenere un approccio corretto al progetto, potrebbero essere considerate lo scopo del presente studio, in cui il vecchio e il nuovo coesistono in un processo di progettazione. Le possibili soluzioni scaturiranno dall’analisi delle geometrie primarie della composizione, dedotte nell’ambito di un’indagine comparativa, che diventi memoria del progetto contemporaneo di riuso. Questo metodo è stato testato durante l’esperienza multidisciplinare, tenutasi a Castrì di Lecce. A partire da ciò che resta, il rilievo e l’analisi degli edifici storici in abbandono diventano così il punto di avvio della ricerca della “misura esatta” sulla quale modulare l’intervento contemporaneo. Rilievo e progetto concorrono a questo studio di lettura dalla realtà degli edifici, della loro trascrizione grafica, della loro riscrittura come prodotto della decodifica del palinsesto architettonico e delle regole sottese, che diventino il risultato di una sintesi disciplinare.When buildings were abandoned, the process of destruction is often uncompleted. Citizens, architects and politicians must face two possibilities: demolition and new constructions, or to consider a renovation. A specific aspect of the conservation of ancient buildings is the rehabilitation through sustainable intervention of re-use, considering the new project as part of the living process of the building itself. Another point is that because their structure tends to outlive their function, buildings have continuously been adapted to new uses, a fact that is enabled generation after generation to derive a sense of continuity and stability to their physical surroundings. The “shape of continuity” could be considered the aim of the present study, together with questions about the method to achieve a correct approach to the project, in which new and old co-exist in a continuous design process. The possible answers will come through the analysis of the primary compositional geometries deducted in the field of a comparative survey, becoming memories of the contemporary project of re-use. This method has been tested during the multidisciplinary academic activity, held in Castrì di Lecce. From what remains, the survey and the analysis of ruined or abandoned historical buildings turn out to the starting point of a research on the “exact measure” upon which modulating contemporary interventions. Survey and design contribute to this study on the main compositional principles of the buildings, as well as to their graphic transcription as a product of the “re-writing” and decoding of the architectural conceptual and functional program, and of the related underlying rules, which become the result of a disciplinary synthesis

    Aritmetica e geometria nel teatro e anfiteatro di Lecce

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    Le memorie dell’antica città romana di Lupie, oggi Lecce, sono molte e certamente i resti del teatro non sono i meno rilevanti. Il monumento è stato scoperto per caso, nel 1929, durante gli scavi per la realizzazione delle fondazioni di un edificio per abitazioni che si trova a poca distanza da un’altra emergenza di quel periodo: l’anfiteatro Romano della città di Lecce. L’occasione di utilizzare le tecniche più moderne di rilievo dei resti del teatro e anfiteatro romano è stata l’opportunità per studiare i modelli derivanti dal rilievo e confrontarli con le istruzioni riportate nella trattatistica relative alle operazioni geometriche da svolgere per l’individuazione del progetto di questi impianti architettonici. Lo studio che qui viene presentato ha come obiettivo quello di svelare, tra ipotesi e confronti, le regole esposte nel testo vitruviano per sottolineare analogie e differenze tra teoria e pratica dell’architettura

    La forma della continuità. Poetica e pratica del riuso

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    La ricerca della “forma della continuità”, tra teoria e pratica del progetto, affida alla misura il compito di conformare il nuovo sulla base dell’antico e prefigurare nuove occasioni urbane a partire da ciò che resta

    Una Black Dahlia medievale? La Storia delle tre mele nelle Mille e una notte

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    L'articolo analizza la struttura formale e tematica di un racconto delle Mille e una notte ("La storia delle tre mele") per verificare in che misura e con quali limiti la categoria di "noir" si possa applicare a questo testo, e ad altri simili della letteratura araba medievale
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