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    Museums: stripped assets

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    Paolo Mazzarello argues that the disposal of collections requires clear consultation with the publi

    Gli arabeschi della vita da Camillo Golgi alle frontiere della biologia cellulare e delle neuroscienze

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    A Villa Nobel (Sanremo) è stata organizzata una Tavola Rotonda con Günter Blobel, Premio Nobel per la medicina 1999, con Fabio Benfenati, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Neurotecnologie dell’Istituto Italiano di Tecnologia e con Paolo Mazzarello, Docente di Storia della Medicina dell’Università di Pavia

    Quattro ore nelle tenebre

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    Monferrato, 1943. Lisa Vita Finzi ed Enrico Levi, zio del futuro scrittore Primo, fuggiti da Genova in campagna allo scoppio della guerra, dopo l'8 settembre capiscono di non essere più al sicuro tra le mura del palazzo dei Martinenghi dove si erano trasferiti all'inizio del 1941. Con una coppia di amici cercano rifugio a Lerma nell'antico santuario della Rocchetta, dove da qualche anno è approdato uno strano prete, don Luigi Mazzarello. Intelligente, affascinante e dal passato turbolento, don Luigi riuscirà con abilità a resistere alle intimidazioni dei nazifascisti e a salvare la vita dei suoi protetti ebrei, mentre nei monti circostanti infuria una delle peggiori stragi nazifasciste del nostro paese, l'eccidio della "Benedicta", che portò all'uccisione di 147 partigiani e alla deportazione in Germania di molti altri giovani. "Quattro ore nelle tenebre" ricostruisce questa vicenda drammatica, una delle tante piccole luci che si accesero nel momento più cupo della stori

    L'inferno sulla vetta

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    Raffaello (Jello) Zoja, ventisette anni, e suo fratello Alfonso, di otto anni più giovane, sono i figli dell'anatomista Giovanni Zoja, che ha aiutato Cesare Lombroso a sviluppare le sue indagini di antropologia criminale. Nell'ateneo di Pavia, dove il padre insegna, i due sono già avviati a promettenti carriere universitarie. Il 24 settembre 1896 intraprendono la scalata al monte Gridone, nei pressi del lago Maggiore, in compagnia dell'alpinista Filippo De Filippi. Tutto va bene fin verso mezzogiorno, quando si scatena un'improvvisa tormenta di neve che costringe i tre a rientrare. Ma i due fratelli non riusciranno a tornare a casa. Muovendo da questa vicenda tragica, Mazzarello ripercorre la storia dell'università di Pavia che grazie ai contributi di Spallanzani, Volta e Golgi acquisisce prestigio internazionale, e ci restituisce un quadro dell'ambiente accademico pavese, attraversato nel corso dell'Ottocento da animate discussioni sulle grandi questioni del tempo (il darwinismo, l'anticlericalismo, il positivismo...). In questo contesto i due fratelli Zoja si muovono da protagonisti, finché il destino all'improvviso non rimescola quelle carte di cui la filosofia del tempo credeva di aver svelato tutti i trucch

    E si salvò anche la madre. L'evento che rivoluzionò il taglio cesareo

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    Fino al tardo Ottocento, quando insorgevano complicazioni nelle fasi finali di una gravidanza e si rendeva necessario un intervento di parto cesareo, era chiaro a tutti che la madre era spacciata. Non c'era scampo: si incideva il ventre, si estraeva il bambino e si lasciava la donna al suo destino. "Il taglio cesareo provocava un terrore che proveniva da lontano, dalle profondità del passato", ci racconta Paolo Mazzarello, "perché era associato all'idea di morte della partoriente, sedimentata in secoli di drammi terribili". Nel 1876 accadde però qualcosa di nuovo, qualcosa che vale la pena conoscere, poiché rivoluzionò la vita della nostra società ben più di molte famose scoperte dell'epoca, continuamente celebrate. Accadde, cioè, che una giovane donna di nome Giulia Cavallini, affetta da rachitismo e giunta al termine della gravidanza, si affidò alle cure del professor Edoardo Porro, primario ostetrico dell'Ospedale San Matteo di Pavia. Col canale del parto della giovane donna quasi completamente ostruito per via della deformazione delle ossa, Porro - uomo risoluto, vecchio garibaldino e medico particolarmente attento al destino delle sue pazienti - capì che doveva elaborare una tecnica nuova, un'invenzione in grado di salvare, oltre al bambino, anche la madre. Ci riuscì, e rapidamente la "tecnica di Porro" entrò nel repertorio chirurgico europeo

    Comunicare la scienza medica nel Settecento europeo: uno sguardo alle prospettive della ricerca

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    Nella prefazione alla pubblicazione dei contenuti scientifici della Giornata di Studi "Comunicare la scienza medica nel Settecento europeo", curata da Elena Agazzi, Giovanni Iamartino e Paolo Mazzarello, che collaborano alla presentazione di questo fascicolo degli Incontri di Studio dell'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere, le loro diverse competenze di germanista, anglista e storico della medicina consentono di intrecciare un dialogo multiprospettico con gli autori che hanno contribuito alla pubblicazione, restituendo un panorama trans- e interdisciplinare degli studi medici nel XVIII secolo europeo. Si presenta perciò il caso del "mesmerismo" e delle controversie che questo ha provocato, il sorgere di una scuola medica a Halle (Germania) di chiara connotazione antropologico-filosofica, la pragmatica storica come prospettiva con cui studiare metodi e approcci nei trattamenti terapeutici in Inghilterra, lo studio delle sedi e delle cause delle malattie da parte di Giovan Battista Morgagni, la divulgazione del sapere medico nella Roma del Settecento da parte di Giovanni Maria Lancisi, l'approccio fisiologico negli studi di Denis Diderot e la presenza del tema medico nella rivista "Caffé" dei fratelli Verri.In the preface to the publication of the scientific contents of the Study Day "Communicating medical science in the European eighteenth century", edited by Elena Agazzi, Giovanni Iamartino and Paolo Mazzarello, who collaborate in the presentation of this booklet of the Study Meetings of the Lombard Academy of Sciences and Letters, their different skills as Germanist, Anglist and historian of medicine allow them to weave a multi-perspective dialogue with the authors who contributed to the publication, restoring a trans- and interdisciplinary panorama of medical studies in the European eighteenth century. Here are presented the case of "mesmerism" and the controversies that this has provoked, the emergence of a medical school in Halle (Germany) with a clear anthropological-philosophical connotation, historical pragmatics as a perspective with which to study methods and approaches in therapeutic treatments in England, the study of the locations and causes of diseases by Giovan Battista Morgagni, the dissemination of medical knowledge in eighteenth-century Rome by Giovanni Maria Lancisi, the physiological approach in Denis Diderot's studies and the presence of the medical theme in the "Caffé" magazine by the Verri brothers

    100-year-old haematologica images: The contribution of camillo golgi to the first issue

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    Camillo Golgi, despite having been a pupil of Giulio Bizzozero, one of the founders of hematology, did not have a primary interest in the study of blood. However, in his scientific work he dealt with important hematologic problems. In 1873, Golgi described the alterations of the bone marrow in smallpox. In 1880, he treated cases of anemia with peritoneal transfusions and, from 1885, he studied the alterations of the blood in the course of malarial infection. The foundation of Haematologica gave him the opportunity to publish a couple of works that were, instead, of a purely hematologic natur

    A Physical Cure for Tuberculosis: Carlo Forlanini and the Invention of Therapeutic Pneumothorax

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    Carlo Forlanini (1847–1918), a medical doctor professor at the universities of Turin and Pavia, was the inventor of artificial pneumothorax, a method that allowed a first significant victory in the long war of medicine against pulmonary tuberculosis. The article outlines a portrait of this important clinician and focuses on the therapeutic innovation he introduced for the treatment of this infectious diseas

    One hundred years of Haematologica

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    Hematology as a separate specialty, with its own methodology and hospital wards, only began to emerge between the nineteenth and the twentieth centuries. Before then, the pathophysiology and the clinical practice of hematologic diseases were mainly considered to be simply a part of internal medicine. However, the use of the term ‘hematology’ was, in fact, much older. In 1743, Thomas Schwencke (1694–1767), professor at the Faculty of Medicine of the University of The Hague, and also a physician to Wolfgang Amadeus Mozart during his concert tour in the Netherlands in 1765, published a volume entitled Haematologia, sive sanguinis historia. A book written by Martin Schurig (1656–1733), a doctor from Dresden, was published in 1744 which bore the term ‘hematology’ in the title: Haematologia historico-medica, hoc est sanguinis consideratio physico-medico-curiosa
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