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Politische Rituale und die Sprache des Politischen in der historischen Mittelalterforschung
The Thun-Hohenstein reform and the Lombardy-Venetian ginnasi. Aspects and problems
Simonetta Polenghi and Valentina Chierichetti contribute an essay on the reform of the ginnasi in Lombardy-Venetia. The inclusion of this topic allows a comprehensive view of the special situation and starting point of the reforms of the educational system in Lombardy-Venetia. It can be seen especially clearly here the extent to which considerations of educational policy were influenced by general political ideas and just how much the educational reform in Lombardy-Venetia was displaced by national and political goals, and thus met with strong resistance. An especially interesting constellation arose in Lombardy-Venetia also from the fact that after the unification of Italy another reform was carried out and in this context the Thunian Reforms were indeed once again seen in a positive light
Die Thun-Hohenstein'sche Reform und das lombardo-venetianische Gymnasialsystem. Aspekte und Probleme
Sulla scorta di nuova documentazione, il saggio illustra l’applicazione della riforma ginnasiale introdotta dal ministro Thun Hohenstein nell’Impero Asburgico nel Lombardo-Veneto, soffermandosi sulla commissione Bolza-Ambrosoli, sull’applicazione della riforma a Milano. Le resistenze e le incomprensioni reciproche, tra Vienna e gli intellettuali italiani, furono conseguenza delle tensioni politiche. Infatti, dopo l’unità, anche patrioti come Tenca e Amati si espressero in favore della riforma austriaca, contro la Legge Casati
A Thun-reform a Habsburg Monarchiában
Die Thun-Hohenstein’schen Universitätsreformen. Konzeption – Umsetzung – Nachwirkungen. Szerk. Aichner, Christoph – Mazohl, Brigitte. Wien – Köln – Weimar, 2017. 424 p. Die Thun-Hohenstein’schen Universitätsreformen. Konzeption – Umsetzung – Nachwirkungen. Szerk. Aichner, Christoph – Mazohl, Brigitte. Wien – Köln – Weimar, 2017. 424 oldal. 
Nostalgia e politiche della memoria: Austria, Germania e Italia nella "Questione trentina e sudtirolese" (1870-1914)
Se si prende in considerazione il passato come un argomento della comunicazione politica, allora qual è l'effetto che i sentimenti producono sulla memoria? È possibile parlare di "nostalgia politica" all'interno di una realtà regionalistica? Il nazionalismo è oggetto della ricerca sul regionalismo? Nel Trentino Alto Adige, la regione di confine dominata dal plurilinguismo, la messa in scena dei sentimenti storici rivestì un'importanza particolare durante i decenni dei nazionalismi e regionalismi. Possiamo definire "nostalgici" quei sentimenti che implicavano forme di critica della civiltà di tipo conservativo e che contribuirono allo sviluppo di una coscienza della Heimat. Per mostrare il modo in cui le concezioni o le opinioni personali furono integrate o escluse dai luoghi propri della comunicazione interregionale, sarà necessario sviscerare le forme di espressione politica della nostalgia, intesa come sentimento di trasmissione della memoria
Echos von 1809: der Tiroler Aufstand in der britischen Erinnerungskultur des 19. Jahrhunderts
Una congiuntura del "progresso". La modernizzazione italiana e Lombroso (1876-1880)
The study seeks to provide a non-teleological overview of a meaningful turning point of the "progress" in late nineteenth century Italy: the period from 1876 to 1880, when the Left wing party started to rule the country. The Italian case is set against the influential background of Europe at the dawn of the "Age of Empires". The study is based on primary sources. It provides a textual analysis of parliamentary reports, governmental documents, political newspapers and magazines. It also investigates the debates involving medical, social and criminal sciences, which were closely related to politics. It thus considers the mainstream-culture of the new "bourgeois" Italy: positivism. Specific attention is devoted to a key player of positivism, Cesare Lombroso, whose "discovery" of the "criminal man" - a sort of dangerous sub-man, that had to be neutralized as such – were about to become world famous. The study seeks to provide a multifaceted and comprehensive analysis. It deals with structures and agency, by refusing both deterministic and subjectivist approaches. The research therefore focuses on the interaction between structures and agency, looking into both the impact of social processes and the cultural-political shaping of these processes. The study hopefully provides a “view from the inside” of the risky capitalistic and democratic modernization in liberal Italy. Source analysis suggests that political elites and the rising bourgeoisie experienced a paradox: a) on the one hand, a need for a "progressive" change, in order to turn that late-comer into a competitive "nation" able to cope with social problems; b) on the other hand, a fear of the "progress" itself, whose tangible implications, i.e. the politicization of social conflict, were dangerous to this weak country. That paradox might shed some light on the later centrist political agenda of “trasformismo”. Moreover, it might support a view that liberal democratic and authoritarian trends, which paired up in liberal Italy, were the two sides of the same coin. As for the cultural developments, it might be argued that the biological theory of "crime" was a safe and nonetheless painful representation of the unbearable dark side ofthe "progress": the anti-illuministic features of that increasingly influential representation were dictated by "progressive" feelings
Pena di morte e grazia sovrana nel Regno Lombardo-Veneto (1816-1848)
L’oggetto della tesi – che si inserisce entro la cornice tematica e teorica del dottorato internazionale «Comunicazione politica dall'antichità al XX secolo» – è l’esercizio della pena di morte e l’intervento della grazia sovrana nei processi penali istruiti nel Regno Lombardo-Veneto durante Vormärz (1816-1848).
Alcune considerazioni preliminari hanno fin dal principio orientato la ricerca. Innanzitutto, lo jus aggratiandi va collocato all’interno di una sorta di “campo di tensione”: la potestà di clemenza, in linea teorica, poteva essere arbitrariamente esercitata dall’imperatore, in nome della sua posizione istituzionale che lo riconosceva titolare di tutte le funzioni pubbliche dello Stato, quindi conseguentemente abilitato ad intervenire con atti generali o particolari nell'esercizio di esse; un retaggio, questo, della giustizia di antico regime che si inseriva nel solco di una tradizionale concezione del perdono e, in generale, della risoluzione dei conflitti, fortemente caratterizzata da implicazioni religiose. Allo stesso tempo, tale prerogativa sovrana era tuttavia normata dal codice penale e, come ha rivelato la prassi desumibile dalle fonti giudiziarie, implicitamente ben delimitata.
Secondariamente, l’esercizio della grazia va posto in relazione “biunivoca” con la specificità sociale, politica, istituzionale e giuridica del contesto in cui esso trovava applicazione. Le politiche e le strategie di repressione, punizione e clemenza rispecchiano infatti le modalità attraverso le quali il potere comunica con la società, ma informano anche su come la società comunichi con il potere: una premessa teorica e metodologica che rimanda all'approccio di Mario Sbriccoli, secondo il quale il diritto penale, riflettendo determinati “segni” del contesto sociale e politico in cui viene esercitato, è allo stesso tempo da esso condizionato.
La materia è trattata in una struttura tripartita, ossia nella macrosezioni norma, teoria e prassi. La parte normativa (primo capitolo) è dedicata al percorso e alle istituzioni giudiziarie e politiche attraverso cui si dipanava, secondo il codice criminale del 1803, il processo penale in generale e, nello specifico, i procedimenti conclusisi con sentenza capitale, i quali percorrevano tutta la piramide giudiziaria essendo automaticamente soggetti all'ultima revisione dell'imperatore che poteva confermare la condanna o concedere la grazia. La norma, si vuole sottolineare, non è quindi da intendersi avulsa dall'applicazione pratica del codice: i meccanismi delle istanze e delle revisioni, il concreto margine decisionale dei tribunali lombardo-veneti, specialmente in sede di irrogazione delle condanne capitali e di proposta di grazia, e le competenze dei dicasteri aulici viennesi rispetto all'amministrazione giudiziaria del Regno sono misurabili solo attraverso l'analisi delle centinaia dei fascicoli processuali prodotti nel periodo qui preso in esame. Oltre a ciò, il capitolo inquadra l’importante questione della reintroduzione della pena di morte dopo l’abolizione giuseppina e le norme regolanti il diritto di grazia.
La seconda parte (secondo capitolo) è volta a definire la sistemazione concettuale della grazia e della pena capitale, nonché la “comunicazione giuridica” di tale sistemazione, all'interno del circuito di produzione e diffusione di opere giurisprudenziali nel Regno Lombardo-Veneto, anche in rapporto all'ambito tedesco; allo scopo primario di misurare il livello di intersecazione tra il piano dell’elaborazione teorica e il piano della prassi giudiziaria.
La terza parte dedicata alla prassi, ovvero ai casi concreti di irrogazione delle pene di morte e di commutazione delle stesse in via di grazia, è a sua volta tripartita nei capitoli terzo, quarto e quinto. I primi due capitoli analizzano la frequenza delle sentenze capitali inflitte rispettivamente per delitti comuni e nei processi per alto tradimento, nonché gli orientamenti giuridici e, in senso esteso, politici, secondo i quali esse venivano confermate oppure graziate. Nel quinto capitolo, infine, viene indagata l’attività di un importante istituto in vigore in Lombardia accanto ai tribunali ordinari – del quale non esistono tuttavia testimonianze documentali dirette –, ossia il giudizio statario: una procedura processuale “d’eccezione”, rapida e sommaria, il cui utilizzo era consentito dal codice penale in casi di emergenza sociale
Eröffnung durch die Präsidentin der phil.‐hist. Klasse der ÖAW .. Beiträge zur Rechtsgeschichte Österreichs|Beiträge zur Rechtsgeschichte Österreichs Band 2 / 2016|
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