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IN RICORDO DI GIACOMO MATTEOTTI
Matteotti dedicò molta attenzione alla definizione e all'analisi della "questione tributaria", maturando un'idea della missione dello Stato molto "moderna" ed innovativa. In particolare, egli sottolineò l'importanza fondamentale della funzione redistributiva e l'esigenza di istituire, a tal fine, un'imposta erariale personale e progressiva sul reddito. Fu anche tra i primi, in Italia, a segnalare l'esigenza di riformare il sistema tributario per renderlo più semplice, equo ed organico, denunciando la "caotica situazione" derivante dalla continua istituzione di nuovi tributi per sopperire alle necessità del bilancio.
Oggetto principale della comunicazione al convegno è stato, dunque, quello della passione intensa che Matteotti ebbe per la materia fiscale e, in particolare, la sua visione del fisco e della finanza pubblica quale strumento di redistribuzione e di giustizia sociale
Giacomo Matteotti e il riformismo penale europeo
Il riformismo criminologico e il problema della recidiva: il contesto del Matteotti penalista; La “scoperta” delle statistiche criminali; I delinquenti incorreggibili e la pena indeterminata
The Matteotti murder: a business motive?
reservedDue sono le principali teorie riguardo il movente relativo all’omicidio di Giacomo Matteotti avvenuto martedì 10 giugno 1924. La prima, quella più diffusa e tradizionalmente accettata, fa risalire i motivi dell’uccisione del deputato socialista al discorso da lui tenuto in Parlamento il 30 maggio in cui denunciava i brogli elettorali e il clima di violenza messo in atto dai fascisti in occasione delle elezioni del 6 aprile. La seconda, il cosiddetto “movente affaristico”, ha acquisito importanza solo di recente grazie allo studio dello storico Mauro Canali contenuto nel suo libro “Il delitto Matteotti” pubblicato nel 1997. Secondo questa teoria Matteotti sarebbe stato ucciso perché gli si voleva sottrarre i documenti che aveva con sé al momento dell’uccisione e che avrebbero dovuto contenere le prove della corruzione degli alti ranghi del fascismo riguardo la Convenzione Sinclair. Si supponeva infatti che Matteotti avrebbe usato tali documenti per tenere un esplosivo discorso di denuncia al fascismo il giorno seguente alla Camera.
Approfondendo lo studio del delitto è però emerso un elemento molto interessante: Matteotti il giorno 11 giugno avrebbe sì dovuto tenere un discorso di denuncia contro il fascismo, ma non tanto per smascherare la corruzione intorno alla Convenzione Sinclair, bensì per denunciare il falso bilancio presentato dai fascisti al Re d’Italia in occasione del discorso della Corona alla Camera il 24 maggio, discorso che inaugurava la ventisettesima legislatura parlamentare. Partendo dalla denuncia del falso bilancio, Matteotti avrebbe poi avuto l’occasione di contestare la cattiva gestione delle finanze statali da parte dei fascisti, e forse anche, ma su questo punto non esistono prove certe, le trame affaristiche che coinvolgevano i piani alti del PNF. Questo aspetto, a cui finora non si è mai dato troppa importanza, avvalora la tesi del movente politico, cioè relativo all’attività parlamentare di Matteotti, anche se non è direttamente connesso al discorso del 30 maggio.
Questa ricerca punta a dimostrare che il movente dell’omicidio non fu quasi certamente “affaristico” nel senso inteso da Canali. Grazie alle dichiarazioni dei testimoni oculari che assistettero al rapimento e alle deposizioni di varie persone che frequentavano quotidianamente Matteotti è possibile escludere con certezza che il deputato socialista avesse con sé documenti compromettenti per il fascismo relativi alla Convenzione Sinclair. Pertanto la ricerca del possibile movente è da effettuarsi altrove, più precisamente negli eventi che vanno dal discorso del 30 maggio al suo rapimento, avvenuto il 10 giugno, passando per due fondamentali riunioni della Giunta del Bilancio della Camera dei Deputati, di cui Matteotti faceva parte, svoltesi il 5 e il 7 giugno. Partendo da queste premesse la ricerca vuole dimostrare che il movente dell’omicidio fu sicuramente politico, ma non legato esclusivamente al discorso del 30 maggio, e vuole porre l’accento anche sulla componente economica, compresa all’interno di quella politica, che si riferisce alla natura degli interventi parlamentari di Matteotti
Giacomo Matteotti, il coraggio della libertà
Il saggio individua i punti salienti dell'immagine di Giacomo Matteotti tra storia e memoria, nel primo centenario della sua uccisione
Giacomo Matteotti, i fatti e le idee dal Polesine al Parlamento
Il saggio ripercorre il percorso parlamentare di Giacomo Matteotti, collegandolo alla contemporanea evoluzione del suo pensiero politico. Se ne mettono così in luce le costanti e le peculiarità
Matteotti: volontarismo e riformismo
Il saggio esamina alcuni aspetti del pensiero politico di Giacomo Matteotti sottolineando i caratteri originali del suo riformismo. Un riformismo lontano dall'evoluzionismo che caratterizzava il pensiero socialista nell'epoca della seconda internazionale ed è invece animato da una forte componente volontarista
L'impiego dei geosintetici nelle opere di ingegneria marittima e costiera
Nel presente articolo si è cercato di fornire una numerosa ed esaustiva casistica sui possibili impieghi dei geosintetici nella disciplina dell’ingegneria marittima e costiera, in modo da avere una utile intelligenza dei problemi trattati, che può valere anche fuori del campo delle costruzioni marittime.
Sono state dapprima descritte le principali applicazioni tradizionali dell’ingegneria marittima e costiera che prevedono appunto l’uso di geosintetici, che comprendono: le sottofondazioni, i rivestimenti ed i muri di sponda, le colmate, i ripascimenti artificiali, le barriere sommerse, le opere di difesa rigide (pennelli e frangiflutti), i moli portuali, le dune in sabbia ed i drenaggi.
Sempre con riferimento all’uso dei geosintetici, sono poi state presentate alcune applicazioni “non tradizionali”, quali: drenaggi di spiaggia, panne antinquinamento, sistemi di attenuazione del moto ondoso, materassi antierosione, vasche di colmata per lagunaggio, pali in sabbia ed opere provvisionali.
Per entrambe le categorie di applicazioni sono stati forniti numerosi esempi, corredati da foto e disegni esplicativi.
Le tipologie di geosintetici che tali interventi impiegano sono principalmente: geotessili, georeti, geogriglie, geotubi, geocontainers e geocompositi derivanti dall’accoppiamento di due o più dei materiali citati
1924. Il delitto Matteotti
Il 10 giugno 1924 Giacomo Matteotti esce di casa e non vi ritorna più. Non è di un deputato qualsiasi il corpo massacrato che verrà trovato due mesi dopo in un bosco vicino Roma. Solo dieci giorni prima della sua sparizione Matteotti ha tenuto un discorso infuocato alla Camera, contro il fascismo e l'irregolarità delle elezioni. È il leader di uno dei maggiori partiti di opposizione, forse il leader dell'intera opposizione. Non è difficile collegare i due avvenimenti, il discorso e la morte, né scoprire che gli autori del delitto, che non si sono preoccupati di cancellare le tracce, sono uomini dello stretto entourage del Duce. Ce n'è abbastanza per far scoppiare il più clamoroso scandalo politico della storia d'Italia. E ce ne sarebbe abbastanza per le dimissioni immediate del governo. Tutto sembra far credere a una crisi. Ma non è questo che accade. L'opposizione parlamentare sceglie la strada della protesta morale, il governo resiste, la maggioranza non accenna a spaccarsi, il regime si consolida. Mussolini, il trionfatore delle elezioni del '24 contro le quali aveva tuonato Matteotti, forza la sorte e instaura la 'dittatura a viso aperto'. Quel delitto che sarebbe potuto essere l'ultima occasione di arrestare il regime, ne diviene invece il punto di svolta, lo snodo decisivo. Ma quel corpo abbandonato e quel rifiuto morale si caricano di un significato simbolico. L'atto di morte del deputato Matteotti è l'atto di nascita dell'antifascismo come scelta politica ed etica
Recensione a: M. Grasso, L’oppositore. Matteotti contro il fascismo
Nel volume "L’oppositore. Matteotti contro il fascismo" di Mirko Grasso, edito da Carocci, viene esplorata la figura di Giacomo Matteotti in occasione del centenario della sua morte. Grasso si concentra sulla dimensione intellettuale e politica di Matteotti, piuttosto che sull’assassinio, ricostruendone il profilo attraverso fonti documentarie, come gli scambi epistolari con la moglie Velia Titta. Il libro descrive Matteotti come un riformista pragmatico, vicino ai problemi reali della gente, e un politico colto, impegnato nella lotta contro il fascismo. L’opera analizza il suo contributo alla politica italiana, evidenziando i suoi studi sui sistemi detentivi europei, la critica alle politiche economiche del governo e il suo impegno per la democrazia e l’europeismo. Il lavoro di Grasso arricchisce la bibliografia su Matteotti, risultando utile sia per storici che per chiunque voglia approfondire le origini del fascismo in Italia
Un gruzzolo di gettoni di conto dagli scavi di piazza Matteotti a Imola
Esame dei materiali numismatici rinvenuti durante gli scavi di Piazza Matteotti a Imola (2006).
Le indagini archeologiche eseguite a Imola nel 2006, in occasione dei lavori di riqualificazione di piazza Matteotti, hanno restituito testimonianze di epoca tardoantica, medievale e rinascimentale oltremodo significative in relazione alla ricostruzione delle diverse fasi di sviluppo della platea magna cittadina.
Per quanto riguarda i reperti di interesse numismatico, lo strato di riempimento (US 1550) di un pozzo-cisterna rintracciato in prossimità dell’angolo nord-ovest di piazza Matteotti ha riconsegnato un numero piuttosto consistente di materiali, costituiti più precisamente da un centinaio di monete e da circa 170 oggetti di natura paramonetale, inquadrabili entro un range cronologico compreso approssimativamente tra la fine del XIV e il secondo decennio del XVI secolo. Particolarmente rilevante risulta il gruzzolo di Rechenpfennige di Norimberga, gettoni di conto in ottone prodotti agli inizi del XVI secolo, composto da oltre 150 pezzi
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