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Matteo Moscatelli, L’edificio alto residenziale nell’architettura europea. 11 casi contemporanei
Nell’attuale contesto culturale numerose ricerche sono tese a indagare il tema dell’abitare, una interrogazione dovuta alle trasformazioni sociali in atto e a un nuovo profilo del “tipico abitante della città contemporanea”1. Matteo Moscatelli dirige l’attenzione sul tema della abitazione nella specifica manifestazione della costruzione in altezza, dell’architettura come «fenomeno tridimensionale, le cui manifestazioni si caratterizzano nello spazio ed esse spazio caratterizzano»2 in una pubblicazione monografica che circoscrive e contestualizza la ricerca sull’edificio verticale nelle dinamiche dell’architettura europea
The Vanishing Identity. Birth, Development and Disappearance of the Lilong Housing in Shanghai
Contemporary Shanghai is the epicenter of outstanding economic, social and cultural changes, resulting in the raise of new questions about demographic growth, environmental sustainability, urban security and cultural identity. These issues coalesced in the development of extensive, accelerated and sometimes contradictory architectural transformations, also driven by increasing resource availability and the necessity for rapid densification in the central areas of the city, which led to the progressive loss of significant historical traces. By exploring the ongoing evolution of some strategic areas - the Lilong quartiers, the Bund, the system of public spaces facing the water - and the experiences of selected architects - Atelier Deshaus, Atelier Liu Yuyang Architects and Original Design Studio -, the book analyses the fields, the reasons and the modalities of these transformations, and outlines the raise of a counter-trend emerging from the most recent interventions on both existing and new buildings, which are experimenting with new relationships with the local history, cultural heritage and urban identity
Le tecniche del comporre nell'architettura contemporanea
(Dalla prefazione di Franco Purini) Le riflessioni teoriche esposte da Matteo Moscatelli nelle pagine di questo libro possono essere considerate come un trattato in nuce sulla natura e il senso del progetto contemporaneo, una natura e un senso che si identificano nella categoria della forma intesa come un’entità compiuta e definita in sé, e al contempo aperta a una molteplicità di letture, capace di mutazioni e di adattamenti soggetta nella sua genesi a ricostruzioni dotate di una relativa oggettività. Scritto con un linguaggio limpido che non semplifica le argomentazioni, ma le rende più efficaci ed esplicite, "Le tecniche del comporre nell'architettura contemporanea" presenta l’indiscutibile pregio di riaffermare la centralità della ragione in un momento dominato da innumerevoli derive verso l’autoreferenzialità più azzardata, le più immotivate proiezioni tecnologiche e le autocelebrazioni mediatiche di un’architettura che si sottrae sempre più spesso alle sue più autentiche finalità
Architecture in Shanghai. History, Culture and Identity
Contemporary Shanghai is the epicenter of outstanding economic, social and cultural changes, resulting in the raise of new questions about demographic growth, environmental sustainability, urban security and cultural identity. These issues coalesced in the development of extensive, accelerated and sometimes contradictory architectural transformations, also driven by increasing resource availability and the necessity for rapid densification in the central areas of the city, which led to the progressive loss of significant historical traces. By exploring the ongoing evolution of some strategic areas - the Lilong quartiers, the Bund, the system of public spaces facing the water - and the experiences of selected architects - Atelier Deshaus, Atelier Liu Yuyang Architects and Original Design Studio -, the book analyses the fields, the reasons and the modalities of these transformations, and outlines the raise of a counter-trend emerging from the most recent interventions on both existing and new buildings, which are experimenting with new relationships with the local history, cultural heritage and urban identity
Gli strumenti di controllo del progetto contemporaneo
(Dalla prefazione di Franco Purini) Le riflessioni teoriche esposte da Matteo Moscatelli nelle pagine di questo libro possono essere considerate come un trattato in nuce sulla natura e il senso del progetto contemporaneo, una natura e un senso che si identificano nella categoria della forma intesa come un’entità compiuta e definita in sé, e al contempo aperta a una molteplicità di letture, capace di mutazioni e di adattamenti soggetta nella sua genesi a ricostruzioni dotate di una relativa oggettività. Scritto con un linguaggio limpido che non semplifica le argomentazioni, ma le rende più efficaci ed esplicite, Gli strumenti di controllo del progetto contemporaneo presenta l’indiscutibile pregio di riaffermare la centralità della ragione in un momento dominato da innumerevoli derive verso l’autoreferenzialità più azzardata, le più immotivate proiezioni tecnologiche e le autocelebrazioni mediatiche di un’architettura che si sottrae sempre più spesso alle sue più autentiche finalità
Sul Refettorio Gastromotiva a San Paolo. Un’intervista con Martin Corullon (METRO Arquitetos)
Progettare i luoghi della ristorazione. Un'intervista con Kengo Kuma su 5 progetti recenti
Lo «stato di salute» della cultura del progetto in Svizzera. Der «Gesundheitscheck» der Entwurfskultur in der Schweiz
Questo testo introduce il numero 6/2022 di "Archi" (a cura di Alberto Bologna e Matteo Moscatelli), interamente dedicato al lavoro di giovani studi svizzeri che, sempre più, stanno dimostrando di avere il merito di riuscire a far emergere il proprio approccio al progetto d’architettura e d’ingegneria all’interno del panorama professionale nazionale.
Si tratta di un’operazione critica che non ha avuto l’obiettivo di stilare elenchi esaustivi di opere e di progettisti o di ragionare in chiave prettamente “generazionale” rispetto a questi ultimi ponendo dei limiti all’indagine sulla base della loro età anagrafica: si tratta, comunque, di professionisti nati entro la metà degli anni Ottanta, la cui eterogeneità di orientamenti professionali ed intellettuali è da ricercare anche a partire dalle Scuole svizzere (e non) che hanno frequentato nel corso della loro formazione
Strategie per la riorganizzazione, l'innovazione e la qualità dei servizi alla persona nel welfare comunitario
Il saggio, a partire da un’analisi dei gap organizzativi e partecipativi che si frappongono alla promozione di un welfare comunitario, si propone di illustrare alcuni criteri orientativi alla sua qualità, sottolineando l’importanza di un’adeguata definizione collegiale di strategie di riflessività, di empowerment, di condivisione tra operatori dei sistemi esperti, dei volontari e dei cittadini. Il tentativo del presente contributo è pertanto quello di provare a identificare alcuni elementi trasversali che possano contribuire alla sostenibilità del nuovo welfare comunitario, che per sua natura necessita di nuove strategie di integrazione e di rete, in grado di mettere in atto quanto più possibile processi partecipativi e di rendere concrete prospettive di capacitazione per i soggetti coinvolti
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