18 research outputs found
Più inglese che altro: il portfolio linguistico dell’italiano medio alla luce del pastiche comico della Sora Cesira
I testi della cantautrice romana conosciuta con lo pseudonimo di Sora Cesira, diffusi in rete a partire da inizio 2011, parodizzano video musicali famosi instaurando un complesso gioco di commistione fra italo-romanzo (italiano comune, romanesco, elementi di dialetti meridionali, specie napoletano) e altre lingue (inglese, francese, spagnolo, portoghese, cui recentemente s’è aggiunto il latino). Tali testi sono qui fatti oggetto d’indagine dal punto di vista delle indicazioni che offrono circa le conoscenze linguistiche da presupporre nel destinatario in essi inscritto. Perché i testi sortiscano il loro effetto comico, infatti, è necessario che siano compresi; dal che deriva che chi li compone lo fa in base ad una percezione – in larga misura irriflessa – del portfolio linguistico del proprio allocutario ideale. Dall’analisi risulta, non sorprendentemente, una radicale sproporzione fra l’inglese e tutto il resto: unicamente dell’inglese, si mostrerà, si impiegano parole e costruzioni non decodificabili in assenza di conoscenze specifiche. Ovvero: per ridere dell’anglo-italiano di Sora Cesira, un po’ d’inglese bisogna pur masticarlo, mentre il requisito cade per tutte le altre lingue, ivi incluso – a riprova di un radicale mutamento dei tempi – il francese.The texts composed by the Roman singer-song writer hiding behind the pseudonym Sora Cesira, posted on the world wide web since early in 2011, are parodies of famous musical videoclips which capitalise on a mix of Italo-Romance (mostly standard Italian and Romanesco, but with a pinch of further dialects like Neapolitan) and other languages (English, French, Spanish, Portuguese, to which more recently also Latin has been added). These texts are analysed here from the viewpoint of the clues they provide as to the linguistic knowledge to be assumed for their ideal addressee to decode them effectively. Infact, in order for them to achieve their intended comic effect, the texts must be understood: therefore, their author(s) must work based on a (probably largely unspoken) hypothesis about the language portfolio of the addressee. As it turns out, there is, quite unsurprisingly, an imbalance between English and all the rest: English, it will be shown, is the only language from which the texts employ words and constructions that are not decodable in the absence of punctual knowledge. In other words, in order to laugh, while listening to Sora Cesira’s Anglo-Italian, some elementary command of English is needed, while this is hardly required for any other of the languages involved, French included (in spite of its having been, until recently, the first foreign language taught in Italian school)
Il romanesco di Alessandro Bausani
Lo studio – che si inquadra all’interno del progetto Grammatica storica del romanesco (condotto in sinergia da ricercatori attivi a Roma e Zurigo) – intende descrivere le peculiarità linguistiche di un testo novecentesco finora poco considerato dagli specialisti del dialetto capitolino: La bbona notizzia, «versione romanesca» del Vangelo di Matteo approntata alla fine degli anni ’40 da Alessandro Bausani (Roma, 1921-1988), edita postuma nel 1992.
Si tratta di un documento degno della massima attenzione per più ragioni, a cominciare dalla “sensibilità (socio)linguistica” del suo autore, docente universitario noto per essere stato non solo tra i massimi esperti di orientalistica, ma anche uno straordinario poliglotta nonché un abile glottoteta. In un’epoca, inoltre, in cui le principali espressioni letterarie della varietà dell’Urbe si contraddistinguono per un elevato tasso di modellizzazione, debiti belliani o per la riproduzione di un dialetto “borghese”, intermedio tra italiano e romanesco, la traduzione allestita da Bausani (1992), stando a quanto riferito nella Premessa, vuole restituire proprio quella «lingua abietta e buffona», diastraticamente marcata verso il basso, che Belli, nella nota lettera al principe Gabrielli, ritenne indegna all’espressione delle sacre scritture (Belli 1961: II, 441-442).
In effetti, i sondaggi già compiuti sul testo (De Luca 2017) e soprattutto il confronto con gli autori capitolini postunitari – confronto eseguito sia sulla base di studi come Matt (2016), Trifone (2012), D’Achille (2006), Costa (2001), ecc., sia tramite l’interrogazione digitale dell’Archivio della Tradizione Romanesca (su cui cfr. Vaccaro 2012) – confermano il carattere popolare della varietà riflessa da La bbona notizzia, che si pone a tutti gli effetti, quindi, come un documento rilevante tanto per misurare l’espansione di alcune innovazioni d’epoca postbelliana all’altezza dello snodo postbellico (significativa, per fare due esempi, la rappresentazione sistematica e della degeminazione di -rr- postonica e di avecce vs. avé come verbo supporto; su tali tratti cfr. Trifone 2017 e Loporcaro 2007), quanto per precisare la loro collocazione all’interno della cosiddetta «terza fase» (Bernhard 1992; anche qui, per fare un esempio, si pensi alla mancata indicazione del raddoppiamento fonosintattico dopo ogni, fenomeno recente – cfr. Libbi 2018:74 – e tutt’oggi soggetto a restrizioni)
Branding your identity online! The importance of the family dimension for Italian family wine businesses’ foreign turnover
Purpose of the paper: Drawing on the resource-based view and moving from Devigili et al.’s (2018) framework on wine brand identity, the paper aims at investigating which brand identity dimensions family wine businesses are benefiting from in their foreign sales turnover. In particular, it focuses on the impact of the territorial identification (distinguishing between denomination, locality, region and country) and the governance attributes (looking at family, tradition, innovation and storytelling) on foreign sales turnover.
Methodology: A unique database consisting of 120 family wine businesses has been analysed through an OLS regression model. Questionnaires were collected between 2017 and February 2019 through wineries’ websites and phone calls.
Results: Our results indicate that family wine businesses are hampered by and benefit from the adoption of specific brand identity’s sub-dimensions. More precisely, the region of origin (territorial identification) and the use of tradition (governance attribute) have a negative impact on wineries’ foreign sales turnover, while only the use of family (governance attribute) has a positive impact.
Research limitations: The paper is built on a sample of Tuscan family wine business.
Practical implications: The study demonstrates that wineries need to pay attention to their online brand strategies. More precisely, family wine businesses should better emphasise their family dimension, while being careful of the region of origin and tradition sub-dimensions.
Originality of the paper: The paper contributes to research on the internationalisation of family businesses and brand management by illustrating the main brand identity dimensions that lead to higher foreign sales turnover
L'attività sportiva nell'accrescimento: valutazione di un gruppo di studenti della regione Lazio
Intra-site spatial analysis at Sambuco Cave: testing digital 3D approach for the interpretation of Upper Palaeolithic behavioural strategies
Sambuco Cave, located in central Italy, preserves a stratified sequence from the Upper Palaeolithic to the Neolithic, making
it an important archaeological site. This research combines traditional excavation data with Digital Heritage methodologies to enhance the understanding of site formation and spatial organization within the cave. A 3D GIS-based workflow integrates photogrammetric documentation, lithic analysis, and spatial modelling to reconstruct prehistoric behaviours and identify activity zones. The study highlights the importance of virtual reconstructions in clarifying stratigraphic relationships and interpreting the cave's usage. Results suggest a focused, task-specific occupation pattern, emphasizing short-term use, possibly related to hunting and toolmaking. This innovative approach provides valuable insights into Upper Palaeolithic settlement strategies and offers a new perspective on the spatial organization of prehistoric sites. At present, this paper represents an experimental 3d analytical approach presented here as a methodological test
“Dire la crisi” per macaronica verba: i Carmina burina della Sora Cesira
Il saggio analizza i meccanismi di ibridazione linguistica (latino, italiano e romanesco) che caratterizzano i cosiddetti Carmina Burina, recente ridoppiaggio del notissimo O Fortuna, incipit dei Carmina Burana. Ne è autrice la Sora Cesira, cantautrice romana che già da qualche anno racconta la crisi politica ed economica che ha colpito l’Italia e l’Europa parodiando testi di famosi video musicali. L’effetto comico di ognuna di queste riscritture è conseguenza non solo dal carattere satirico dei loro contenuti ma anche della loro confezione linguistica: lingua originale del brano (inglese, francese, spagnolo, portoghese e, come nel caso qui esaminato, latino) e italiano di impronta romanesca interferiscono, infatti, l’una con l’altro ad ogni livello della struttura linguistica.This paper analyzes the mechanisms of linguistic hybridization (Latin, Italian, and Romanesco) in the so-called Carmina Burina, a recent funny redubbing (“fandub”) of O fortuna, the famous incipit of the Medieval collection of poetry Carmina Burana. The author, known under the pseudonym of La Sora Cesira, is a Roman songwriter who in the last years, has told of the economic and politicai crisis in Italy and Europe, reinterpreting lyrics of well-known music videos in a satirical manner. The comic effect of th e parody is achieved not only through the contents, but also through the artificial language mixture: just as in the Carmina Burina, the original language of the songs (Latin, but in other cases English, French, Spanish and Portuguese) interferes with both Italian and Romanesco (more rarely, with Neapolitan) at every level of thè linguistic structure
La fortuna del mito napoleonico in arte dall'Ottocento alla Contemporaneità. Dalla Battaglia del Ponte di Lodi al Bonaparte icona pop
Nel contributo è ricostruita e analizzata la fortuna dell'iconografia napoleonica dall'Ottocento a oggi: dalle origini del mito, connesse alla Battaglia del Ponte di Lodi, al consolidamento di epoca romantica; dall'immagine dell'uomo Bonaparte, degli esili e della morte, al perpetuamento della leggenda nel tardo XIX secolo; dalla stagione delle Avanguardie Storiche alla più stringente contemporaneità
Napoleone Bonaparte e Lodi. «A Lodi scoccò la prima scintilla della più alta ambizione», catalogo della mostra (Lodi, Bipielle Arte, 31 ottobre-22 novembre 2020)
Il volume approfondisce, partendo dalla specifica realtà di Lodi e della Lombardia, la conoscenza e lo studio del periodo napoleonico, denso di eventi e di cambiamenti, con taglio interdisciplinare. I contributi pongono l’attenzione sia sulle testimonianze documentarie e iconografiche della celebre battaglia che sulla sua mitizzazione, sino alla contemporaneità, proponendo un inedito percorso iconografico. Sono inoltre messe in luce le vicende che caratterizzarono la vita politica, civile e culturale lodigiana e lombarda fra 1796 e 1814 e alcune personalità di spicco, come Francesco Melzi d’Eril, vice presidente della Repubblica Italiana e duca di Lodi, e Maria Hadfield Cosway, pittrice ed educatrice di origini anglo-fiorentine, che, pur legate alla storia della città, raggiunsero o consolidarono, negli anni di governo napoleonico, posizioni di rilievo internazionale
EGFR-Targeted Magnetic Nanovectors Recognize, in Vivo, Head and Neck Squamous Cells Carcinoma-Derived Tumors
Head and neck squamous cell carcinomas (HNSCC) are a diverse group of tumors with high morbidity and mortality that have remained mostly unchanged over the past decades. The epidermal growth factor receptor (EGFR) is often overexpressed and activated in these tumors and strongly contributes to their pathogenesis. Still, EGFR-targeted therapies such as monoclonal antibodies and kinase inhibitors have demonstrated only limited improvements in the clinical outcome of this disease. Here, we take advantage of the extraordinary affinity of EGF for its cognate receptor to specifically target magnetite-containing nanoparticles to HNSCC cells and mediate, in vitro, their cellular upload. On the basis of this, we show efficient accumulation, in vivo, of such nanoparticles in subcutaneous xenograft tumor tissues in sufficient amounts to be able to mediate visualization by magnetic resonance imaging. Overall, our EGF-coated nanosystem may warrant, in the near future, novel and very efficient theranostic approaches to HNSCC
Un antico discorso per nozze di area lombardo-orientale
The paper focuses on an unedited wedding speech datable to the middle of the fifteenth century. The author offers both a transcription of the text, which is transmitted by the manuscript BCT1-2312 (F.d.5) of the Biblioteca comunale of Trent, and a comment of its linguistic features. The analysis shows that the document can be regarded as new testimony of the vernacular spoken in ancient East Lombardy
