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    LA MOBILITÀ ELETTRICA: DIFFERENZIARE I SUSSIDI E INTEGRARE I SERVIZI ESISTENTI IN UNA PROSPETTIVA TERRITORIALE

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    Il saggio argomenta che incentivi pubblici «a pioggia» e sussidi indifferenziati per l’acquisto di auto elettriche (Evs) producano effetti contraddittori e indesiderati, sottraendo risorse pubbliche che potrebbero essere destinate a politiche più eque e sostenibili. Le politiche sussidiarie nazionali, regionali e locali incoraggiano l'acquisto di Evs e ne facilitano l'uso anche in aree urbane dense, dove vi sono cioè le condizioni per un loro uso condiviso che ne garantisca una continua rotazione e ne incentivi la complementarità con i mezzi di trasporto pubblico. La sostituzione 1 a 1 di auto tradizionali con Evs in aree ad alta densità con una buona offerta di TPL comporta infatti problemi di congestione, uso improprio degli spazi pubblici ma anche competizione con il TPL che svantaggia i profili più fragili. Al contrario, in territori caratterizzati da medio-bassa densità insediativa, limitata accessibilità pubblica ai servizi essenziali, scarsa offerta di TPL e forte dipendenza dall’automobile, il sostegno finanziario alla sostituzione di auto private a combustibile fossile con Evs anche in proprietà, potrebbe produrre risultati apprezzabili in termini ambientali, ma anche nell’offrire nuove opportunità di spostamento. Il saggio argomenta che per ottenere effetti positivi sia in termini ambientali (decarbonizzazione), sia di equità sociale, sia necessario : - da un alto, differenziare la natura dei sussidi in base alle densità insediative, alle condizioni economiche, alle caratteristiche ambientali, alle dinamiche di mobilità e di dotazione infrastrutturale dei territori, incentivando l’acquisto di Evs e sistemi di ricarica privati in contesti a medio-bassa densità insediativa e l’utilizzo di sistemi condivisi di e-sharing e integrazione modale nei centri urbani ad alta densità. - dalì'altro attuare, contestualmente alla prima azione, politiche di localizzazione di ricariche elettriche veloci modulate in base alle caratteristiche insediative del contesto territoriale di applicazione, al fine di migliorare l’integrazione modale con il Tpl in hub multiservizio e promuovere l’efficiente utilizzo della rete elettrica (smart grid)

    The dynamic of residential segregation in Italian metropolises: Milan, Rome and Naples, 1991-2011

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    We investigate how socio-residential segregation has changed between 1991 and 2011 within the three biggest Italian metropolitan areas: Milan, Rome and Naples, using the OECD methodology to define the perimeters of the latter. We data of the three last waves of the Italian population census (1991-2001-2011) at the finest scale (census sections).To build a reliable (and internationally comparable) socio-professional typology, we have worked directly on the census microdata at the individual level to create a new variable of socio-professional positions. This variable has been created on the basis of individual answers to three questions, one related to the ISCO, one related to the type of job contract, and one related to the sector of activity. The combination of the three produces a more informative socio-professional scale, well adapted to compare the social segregation dynamics of Italian metropolises with those of other European metropolises (particularly London and Paris). To analyze residential segregation, we then build a typology of spaces based on the weight of the various socio-professional categories within the active resident population of each space. This is done following the methodology created by Préteceille to study residential segregation in France and Brazil, and further developed by Cousin&Préteceille to compare Milan and Paris at the beginning of 90s. This method of neighborhoods classification is based on a combination of ascending hierarchical classification techniques and correspondence factor analysis. The paper presents data, methodology, and a description of the main dynamics of urban change in the three metropolises between 1991 and 2011. It asks one main research question related to the residential behavior of middle classes, and then tests and nuances two hypothesis related to: (1) the reduction of social mix in the core neighborhoods of each metropolitan area, and to (2) upper-middle classes secession

    I SERVIZI FERROVIARI REGIONALI IN AMBITI PERI-URBANI: POLITICHE INTEGRATE TRASPORTI-USI DEL SUOLO

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    L’investimento pubblico per il potenziamento del servizio ferro¬viario suburbano e regionale, già avviato in alcune regioni italiane, rappresenta una misura utile a migliorare l’accessibilità pubblica a servizi e attività quotidiane anche in territori a medio-bassa densità insediativa, riorganizzandone la ripartizione modale in favore del treno e creando i presupposti per l’attivazione di politiche integrate trasporti-uso del suolo in contesti in cui il diritto alla mobilità di alcuni risulta più limitato. La sfida per le politiche integreate trasporti-usi del suolo che il saggio individua è duplice: da un lato, il potenziamento dell’offerta in ambiti peri-urbani deve confrontarsi con una distribuzione più rada di stazioni, alcune delle quali decentrate rispetto ai nuclei urbani e a servizio di territori caratterizzati da una domanda dispersa perlopiù orientata all’uso dell’auto; dall’altra, la nuova offerta ferroviaria può e deve rappresentare anche una politica di indirizzo per le scelte insediative di scala comunale finalizzata alla gestione sostenibile delle trasformazioni urbanistiche.. Il saggio individua alcune proposte riassumibiil in tre undirizzi per le politiche 1) indirizzare i finanziamenti per il miglioramento delle caratteristiche prestazionali della rete e del servizio offerto, attraverso l’adeguamento della rete e del materiale rotabile, per garantire un maggiore comfort ai viaggiatori e la possibilità di viaggiare con bici al seguito, l’eventuale introduzione di nuove fermate e il cadenzamento dell’orario di servizio. 2) Promuovere la classificazione delle stazioni come strumento per valutarne criticità e potenzialità dal punto di vista dei servizi disponibili (di mobilità e non) e della relazione con i territori che servono. Ѐ utile a valutare i profili delle diverse stazioni e suggerire misure rivolte ora a potenziare l’intermodalità, l’accessibilità e le attività offerte nelle stazioni, ora a densificare attorno ad alcune di queste, riorganizzando previsioni insediative disperse. 3) Coordinare le previsioni insediative e contenere nuove espansioni in comuni non serviti da accessibilità su ferro, ipotizzando quindi trasferimenti volumetrici e misure compensative di scala intercomunale (piani urbanistici intercomunali e fondi di compensazione intercomunali)

    Nelle aree interne: una corretta gestione e valorizzazione del capitale naturale

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    Nell’Italia delle aree interne è presente la maggior parte del patrimonio ambientale del nostro paese. Se consideria- mo tutti i comuni classificati come interni dalla Snai, essi contengono più del 70% della superficie forestale, circa il 55% della superficie agricola, più del 77% della superficie protetta da parchi, ZPS, SIC, sul totale della superficie pro- tetta a livello nazionale. Inoltre, dai lavori di Ispra (2019) emerge come le aree interne, in particolare quelle periferiche e ultraperiferiche, siano caratterizzate mediamente da alta densità di biodiversità e da un’elevata qualità degli habitat. Per dare conto della straordinaria ricchezza ambientale, si veda la mappa elaborata su dati Ispra (fig. 1), che mostra il valore naturalistico-culturale calcolato sui comuni classificati come interni1

    ACCESSIBILITÀ DI PROSSIMITÀ IN CONTESTI A BASSA DENSITÀ: RETI E SERVIZI DI MOBILITÀ PER TERRITORI INCLUSIVI

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    Garantire accessibilità di prossimità rappresenta una politica non solo per favorire la mobilità attiva (ciclo-pedonale), ma anche per offrire l’accesso ai servizi di prossimità a tutti, concorrendo a costruire città e territori più accessibili e quindi più equi e inclusivi. Le condizioni necessarie per un’accessibilità di prossimità riguardano l’offerta di servizi e commercio di vicinato, fruibili a una distanza massima di 800 metri, l’offerta di reti digitali diffuse ed efficienti che consentano il remote working/ learning, la telemedicina e l’accesso a beni e servizi disponibili online, e la presenza di un ambiente sano e vitale. La sfida proposta nel saggio è ripensare la scala di queste iniziative, estendendola a territori a bassa densità insediativa, a contesti non urbani e a territori fragili in termini di accesso a servizi, beni e relazioni rilevanti per l’inclusione sociale e la qualità di vita dei cittadini. Al fine di ricomporre i divari e incrementare la qualità della vita in questi territori risulta fondamentale migliorare l’accessibilità e la fruibilità dei servizi di base, per garantire inclusione sociale e fronteggiare i processi di spopolamento, potenziando l’attrattività di queste aree. Per raggiungere questi obiettivi, il saggio argoimenta circa la necessutà di garantire accessibilità di prossimità, oltre che con forme di mobilità attiva, anche attraverso interventi con una regia a scala intercomunale, partnership pubblico-privato e il coinvolgimento attivo degli stessi abitanti. Tra queste: 1. l’integrazione di alcuni servizi di trasporto già esistenti, ad esempio combinando servizio postale, servizio scolastico, ma anche servizi di delivery dell’ultimo miglio (es. acquisti, farmaci, pasti) e servizi socio-sanitari integrati con i servizi commerciali; 2. l’accesso ai servizi digitali e a nuove piattaforme (MaaS – Mobility as a Service) per migliorare e facilitare un’accessibilità di prossimità ai servizi offerti nelle aree suburbane e rurali, sulla base degli esperimenti già avviati in altri contesti ; 3. la pianificazione di forme di accessibilità indiretta, in grado di garantire l’accesso anche in situazioni in cui per le persone sia impossibile o più difficile muoversi direttamente, prendendo come riferimento le iniziative già intraprese in vari ambiti, quali l’assistenza domiciliare, la telemedicina, l’erogazione di servizi di conciliazione famiglia-lavoro con forme di sostegno alle famiglie e ai lavoratori

    ACCESSIBILITÀ DI PROSSIMITÀ IN CONTESTI A BASSA DENSITÀ: RETI E SERVIZI DI MOBILITÀ PER TERRITORI INCLUSIVI

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    Garantire accessibilità di prossimità rappresenta una politica non solo per favorire la mobilità attiva (ciclo-pedonale), ma anche per offrire l’accesso ai servizi di prossimità a tutti, concorrendo a costruire città e territori più accessibili e quindi più equi e inclusivi. Le condizioni necessarie per un’accessibilità di prossimità riguardano l’offerta di servizi e commercio di vicinato, fruibili a una distanza massima di 800 metri, l’offerta di reti digitali diffuse ed efficienti che consentano il remote working/ learning, la telemedicina e l’accesso a beni e servizi disponibili online, e la presenza di un ambiente sano e vitale. La sfida proposta nel saggio è ripensare la scala di queste iniziative, estendendola a territori a bassa densità insediativa, a contesti non urbani e a territori fragili in termini di accesso a servizi, beni e relazioni rilevanti per l’inclusione sociale e la qualità di vita dei cittadini. Al fine di ricomporre i divari e incrementare la qualità della vita in questi territori risulta fondamentale migliorare l’accessibilità e la fruibilità dei servizi di base, per garantire inclusione sociale e fronteggiare i processi di spopolamento, potenziando l’attrattività di queste aree. Per raggiungere questi obiettivi, il saggio argoimenta circa la necessutà di garantire accessibilità di prossimità, oltre che con forme di mobilità attiva, anche attraverso interventi con una regia a scala intercomunale, partnership pubblico-privato e il coinvolgimento attivo degli stessi abitanti. Tra queste: 1. l’integrazione di alcuni servizi di trasporto già esistenti, ad esempio combinando servizio postale, servizio scolastico, ma anche servizi di delivery dell’ultimo miglio (es. acquisti, farmaci, pasti) e servizi socio-sanitari integrati con i servizi commerciali; 2. l’accesso ai servizi digitali e a nuove piattaforme (MaaS – Mobility as a Service) per migliorare e facilitare un’accessibilità di prossimità ai servizi offerti nelle aree suburbane e rurali, sulla base degli esperimenti già avviati in altri contesti ; 3. la pianificazione di forme di accessibilità indiretta, in grado di garantire l’accesso anche in situazioni in cui per le persone sia impossibile o più difficile muoversi direttamente, prendendo come riferimento le iniziative già intraprese in vari ambiti, quali l’assistenza domiciliare, la telemedicina, l’erogazione di servizi di conciliazione famiglia-lavoro con forme di sostegno alle famiglie e ai lavoratori

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Sessagio di due specie monocromatiche . Confronto morfometrico e analisi della distribuzione

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    Sono stati analizzati i campioni genetici (prelievo ematico) di 163 individui di Beccafico Sylvia borin durante la migrazione post riproduttiva e di 96 individui di Pettirosso Erithacus rubecula in diversi periodi dell’anno, al fine di determinare il rapporto numerico fra i sessi, le eventuali differenze morfometriche e la distribuzione temporale durante il passo migratorio; 6 individui di Capinera Sylvia atricapilla sono stati utilizzati come specie controllo, dato il loro dimorfismo sessuale. Gli esemplari oggetto d’indagine sono stati catturati, in collaborazione con la Riserva Naturale Regionale “Foce dell’Isonzo - Isola della Cona”, in due località della Regione Friuli Venezia Giulia, dove queste specie sono da considerarsi esclusivamente di passo

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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