38 research outputs found

    Contribution of Italian Nursing Professors to International Literature: a 2000 – 2016 review

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    ABSTRACT Aims. To assess Italian nursing academics’ scientific activity by exploring their publications in international journals. Background. The scientific production of a discipline’s academics is a requisite for the university accreditation process and for employment in academic positions, and it can be used as an indicator of the maturity and importance of a given discipline in a country. Italian nursing academics’ scientific production has not been analyzed recently. Design. Quantitative descriptive study on an observation period of 16 years, from 2000 to 2016. Methods. All Italian full-time academics in the sector of General, Clinical and Pediatric Nursing Sciences were identified, based on selection criteria. All their publications in indexed international journals were systematically collected between November 2016 and February 2017. Results. Twenty-five Italian nursing academics were identified, and 450 of their publications met all our inclusion criteria, for a mean 18 publication per author (range 0-88). There was a steady growth in the number of publications over time. Sixty-five per cent of articles were published in nursing journals. Eighty-six per cent of the publications were on nursing topics, the most popular being clinical issues (53.8%). Eighty per cent of the publications were “applied research articles” and most of them adopted a quantitative approach with a descriptive study design. Hospitals and clinics were the most common settings studied, while patients and caregivers were the participants most often involved. Foreign co-authors contributed to 30% of the articles. Conclusion. Italian nursing academics contribute adequately to scientific production in the nursing sector

    Early palliative care in chronic obstructive pulmonary disease: a literature review.

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    reservedINTRODUZIONE. La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una condizione patologica dell’apparato respiratorio, caratterizzata da ostruzione cronica al flusso aereo, generalmente progressiva e associata ad un abnorme risposta infiammatoria del polmone. La BPCO è caratterizzata da una sintomatologia che comprende dispnea, tosse, produzione di espettorato e/o riacutizzazioni dovuti ad anomalie delle vie aeree (bronchite, bronchiolite) e/o alveoli (enfisema) che causano un’ostruzione persistente delle vie aeree. I pazienti con BPCO, data la natura progressiva della patologia possono beneficiare delle cure palliative precoci o simultanee. Dalla letteratura emerge che pochi pazienti affetti da BPCO vengano agganciati alle cure palliative e spesso solo nella fase terminale della malattia. OBIETTIVO. Questo studio si propone di accertare se le cure palliative precoci nei pazienti con BPCO sono efficaci per la riduzione delle riacutizzazioni ed il trattamento della dispnea. Si propone inoltre di stabilire qual è secondo la letteratura lo stadio della malattia in cui intraprendere l’attivazione delle cure palliative precoci. METODI. È stata redatta una revisione della letteratura mediante consultazione dei database scientifici Scopus, Pubmed e Cinahl, inserendo un limite temporale di 5 anni. RISULTATI. Sono stati selezionati 12 articoli che rispondevano ai criteri di inclusione ed esclusione: 2 revisioni sistematiche, 5 revisioni narrative, 2 studi retrospettivi, 2 trial clinici randomizzati, 1 studio pilota randomizzato. CONCLUSIONI. Gli studi hanno evidenziato che le cure palliative precoci o simultanee possono essere efficaci per il trattamento della dispnea e nella riduzione delle riacutizzazioni. La ricerca ha evidenziato che il beneficio delle cure palliative è maggiore se iniziato nella fase intermedia della patologia, prima della fase terminale e prima che il paziente presenti una diminuzione del benessere e dello stato funzionale

    An atomistically informed multiscale approach to the intrusion and extrusion of water in hydrophobic nanopores

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    Understanding intrusion and extrusion in nanoporous materials is a challenging multiscale problem of utmost importance for applications ranging from energy storage and dissipation to water desalination and hydrophobic gating in ion channels. Including atomistic details in simulations is required to predict the overall behavior of such systems, because the statics and dynamics of these processes depend sensitively on microscopic features of the pore such as the surface hydrophobicity, geometry, and charge distribution and on the composition of the liquid. On the other hand, the transitions between the filled (intruded) and empty (extruded) states are rare events which often require long simulation times difficult to achieve with standard atomistic simulations. In this work, we explored the intrusion and extrusion processes by a multiscale approach in which the atomistic details of the system, extracted from molecular dynamics simulations, inform a simple Langevin model of water intrusion/extrusion in the pore. We then used the Langevin simulations to compute the transition times at different pressures, validating our coarse-grained model by comparing it with nonequilibrium molecular dynamics simulations. The proposed approach reproduces experimentally relevant features such as the time and temperature dependence of the intrusion/extrusion cycles, as well as specific details about the shape of the cycle. This approach also drastically increases the timescales that can be simulated allowing to reduce the gap between simulations and experiments and showing promise for more complex systems.Comment: This article may be downloaded for personal use only. Any other use requires prior permission of the author and AIP Publishing. This article appeared in "Gon\c{c}alo Paulo, Alberto Gubbiotti, Alberto Giacomello; J. Chem. Phys. 28 May 2023; 158 (20)" and may be found at https://doi.org/10.1063/5.014764

    National governments and control of the internet a digital challenge

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    In recent years, Internet control has become one of the major indicators to assess the balance between freedom and security in democracies. This book explores and compares why, and to what extent, national governments decide to control the Internet and how this impacts on crucial socio-economic activities and fundamental civil rights. The author provides detailed studies on the US, Germany, Italy and further case studies on Brazil, Canada, India, the Netherlands, South Africa and Switzerland, to address topics such national security, freedom of expression and privacy

    Close to the Edge: Cyberterrorism Today

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    The chapter examines the current status of the cyberterrorism phenomenon. It makes a distinction between tools and techniques to "support" terrorism (like online training and propaganda) and actual cyber attacks to critical infrastructures, such as energy grid or the banking/financial systems. The author concludes that, while the former is quite widespread and growing, instances of the latter are still (and will continue to be) lacking

    New technologies for early detection of malignant skin tumors: a review of the literature

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    reservedIntroduzione: Uno dei tumori più comuni è il melanoma. È la principale causa di morte per cancro della pelle, ma ha una buona prognosi se diagnosticato precocemente. Mentre il melanoma cutaneo primario è spesso clinicamente evidente, il melanoma in fase iniziale può essere molto difficile da riconoscere. Il problema di questo tipo di cancro è che potrebbe essere localizzato in una zona visibile e non causare sintomi evidenti finché non è troppo tardi per intervenire. Ecco perché le persone a rischio devono sottoporsi regolarmente a controlli di un dermatologo. Tuttavia, anche lo specialista più esperto può non accorgersi di segnali sottili, dando così la possibilità al cancro di svilupparsi. Per questo motivo, si stanno perfezionando strumenti diagnostici diversi per aiutare il personale sanitario a individuare tempestivamente il cancro. Uno strumento potenzialmente utile in questa impresa potrebbe essere l'intelligenza artificiale. Obiettivo: L'obiettivo della revisione è quello di indagare se l'utilizzo di app e tecnologie per l'analisi automatica delle immagini possa essere un valido strumento per l'identificazione di modificazioni cutanee che potrebbero evolvere in melanoma e se possa quindi migliorare la capacità di diagnosi precoce di melanoma. La revisione mira, inoltre, ad identificare quale potrebbe essere il ruolo infermieristico nel supporto al paziente all’utilizzo di questi strumenti. Materiali e metodi: È stata condotta una revisione della letteratura attraverso la consultazione e l'interrogazione di banche dati biomediche quali PubMed, Scopus e Google Scholar. Risultati: Sono stati selezionati in totale 22 articoli che soddisfavano i criteri di inclusione ed esclusione: 6 revisioni di letteratura, 4 studi osservazionali, 3 studi randomizzati, 2 studi trasversali, 2 studi retrospettivi, 2 studi prospettici,2 studio pilota,1 studio qualitativo. Discussione: Dall’analisi degli articoli inclusi nella revisione è emerso che le tecnologie digitali, specialmente quelle che si basano sull'intelligenza artificiale e deep learning, offrono buone possibilità per identificare il melanoma in fase iniziale, mostrando una buona sensibilità e specificità. Malgrado ciò, il loro uso nella pratica medica è ancora limitato e necessita di dati di alta qualità, sistemi affidabili e standard condivisi. Gli infermieri svolgono un ruolo fondamentale nel supportare i pazienti, gestire i dati e adottare queste tecnologie, ma è necessaria formazione continua e risorse appropriate per integrarle al meglio. Conclusioni: La revisione ha valutato l’efficacia dei metodi basati sull’intelligenza artificiale per l’analisi automatica delle immagini. La telemedicina e le app per l'analisi automatica delle immagini si preannunciano come strumenti potenziali per identificare precocemente il melanoma. Gli algoritmi affinano sia la precisione sia la velocità di risposta, e l'assistenza infermieristica gioca un ruolo chiave nel supportare il paziente e nell'integrazione di questi strumenti. Tuttavia, per una completa integrazione clinica, sono necessarie convalide scientifiche, attività di formazione e adeguate risorse. Parole chiavi: pelle, neoplasie cutanee maligne, melanoma, applicazioni mobili, tecnologie di telemedicina, intelligenza artificiale.Introduction: One of the most common cancers is melanoma. It is the leading cause of skin cancer death, but it has a good prognosis if diagnosed early. While primary cutaneous melanoma is often clinically evident, early-stage melanoma can be very difficult to recognize. The problem with this type of cancer is that it may be localized in a visible area and cause no obvious symptoms until it is too late to intervene. This is why people at risk must undergo regular checkups with a dermatologist. However, even the most experienced specialist can miss subtle signs, thus giving cancer the opportunity to develop. For this reason, various diagnostic tools are being developed to help healthcare professionals detect cancer early. One potentially useful tool in this endeavor could be artificial intelligence. Objective: The aim of this review is to investigate whether the use of apps and technologies for automatic image analysis can be a valuable tool for identifying skin changes that could develop into melanoma and whether it can therefore improve the ability to diagnose melanoma early. The review also aims to identify the potential role of nursing in supporting patients in the use of these tools. Materials and methods: A literature review was conducted by consulting and querying biomedical databases such as PubMed, Scopus, and Google Scholar. Results: A total of 22 articles that met the inclusion and exclusion criteria were selected: 6 literature reviews, 4 observational studies, 3 randomized trials, 2 cross-sectional studies, 2 retrospective studies, 2 prospective studies, 2 pilot studies, and 1 qualitative study. Discussion: Analysis of the articles included in the review revealed that digital technologies, especially those based on artificial intelligence and deep learning, offer good potential for identifying early-stage melanoma, demonstrating good sensitivity and specificity. However, their use in medical practice is still limited and requires high-quality data, reliable systems, and shared standards. Nurses play a critical role in supporting patients, managing data, and adopting these technologies, but ongoing training and appropriate resources are needed to fully integrate them. Conclusions: The review assessed the effectiveness of artificial intelligence-based methods for automated image analysis. Telemedicine and apps for automated image analysis promise to be potential tools for early melanoma identification. Algorithms improve both accuracy and response speed, and nursing plays a key role in supporting patients and integrating these tools. However, full clinical integration requires scientific validation, training, and adequate resources. Keywords: skin, malignant skin tumors, melanoma, mobile applications, telemedicine technologies, artificial intelligence

    THE USE OF DIGITAL HEALTH TECHNOLOGIES IN LONG-TERM ADHERENCE TO DRUG THERAPY IN PATIENTS WITH MYOCARDIAL INFARCTION: A LITERATURE REVIEW.

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    openINTRODUZIONE Le patologie cardiovascolari sono una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello globale, in particolare l’IMA. Nonostante i progressi nelle terapie farmacologiche e nelle tecniche di intervento, l’aderenza alle prescrizioni terapeutiche continua ad essere un problema rilevante in questa categoria di pazienti. Gli studi ci dicono che il 50-60% dei pazienti affetti da malattia ischemica del miocardio non aderisce corretta ma ente alla terapia, con conseguenze dirette sulla prognosi. In questo contesto le Digital Health Technologies offre nuove possibilità per affrontare queste sfide. OBIETTIVO questo studio si propone di esaminare il ruolo delle DHT nell’ aumentare l’aderenza alla terapia farmacologica nei pazienti colpiti da IMA. In particolare analizza come gli strumenti digitali ore la salute possono influenzare positivamente il comportamento dei pazienti. MATERIALI E METODI E’ stata condotta una revisione della letteratura nel database medico Pubmed. RISULTATI Sono stati considerati 18 articoli per la revisione che rispondevano ai criteri di inclusione ed esclusione. DISCUSSIONE Dall’analisi degli articoli presi in considerazione è emerso che l’uso dette DHT è utile per migliorare l’aderenza alla terapia farmacologica. Le modalità di erogazione del servizio prese in considerazione sono state svariate: il messaggio telefonico, l’applicazione scaricabile su smartphone, applicazione vanificata, video interattivi o flaconi con sistema di rilevazione della terapia. Il risultato è stato positivo indipendentemente dalla modalità, suggerendoci l’efficacia di questi sistemi per aumentare la compliance dei pazienti.Inoltre, il ruolo degli infermieri emerge come cruciale in tutto il processo. La loro presenza è fondamentale per mantenere L’engagement del paziente e per affrontare eventuali difficoltà nell’uso dei sistemi digitali. CONCLUSIONI In conclusione , l’integrazione delle DHT offre opportunità significative per ottimizzare la gestione della salute dei pazienti con SCA. E’ fondamentale proseguire nella ricerca e nello sviluppo di approcci personalizzati che rispondano alle esigenze specifiche dei pazienti. Inoltre è fondamentale l’educazione dei professionisti sanitari in modo da massimizzare l’efficacia dei sistemi di Digital Health Technologies. KEYWORDS Acute Coronary Sybdrome, Acute Myocardial Infarction, Digital Health Technologies, Medications adherenc

    Virtual reality as a treatment for pain reduction in phantom limb syndrome: a literature review

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    reservedIntroduzione: La sindrome dell’arto fantasma (PLP) è una condizione dolorosa che interessa pazienti sottoposti ad amputazione e comporta importanti ripercussioni negative sulla qualità di vita dei soggetti e sull’autonomia. L’assistenza del paziente con PLP è complessa e spesso si tende a sottostimare il dolore o abusare di farmaci analgesici solo perché rappresenta la via “più semplice”. Ad oggi la terapia dello specchio è il metodo più utilizzato nella gestione di questo dolore ed ha ottenuto importanti risultati negli anni. Tuttavia, non ci sono prove sufficienti di alto livello per sostenerne l’efficacia e i ricercatori stanno esplorando l’uso di altre tecnologie per una migliore gestione del PLP. Obiettivo: Questo studio si propone di valutare l’efficacia della realtà virtuale (VR) nel trattamento del dolore da sindrome dell’arto fantasma, rilevando eventuali effetti collaterali inerenti all’utilizzo della tecnologia ed eventuali ripercussioni positive sulla qualità di vita. Materiali e metodi: È stata redatta una revisione della letteratura mediante consultazione dei database scientifici Scopus, Pubmed e Cinahl, inserendo un limite temporale di 10 anni, e reclutando articoli che potessero rispondere ai quesiti di ricerca tenendo in considerazione i limiti inseriti e i criteri di inclusione. Risultati: Sono stati selezionati 17 articoli che rispondevano ai criteri di inclusione ed esclusione: 2 revisioni sistematiche, 1 revisione della letteratura, 2 clinical trial, 2 studi di fattibilità, 1 studio di fattibilità attraverso uno studio randomizzato controllato, 1 analisi fattoriale esplorativa, 1 studio quantitativo, 1 clinical trial randomizzato e studio prospettico, 2 studi pilota, 2 case report e 2 case series. Conclusioni: Dall’analisi dei risultati degli studi selezionati, emerge un potenziale terapeutico a breve e lungo termine nella gestione del PLP con l’utilizzo della VR, con diminuzione dell’intensità del dolore tramite trattamenti ad hoc personalizzati alle esigenze del paziente. I meccanismi che innescano la sintomatologia dolorosa vengono contrastati dalla visualizzazione dell’arto in VR, migliorando la qualità di vita e le conseguenze emotive. Gli effetti collaterali, come la Cybersickness, sono stati minimi e gestibili dai pazienti stessi senza ricorrere a trattamenti farmacologici. Gli studi evidenziano che la VR è, quindi, un trattamento promettente per il PLP in pazienti amputati, in quanto la visualizzazione e il controllo dell’arto amputato migliorano effettivamente la gestione quotidiana del dolore. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per confermare l’efficacia analgesica

    Nursing strategies to prevent or reduce burnout among informal caregivers of patients with Alzheimer's disease: a systematic review

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    reservedINTRODUZIONE: La demenza di Alzheimer è una delle patologie più diffuse nel mondo e si stima che la sua presenza moltiplicherà nel corso degli anni. Solo in Italia i malati sono più di cinquecentomila e comprende persone non solo anziane, ma anche molto giovani. Il Morbo di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa che con il passare del tempo porta ad un’amnesia permanente e ad una perdita delle funzioni cognitive (afasia, agnosia, aprassia) irreversibile oltre che a portare disturbi del comportamento e della personalità. Questa condizione comporta il bisogno di un’assistenza da parte di un caregiver ventiquattro ore su ventiquattro. Il più delle volte, chi si prende cura di un malato di Alzheimer è un famigliare, spesso coniugi o figli, i quali sperimentano spesso sentimenti di frustrazione e tristezza. Molti caregiver informali che assistono il paziente affetto da Alzheimer a domicilio sviluppano dei segni e sintomi riconducibili alla Sindrome da Burnout. OBIETTIVO: L’obiettivo di questa revisione della letteratura è quello di indagare se in letteratura esistono delle strategie utili per prevenire o ridurre la sindrome da burnout nei caregiver informali di persone affette da Alzheimer. MATERIALI E METODI: È stata condotta una revisione della letteratura. La ricerca degli articoli è stata effettuata nella banca dati elettronica PubMed. Dopo aver formulato i quesiti di ricerca, per ognuno sono stati creati i modelli PIO/PICO per la formulazione delle parole chiave, con cui successivamente, sono state create le stringhe di ricerca. Sono stati presi in considerazione gli studi pubblicati negli ultimi cinque anni, dal 2018 al 2023 e gli studi pubblicati in lingua inglese, italiana e spagnola. RISULTATI: Sono stati selezionati 16 studi tra cui: otto studi sperimentali con disegno randomizzato controllato, due studi trasversali, quattro revisioni sistematiche della letteratura, uno studio quasi-sperimentale con disegno “pre-post test” ed infine uno studio a braccio singolo. CONCLUSIONI: La revisione ha risposto ad entrambi i quesiti di ricerca. È stato visto che gli interventi inerenti la prevenzione del burnout e la riduzione dei sintomi non differiscono di molto, anzi si sovrappongono. Sono state identificate strategie che possono prevenire e ridurre il burnout agendo sulla salute psico-fisica del caregiver, sul carico assistenziale per mezzo della telemedicina e sui sintomi del paziente affetto da Morbo di Alzheimer. KEY WORDS: Informal caregivers, Alzheimer patients’ caregivers, Nursing strategies, nursing care, coping strategies, Burnout prevention, caregiver burnout, caregiver burdenINTRODUCTION: Alzheimer's dementia is one of the most widespread diseases in the world and its presence is estimated to multiply over the years. In Italy alone, there are more than five hundred thousand sufferers and it includes people who are not only elderly but also very young. Alzheimer's disease is a neurodegenerative disorder that over time leads to permanent amnesia and irreversible loss of cognitive functions (aphasia, agnosia, apraxia) as well as bringing behavioral and personality disorders. This condition results in the need for round-the-clock care by a caregiver. Most often, the caregiver of an Alzheimer's patient is a family member, often spouses or children, who often experience feelings of frustration and sadness. Many informal caregivers caring for the Alzheimer's patient at home develop signs and symptoms attributable to Burnout Syndrome. OBJECTIVE: The objective of this literature review is to investigate whether useful strategies exist in the literature to prevent or reduce burnout syndrome in informal caregivers of people with Alzheimer's disease. MATERIALS AND METHODS: A literature review was conducted. Articles were searched in the PubMed electronic database. After formulating the search questions, PIO/PICO models were created for each one to formulate the keywords, with which subsequently, the search strings were created. Studies published in the last five years, from 2018 to 2023, and studies published in English, Italian, and Spanish were considered. RESULTS: Sixteen studies were selected including: eight experimental studies with randomized controlled design, two cross-sectional studies, four systematic literature reviews, one quasi-experimental study with "pre-post test" design, and finally one single-arm study. CONCLUSIONS: The review answered both research questions. It was seen that the interventions inherent in burnout prevention and symptom reduction do not differ greatly; in fact, they overlap. Strategies were identified that can prevent and reduce burnout by acting on the caregiver's mental and physical health, caregiver burden by telemedicine, and symptoms of the Alzheimer's patient. KEY WORDS: Informal caregivers, Alzheimer patients' caregivers, Nursing strategies, nursing care, coping strategies, Burnout prevention, caregiver burnout, caregiver burde

    Use of Virtual Reality for Non-Pharmacological Management in Patients with Alzheimer's Disease: A Literature Review

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    reservedINTRODUZIONE: Il Morbo di Alzheimer causa un progressivo deterioramento delle capacità cognitive portando i pazienti alla perdita della loro autonomia. Benché alcuni farmaci rallentino la malattia, la loro efficacia è limitata e devono poter essere integrati con delle terapie non farmacologiche, fin da subito, per poter migliorare le funzioni esecutive e rallentare ulteriormente il processo neurodegenerativo. Nell’ultimo decennio, la Realtà Virtuale, si è affermata come strumento riabilitativo che potrebbe essere efficace per i pazienti affetti da Morbo di Alzheimer sin dalle prime fasi. La particolarità che distingue questo strumento dalle classiche terapie non farmacologiche sta nel coinvolgere più di un aspetto cognitivo del paziente utilizzando il gioco interattivo digitale come mezzo terapeutico per poter migliorare alcune abilità cognitive. OBIETTIVO: Il presente studio ha lo scopo di descrivere le diverse modalità in cui può essere utilizzata la realtà virtuale nei pazienti affetti da Morbo di Alzheimer nella fase iniziale, analizzare se possa migliorare le capacità cognitive rispetto a memoria, orientamento spazio – tempo e le abilità motorie e infine analizzare se l’utilizzo di questa modalità di riabilitazione possa comportare rischi per il paziente. METODI: È stata redatta una revisione di letteratura, utilizzando le banche dati elettroniche Scopus ed Embase. Sono stati presi in considerazione gli studi pubblicati negli ultimi 10 anni, dal 2014 al 2024 e gli studi pubblicati in inglese e in italiano. RISULTATI: Sono stati selezionati 21 studi tra cui: uno studio pilota randomizzato controllato in singolo cieco, uno studio pilota randomizzato controllato, sette studi sperimentali, due metanalisi, tre revisioni di letteratura, tre studi pilota e tre trial clinici. CONCLUSIONI: La revisione ha risposto a tutti i quesiti di ricerca posti inizialmente ed è emerso dai risultati che la Realtà Virtuale sembri rappresentare una metodologia non farmacologica che permetterebbe il miglioramento delle abilità cognitive, come la memoria, la navigazione spaziale e l'attività motoria nei pazienti affetti da Morbo di Alzheimer. Tuttavia, gli studi coinvolti per questa revisione sono concordi nell’affermare che non ci sia ancora una certezza di quale delle tre modalità (bassa immersività, semi - immersiva o completamente immersiva) sia realmente la migliore poiché i risultati della letteratura scientifica ad oggi sono preliminari e non sufficienti. Infine, un possibile effetto collaterale associato alla VR è la cybersickness, descritto dai pazienti come un senso di nausea, cefalea e disorientamento che causano una bassa tollerabilità dei pazienti.the present study aims to identify the following objectives: to describe the different ways in which virtual reality can be used in patients with Alzheimer's disease in the early stage, to analyze whether the following method can improve cognitive abilities with respect to: memory, motor activity, and space-time orientation, and finally, whether the use of this rehabilitation modality may pose risks to the patient
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