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La responsabilità sociale nel terzo millennio: prospettive economico-aziendali
La relazione ha analizzato dal punto di vista economico-aziendale le nuove dimensioni che la responsabilità sociale d'impresa deve avere rispetto al territori
LA COMUNICAZIONE D’IMPRESA: VERSO QUALE CONTENUTO?
Nella più recente dottrina aziendale si è andata affermando l’idea che la comunicazione aziendale, specie per le imprese quotate, debba essere sempre più “unitaria e sistematica” dovendosi rendere noti gli esiti sia della responsabilità economica sia di quella sociale che, si ritiene, gravino su di esse. Infatti lo sviluppo della tematica della C.S.R. è stato accompagnato, nella pratica e nella teoria, specie anglo-americana, dalla proposta del bilancio di sostenibilità come strumento unico di verifica e di comunicazione della responsabilità economica, sociale ed ambientale dell’impresa; bilancio questo volto ad illustrare la cosiddetta Corporate Sustainability, intendendo quest’ultima come l’impegno assunto dall’impresa che si propone di perseguire un modello di sviluppo correlato all’ambiente ed alla dimensione sociale in cui vive, avendo un comportamento rispettoso verso i suoi stakeholders e utilizzando un profilo di rischio accettabile; modello di sviluppo che “si basa su un criterio di equità nella distribuzione inter-generazionale ed intra-generazionale del reddito, della ricchezza e delle risorse. (Sapendo che...N.D.A.) la condizione inter-generazionale di sostenibilità intende garantire che la libertà di scelta delle generazioni future non risulti compromessa dalla miopia decisionale delle generazioni precedenti. (Mentre...N.D.A.) la condizione intra-generazionale di sostenibilità si pone l’obiettivo di garantire pari opportunità a tutti i partecipanti alla competizione del mercato”.
Ciò significa prospettare una impresa che:
1. includa nel proprio finalismo responsabilità non solo di tipo economico;
2. operi sul mercato secondo logiche competitive rispettose;
3. comunichi i risultati del proprio agire con la massima trasparenza;
tutto ciò al fine di acquisire reputazione, legittimità e consenso sociale.
Fatta questa necessaria premessa, scopo di questo contributo è quello di verificare:
1. se esiste un modello interpretativo univalente della comunicazione, in particolare verso l’esterno, delle imprese;
2. cosa si debba intendere per responsabilità delle imprese ai giorni nostri e se ciò che emerge, dall’odierno riscontro con la realtà, ci permetta di parlare di comunicazione integrata;
3. quale comunicazione sia prevedibile per il futuro
LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELL’IMPRESA: DAL CAPITALISMO “DELL’ETÀ DELL’ORO” AL “TURBOCAPITALISMO”
Nelle PMI l’orientamento alla CSR e alla sostenibilità è (e in prospettiva può divenire) altrettanto (o forse più) significativo, rispetto a quello espresso dalle imprese di grandi dimensioni? È possibile tratteggiare, sulla base delle buone prassi di PMI che incrementano il capitale sociale del contesto locale, da cui traggono le proprie condizioni di diversità e di specificità, un modello di “CSR di territorio” (RST – Responsabilità Sociale di Territorio)?
Il volume nasce dalla volontà di dare risposta a questi interrogativi e, contestualmente, di avvalorare un’ipotesi di fondo: il radicamento al contesto socio-economico locale, la facile identificazione e la prossimità dell’imprenditore, l’enfasi sulla persona e sulle relazioni, la flessibilità di adattamento ai cambiamenti sociali e ambientali, facilitano nelle PMI “di territorio” la necessaria consonanza tra mission, governance e accountability. Il coinvolgimento attivo delle imprese “minori” e la partecipazione a network locali, cementata da fattori di contesto (ambientali, culturali, antropologici), si declina in termini di governance sostenibile del territorio e, attraverso reti lunghe di relazione, promuove le istanze della CSR nella sua accezione più ampia.
Il lavoro si articola in due momenti interpretativi, il primo di inquadramento concettuale e normativo, il secondo di taglio più operativo e contingente, centrato sull’analisi dei casi aziendali e delle testimonianze di PMI marchigiane, eccellenti esempi di quel “genio del luogo” che connota le Marche, tipico territorio della “Terza Italia”. I due piani della prospettiva di analisi, deduttiva e induttiva, corrispondono ad altrettante parti in cui si snoda il volume, che intende proporre una chiave di lettura peculiare, ma non per questo meno realistica, del percorso futuro della CSR e della sostenibilità, assumendo il territorio, protagonista indiretto, ma centrale, come “laboratorio” per l’estensione dei processi di CSR e come luogo di incontro e di avvicinamento reciproco verso il quale è opportuno tornare, perché è su di esso che si formano interessi e identità collettivi, che si radica buona parte del consenso sociale e sul quale è possibile richiamare la responsabilità di tutti
Prefazione
Dopo quasi vent’anni dal recepimento della IV Direttiva e dopo soli quattro dal cosiddetto "disinquinamento fiscale", siamo nuovamente di fronte a due riforme che modificano, o promettono di modificare, significativamente il quadro normativo di riferimento in tema di bilanci. La prima riforma, non ancora approvata in forma definitiva (Legge n. 34 del 25 febbraio 2008 - cosiddetta legge comunitaria 2007), riguarda le norme civilistiche che disciplinano la redazione del bilancio d’esercizio e sembra destinata a ridefinire la forma, il contenuto e probabilmente anche lo scopo dei documenti contabili obbligatori per l’amplissima maggioranza delle imprese del nostro paese. La seconda, già approvata in forma definitiva (Legge n. 244 del 24 dicembre 2007 - cosiddetta Finanziaria 2008), ridefinisce il rapporto fra reddito contabile (melius, risultato ante imposte) e reddito imponibile, in particolare per le società che adottano i principi contabili internazionali (IAS/IFRS). Tutto questo accade durante la più difficile crisi finanziaria del XXI secolo; crisi che ha profondamente indebolito la fiducia collettiva non solo sull’efficiente funzionamento dei mercati, ma anche sulle regole di redazione dei bilanci, che sebbene correttamente applicate non sembra siano state in grado di rappresentare la reale redditività e rischiosità di numerose imprese.
Questo libro si propone da un lato di analizzare le riforme in atto e dall’altro di individuare gli effetti che tali riforme potrebbero avere sulla comunicazione delle imprese, nel mutato contesto economico. Se infatti è vero che la comunicazione economico-finanziaria delle imprese cambia continuamente, solamente rari eventi sono in grado di rompere l’equilibrio esistente, obbligando le aziende a rivedere le loro prassi operative. Oggi, di fronte a mutamenti radicali sia del quadro normativo sia del sistema economico mondiale, diviene perciò irrinunciabile capire se il cambiamento in corso possa condurre effettivamente a un deterioramento della qualità dell’informazione a disposizione dei diversi stakeholder aziendali, come da molti temuto
Prefazione
Nelle PMI l’orientamento alla CSR e alla sostenibilità è (e in prospettiva può divenire) altrettanto (o forse più) significativo, rispetto a quello espresso dalle imprese di grandi dimensioni? È possibile tratteggiare, sulla base delle buone prassi di PMI che incrementano il capitale sociale del contesto locale, da cui traggono le proprie condizioni di diversità e di specificità, un modello di “CSR di territorio” (RST – Responsabilità Sociale di Territorio)?
Il volume nasce dalla volontà di dare risposta a questi interrogativi e, contestualmente, di avvalorare un’ipotesi di fondo: il radicamento al contesto socio-economico locale, la facile identificazione e la prossimità dell’imprenditore, l’enfasi sulla persona e sulle relazioni, la flessibilità di adattamento ai cambiamenti sociali e ambientali, facilitano nelle PMI “di territorio” la necessaria consonanza tra mission, governance e accountability. Il coinvolgimento attivo delle imprese “minori” e la partecipazione a network locali, cementata da fattori di contesto (ambientali, culturali, antropologici), si declina in termini di governance sostenibile del territorio e, attraverso reti lunghe di relazione, promuove le istanze della CSR nella sua accezione più ampia.
Il lavoro si articola in due momenti interpretativi, il primo di inquadramento concettuale e normativo, il secondo di taglio più operativo e contingente, centrato sull’analisi dei casi aziendali e delle testimonianze di PMI marchigiane, eccellenti esempi di quel “genio del luogo” che connota le Marche, tipico territorio della “Terza Italia”. I due piani della prospettiva di analisi, deduttiva e induttiva, corrispondono ad altrettante parti in cui si snoda il volume, che intende proporre una chiave di lettura peculiare, ma non per questo meno realistica, del percorso futuro della CSR e della sostenibilità, assumendo il territorio, protagonista indiretto, ma centrale, come “laboratorio” per l’estensione dei processi di CSR e come luogo di incontro e di avvicinamento reciproco verso il quale è opportuno tornare, perché è su di esso che si formano interessi e identità collettivi, che si radica buona parte del consenso sociale e sul quale è possibile richiamare la responsabilità di tutti
Conclusioni
I punti di forza della piccola e media impresa marchigiana sono essenzialmente riconducibili al radicamento nel territorio, alle sinergie familiari, all’ingegnosità e alla tenacia. Il primo di questi elementi si traduce nella ricerca di successo sociale non fine a se stesso, ma teso al consenso sociale e all’adesione del e al territorio. Riconoscere e valorizzare la figura e il ruolo dell’imprenditore, le motivazioni, i valori e i comportamenti che lo ispirano nel governo d’impresa, consente di apprezzarne la capacità e la volontà di farsi carico dei doveri sociali e di temperare l’iniziativa privata nell’interesse della collettività più ampia. E di avvalorare l’ipotesi che tra CSR, territorio e PMI esista un nesso forte.
Lo sviluppo sostenibile, che non è condiviso da tutti, perché mette in dubbio posizioni di rendita e di comodo, ha bisogno di gente coraggiosa, oltre che creativa e competente, e di una teoria in cui il valore non corrisponde sempre e solo alla capitalizzazione di borsa, e i benefici della CSR non sono tutti e sempre esattamente misurabili, perché l’adesione ad una filosofia di gestione socialmente orientata è, in primis, un “atto di fiducia”, che è “qualcosa” di essenziale e di intangibile, ciò che, verrebbe da dirsi, forse è opportuno resti tale
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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