791 research outputs found

    PREFAZIONE

    No full text
    Prefazione Massimo Prad

    PER LA DIDATTICA DI UNA SCRITTURA ESPOSITIVA: LA RELAZIONE

    No full text
    In questo articolo si descrive – con una specifica attenzione alle ricadute didattiche – la relazione in quanto tipo testuale, discorsivo e linguistico e si forniscono indicazioni operative utili alla stesura di relazioni corrette, adeguate ed efficaci. Il testo delinea così un possibile percorso formativo per migliorare – in un ambito ben determinato dello “scrivibile” – le competenze scrittura degli studenti della scuola secondaria di secondo grado. La prima parte del documento sottolinea le caratteristiche generali della relazione in quanto classe di testi e individua i tratti distintivi di sue forme particolarmente utili e praticabili in ambito scolastico: il verbale, il rapporto e la relazione di ricerca, il saggio breve e la recensione. La seconda parte, invece, si focalizza sul processo cognitivo e operativo che rende possibile la scrittura di relazioni funzionali, individuando un possibile itinerario compositivo distinto in fasi: quella della lettura dei testi fonte e della loro manipolazione; quella della vera e propria stesura progettuale; quella della revisione. Teaching expository writing: a report  Massimo Prada  With a specific focus on educational implications, this article describes the report as a textual, discursive and linguistic type and provides useful guidance useful for writing correct, appropriate and effective reports. In the well-defined area of “writablility”, the text outlines a possible way to improve teaching writing skills to secondary school students. The first part of the paper outlines the general characteristics of the report as a class of text and identifies the distinctive features of its form that are particularly useful and practicable in schools: memorandums, reports and research reports, short essays and reviews. The second part focuses on the cognitive and operational processes that makes it possible to write functional reports, identifying a possible distinct compositional stages: the reading of the source texts and their manipulation; writing the draft; and revision. </p

    IMPARARE L’ITALIANO. UN BISOGNO EDUCATIVO SPECIALE DA GIULIO TARRA A OGGI. Atti delle Giornate di Studio dedicate a Giulio Tarra, Milano 2016-2017: A cura di Giuseppe Polimeni e Massimo Prada

    No full text
    IMPARARE L’ITALIANO. UN BISOGNO EDUCATIVO SPECIALE DA GIULIO TARRA A OGGIAtti delle Giornate di Studio dedicate a Giulio Tarra, Milano 2016-2017a cura di Giuseppe Polimeni, Massimo Prada Contributi di Massimo Prada, Matteo Grassano, Giuseppe Polimeni, Michela Dota, MariaGiulia Longhi, Giulia Galbiati, Francesca Almini e Federica Venier, Cecilia Demuru, ElisaMarazzi, Aldo Roma, Daniela Notarbartol

    Giambattista Giuliani: dagli aurei trecentisti al vivente linguaggio della Toscana.

    No full text
    In questo volume sono raccolti gli interventi del convegno“Di scritto e di parlato”. Antiche e nuove diamesie organizzato dal Dipartimento di studi letterari filologici e linguistici, dal Dottorato in scienze del patrimonio letterario, artistico e ambientale e dal Calcif, dell’Università degli Studi di Milano e che si è tenuto a Milano il 6 novembre 2015. Il volume è articolato in due parti, corrispondenti alle due sezioni tematiche del convegno: nella prima si raccolgono gli interventi di interesse soprattutto storico-linguistico, mentre nella seconda confluiscono quelli di argomento teorico e glottodidattico e quelli che studiano il rapporto tra scritto e parlato in sincronia. I contributi dei relatori si sono intrecciati in una narrazione che voleva tracciare in prospettiva storica le manifestazioni della voce dalle origini sino all’Ottocento (nei cantari, con Beatrice Barbiellini Amidei; nel Giuliani con Valentina Petrini; nel De Amicis e in altri letterati, linguisti e lessicografi del secondo Ottocento con Matteo Grassano; nella manualistica per le scuole reggimentali con Michela Dota), completandosi con indagini di tipo diverso, sincronico, teorico e glottodidattico (con il tema della simulazione del parlato e dell’enunciazione di Enrico Testa; con l’analisi linguistica dei corpora di apprendenti l’italiano di Elisa Corino e Carla Marello e Franca Bosc; con lo scavo documentario su scritture di semicolti a metà del Novecento di Elisabetta Banfi; con la ricostruzione del pensiero di Spitzer di Diego Stefanelli; con indagini sui media, tradizionali e nuovi, di Ilaria Bonomi ed Elisabetta Mauroni e di Massimo Prada)

    GIUSEPPE BARETTI, I FRATELLI VERRI, CESARE BECCARIA, E I PERIODICI DEL SETTECENTO. LINGUA E STORIA: ATTI DEL CONVEGNO INTERNAZIONALE, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO 12-13 DICEMBRE 2020

    No full text
    GIUSEPPE BARETTI, I FRATELLI VERRI, CESARE BECCARIA, E I PERIODICI DEL SETTECENTO. LINGUA E STORIA Atti del Convegno internazionale, Università degli Studi di Milano 12-13 dicembre 2020 A cura di Michela Dota, Massimo Prada e Giuseppe Polimen

    UNO STANDARD VARIABILE. LINEE EVOLUTIVE E MODELLI DI LETTURA DELLA LINGUA D\u27OGGI

    No full text
    Convegno di studiUniversità degli Studi di Milano, 22-23 novembre 2017 a cura diGiuseppe Polimeni e Massimo Prada contributi diIlaria Bonomi, Edoardo Buroni, Gabriella Cartago, Michela Dota, Francesca Gatta, Marta Idini, Mario Piotti, Giuseppe Polimeni, Massimo Prada, Mirko Tavosanis

    Un momento del razionalismo linguistico in Italia : la grammatica per non udenti di Severino Fabriani (1845, 1875)

    No full text
    Maturata nel quadro delle esperienze educative di Celestino Fabriani, sacerdote educatore di sordomute nella Modena dell’Ottocento, la sua Grammatica (1845, 1875) rappresenta un frutto maturo del razionalismo linguistico in Italia. Collegata alla riflessione linguistica depositata nelle Lettere Logiche a Marcantonio Parenti (1838) si pone il fine di superare i limiti delle trattazioni prevalentemente descrittive e prescrittive, giudicate inadatte alla didattica differenziale. La grammatica è composta sul modello di quella dei grammairiens philosophes e degli idéologues e, per loro tramite, dei Signori di Portoreale ed è stata data alle stampe nella seconda edizione postuma e definitiva, rivista da un collaboratore, nel 1875. L’interesse di questo testo risiede soprattutto nella particolare attenzione che l’autore vi presta alle esigenze didattiche “speciali” e alle loro ricadute teoriche, fino a fare scelte piuttosto innovative. In particolare, l’autore propone la rifondazione del lessico tecnico di riferimento su basi etimologiche, in modo che esso sia trasparentemente agganciato alle funzioni logiche riconosciute operanti nel linguaggio; si dedica con acribia a descrivere le caratteristiche funzionali di un grande numero di elementi linguistici (lo si nota bene soprattutto nei capitoli dedicati alle rapportanti e alle situanti: questo il nome che egli assegna ad alcune preposizioni e ad alcuni avverbi); si impegna nella razionalizzazione del sistema delle parti del discorso. Dal punto di vista glottodidattico, invece, è notevole soprattutto l’attenzione posta dal F. nei confronti dell’applicabilità didattica del suo modello, di modo che in esso le suggestioni della riflessione razionalista si coniugano alle esigenze di una glottodidattica ancorata alla pratica e sensibile ai bisogni di utenti speciali (e in ciò aperta alle riflessioni e alle sperimentazioni condotte specie in Francia e in Italia dal De l’Épée e dall’Assarotti); il suo è quindi un sistema di compromesso in cui si fondono le metodiche naturali e quelle direttive e orientate grammaticalmente. In senso stretto, tuttavia, il paradigma linguistico proposto dal F. rimane tradizionalistico: gli autori citati nella Grammatica non risalgono ad oltre la metà del Seicento ed essa offre un panorama esaustivo della lingua letteraria, ma non mostra alcun indizio di apertura a forme dell’uso vivo, se non nel comparto lessicale (e quindi in un settore che non le compete in maniera diretta), sia pur non manifestando nella sostanza inclinazioni puristiche. Ciò del resto si spiega tenendo in considerazione il fatto che il religioso si era formato ed aveva operato in un ambiente politicamente e culturalmente conservatore e che gli stessi modelli razionalistici ai quali si ispira appaiono per lo più ancorati, quando mostrano interesse per la didattica, a quadri di tipo classicistico, che convalidano l’archetipo quintilianeo del consensus bonorum.Developed in the context of the educational experience of Celestino Fabriani, a priest and educator for the deaf and dumb in Modena in the nineteenth century, his grammar (1845, 1875) is a product of linguistic rationalism in Italy. Linked to the linguistic reflection in Lettere Logiche by Marcantonio Parenti (1838), Fabriani aimed to overcome the limits of predominantly descriptive and prescriptive grammars that were considered unsuitable for differential teaching. The grammar puts the model of Grammairiens philosophes and Idéologues to good use as well as that of the Lords of Port-royal and the second posthumous and definitive edition was printed in 1875. The interest in this text lies in the author’s focus on the need for “special” education and the theoretical implications of this leading to innovative choices. In particular, the author proposed to radically revise the technical lexicon on an etymological basis, so that it was transparently linked to logical linguistic functions. He described the functional characteristics of a large number of linguistic elements and made an attempt at rationalizing the system of parts of speech. From a teaching point of view, Fabriani paid great attention to the applicability of his model, combining rationalism with a language teaching strategy that was sensitive to the needs of special users (and open to reflections and experiments carried out in France and Italy by De l’Épée and Assarotti). It was a system in which natural, direct and grammatically oriented methods were combined. Strictly speaking, the linguistic paradigm proposed by Fabriani remains traditional: the authors cited do not date back beyond the second half of the seventeenth century. He offers an exhaustive panorama of literary language, showing no openness to common use, if not in the lexis, without puristic inclinations. This can be explained by the fact that he had been trained and worked in a politically and culturally conservative environment and that the rationalistic models which inspired him was anchored to a classicistic framework which validated the Quintilian archetype of consensus bonorum

    “Giannettino” tra sillabario e grammatica : un’analisi linguistica della tradizione dei manuali collodiani

    No full text
    Il contributo studia il Giannettino del Collodi dal punto di vista linguistico e nell’ottica della storia della sua tradizione, mettendolo anche a raffronto, in un senso e nell’altro, con due testi che gli sono prossimi, a titolo diverso, per cronologia, struttura e trafila editoriale: la Grammatica di Giannettino e Le avventure di Pinocchio. In particolare, del Giannettino, si studia in generale la lingua, ma soprattutto l’evoluzione linguistica dalla princeps, del 1877, all’ultima edizione in vita l’autore, del 1889. Il risultato dell’indagine mostra come il Collodi si sia mosso in una direzione complessivamente tradizionalista, anche sulla scorta del magistero del Rigutini, che con il Collodi ha lungamente interagito, che favorisce pressoché sempre le forme più garantite dall’uso scritto e che si allontana, invece, da quelle troppo marcate tanto in senso puristico, quanto nell’approssimazione alle varietà più connotate in diafasia, diastratia e diatopia.The contribution studies “Giannettino” by Collodi from the linguistic and the historical perspective of his tradition, comparing it with two texts that are close in terms of chronology, editorial structure and process: the Grammatica di Giannettino and the Adventures of Pinocchio. In particular, regarding Giannettino, the language is generally studied, above all the linguistic evolution from the first edition in 1877 to the last edition published during the author’s lifetime in 1889. The result of the survey shows how the Collodi moved towards traditionalism, also based on the Rigutini’s teaching which Collodi had long interacted with. This volume almost always favors the most common forms of written use and moves away from more puristic usage, approximating the most connoted varieties of diaphasia, diastratia and diatopia
    corecore