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Arte e città : il polo d'arte moderna e contemporanea di Ferrara
MusArc Ferrara, 26 marzo-2 maggio 2004 / Comune di Ferrara ; progetto di restauro architettonico: Massimo e Gabriella Carmass
Giulio II. Papa guerriero e mecenate, i due volti del Rinascimento, raccontato da Massimo Rospocher
IL CAFFÈ DELLA STORIA. I PROTAGONISTI
8° DVD
Giulio II
Il Papa guerriero e mecenate: i due volti del Rinascimento
Massimo Rospocher in questo dvd ci presenta Papa Giulio II.
Come sovrano pontefice, politico spregiudicato e sommo mecenate, Giulio II rimane uno dei personaggi che maggiormente condizionano l'immaginario collettivo del Rinascimento. Ma quale fu l'immagine che ne ebbero i contemporanei - non solo gli uomini di lettere, i prelati e i professionisti della politica, ma anche il popolo urbano del primo Cinquecento? Questo libro risponde a tale domanda ricostruendo l'immagine di Giulio II nella sfera pubblica e nella comunicazione politica in vari contesti italiani ed europei (Bologna, Ferrara, Roma, Venezia, Londra e Parigi). Intrecciando i racconti dei cantastorie con i dispacci dei diplomatici, le voci e le canzoni di piazza con i trattati degli umanisti, Rospocher delinea un ritratto inedito del "papa guerriero", una rappresentazione in perenne oscillazione tra laude e vituperio, tra guerra e beatitudine
Fundamentals of Material Design Culture
This essay is published in the book Ideas and the Matter, edited by Marinella Ferrara and Giulio Ceppi. The book presents the founding research undertaken by the Politecnico di Milano’s Material Design Culture Research Centre (Madec). Founded in 2014, Madec obtained the Design Department’s support during its first year by being granted the Fondo di Ateneo per la Ricerca di Base (FARB 2013) for “Fundamental/Foundational/ Exploratory Researches that are strategically assessed for scientific growth in a research department”. In the third section of the book, scientific discourse focuses on the Material Design Culture and changing approach in term of the evolution of research methods. In the chapter "Fundamental of Material Design Culture", the author traces the fundamentals of Material Design based on the Italian design history and its relationship with global design discourse
Shifting to Design-driven Material Innovation
This essay is published in the book Ideas and the Matter, edited by Marinella Ferrara and Giulio Ceppi. The book presents the founding research undertaken by the Politecnico di Milano’s Material Design Culture Research Centre (Madec). Founded in 2014, Madec obtained the Design Department’s support during its first year by being granted the Fondo di Ateneo per la Ricerca di Base (FARB 2013) for “Fundamental/Foundational/ Exploratory Researches that are strategically assessed for scientific growth in a research department”. In the third section of the book, scientific discourse focuses on the Material Design Culture and changing approach in term of the evolution of research methods. In this chapter, the author analyses several changes in the design discipline and in the approaches to Material design and explores the new dimension of the contemporary trend of material innovation driven by design competences
Linearization-Based Integral Sliding Mode Control for a Class of Constrained Nonlinear Systems
Second-Order Sliding Modes Generation for Robust Disturbance String Stable Platoon Control
Reenactment: "Omaggio all'Ariosto" e "Diversi aspetti dell'arte esatta"
«Se un giorno si farà la storia delle attività espositive in Italia, nell’ambito dell’ente pubblico e relativamente all’arte contemporanea, un capitolo di essa dovrà riguardare Franco Farina, forse il caso più perspicuo nel corso degli anni Settanta». A scriverlo, nel lontano 1993, è Renato Barilli, testimone di prima mano del lavoro che il “Maestro Farina” andava svolgendo a Palazzo dei Diamanti e alla Civica Galleria di Arte Moderna di Ferrara.
Dal 1963 al 1993, trentennio della sua direzione, la città è diventata un punto di riferimento per l’arte contemporanea, attraverso un preciso progetto culturale che ha dato origine all’organizzazione di quasi 1.000 eventi. Nelle sedi museali della città, a partire da Palazzo dei Diamanti, sono transitati, tra gli altri, Warhol, Rauschenberg, Schifano, Vedova, i videoartisti e tanta parte della critica nazionale e internazionale.
Del fermento di quel tempo è testimonianza la raccolta appartenuta a Franco Farina, scomparso nel 2018. Dando seguito alla sua volontà, Lola Bonora, sua erede e storica direttrice del Centro Video Arte, ha donato al Comune di Ferrara e alle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea un ampio nucleo di opere che vanno ad arricchire le civiche collezioni di un valore che è al tempo stesso artistico e memoriale.
La mostra propone un’ampia selezione della donazione, posta in dialogo con opere delle Gallerie in un articolato tracciato espositivo che ripercorre cronologicamente quegli anni, rileggendo alcuni tra i principali eventi allora promossi alla luce di preziosi e inediti materiali d’archivio.
Il catalogo, arricchito di illustrazioni, costituisce la prima tappa di un più ampio progetto di studio della collezione di Farina e del progetto culturale da lui promosso.
In apertura, il testo di Vittorio Sgarbi ricorda il rapporto personale e di collaborazione con “il maestro di Ferrara”, ripercorrendo alcune delle principali scelte artistiche di quel trentennio.
La prefazione di Maria Luisa Pacelli delinea l’intero progetto espositivo, sviluppatosi in dialogo costante con Lola Bonora e attraverso l’importante collaborazione con l’Università di Ferrara. Ada Patrizia Fiorillo racconta la collezione, la sua genesi, le sue peculiarità, così come le scelte adottate nel presentarla pubblicamente.
Il contributo di Lorenza Roversi, tramite un accurato studio dei materiali dell’archivio Farina, rievoca momenti entusiasmanti del dialogo trentennale con artisti e collaboratori: da Emilio Vedova a Man Ray, da Roberto Sebastián Matta a Andy Warhol.
In seguito, Massimo Marchetti si concentra sulla pluralità di percorsi che il direttore fu in grado di allestire, aprendosi a forme artistiche e poetiche differenti con la volontà costante di offrire alla cittadinanza del «materiale artistico» in cui poter ravvisare «nessi logici e spiegazioni dirette».
Infine, il saggio di Tatiana Basso è dedicato a “Omaggio all’Ariosto” e “Diversi aspetti dell’arte” esatta, rassegne esemplificative della programmazione esplicitamente didattica di Farina e oggetto, nella mostra, di un vero e proprio reenactment che ha offerto, alla luce della documentazione d’archivio, l’occasione di tracciare una panoramica dell’attività espositiva ferrarese e regionale nel corso degli anni Settanta. Il loro studio ha permesso di individuare alcune linee guida della direzione Farina: dalla potenzialità riconosciuta agli artisti contemporanei di rileggere e riattualizzare la tradizione all’organizzazione di attività collaterali volte ad approfondire e ampliare il contenuto delle esposizioni, dalla volontà di informare e appassionare il proprio pubblico al coinvolgimento dei mass media nella pubblicizzazione delle iniziative. Una significativa parte di opere esposte nelle due mostre è entrata nelle collezioni ferraresi, a testimoniare quell’incremento delle raccolte civiche derivato dall’attività di Farina, ancorché le sue energie fossero andate per massima parte al momento delle esposizioni temporanee
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica: un premio Nobel con diverse spine
II premio Nobel per la pace nel 2005 è stato assegnato all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), fondata nel 1957 per promuovere l'utilizzo pacifico dell'energia nucleare, e al suo attuale presidente, lo scienziato egiziano Mohamed El Baradei. II Comitato norvegese per ii Nobel ha consegnato ii premio "per gli sforzi nella prevenzione dell'uso dell'energia nucleare per scopi militari e per l'impegno a far sì che sia utilizzata a scopi pacifici, nel modo più sicuro possibile". Ciò che è saltato agli occhi a molti, però, è stata la determinazione mostrata nel 2003 dai commissari della Aiea quando nel pieno della crisi che avrebbe portato alla seconda guerra del Golfo hanno presentato un dettagliato rapporto che negava l'esistenza in Iraq di armi di distruzione di massa. Questo Nobel ha anche forte valenza simbolica: nel 2005 è ricorso ii sessantesimo anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki (6 e 9 agosto 1945) e nel 2006 ricorre ii ventesimo anniversario del/'esplosione nella centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina (26 aprile 1986). In ogni caso il premio segna un punto a favore dei sostenitori dell'energia nucleare, un tema che sta riprendendo vigore in campo politico e scientific
The economic effects of violent conflict: evidence from asset market reactions
This article studies the effects of conflict onset on asset markets applying the event study methodology. The authors consider
a sample of 101 internal and inter-state conflicts during the period 1974–2004 and find that a sizeable fraction of them has had
a significant impact on stock market indices, exchange rates, oil and commodity prices. This fraction is inconsistent with pure
chance, that is, with the selected probability of type-I errors in our tests of statistical significance. The results suggest that, on
average, national stock markets are more likely to display positive than negative reactions to conflict onset. When the authors
distinguish between internal and inter-state conflicts, they find that the fraction of significant results is higher for international
conflicts. When the authors classify events according to the region where they occur, they find that Asia and the Middle East are
the regions where conflicts tend to have the strongest effects. Finally, the article reports evidence that abnormal returns would
have accrued to investors systematically exploiting conflict onset to implement conflict-driven strategies. Results are robust to
selecting a subset of high-intensity conflicts and to expanding the time window over which conflict events are defined. The findings
of the article confirm the economic importance of the effects of conflicts on asset markets
Ferrara città creativa
Il saggio indaga il tema della creatività urbana a partire dall’illustrazione di tre pratiche locali sbocciate all’improvviso a Ferrara a partire dal 2012. Il recente fenomeno di creatività che si è manifestato a Ferrara viene messo in relazione con i risultati di trent’anni di politiche culturali e per il turismo promosse dalla città. In conclusione vengono sviluppate alcune considerazioni sia sulle pratiche illustrate, sia sulle condizioni generali per favorire questo tipo di sviluppiThe essay explores the theme of urban creativity from the illustration of three local practices suddenly blossomed in Ferrara from 2012. The recent phenomenon of creativity that is manifested in Ferrara is put in relation by the author with the results of thirty years of cultural and tourism policies promoted by the City. In conclusion, some considerations are developed both on the practices discussed, both on the general conditions to encourage this type of development
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