1,998 research outputs found

    Massimo Quaini e il CISGE

    No full text
    Among the geographical associations the Italian Centre for Historical and Geographical Studies (CISGE) was the one with which Massimo Quaini maintained a stronger relationship. In addition to the sharing of the study fields, Quaini was also linked to CISGE by the close and inseparable link between geography and history, the combination of concrete research and theoretical reflection, the plurality of approaches, the continuous dialectic and the marked interdisciplinarity. Elements that have always characterized the Centre since its foundation, becoming concrete in meetings, seminars, conferences, research groups, national and international projects and in numerous publications. Through a careful analysis of Quaini’s writings contained in the proceedings, the collections of essays and the journal Geostorie (which since 2000 replaced the Notiziario del CISGE) – a long and uninterrupted series from 1992 to 2017 – the contribution aims at highlighting the original, critical and stimulating contribution offered by Massimo to the four fundamental study streams of CISGE: historical geography, history of cartography, history of geographical thought, history of travels and of explorations

    Massimo Quaini e la geografia storica della Liguria

    No full text
    Il breve scritto ha come oggetto alcuni studi di geografia storica della Liguria di Massimo Quaini, amico e docente genovese scomparso nel 2019. In particolare, si introducono le riflessioni di Paola Sereno e Leonardo Rombai relativamente a due opere che costituiscono le opere fondamentali dell’impegno di Massimo Quaini come geografo storico: “Per la storia del paesaggio agrario della Liguria” del 1973 e la trilogia su Levanto, edita tra il 1988 e il 1993, in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Queste si distinguono innanzi tutto per alcuni aspetti comuni, di primaria importanza nel lavoro di ricerca: una rigorosa metodologia a scale e fonti integrate (dalla letteratura edita alla documentazione d’archivio, alle cartografie specialmente a grande scala, alle fotografie e fino alla ricerca sul campo) e il costante procedere per problemi

    Il fantasma del marxismo e il ritorno del rimosso. L'apporto critico di Massimo Quaini

    No full text
    This contribution proposes a re-reading of Massimo Quaini’s work Marxism and geography, with the aim of recomposing the genetic phases of his theoretical reflection – linked to his political commitment – and always attentive to the value of history. In reflecting on the influence that Quaini’s work had on contemporary and subsequent geography, the article discusses whether this volume has somehow affected following epistemological elaborations and geographic discourse in Italy. The article proceeds by delineating the context of academic geography such as the cultural milieu characterizing the years in which the essay appeared and so matured in the climate of the Italian experience of Geografia Democratica (“Democratic Geography”), and by looking at its national and international reception. Despite its various translations, the text will not find appropriate acceptance in the national geographic panorama, in consonance with the practices of emargination of heterodox academic positions. The article therefore questions the reasons of the missed encounter between Italian geography and Marxism, focusing on some problematic issues raised by Quaini’s critical position. Its contribution shows a lack of connections with the subsequent contributions of contemporary critical geography. However, the problematic nature of Massimo Quaini’s thought, anchored to his original Marxist vision, remains a heritage to draw upon again, in the attempt to pick up the threads of a disciplinary history which today appears as extremely fragmented.Il contributo propone una rilettura del volume di Massimo Quaini Marxismo e geografia, nell’intento di ricomporre le fasi genetiche della sua riflessione teorica, strettamente legata all’impegno politico dell’intellettuale e sempre attenta al valore della storia. Nel riflettere sull’impatto che il lavoro di Quaini ha avuto nella geografia coeva e successiva, l’articolo discute se questo volume abbia inciso in qualche modo sulle elaborazioni epistemologiche successive e sul discorso geografico in Italia. L’articolo procede delineando il contesto della geografia accademica e del milieu culturale degli anni in cui compare il saggio, maturato nel clima dell’esperienza italiana di Geografia Democratica, e guarda alla sua ricezione nazionale e internazionale. Nonostante le diverse traduzioni ricevute, il testo non troverà adeguata accoglienza nel panorama geografico nazionale, in singolare consonanza con le pratiche di isolamento delle posizioni accademiche eterodosse. Nell’articolo ci si interroga quindi sui motivi del mancato incontro tra la geografia italiana e il marxismo, mettendo a fuoco alcuni nodi problematici sollevati dall’apporto critico di Quaini, che fa registrare una quasi totale assenza di legami con i successivi contributi della geografia critica contemporanea. Tuttavia, la problematicità del pensiero di Massimo Quaini, ancorato alla sua originaria visione marxista, resta un patrimonio al quale tornare ad attingere, nel tentativo di riannodare i fili di una storia disciplinare che oggi si rivela estremamente frammentaria

    Bedbug infestations recorded in Central Italy

    No full text
    In summer 2003 two separate infestations due to the common bedbug (Cimex lectularius) occurred in Pisa, Italy. Cutaneous reaction was evident and one patient developed a severe bullous eruption. In both cases there was circumstantial evidence for association with international travel

    Corsi e ricorsi geostorici. In viaggio fra i viaggi intellettuali di Massimo Quaini per il CISGE

    No full text
    Nell’ambito di un incontro scientifico, non celebrativo né agiografico, ma di confronto e ragionamento sul lascito di Massimo Quaini e sulle prospettive future degli studi che si pongono fra la geografia e la storia, il saggio analizza il suo pensiero e gli scritti da lui elaborati nell’ambito delle attività scientifiche del CISGE relativamente al tema dei viaggi e delle esplorazioni. Sebbene Quaini abbia parlato raramente di esplorazioni (se intese in senso letterale, ma con l’accezione di perlustrazioni nel sapere geografico le cose cambiano) e frequentemente di viaggi, direttamente e soprattutto indirettamente, tanto che si può delineare un itinerario fra i viaggi “intellettuali” da lui compiuti. Non avventure odeporiche classiche, ma percorsi virtuali dipanati in scritti, relazioni, sollecitazioni scientifiche ed epistemologiche. Un esercizio utile a costruire un capitolo della «geografia storica della geografia» italiana
    corecore