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Il contesto storico
Il testo ripercorre l'origine e la realizzazione dei lavori al Bo, fra anni Trenta e Quaranta, connettendoli alle leggi per la valorizzazione del patrimonio contemporaneo del nuovo millenni
Arte e ideologia. Frammenti di un discorso insidioso
Il contributo racconta le vicissitudini di arte e artisti veronesi, inquadrandole nella politica delle sindacale ed espositiva degli anni del fascismo e, successivamente, della resistenza. I punti di rilievo riguardano le pratiche e le contaminazioni iconografiche nonché lo Stile fascista
“Ritratto di gruppo”: cicli decorativi e consorzi socio-culturali
Il testo ripercorre e riflette sulle modalità di autorappresentazione sociale, culturale e politica della società padovana fra Otto e Novecento, per il tramite delle pitture in luoghi pubblici. Distingue i vari momenti identificanti e aggreganti per la comunità, cercando di sottolineare le condizioni attuali di persistenza e fruizione delle opere ancora esistenti
Carlo Anti Direttore generale delle Arti
Marta Nezzo, Carlo Anti direttore generale delle Arti
Nel 1943 la repubblica di Salò provvede a rigenerare il governo mussoliniano con un significativo numero di intellettuali e politici, rimasti fedeli al vecchio regime. al Ministero dell’educazione nazionale è chiamato Carlo Alberto Biggini, già in carica durante il fascismo monarchico (precisamente dal febbraio 1943). Presto egli esprime l’intenzione di sostituire il vecchio Direttore generale delle Arti – Marino Lazzari – con una figura di differente levatura intellettuale: Carlo Anti. Ma questi stenta ad accettare l’incarico: da un lato non può che constatare le gravi condizioni in cui versa il patrimonio artistico nazionale a causa dei bombardamenti; dall’altro si rende conto che gli scontri di terra, ormai dilaganti nella penisola, esporranno dipinti e sculture a un crescente rischio di furto. Non di meno, dopo lunga riflessione, l’ex rettore decide di sobbarcarsi l’onere della tutela, pur vedendo avvicinarsi la catastrofe. La relazione di M. Nezzo rende conto del suo operato, fra luci ed ombre
Gio Ponti Arredi Vivi. Il Restauro
Il volume contiene saggi che documentano il restauro di arredi e finiture progettate da Gio Ponti per il Palazzo del Bo
Marta Nezzo (2017), Ugo Ojetti. Critica, azione, ideologia. Dalle Biennali d’arte antica al Premio Cremona, Il Poligrafo: Padova, 268 pp./Marta Nezzo (2017), Ugo Ojetti. Criticism, action, ideology. From the Venice Arts Festivals of ancient art to the Cremona Prize, Il Poligrafo: Padova, 268 pp.
Recensione / Book review
Marta Nezzo (2017), Ugo Ojetti. Critica, azione, ideologia. Dalle Biennali d’arte antica al Premio Cremona, Il Poligrafo: Padova, 268 pp
Fascismo Resistenza Libertà. Verona 1943-1945
Il volume ripercorre gli anni 1938-1948, ricostruendo le vicende nazionali e locali (veronesi) del fascismo, con speciale attenzione allo snodo della Repubblica di Salò. Fonde il discorso storico con quello visivo, analizzando fatti e documenti, ma anche materiali filmati e opere d'arte
AUTORITRATTI DI CITTÀ TRA OTTO E NOVECENTO GRANDI DECORAZIONI, COLLEZIONI E MUSEI
Il volume intende soffermarsi sulle modalità con cui le città italiane si sono valse delle arti e del collezionismo, per dare un'immagine coerente di se stesse e dei gruppi sociale che le componevano fra Otto e Novecento. In particolare si sono analizzate situazioni relative a Brescia, Milano, Napoli e Veron
Le tecniche d'indagine e conservazione e le esperienze di guerra: il caso del Belgio
Diagnostica dell’arte e salvaguardia
La Seconda Guerra mondiale introduce drammaticamente
l’esigenza di tutelare, preservare e conservare il patrimonio artistico
e uno dei fondamentali contributi dell’ampio campo della diagnostica
artistica è indissolubilmente collegato alle procedure di conservazione e restauro
delle opere, essenziali nei periodi bellici e post bellici.
Sintomatico ciò che avviene in Belgio e nei Paesi Bassi, dove la collaborazione
tra storici dell’arte, conservatori e scienziati è molto attiva. Due figure
di scienziati e studiosi delle tecniche della pittura impersonano – in periodi
diversi – l’efficacia di tale interazione: soprattutto per lo studio e la conservazione
delle opere sopravvissute alla Seconda Guerra mondiale. Non solo:
entrambi hanno rappresentato altissimi esempi di impegno professionale
e civile, soprattutto riguardo ai conflitti bellici.
Paul Coremans (1908-1965) e Johan Rudolph Justus van
Asperen de Boer (1935-2020)17, rispettivamente un chimico, del
laboratorio di analisi scientifiche dei Musées royaux d’Art et d’Histoire di
Bruxelles e poi fondatore e direttore del centro di documentazione nazionale
(KIK IRPA)18 e un fisico, un accademico che ha rivoluzionato l’applicazione
della tecnologia relativa allo studio delle opere d’arte mettendo a
punto la riflettografia a infrarosso (IRR) e imprimendo dunque una svolta
fondamentale agli studi relativi all’underdrawing dei dipinti
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