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Valutazione della sostenibilità energetico - ambientale di una filiera Jatropha curcas - biofuel nel nord est del Brasile
Assessment of energy sustainability and carbon footprint of a Jatropha-biofuel chain in rural area of Brazil
Because of the world population growth and increasing energy demands, renewable energy sources are seen as valid fossil fuel alternatives that could guarantee environmental benefits. In this context Jatropha curcas L. has been identified as a promising feedstock for biofuel production and promoted as a sustainable biofuel crop. This paper analyzes the creation of a Jatropha-oil chain in a rural area in north-eastern Brazil (Ceará State) utilizing the Life Cycle Assessment (LCA) method. The aim of this study is to evaluate the energy sustainability expressed as cumulative energy demand (CED) and carbon footprint expressed as global warming potential (GWP) of a Jatropha-oil chain in comparison with fossil fuel (diesel). The component with most impact on the Jatropha-oil chain was electricity consumption, which accounted for 42% and 63% of CED and GWP, respectively. The analyzed Jatropha biofuel-chain presented a more favourable energy balance (94% of CED saved) and a lower effect on global warming (77% of greenhouse gas emission, GHG, avoided) in comparison with diesel fossil fuel. If the biofuel produced, instead of being used locally, was exported over a long distance (i.e. to the European Union), the energy and environmental benefits obtained were completely nullified. Crop management practices based essentially on manual labour of family farming system, as in the present study, determined a positive influence on the energy balance and carbon footprint in the Jatropha-oil chain. On the contrary, a crop management practices making high use of inputs (fertilizers, pesticides, irrigation ...) on large areas of monoculture, could negatively affect the socio-economic sustainability of the whole Jatropha-biofuel chain
The Blood Transfusion Network of Marche Regione Sustainability Report 2012
The Sustainability Report 2012 of the Transfusion Network described the economic, technical, human and social organization available to Trasfusion Medicine in the regional context and highlights the chain value of all trasfusion activities in the Marche Regio
Il bilancio del Sistema Trasfusionale della Regione Marche 2009-2013
Il volume offre una rendicontazione, secondo un modello multi-stakeholder, degli aspetti economici, sociali e ambientali dell'attività trasfusionale svolta nell'arco di un quinquennio (2009-2013)
Seed growth and oil accumulation in two different varieties of industrial hemp (Cannabis sativa L.)
Nowadays, the main hemp foods products derive from hemp seed (seed, dehulled seed, meal and oil) and an
uncertain economic sustainability of the hemp food supply chain remains to be resolved. The cause is often to be
found in unsatisfactory quantitative-qualitative seed yield. Following the above, an experiment was conducted
utilizing Futura and Zenit varieties with different crop cycle duration, cultivated in two locations (S. Osvaldo and
Verzegnis), for two years (2019 and 2020) and with two sowing times (conventional and delayed). A total
number of five-nine seed samples of ten seeds each, depending on location and variety, were collected from the
middle of inflorescence of five plants for each of the three replications, starting from 50 Growing Degree Days
(GDDs) after flowering until physiological maturity. The following characteristics were determined on each seed:
whole seed weight, kernel weight, pericarp weight, whole seed oil content, oil weight, kernel oil content, kernel
percentage, hull to kernel ratio and oil to kernel ratio. The achievement of seed with high oil content and high
weight at maturity is mainly due to the accumulation rate intensity rather than length of the seed-filling period.
The accumulation rate for seed growth and oil accumulation is mainly dependent on the genotype, but also
affected by daily mean temperatures above 23◦C recorded during the first 20 days after flowering that resulted
the sub-phase most susceptible to temperature. The use of the character oil weight per seed, instead of whole
seed oil content commonly utilized in breeding activity with the aim of increasing the oil content in oil crops,
could simultaneously improve the seed and kernel weight; both parameters highly appreciated in the hemp food
chain
Percezione e tutela: il caso del Parco fluviale dello Stella
La pianificazione e la gestione delle aree protette è stata spesso, soprattutto in passato, contraddistinta da difficoltà legate ad un difficile rapporto con le popolazioni residenti in tali zone, derivato dal generalizzato timore di vedere da un lato ridotti i diritti legati alla proprietà, in particolare nel settore primario, e dall'altro contenute le possibilità di effettuare attività più o meno ludiche come ad esempio quelle venatorie.
Sono stati questi alcuni dei motivi che hanno impedito la realizzazione dei 14 parchi regionali che, nel 1978 con l'approvazione del Piano Urbanistico Regionale (PUR), avevano reso la regione Friuli Venezia Giulia una delle prime regioni italiane per superficie tutelata (30% del totale), a fronte di un 6% residuo che oggi interessa i due parchi regionali, delle “Dolomiti Friulane” e delle “Prealpi Giulie”, rimasti nella programmazione regionale a seguito della revisione attuata con la legge sui parchi del 1996 (L.R. 42/96).
Ma che fine hanno fatto le superfici che le previsioni della Regione nel 1978 ritenevano degne di una forma forte di tutela ambientale come il Parco?
Per cercare di rispondere a questa domanda le analisi effettuate, attraverso la realizzazione di interviste a leader d’opinione e la somministrazione di questionari alla popolazione, sono state indirizzate ad approfondire il tema della pianificazione ambientale, prendendo ad esempio un contesto locale, il comune di Precenicco, la cui popolazione è stata coinvolta ed ha partecipato nel percorso intrapreso 30 anni fa per la costituzione del Parco del fiume Stella. Quanto sia rimasto dei dibattiti e degli scontri e se da questi si sia sviluppata una coscienza ambientale non solo teorica ma anche di appartenenza ad una zona tutelata, sono stati gli obiettivi di questo lavoro, che ha portato a riflettere e ad interrogarsi anche sulle modalità con cui vengono attivati i processi di partecipazione alle decisioni (come Agenda 21), in particolare in relazione alla durata di tali processi che oggi trovano spesso una conclusione a pochi mesi dall’avvio, con la stesura del Piano di Azione Locale. Nel caso dello Stella i tempi della partecipazione sono stati particolarmente lunghi ma forse è proprio questo periodo di tempo che ha permesso alla popolazione la condivisione di una idea forte per il territorio come quella di Parco.
Nel corso degli anni c' è stato il riconoscimento di un valore non più disegnato sulla carta, e questo è l’elemento di grande importanza che il PUR ha lasciato in eredità, valore che oggi andrebbe ripreso, rafforzato e riletto rispetto ad un contesto che si è molto modificato e in cui soprattutto l'agricoltura va assumendo ruoli nuovi e diversi rispetto al compito originario di produzione di alimenti.
Il presente lavoro si presenta quindi non solo come un esame del processo che ha portato il Parco dello Stella, definito da molti un “parco sulla carta”, a diventare una realtà riconosciuta dalla popolazione locale, ma anche come proposta per riprendere la discussione sulla necessità di tutelare e proteggere quest'area, pensando ad uno sviluppo costruito assieme alle comunità di persone che attorno al fiume vivono e lavorano
Piani condivisi non riusciti ed emozioni: una prospettiva cross-culturale
Attraverso lo strumento del diario delle emozioni sono state indagate le modalità attraverso cui i soggetti si attivano per realizzare piani condivisi analizzando in particolare le implicazioni emotive e la loro concordanza
Piani e programmi di manutenzione: le linee guida tecniche dell’UNI
La norma UNI 11257 ha codificato le linee di indirizzo tecnico per la
predisposizione dei piani e dei programmi di manutenzione dei
patrimoni immobiliari. Gli autori hanno dato un significativo
contributo alla realizzazione della norma, il primo (Molinari) come
Presidente della Sottocommissione UNI “Manutenzione dei
patrimoni immobiliari” nel cui ambito è stata sviluppata, la seconda
(Talamo) come coordinatrice del gruppo di lavoro che l’ha
progettata. L’articolo richiama il contesto di riferimento in cui è
maturato questo importante strumento normativo per i servizi di
Maintenance Management immobiliare e ne illustra il modello
procedurale generale e i criteri di articolazione del processo di
costruzione e gestione del piano, rapportandoli alle metodologie e
alle prassi operative settoriali
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