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Mario PANIZZA, Sandra PIACENTE, Geomorfologia culturale
Proche des sciences naturelles, la géomorphologie n’est pas a priori une discipline que l’on qualifie de culturelle. Toutefois, Mario Panizza et Sandra Piacente, professeurs de géomorphologie auprès du département des sciences de la Terre de l’université de Modène et Reggio Emilie, considèrent que la culture ne se limite pas à la sphère des activités humaines mais qu’elle prend en compte également les relations entre les aspects naturels –la géomorphologie par exemple– et l’histoire de l’huma..
Il giro del mondo in 80 tombini. Riflessioni in occasione della mostra di Mario Panizza
Prendendo spunto dalla mostra tenutasi a Roma presso il Goethe Institute, lo scritto analizza la poetica figurativa e le tecniche usate dall’architetto Mario Panizza nei suoi quadri elaborati dalla raccolta di testimonianze fotografiche in giro per il mondo in bicicletta
1. La dimensione geomorfologica del "sistema fiume": un ambiente naturale e antropizzato
Vengono trattati i seguenti argomenti:1 - Rapporti fra corsi d'acqua e presenza antropica 2 - Bacini idrografici e loro evoluzione3 - Sorgenti4 - Torrenti montani5 Fiumi di pianura6 -Foci fluviali7
Le opere di Mario Panizza. La mostra: «Sotto ogni passo: figure, sagome e tombini»
L’architetto Mario Panizza ha esposto all’Ambasciata del Brasile in Roma dall’8 al 29 Aprile 2016 una serie di opere raccolte in una mostra dal titolo: «Sotto ogni passo: figure, sagome e tombini». Viene illustrata una selezione di riproduzioni grafiche di tombini di diversi Paesi del mondo: si tratta di dipinti, acrilico su tela, che riproducono con accuratezza esemplari realizzati su ghisa, opere di maestri pittori o anche incisioni con decorazioni, simboli e geometrie astratte. Nell’opera di Panizza cogliamo una sollecitazione a guardare in modo diverso e innovativo ai nostri ambienti urbani, a rivalutare ciò che parrebbe – ad uno sguardo superficiale – solo un dettaglio marginale e che invece già è segno e simbolo di una cultura stratificata. Si coglie altresì un tentativo di sottolineare, a livello esplicito e implicito, la necessità di un diverso e più equilibrato rapporto tra l’essere umano e gli elementi naturali dell’ambiente, un rapporto che vede l’uomo come uno degli elementi della natura stessa, parte di un tutto unico, interdipendente e armonico. La stretta connessione tra i simboli della lenta azione della natura e gli elementi concreti dell’opera umana, in tutte le forme che essa assume, diviene quindi un tratto caratterizzante del lavoro di Panizza
80 anni dell’Università LUMSA. Un ateneo al centro di Roma
Il volume celebra gli 80 anni della LUMSA Università mettendo in evidenza il ruolo che ha avuto negli anni e che ha oggi all'interno del contesto urbano e sociale della città di Roma. Chiude il volume una raccolta di schede di approfondimento dedicate alle diverse sedi dell'ateneo e alle loro specifiche architetture
Ellisse e ovato tondo a Piazza San Pietro. Un’esperienza di cittadinanza attiva
The aim of this paper is to describe the spatial implications of some curved geometries, from the point of view of mathematicians and architects, together. The study case shown is that of Bernini’s project for the colonnade of St. Peter’s Square, exemplary because it can be used to show the different geometric properties of an ellipse and of an ovate. The interest also lies in the traditional ambiguity of use between the two terms. If it is true that the two curves are similar in their aspect, it is also true that their plotting is very different and so are the spatial implications of this on the perceptive level. Since the difference between the two curves appears minimal, the reasons for the choosing one instead of the other must be of other type: ease of tracking, convenience in the execution on the construction yard, perceptive
and spatial factors. The theme is not new and has always caught historians and critics attention and is now a topic of lively research
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Il Masterplan per Costantina e le realizzazioni coloniali. Questioni di fonti e di metodo
Il saggio figura tra le relazioni allegate al progetto per il Masterplan di Costantina (Algeria), Università di Roma Tre, Ministero Affari Esteri (Roma), Ministère du Plan (Algeri). Direttore del Progetto: Prof.Ing. Nicola L. Rizzi, e apre la prima sezione SU (Storia Urbana), coordinata da Anna Bozzo.
Affronta non solo questioni di fonti e di metodo che hanno guidato l’intero lavoro di ricerca storica e cartografica, ma riassume l’essenziale di vent’anni di ricerche d’archivio, con puntuali riscontri sul terreno, che hanno contribuito alla ricostruzione del versante più recente (secoli XIX-XX) della storia della città, di cui mette in evidenza la singolare continuità abitativa, resa possibile tra l’altro dalla particolare conformazione del suo sito, e le consolidate tradizioni di vita urbana negli ultimi due secoli, che la parentesi coloniale ha contribuito paradossalmente a rafforzare.
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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