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Diario di un'indagine preliminare sul paesaggio sonoro urbinate
Il contributo riporta i risultati di una breve indagine, riguardante la ricostruzione del paesaggio sonoro pre-pandemia Covid-19, relativi ai luoghi e agli ambienti della vita universitaria a Urbino. Questa città, viste le sue limitate dimensioni, si caratterizza per un peculiare rapporto con il locale Ateneo al punto da aver indotto a coniare il termine "Città campus. in essa, la molteplicità di stimoli sonori tipica dei grandi centri, lascia il posto a connaturazioni che si concedono ancora grandemente a una preponderante presenza di suoni naturali. lo studio, che investiga una coorte costituita da circa 150 studenti, mostra come per alcuni di essi, caratterizzati da una più spiccata sensibilità musicale, molto del vissuto sonoro risulta elemento di disturbo al punto che se ne suggerisce la modifica giungendo sino a proporre contaminazioni sonore introdotte ad arte quali componenti di un "arredo sonoro"
Mario Corsi Data
The data refer to a research titled: The sport after the COVID-19 pandemic. A study on adolescents attitudes, behaviors, identiity and social support in physical activity. </p
Mario Corsi, Introduzione al Leviatano. Le radici dello Stato moderno nel pensiero etico-politico di Hobbes
Druet Pierre-Philippe. Mario Corsi, Introduzione al Leviatano. Le radici dello Stato moderno nel pensiero etico-politico di Hobbes. In: Revue Philosophique de Louvain. Quatrième série, tome 71, n°10, 1973. pp. 343-344
Uno studio pilota nei conservatori musicali italiani
La galassia delle opportunità formative determinate dal sistema educativo pubblico italiano, dominante in un sistema in cui alla componente privata è spesso affidato un ruolo subalterno, individua in alcuni particolari settori forme elettive, destinate a soggetti portatori di peculiari attitudini, difficilmente valorizzabili in un sistema generalista. In questo campo, un ruolo peculiare viene rivestito dalle istituzioni dedicate alla cultura e alla pratica musicale. L’indagine, caratterizzata come studio pilota, mette a confronto tre Conservatori musicali, appartenenti a contesti territoriali diversi, cercando di costruire un quadro informativo relativo alle aspettative, ai percorsi formativi e alle realizzazioni professionali degli studenti. Facendo seguito ad una serie di investigazioni preliminari (colloqui, interviste, focus group), condotte con la fattiva partecipazione della Dirigenza, del personale Docente e degli studenti, è stato prodotto e distribuito un questionario aventi lo scopo di definire operativamente e censire i costrutti delineati. Pur con tutti i limiti imposti alla formazione e, soprattutto, alla rappresentatività del corpo dei dati ottenuti, l’indagine permette di delineare alcuni scenari utili a focalizzare l’attenzione sulla realtà dei Conservatori. Lo sguardo attento, rivolto all’interno, è da considerare indispensabile per riflettere sulla struttura organizzativa e portare alla luce il problema dell’educazione e della formazione musicale, a partire da come emerge dal percorso storico. Un equilibrio instabile nel corso degli anni ha cercato di mantenere insieme identità e formazioni eterogenee, rivolte alla ricerca di uno sviluppo coerente, per coglierne la logica che ne prefigura l’evoluzione. Qui, come in altri contesti, la difficile sfida sembra dunque essere quella di coniugare il rigore della formazione d’eccellenza con i necessari adeguamenti indotti dai repentini mutamenti in atto
Il benessere alimentare. Dati, strategie, valutazioni e prospettive.
Il contributo propone uno spaccato dei nuovi scenari di salute a livello nazionale ed internazionale. Dagli studi dei sistemi di sorveglianza, le raccomandazione degli enti preposti, le linee guida delle organizzazioni e le ricerche presenti nella letteratura scientifica si evince che comprendere l’importanza dei comportamenti dietetici salutari è fondamentale per la prevenzione e la gestione di ciascuno dei problemi di salute globale. Perciò vengono presentate e discusse una serie di iniziative e di strategie utili alla promozione di una cultura dell’alimentazione che tenga conto dei contesti socio-relazionali e delle esigenze e abitudini dei singoli individui. Alla luce di quanto emerso dall’analisi della letteratura e della ricerca e le sue applicazioni, appare evidente che gli studi sul cibo e l’alimentazione devono svilupparsi in aree molteplici tra cui l’alfabetizzazione nutrizionale, l’alimentazione in tempo di crisi, la sostenibilità alimentare e nutrizionale, gli interventi di gestione dello stato nutrizionale, la tematica dello spreco e dello scarto alimentare e infine la sicurezza alimentare in relazione alla globalizzazione. In tutti gli ambiti, i sistemi sociali della costruzione e della comunicazione della conoscenza risultano in prima linea, in quanto al tempo stesso trasversali rispetto a competenze ed opportunità e fondamentali per la loro acquisizione
Alimentazione e cibo. Indagine comparativa tra gli studenti degli Istituti Secondari Superiori della provincia di Pesaro-Urbino
Il contributo, in epoca di conclamata “post-verità”, si prefigge di costruire un quadro informativo sulle conoscenze dei giovani in merito agli alimenti e all’alimentazione, analizzando se e come queste sono legate alla costruzione di un immaginario piuttosto che alla corretta interpretazione delle tematiche.
Il caso di studio è quello dei giovani giunti alla soglia della maturità anagrafica, limitandone la coorte ai frequentanti un istituto di istruzione secondaria di una provincia italiana. L’indagine a campione ha utilizzando la metodologia della compilazione (assistita) di un questionario costruito allo scopo e utilizzato con modalità online (web survey).
L’analisi dei dati mostra come i livelli di conoscenza delle tematiche risultino assai variegati e spesso caratterizzati da vuoti informativi che mal si conciliano con un aspetto di primaria importanza per la nostra vita. Se andiamo a vedere quale sia l’impostazione di fondo vediamo come emerga un diffuso allarmismo per quanto riguarda gli approcci più tecnici alla produzione di alimenti, soprattutto in termini di tutela della salute e sostenibilità ambientale. Si potrebbe obiettare che la questione è banale se non fosse per il fatto che la consistenza della presenza umana sulla terra è considerata una variabile indipendente nei confronti della produzione di alimenti.
In più punti i risultati forniti sembrano denunciare la presenza di approcci tendenzialmente “superficiali” in base ai quali la scelta di adottare determinati atteggiamenti sembra disgiungersi da quanto dichiarato nei confronti di questioni che, almeno in parte, ne rappresentano fattori causali. Emerge insomma quell’“effetto frame” la cui ipotetica presenza è stata presa a fondamento di uno degli obiettivi dell’indagine. Si fa quindi ricorso, forse in maniera acritica, a quel principio di precauzione da molti posto “confessionalmente” alla base di ogni auspicabile comportamento umano. Non si vuole certo stigmatizzare i comportamenti che ne derivino, quanto piuttosto denunciarne la sostanziale “ipocrisia” per la quale la dimensione ideale dei problemi porta ad abbracciare visioni spesso disgiunte dai comportamenti.
Di là da quelli che risultano atteggiamenti generali, tratto saliente delle indagini comparative per tipo di Scuola frequentata è quello di presentare, con una certa ricorrenza, significative differenziazioni con la formazione di uno schema che pone sostanzialmente in relazione le modalità di risposta con la scuola frequentata, mostrando una sorta di collegamento tra il quadro informativo posseduto e le tipologia di pensiero o comportamento manifestati. Cautele a parte si dirà che la cosa è ovvia e prevedibile ma l’indagine pone basi di oggettività su assunzioni ipotetiche.
In definitiva, fatte tutte le doverose precisazioni, lo studio può fornire sicuramente informazioni di ritorno per progettare e/o meglio calibrare eventuali sperimentazioni formative che si volessero implementare su tali temi
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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