1,720,966 research outputs found

    Quando il malato “non poteva guarì”

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    Recensione al libro di Anna Maria Bruzzone (2021), Ci chiamavano matti. Voci dal manicomio (1968-1977), a cura di Marica Setaro e Silvia CalamaiBook Review of Anna Maria Bruzzone (2021), They called us mad. Voices from the asylum (1968-1977), edited by Marica Setaro and Silvia Calama

    Asili della follia. Storie e pratiche di liberazione nei manicomi toscani, a cura di Massimo Baioni e Marica Setaro

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    Gli Asili della follia indicano lo spazio e il tempo entro cui si è svolta ed esaurita in Italia la parabola storica del grande internamento manicomiale. I contributi qui raccolti (esito del convegno svoltosi ad Arezzo il 26 e 27 ottobre 2017) ne seguono le tracce con riferimento alle esperienze toscane. Assi portanti di una ricerca pluridisciplinare sono gli studi condotti sulle fonti che queste istituzioni sanitarie hanno restituito e quelli, altrettanto rilevanti, sul processo della loro dismissione. Le vicende dei manicomi di Arezzo, Lucca, Volterra, Firenze, Pistoia disegnano la mappa di un universo che a lungo ha creduto di curare la follia recludendola. Dagli stessi luoghi e dall’abbattimento dei muri che li circondavano si crearono le condizioni di possibilità, grazie al movimento “basagliano”, per ripensare radicalmente la psichiatria e per ridare voce, dignità e soggettività alle persone che in quegli asili avevano invisibilmente vissuto. È anche di queste vite che questo libro raccont

    Ci chiamavano matti

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    Anna Maria Bruzzone si reca a Gorizia per documentare questo passaggio storico. Vi passa due mesi, frequentando la struttura ogni giorno, partecipando alle riunioni di reparto, trascorrendo ore e ore con i degenti e trascrivendo fedelmente le loro storie e i loro pensieri. Il risultato è una raccolta straordinaria di testimonianze: un vero e proprio coro di voci, che si allarga poi quando, nel 1977, Bruzzone visita l’Ospedale neuropsichiatrico di Arezzo. Il suo diventa così un grande racconto collettivo sull’istituzione manicomiale in cui per la prima volta sono i «matti» a prendere la parola, con i loro trascorsi e le loro ri essioni, i dolori, le speranze e le paure, con il loro sguardo ravvicinato sulla vita e l’evoluzione dell’istituto: da Michela, che teme di essere abbandonata dai genitori che si vergognano di lei, a Bruno che, orfano e solo, è stato rinchiuso in manicomio ad appena sedici anni; da Onorina, alle spalle dieci elettroshock, che ha preso a cucire «per cercare di star meglio ed essere più pronta quando andrò a casa», a Gregorio che vorrebbe partecipare alle riunioni dei degenti ma «di fronte a un pubblico non riesco a connettere i concetti». Arricchita dalle interviste inedite del 1968, questa nuova edizione di Ci chiamavano matti offre uno sguardo unico su un passato solo apparentemente distante. Un’opera che ci costringe ad ascoltare il grido degli emarginati, che dalle camere imbottite di ieri continua a riecheggiare ignorato nelle nostre grandi, sorde città

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Cronologia [in Agostino Pirella. Il sapere di uno psichiatra]

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    Attraverso i documenti presenti nell'archivio di Agostino Pirella è stato possibile ricostruire la biografia dello psichiatra finora poco nota e incompleta. La cronologia riporta le tappe principali della formazione di Pirella, la sua attività professionale, le importanti e numerose collaborazioni e le principali pubblicazioni

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Introduction. Ian Hacking and the Historical Reason of the Sciences

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    Few contemporary philosophers, if any, have had such leading roles in such diverging institutions as the so-called Stanford School of Philosophy of Sci- ence (also home to Patrick Suppes and Nancy Cartwright, among others) and the Collège de France (Chaire de philosophie et histoire des concepts scienti- fiques, 2001-2006) – the latter recalling the Chair held by Michel Foucault in the same institution (Histoire des systèmes de pensée, 1970-1984). Few others, like Ian Hacking, have successfully undermined the Analytic/Continental di- vide, by working on the “trading zones” between these two strands, and forged their conceptual instruments by drawing these latter from different sources and applying them to widely diverse philosophical debates, across natural, so- cial and medical sciences: debates ranging from the problem of induction and proofs and deduction in mathematics to the theories of meaning and truth as well as to the controversy between realism and constructivism in natural and social sciences. It would be difficult to find a debate of the main philosophi- cal schools in the last fifty years that Hacking has not tried to assimilate or to contribute to

    Follia, stigma, istituzione totale. Il percorso verso la salute mentale nell’esperienza dell’ONP di Arezzo

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    Il contributo prende in considerazione le principali trasformazioni che portarono al passaggio dalla concezione della ‘follia’ a quella multidimensionale della ‘malattia mentale’ in relazione al cambiamento del contesto socio-culturale e al riconoscimento delle logiche di potere ad esso sotteso. Per tale motivo viene ricostruito il dibattito scientifico alla base della rivoluzione antipsichiatrica degli anni Sessanta e Settanta. Come è noto, in quel periodo il movimento si è nutrito, tra le altre, delle analisi della sociologia americana e, in particolare, delle ricerche socio-etnografiche condotte da Erving Goffman su alcuni ospedali psichiatrici rappresentati come “istituzioni totali” ovvero luoghi fondati su sistematiche pratiche di spoliazione e regressione messe in atto nei confronti dei pazienti-degenti. Tali studi hanno costituito il punto di partenza per l’azione di denuncia realizzata dall’équipe psichiatrica coordinata da Franco Basaglia a Gorizia prima e a Trieste poi, e da Agostino Pirella ad Arezzo. Il saggio si concentra inizialmente sul ruolo giocato dalle istituzioni totali per poi passare ad approfondire quelle esperienze cruciali che, con specifico riferimento alla trasformazione del manicomio aretino, hanno innescato il cambiamento portando alla chiusura dell’istituzione attraverso il rifiuto della custodia e la rivendicazione di strumenti di cura del disagio mentale tra cui comunità terapeutica, socialità, partecipazione attiva. Per quanto riguarda questa prima analisi, si è proceduto alla selezione di alcune cartelle cliniche di pazienti conservate presso l’Archivio dell’ex Ospedale psichiatrico di Arezzo e sono state effettuate interviste a psichiatri e psicologi coinvolti nel processo di de-istituzionalizzazione
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