1,721,013 research outputs found

    Spazio e tempo: poetica di una città in movimento

    No full text
    Il presente contributo si colloca in un volume curato dalla scrivente che raccoglie i risultati di un Laboratorio di Progettazione urbana, dalla stessa organizzato, svoltosi nella città di Latiano nel luglio del 2017, che ha visto la partecipazione, per la mostra finale dei lavori, del Prof. Franco Purini. Il piccolo centro, oggetto di studio, si colloca quale presidio di antichi tracciati che solcano il territorio dell’Alto Salento, inanellando città consolidate dalla struttura radiocentrica, ricche di una cultura millenaria, dalle potenzialità ancora inespresse. Luoghi remoti e autentici che, negli ultimi anni, hanno contribuito a determinare il successo dell’ospitalità pugliese, per la qualità della vita, la ricchezza della storia e la bellezza dei paesaggi. Veri e propri capisaldi nella geografia del territorio, questi nuclei urbani si presentano nodi fragili e resilienti di un reticolo territoriale che, attraversando mosaici agricoli differenti, disvela il carattere di paesaggi culturali, rurali, produttivi come risorse identitarie da salvaguardare e valorizzare. La sfida consiste nell’individuazione di modelli operanti che favoriscano la cooperazione e la pianificazione integrata per ambiti territoriali più estesi, innescando processi “rigenerativi” virtuosi. Rigenerare una città significa cercare e riconoscere nei “segni delle permanenze” il germe per nuove e continue mutazioni; significa, ancora, mettere in connessione i suoi frammenti, in un rapporto trans-scalare, attraverso la ricerca di nuove reti di relazioni tra abitanti e territori. Le aree selezionate all’interno del tessuto urbano di Latiano e, in particolare, il progetto descritto nel contributo prersentato, si collocano in una visione unitaria e strategica che ha guardato al paesaggio pensando alla città. In un rapporto di necessità interscalare e circolare, fatto di continui rimandi, i progetti indagano la grande scala territoriale, quella urbana e quella architettonica. Tutto si tiene: un sottile fil rouge lega le cinque proposte e le differenti scale, in uno sguardo d’insieme, in un disegno complessivo di rigenerazione urbana e territoriale. I contributi presentati dimostrano la necessità di estendere il concetto di rigenerazione urbana alla forma ed al significato della città e del paesaggio, intesi quale unico palinsesto, riconoscendone la dignità di sistema formale, di costruzione mentale, di atto culturale, prima ancora che funzionale

    Cultura intangibile e cinema: un "passpartù" mediterraneo per i borghi del Cilento

    No full text
    I borghi e la loro cultura costituiscono un sistema inscindibile e quando si pensa ai luoghi del Cilento il richiamo alla Dieta Mediterranea è immediato: essa è uno stile di vita espressa da peculiarità, unicità e potenzialità, ed è la sintesi di sovrapposizioni temporali di atti territorializzanti e distintivi di una identità integrata tra paesaggio, società, economia. Nell'ottica di offrire alle realtà locali un'occasione per individuare e condividere potenziali azioni per tutelare e valorizzare questo patrimonio intangibile sono state promosse iniziative da parte di amministrazioni comunali, centri studi, osservatori, associazioni in una logica di stimolo allo sviluppo integrato territoriale. Su questa premessa, il contributo si pone l’obiettivo di illustrare una recente esperienza di produzione cinematografica nel Cilento, nell’ambito di una più vasta tendenza di molteplici realtà mediterranee a mettere in vetrina i propri territori. Lo sviluppo di queste iniziative, oltre a creare impatti indiretti (sia pure di difficile misurazione), contribuisce a comunicare l’immagine nonché la cultura dei luoghi, a richiamare interessi turistici, ad accrescere un senso di appartenenza delle comunità locali necessario per garantirne la sopravvivenza. Pertanto, il cinema nei borghi del Cilento costituisce un valido strumento affinché, da un lato, le comunità locali si sentano protagoniste del progetto territoriale intrapreso, a beneficio di questa generazione e di quelle future, e dall’altro venga esaltato il radicamento della Dieta Mediterranea con il contesto geografico, così da conferire autenticità e incrementare l’attrattività

    Laconica stella. Dimensione e forma dello spazio domestico voltato dei paesaggi mediterranei

    No full text
    La storia di queste piccole case, accostate le une alle altre, restano pretesti, supporto per azioni creative, che senza cancellarli, ne esaltano i fondamentali caratteri. Pratica di un mestiere senza scalpore, scuole silenziose, senza manifesti e con pochi riconoscimenti e onori. Una interpretazione, questa, ingenua, secondo cui queste architetture “ordinarie” che formano la gran parte dei centri minori, sono considerate espressione di “edilizia minore”, frutto di aggregazione e costruzione “spontanee”. Un rapporto preciso che si stabilisce tra l’esperienza storica delle forme e quelle che vogliamo che diventino o restino attraverso il “progetto”

    La "forma del borgo"

    No full text
    Nel paesaggio della valle d’Itria si colloca Cisternino uno tra i borghi più belli d’Italia. A Cisternino viene ospita da molte edizioni una tra le più importanti Conferenza dei " I borghi più belli nell'area del Mediterraneo". Il convegno vuole ribadire e tenere alta la tensione per il rilancio dei borghi e dei centri storici minori collocati soprattutto delle aree interne del nostro paese. Tale problema si pone tra le complesse programmazioni socio-politiche, che dovrebbero coniugare le legittime aspettative di sviluppo socio-economico del territorio e la salvaguardia della intrinseca identità storico-culturale. Questo testo è il contributo alla VI Conferenza "i Borghi più belli del mediterraneo" dal titolo "Abitare i Paesaggi" che ha avuto come scopo la promozione storico-culturale, turistica, ambientale ed architettonica dei centri minori dell’Italia tra i più “belli” del mediterraneo. La conferenza si è articolata attraverso una serie di conferenze ed incontri tematici aperti a studiosi, professionisti, cittadini, turisti, operatori del settore storico-artistico-architettonico ed agro-alimentare, con l’obiettivo di tracciare possibili e concrete strade per costruire occasioni confronto, di scambio sulle diverse pratiche di valorizzazione. Una valorizzazione intesa come fondata sul riconoscimento di valori identitari dei diversi paesaggi, valore concreto e paradigmatico dei diversi luoghi dell’abitare

    Cisternino di Brindisi, il recupero del borgo antico: rilievo e rappresentazione

    No full text
    The case-study presented here is a meditation about the use of design as a tool of knowledge and design with particular reference to the drafting of the first excerpt of the Recovery Plan that has affected an area of the historic center of Cisternino. The relief and the design require standards of representation of the architectural elements that can fully illustrate all the aspects necessary to intervene on the already built which assumes the knowledge of a big graphic repertoire derived from practice, knowing and manual

    Il paesaggio ‘singolare’ dell'architettura

    No full text
    A partire dalla definizione di ‘singolarità del paesaggio’ espressa dal filosofo francese François Jullien, lo scrivente, in qualità di architetto, tenta di interrogarsi sul ruolo che l’opera architettonica (e quindi il progetto di architettura) debba avere all’interno di un paesaggio. In cosa consiste la singolarizzazione di un paesaggio? E, rispetto a questo interrogativo, quali sono i presupposti sui quali dovrebbe basarsi un’opera architettonica, e quindi l’atto creativo che l’ha generata, al fine di configurarsi come singolarità all’interno di un luogo-paesaggio? Nel tentare di fare chiarezza su questi interrogativi, si è cercato di riflettere in maniera trasversale sul significato di bellezza, tema cardine della conferenza

    L'interazione organica dei borghi della Valle d'Itria con la natura. Lettura critica del complesso rurale Caporale in agro di Cisternino

    No full text
    Sin da un primo rapido sguardo, il contesto territoriale della Valle d’Itria presenta un assetto dell’ambiente costruito e dell’intorno naturale costituito da una potente simbiosi strutturale. L’interazione organica definita dal rapporto tra i borghi e lo spazio di natura si traduce nell’indissolubile binomio di enti che vi partecipano: da una parte, l’insieme urbano murato fortemente unitario e plastico, corrotto solo dalle recenti espansioni; dall’altra, l’agro che esprime una sintesi perfetta tra caratteristiche geomorfologiche e attività produttive, cui partecipa pure il cospicuo patrimonio di costruzioni in muratura a secco che si fondono in modo equilibrato con il paesaggio naturale. “Alleanza”, questa, che potrebbe intendersi, con una certa libertà di interpretazione, e laicamente, come espressione autentica del sistema Natura naturans e Natura naturata di memoria “spinoziana”, rivelazione di un processo dinamico in cui la civitas locale, annuncio dell’intersoggettività e della creativa partecipazione al divenire della sua esistenza, vive - eticamente – la propria autodeterminazione in rapporto alle necessità e ai bisogni, generando l’epifania territoriale della Murgia dei Trulli quale risultato compiuto e “perfetto” del processo di continua costruzione-evoluzione. Guardare al divenire di tali esiti dell’operare umano significa anzitutto porre l’interrogativo di come si possa concepire una possibile, logica e al tempo stesso congrua mutazione nel tempo che permetta, da una parte, di assicurare la concreta sopravvivenza di tale patrimonio, dall’altra, di adeguarlo ai nuovi bisogni del vivere nella contemporaneità senza cancellare le tracce “incrostate” delle civiltà che lo hanno prodotto. E dunque, pur coltivando la forma strutturale del dubbio che accetta il pericolo di produrre un esito non adeguato alle aspettative di tale cospicuo patrimonio e alle future istanze civili (essendo questa una fase storica connotata da una profonda crisi civile), ma allo stesso tempo consapevoli che la formula dubitativa, se proposta in forma “euristica”, ammette “in potenza” la condizione di un inverarsi mediante un’azione critica proiettata in una ricerca/scoperta delle verità possibili, sarà proposto un interessante esempio di recupero di un’area originariamente produttiva dell’agro di Cisternino, costituita da un nucleo di trulli e lamie oggi convertito in residenza stagionale. Insieme costruito e spazio di natura che continua a vivere in forma simbiotica anche grazie all’impiego di tecniche di recupero congrue e previsioni di modifica convenienti, sostenute da una intenzionalità, quella del progettista, non parassitaria né inopportunamente autoriale
    corecore