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Dieci domande a Claudio Longhi, regista di Prometeo (Siracusa, maggio-giugno 2012)
Intervista ampia ed approfondita sulla messa in scena del "Prometeo" di Eschilo curata da Claudio Longhi nell'ambito del XLVIII ciclo di rappresentazioni classiche promosso da INDA Fondazione presso il Teatro Greco di Siracusa (prima rappresentazione: 11 maggio 2012). La conversazione verte essenzialmente sulla funzione che lo sguardo riveste nella tragedia eschilea come esercizio di potere e violenza e sulla costruzione del tempo mitico e circolare del "Prometeo": dramma di un mondo sospeso tra due catastrofi
Maria Giulia Longhi, L'Educazione esemplare : Zulma Carraud un'amica di Balzac scrive per l'infanzia, Fasano di Puglia, Schena editore, 1984, (Biblioteca della ricerca : cultura straniera ; 5)
Choppin Alain. Maria Giulia Longhi, L'Educazione esemplare : Zulma Carraud un'amica di Balzac scrive per l'infanzia, Fasano di Puglia, Schena editore, 1984, (Biblioteca della ricerca : cultura straniera ; 5) . In: Histoire de l'éducation. n° 30, 1986. pp. 124-125
Le risorse online per l'apprendimento delle lingue
Questo e-book raccoglie gli atti dei Seminari di Informatica Umanistica Serie 2010/2011, che hanno affiancato il Corso Editoria Digitale ed Informatica Umanistica. Raccoglie i contributi di Elisabetta Longhi, Nausicaa Elena Milani, Marco Moderato, Federico Monaco, Nicola Reggiani La pubblicazione si inserisce tra le attività del centro interdipartimentale di ricerca UniPR Co-Lab dell'Università di Parma. L'e-book è stato realizzato da Sara Valla (UniPR Co-Lab - Università degli Studi di Parma
Animalia
Del ciclo di quattro letture da testi classici (greci, latini e ebraici) intitolato “Animalia” – organizzato dal Centro Studi “La permanenza del Classico” ed incentrato sulla figura dell’“animale” nell’immaginario culturale occidentale – Claudio Longhi ha curato la regia di tre appuntamenti rispettivamente dedicati a: 1) creaturalità e salvezza, 2) la relazione evoluzionistica animale-uomo, 3) le allegorie zoologiche del linguaggio politico. Questo, in particolare, il programma delle tre serate dirette da Longhi:
A) giovedì 13 maggio 2010; “Omnis anima vivens. La salvezza delle creature”; letture da: Antico e Nuovo Testamento; interpreti: Maria Teresa Bax e Roberto Herlitzka;
B) giovedì 20 maggio 2010; “Mutata forma. Dall’animale all’uomo”; letture da: Omero, Sofocle, Aristofane, Lucrezio, Virgilio, Ovidio, Seneca; interpreti: Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni;
C) giovedì 27 maggio 2010; “Res publica naturalis. Animali politici”; letture da: Eschilo, Platone, Lucrezio, Virgilio, Fedro, Ambrogio; interpreti: Umberto Orsini e Valentina Sperlì
Madri
Ciclo di quattro letture da testi classici (antichi e moderni) dedicati al tema della maternità colto sotto quattro diversi aspetti: 1) la madre come generatrice, 2) la madre come signora, 3) la vergine madre o la maternità spirituale, 4) la madre violenta. Questo il programma della manifestazione:
A) giovedì 10 maggio 2007; “Mater terra”; letture da: Esiodo, Lucrezio, Virgilio, Seneca, Goethe, Nietzsche, Schmitt; interpreti: Monica Guerritore e Roberto Herlitzka;
B) giovedì 17 maggio 2007; “Mater domina”; letture da: Sofocle, Catullo, Freud, Cocteau; interpreti: Massimo Popolizio e Elisabetta Pozzi;
C) giovedì 24 maggio 2007; “Mater virgo”; letture da: Simonide, “Proverbi”, Lucrezio, Vangelo di Luca, Apuleio, “Inno Akathistos”, Dante, Teresa del Bambin Gesù e Turoldo; interpreti: Franca Nuti e Gian Carlo Dettori;
D) giovedì 31 maggio 2007; “Mater terribilis”; letture da Euripide, “Medea”; interpreti: Mariangela Melato, Giovanna Guida, Ugo Maria Morosi, Simone Toni e Barbara Valmorin.
Claudio Longhi ha curato la regia di tutte e quattro le serate
Santa Maria ad Praesepem
Front façade, right wing, frontal view showing left wing and portico; Situated at the end of the Esquiline Hill and formerly known as S Maria ad Praesepem, S Maria Maggiore was traditionally founded by Pope Liberius (reigned 352-366) and financed by Johannes, a rich citizen, after a miraculous summer snowfall. It is more likely, however, that it was founded in the early 5th century by Sixtus III, whose name appears in the mosaics of the triumphal arch in front of the apse. Until the 12th century, when Eugenius III (reigned 1145-1153) built the narthex, work on the church was mainly limited to maintenance. The mosaic decoration of S Maria Maggiore was executed in the 5th and 8th centuries; the earlier scheme, in the Classical tradition, comprises the most important mosaic cycle in Rome of this period. Chapels were added and other changes in subsequent centuries; Longhi and Fuga are responsible for changes to the facade. Source: Grove Art Online; http://www.groveart.com/ (accessed 1/6/2008
Chiesa Nuova
Side chapel; The Oratorian church S Maria in Vallicella (the Chiesa Nuova) continued by Martino Longhi the Elder; facade by Fausto Rughesi. Source: Grove Art Online; http://www.groveart.com/ (accessed 12/2/2007
Per la fortuna critica dell'Accademia Tadini: gli appunti di Roberto Longhi. Introduzione, trascrizione e note critiche
Il saggio consiste nella pubblicazione degli appunti presi dal giovane Roberto Longhi nel corso di una visita a Lovere del 1913. La trascrizione integrale del documento, comprese le parti stenografate, è preceduta da una introduzione e corredata da note critiche tese di volta in volta a contestualizzare il testo e a valorizzarne il contenuto in rapporto alla evoluzione del pensiero longhiano e più in generale della storia critica
Vivere il terremoto e studiare i terremoto: una duplice rappresentazione della catastrofe ligure del 1887
Roberto Longhi. Idee sul restauro
The paper will review, based on a reinterpretation of writings by Longhi, the principles behind his ideas concerning the restoration of works of art. We know how important these issues were for him, even as a young man, and how in his later years they evolved without, however, ever betraying their basic premises. Longhi considered a close relationship with the work and matter was crucial and indispensable; he was against reintegration and considered restoration a tool used by critics. Instead of tangible and concrete restoration, he proposed what he called ‘mental restoration’. The topical nature of this idea has remained, not least because of a possible theoretical link with virtual restoration, both united in an attempt to ideally recreate unity in a work with missing pieces. So, apart from the influence that particular historical period had on his ideas, Longhi’s philosophy in this field remains unusual and, in some ways, contemporary and topical.
Il saggio si propone di riconsiderare i principi che hanno ispirato il pensiero di Roberto Longhi in relazione al campo della salvaguardia e del restauro delle opere d’arte. Questo attraverso la rilettura dei suoi numerosi scritti sull’argomento e la ricostruzione, per quanto possibile minuziosa, dei principali eventi che hanno caratterizzato quel preciso momento storico, in relazione alle problematiche della tutela. Considerando lo stretto legame che intercorre, da sempre, tra la disciplina del restauro e quella della critica d’arte, per una maggiore chiarezza il discorso è stato ampliato all’intero ambiente culturale degli storici dell’arte, in particolare tra gli anni ’30 e ’60. Si è potuto appurare come questi argomenti costituissero punti importanti della riflessione e delle azioni di Longhi già nella fase giovanile e come la maturità del suo pensiero lo portò a modificare, senza però mai tradire, i suoi assunti di partenza.
Consigliere privilegiato del Ministro Bottai, svolse un ruolo cardine, nel decennio precedente il secondo conflitto bellico, in un momento cruciale nella storia delle istituzioni per la tutela, avvalorando l’importanza di un approccio culturalmente complesso alle questioni del restauro, in tutti i suoi risvolti. Il nodo della sua personale idea di restauro era strettamente legato alla funzione rivelativa. Per Longhi il rapporto ravvicinato con l’oggetto d’arte e con la materia di cui era costituito, era imprescindibile e l’obiettivo dell’intervento era costituito dal ristabilimento della leggibilità delle parti autentiche sopravvissute. Assolutamente contrario a qualsiasi tipo di reintegrazione, considerava il restauro come uno strumento al servizio della critica; molto conosciuta era la sua propensione nei confronti del distacco degli affreschi, tema sul quale si trovarono concordi i principali studiosi del momento. In opposizione all'intervento concreto, spesso destinato a ottenere risultati poco confortanti se non addirittura nocivi per le sorti dell'opera, Longhi proponeva il cosiddetto ‘restauro mentale’. L’attualità e la validità di questa idea si sono conservate intatte, anzi in qualche misura, negli ultimi anni, rianimate dal possibile nesso teorico con il restauro virtuale; l’uno e l’altro uniti dal tentativo di riconferire, idealmente, la propria unità, almeno in via potenziale, ad un’opera lacunosa. Alla luce di queste riflessioni si conferma, aldilà dei condizionamenti storici, l’originalità e, per alcuni versi, l’attualità del pensiero longhiano
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