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    La città selvatica. Paesaggi urbani contemporanei

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    Ecosistemi selvatici e porzioni di natura brada sono sempre più frequenti nelle città europee contemporanee. Avanzano gli incolti, spesso abitati da animali e insetti 'minacciosi'. Si diffondono piante 'invasive', che turbano il nostro sovranismo etnobotanico. Fitti brani di giungla prendono possesso dei parchi, così come dei tetti e delle facciate degli edifici più alla moda. Le città tendono a inselvatichirsi per le ragioni più diverse. Talvolta accade per effetto della latitanza di cura e progetto. Talvolta è invece per intenzione e lo spazio urbano diventa il campo di un rapporto tendenzialmente più mutualistico tra le società post-industriali e ciò che ci si ostina a chiamare 'natura'. In questo scenario, il progetto ricorre al selvatico per rigenerare aree in abbandono, progettare infrastrutture sostenibili, rivitalizzare spazi pubblici di pregio, migliorare l'impronta ecologica di nuovi insediamenti, suggerire nuove pratiche e rituali sociali, contrastare il cambiamento climatico, soddisfare il 'desiderio di natura' degli abitanti, sostenere campagne di marketing nel mercato urbano globale. Questo libro raccoglie indizi per interpretare il rapporto tra selvatico e città contemporanea in una prospettiva critica. Da un lato, esplora il valore proattivo dei paesaggi selvatici per migliorare la qualità urbana; dall'altro, si interroga sui rischi del selvatico come strumento di pratiche e politiche di verdolatria consensuale a buon mercato. L'intento è offrirne una lettura operante a più voci e con diversi orientamenti, che trova nei termini della relazione inquieta tra città e natura il proprio fondamento. Contributi di Eleonora Ambrosio, Paolo Camilletti, Gianni Celestini, Daniela Colafranceschi, Isotta Cortesi, Fabio Di Carlo, Andrea Filpa, Teresa Galì-Izard, Mathieu Gontier, Annalisa Metta, Luca Molinari, Lucia Nucci, Maria Livia Olivetti, Franco Panzini, Gabriele Paolinelli, Laura Zampieri

    Wild & The City

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    Ecosistemi selvatici e porzioni di natura brada sono sempre più frequenti nelle città europee contemporanee. Avanzano gli incolti, spesso abitati da animali e insetti ‘minacciosi’. Si diffondono piante ‘invasive’, che turbano il nostro sovranismo etnobotanico. Fitti brani di giungla prendono possesso dei parchi, così come dei tetti e delle facciate degli edifici più alla moda. Le città tendono a inselvatichirsi per le ragioni più diverse. Talvolta accade per effetto della latitanza di cura e progetto. Talvolta è invece per intenzione e lo spazio urbano diventa il campo di un rapporto tendenzialmente più mutualistico tra le società post-industriali e ciò che ci si ostina a chiamare ‘natura’. In questo scenario, il progetto ricorre al selvatico per rigenerare aree in abbandono, progettare infrastrutture sostenibili, rivitalizzare spazi pubblici di pregio, migliorare l’impronta ecologica di nuovi insediamenti, suggerire nuove pratiche e rituali sociali, contrastare il cambiamento climatico, soddisfare il ‘desiderio di natura’ degli abitanti, sostenere campagne di marketing nel mercato urbano globale. Il rapporto tra selvatico e città contemporanea richiede una prospettiva critica, per riconoscere il valore proattivo dei paesaggi selvatici per migliorare la qualità urbana e, al contempo, considerare i rischi di pratiche e politiche di verdolatria consensuale a buon mercato

    Raccontare l’arido

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    L'articolo racconta il viaggio intrapreso attraverso la penisola alla scoperta delle esperienze progettuali e di ricerca dei socie e delle socie della Società scientifica italiana di Architettura del paesaggio, IASLA, nei confronti dei fenomeni di inaridimento che, in varia maniera, i paesaggi stanno subendo. Si tratta di fenomeni che riguardano tanto le conseguenze fisiche ed ambientali della crisi climatica in atto quanto quelle sul piano immateriale ma immanente dovute alla più estesa crisi culturale che ha investito la nostra società. Nel porsi come riflessione introduttiva all'intero volume, il saggio apre una prospettiva di classificazione delle esperienze progettuali e di ricerca che ospita orchestrandole in tre sezioni che approfondiscono i temi più "caldi" ed urgenti. Gli autori, curatori dell'intero volume, offrono dunque una, anzi, molteplici chiavi di lettura dell'intero libro fornendo strumenti e ponendo questioni che aprono a nuove riflessioni e sperimentazioni

    Forme d’acqua e codici dell’abitare. Il ruolo dell’acqua nella costruzione dei comportamenti di riscatto sociale ed ambientale degli abitanti di Palermo

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    Water in Palermo holds the city in check; it is its main front to the East being the sea. It closes its expansion towards the West with the rivers, streams and springs that flow from the Panormitani mountains. The wind keeps it free of fog, but it cannot dampen the dense and incessant presence of water in the air in the form of humidity. Over the centuries, those who have inhabited the city have had to come to terms with this natural element, which has been a source of joy in shaping the Conca d’Oro. It is as incredibly fertile today as it was then, and a source of despair at the flood- ing of the Kemonia and the marshy stagnation in the Mondello area. The continuous negotiation (which shows no sign of dying out) with water has determined ways of inhabiting the city and induced behaviours within the open spaces that are decisive for the quality of life in Palermo. They are much more resilient than the illicit and erroneous management of these forms of water that has taken place over the last 70 years. The cases of the districts of Danisinni and Villagrazia represent some examples from which it is possible to draw strategies and useful elements for the design of urban scenarios in which water has many different forms, from the most evident to the most hidden

    Reshaping the city ground-scape with vegetation

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    Innovative Design Experiences based on soil shaping on urban space

    Systemic design

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    Unspoilt ecosystems and wildlife are becoming increasingly common in contemporary European cities. Untamed lands are growing, often inhabited by animals and insects that threaten us and by invasive species that disturb our ethnobotanical souverainism, while dense pieces of jungle take possession of the parks, as well as the roofs and facades of the most fashionable buildings. Cities tend to get wild for a variety of reasons, sometimes as a result of a lack of care and design, sometimes intentionally, translating a more mutualistic relationship between post-industrial societies and what we insist on calling 'nature'. In this scenario, design uses the wild to respond to a number of different issues: regenerating abandoned areas, designing sustainable infrastructures, revitalizing valuable public spaces, improving the ecological footprint of new settlements, suggesting new practices and social rituals, fighting climate change, satisfying the inhabitants' 'desire for nature', and so on. This book offers clues to read the current relationship between Wild and City from a critical perspective. On the one hand, we explore the proactive value of wild landscapes to improve urban quality, in contemporary terms of beauty, healthiness, livability; on the other hand, we question the risks of wild as a buzzword that renews anti-urban positions or feeds practices and policies of consensual and cheap-plaudit 'greenery'. The aim is to account for the variety of readings raised by the urban wilderness, which continue to find their discriminating element in the restless relationship between city and nature. The contributors to this book include Eleonora Ambrosio, Paolo Camilletti, Gianni Celestini, Daniela Colafranceschi, Isotta Cortesi, Fabio Di Carlo, Andrea Filpa, Teresa Galì-Izard, Mathieu Gontier, Luca Molinari, Franco Panzini, Gabriele Paolinelli, and Laura Zampieri

    Paesaggio Europa.Linee guida per l'attuazione della Convenzione europea del paesaggio

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    Traduzione italiana e commento critico delle linee guida per lʼattuazione della Convenzione Europea del Paesaggio, Cm/Rec (2008) 3 Iniziativa promossa a cura della Società Scientifica Italiana di Architettura del Paesaggio (IASLA): gruppo di lavoro 2020-2021: Daniela Colafranceschi e Gabriele Paolinelli (coordinamento), Fabio Di Carlo, Ludovica Marinaro, Maria Livia Olivetti, Emma Salizzoni

    Wild and the City

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    The text explores the growing presence of 'spontaneous ecosystems' and wildlife in cities, driven by trends such as reduced agriculture on the urban fringe, decreased use of herbicides, lack of maintenance in urban spaces, and habitat loss that pushes animals into cities. This shift reflects changing societal attitudes towards nature, emphasising biodiversity protection, climate risk mitigation and more sustainable, mutualistic relationships with natural systems. Urban design is increasingly incorporating wild elements to address challenges such as regenerating derelict spaces, creating sustainable infrastructure and satisfying city dwellers' 'desire for nature'. The phenomenon is controversial: some see urban wildness as essential for ecological salvation, others see it as an opportunistic marketing trend or question its practicality. Regardless, the blending of nature and urbanity continues to influence urban policies, aesthetics and ecological strategies, framing the concept of the 'wild city'
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