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Feudi e feudatari del duca Filippo Maria Visconti. Repertorio
Il libro è uno strumento per ricostruire l’attività feudale di Filippo Maria Visconti, terzo duca di Milano (1412-1447), ricco di diverse informazioni per gli studiosi che vogliano raccogliere notizie su questi anni del ducato di Milano.The book is a tool to rebuild the feudal activity of Filippo Maria Visconti, third duke of Milan (1412-1447), rich of informations for scholars who want to collect news on these years of the dukedom of Milan
Santa Maria di Loreto
General view of the high altar; [The lower church is by Antonio da Sangallo the Younger built in 1525. The two side doors and the drum, dome and lantern were added by Del Duca between 1573-1577. Anthony Blunt refers to lantern as "a brilliant but fantastic structure which deeply shocked his successors and was never imitated."] Two important ecclesiastical commissions for Giacomo date from the mid-1570s. S Maria di Loreto, Rome, had been begun by Donato Bramante ca. 1507 and continued by Sangallo. Built on a restricted site, to a centralized plan, it has a square base and an octagonal drum with a prominent cupola; the small chancel projects at the rear. The lower parts of the church and the principal façade to the south were complete when work restarted under Giacomo, after 1573. The detailing of the body of the church is restrained, but Giacomo's cupola is a powerful work, with strongly moulded ribs and circular windows in bold, simple frames; it displays his inheritance from Michelangelo in a context too refined for the strength of its forms. The complex lantern, with its pinnacles and colonettes, is too elaborate for the bold expression of the dome. His designs for the flanking façades broadly respect Sangallo's principal elevation. Source: Grove Art Online; http://www.groveart.com/ (accessed 2/15/2008
Alimenti biologici e consuatori umbri
Comportamenti di acquisto e di consumo alimentare bio; Il questionario proposto; Canali di distribuzione del prodotto bio; Percezione del consumatore sugli aspetti del prodotto bio; Considerazioni conclusive
Santa Maria di Loreto
Cupolafrom: Magni, Giulio, Il barocco a Roma nell'architettura e nella scultura decorativa), 1911-1913. Cupola, by Giacomo del Duca, 1525
Le concessioni di cittadinanza nel quadro dei provvedimenti di politica economica di Filippo Maria
ITALIANO: Mentre nei decenni di Gian Galeazzo (1385-1402) e di Giovanni Maria (1402-1412) le litterae civilitatis
rispecchiano soprattutto il network politico dei Visconti, negli anni di Filippo Maria (1412-1447) i 97 privilegi, per 180 nuovi cittadini, illustrano invece le scelte di politica economica del signore. Durante il suo governo, il terzo duca di Milano operò precisi interventi di natura fiscale che favorirono il segmento mercantile e al contempo penalizzarono la componente feudale della società. I nuovi cittadini milanesi costituiscono un indicatore sia dell’attenzione prestata da Filippo Maria alla mercatura e all’artigianato sia dell’efficacia dei provvedimenti ducali a favore di tali attività. / ENGLISH: Throughout the ages of Gian Galeazzo and Giovanni Maria (respectively, 1385-1402 and 1402-1412) the litterae civilitatis especially reflect the political network of the Visconti dynasty. Conversely, the 97 privileges for 180 new citizens issued from 1412 to 1447, reveal the ducal choices about economic policy. During his government, the third duke of Milan implemented specific fiscal politics in order to support the commercial sectors, and, at the same time, to lower the influence of the feudal part of the society. The creation of new citizens of Milan is a realistic indicator of the great attention of the prince towards merchants and artisans
Filippo Maria e la svolta del 1435
ITALIANO: A Ponza, il 5 agosto 1435, la flotta genovese del duca di Milano, Filippo Maria Visconti, conseguì una grande vittoria sulla flotta del re di Aragona, Alfonso il Magnanimo. Gli uomini del duca catturarono lo stesso Alfonso ed il fratello Giovanni, re di Navarra, assieme a più di cento altri importanti principi e baroni provenienti dal Regno di Napoli e dai molti regni che gravitavano
attorno alla corona di Aragona. Messa così in ginocchio la potenza aragonese, il Visconti avrebbe potuto farsi arbitro dei destini del Regno di Napoli (conteso fra Alfonso e Renato d’Angiò), imporsi come dominus dell’intero scacchiere politico peninsulare ed assicurarsi, al tempo stesso, un ritorno economico, chiedendo un cospicuo riscatto per i suoi nobili prigionieri. Ma il duca scelse invece di liberare i principi senza alcun riscatto e di concludere con Alfonso una strana e frettolosa alleanza, che fu certo decisiva nel risollevare le sorti aragonesi senza grandi vantaggi politici per il Visconti. Il saggio analizza le premesse (le relazioni del Visconti con Angioini ed Aragonesi), ricostruisce lo svolgimento (la battaglia di Ponza e gli eventi che ne seguirono) e
considera le conseguenze di questa strana vicenda, che cambiò il corso della storia italiana e in parte anche europea, rivelando al tempo stesso limiti e contraddizioni delle scelte politiche di Filippo Maria. / ENGLISH: On 5th of August 1435, near Ponza’s island, the Genoese fleet of Filippo Maria Visconti, duke of Milan, met the Aragonese ships. Alfonso, king of Aragon, was defeated and taken prisoner along with his brother John, King of Navarra, and with more than one hundred important barons and lords from Aragon, Catalonia, Valencia, Mallorca, Sicily, Naples and elsewhere. The Aragonese power was brought to its knees. The duke of Milan could have been the very kingmaker
of the kingdom of Naples (for which Alfonso and René of Anjou were competing), becoming simultaneously the master of the Italian geopolitical chessboard and the recipient of the remarkable ransoms taken from the noble prisoners. Filippo Maria, though, released the princes without any ransom. He drew up with Alfonso a strange and hurried alliance, thanks to which the Aragon crown renewed claims to the kingdom of Naples, whereas the Milanese duchy got no
real benefit. The paper analyses the antecedents (the Visconti relationships with both Alfonso and the Angevins), reconstructs the events and weigh up the effects of this peculiar event, which modified Italian and (partially) European history showing, at the same time, limits and contradictions in Filippo Maria’s political choices
Che cosa ne facciamo del congiuntivo?
Vengono presentati i risultati di una ricerca che dimostra come la presentazione esplicita del modo congiuntivo del paradigma verbale dell'italiano, tradizionalmente proposta già ai bambini del ciclo primario, si riveli troppo al di sopra delle loro possibilità
Il partito dello stato. Crisi e ricostruzione del ducato visconteo nelle vicende di Milano e del suo contado (1402-1417)
ITALIANO: Il decennio successivo alla morte di Gian Galeazzo Visconti coincise in area lombarda con un momento di profonda incertezza circa il futuro assetto politico della regione, che per molti avrebbe dovuto allontanarsi dal modello costituito dallo stato regionale e centralista di Gian Galeazzo. La volontà di raccogliere, o rifiutare, l’eredità politica ed ideologica del primo duca di Milano fece da sfondo agli scontri che a partire dal 1402 si consumarono anche nella capitale e nelle sue campagne. Nel 1412 il recupero di Milano e del suo contado da parte di Filippo Maria, primo tassello della ricomposizione dello stato che sarebbe avvenuta negli anni seguenti, segnò
la vittoria di colui che incarnava, in termini non solo genealogici ma di prospettiva politica, la continuità con Gian Galeazzo. A sostenere Filippo nella capitale furono i membri di un composito “partito dello stato” (uno stato di matrice giangaleazziana), trasversale rispetto agli schieramenti guelfo e ghibellino. Il favore ad essi riservato dal nuovo duca – così come, all’opposto, la punizione inflitta agli oppositori – non mancò di trovare concreta traduzione anche nelle campagne più prossime alla capitale. / ENGLISH: The decade following the death of Gian Galeazzo Visconti was, in Lombardy and in the duchy, a
period of troubles and deep uncertainty. Many political actors started to reconsider the model of centralist regional state that Gian Galeazzo had imposed, as well as his political and ideological legacy. From 1402 onward, this dispute was the background of a harsh confrontation
which involved both Milan and the countryside. From 1412, Filippo Maria recovered Milan and its rural areas: in genealogical and political terms, he embodied the continuity with the politics of Gian Galeazzo. In Milan, the capital of the state, Filippo was supported by a composite “State party” that transcended Guelph and Ghibelline affiliations. The favour that the new duke
showed towards his supporters had concrete consequences not only in the city, but also in the surrounding territories
Nicola Andria et les origines de la psychiatrie moderne Une contribution historiographique
FrFrancesco Nicola Maria Andria (Massafra – 1747; Naples – 1814), auteur malheureusement presque complètement inconnu aujourd’hui, déploya son activité de professeur à l’Université de Naples, occupant divers enseignements: Histoire Naturelle, Médecine Théorique et Pratique, Pathologie, Agriculture. Il publie des oeuvres appréciées et examinées dans diverses parties d’Europe. En Andria, recherche et didactique s’inscrit dans un seul projet de re-fondation de la science médicale, que le «philosophe de Parthénope» méditait dès le commencement: former la nouvelle génération des médecins philosophes était partie intégrant de ce plan ambitieux. Nous avons besoin d’une médicine qui soit philosophique en combinant les résultats des recherches dans les domaines des différentes disciplines dont elle se sert, à orienter les efforts vers un but unique: l’homme est «l’oeuvre la plus merveilleuse de la main de l’Omnipotent», «convertie en une machine matérielle», principalement par le réductionnisme mécaniste. C’est pourquoi, si le but de la science est celui de protéger l’homme (voici la grande nouveauté de Andria), objectif principal semble être la pratique d’une médicine ni chimique, ni mécanique, mais d’une médicine “à l’èchelle humaine”, morale dans le traitement de ces patients qui souffrent de troubles mentaux. En Andria, la pathogénie de ces troubles est certainement organique, mais peut aussi s’enraciner dans des raisons psycho-émotionnelles. Il devient, donc, promoteur d’une thérapie morale comme moderne psychothérapie. Il insiste sur les avantages que la “médicine gentille” peut ammener aux patients, dont «aliénations mentales» peuvent être traitées avec methodus, à partir de ceux qu’on appellerait aujourd’hui les données anamnestiques; c’est à dire les souvenirs, principalement de l’enfance et des relations familiales, ainsi que les relations scolaires dans l’enfant.EnFrancesco Nicola Maria Andria (Massafra – 1747; Naples – 1814), author unfortunatelyalmost unknown nowadays, carried out his activity of teacher at the University of Naples, holding various subject: Natural History, Theoretical and Practical Medicine, Pathology, Agriculture. He published works, which were appreciated and reviewed in different parts of Europe. In Andria, investigation and teaching are inscribed in a unique project of medical science re-foundation, which the «philosopher of Partenope» meditated from the beginning: forming the new generation of medical philosophers was an integral part of this ambitious plan. It’s needed a medicine which is philosophical in combining the results of investigations in the areas of the several disciplines he uses, in addressing the efforts towards a unique end: the man is «the most wonderful Work from the hand of the Almighty», «converted in a material machine», mainly by the mechanistic reductionism. So that, if the aim of science is to protect the man (here stands the great Andria’s innovation), the main aim appears to be the practice of a medicine neither chemical nor mechanical, but a medicine “on a human scale”, moral in treating those patients suffering from mental disorders. In Andria, the pathogenesis of such disorders is certainly organic, but may also be rooted in psycho-emotional reasons. Hence, he becomes the promoter of a moral therapy as a modern psychotherapy. He insists on the advantages that the “kind medicine” may bring to patients, whose «mental alienations» can be treated with methodus, starting from those we would define today as anamnestic data, the memories, mainly of childhood and family relationships, besides the school relationships in the child.ItFrancesco Nicola Maria Andria (Massafra – 1747; Napoli – 1814), autore purtroppo oggi quasi del tutto sconosciuto, svolse la sua attività di cattedratico presso l’Università di Napoli, ricoprendo vari insegnamenti: Storia Naturale, Medicina Teoretica e Pratica, Patologia, Agricoltura. Pubblicò opere apprezzate e recensite in varie parti d’Europa. In Andria, ricerca e didattica s’inscrivono in un unico progetto di ri-fondazione della scienza medica, che il «filosofo di Partenope» meditò fin dall’inizio: formare la nuova generazione dei medici filosofi era parte integrante di questo ambizioso disegno. Occorre una medicina che sia filosofica nel coniugare i risultati delle ricerche negli ambiti delle varie discipline di cui si serve, nel dirigere gli sforzi verso un fine unico: l’uomo è «l’Opera più stupenda della mano dell’Onnipotente», «convertita in una macchina materiale», principalmente dal riduzionismo meccanicistico. Ragion per cui, se scopo della scienza è tutelare l’uomo (qui è la grande novità dell’Andria), obiettivo primario risulta essere la pratica di una medicina né chimica, né meccanica, ma di una medicina “a misura d’uomo”, morale nel curare quei pazienti che soffrono di disturbi mentali. In Andria, la patogenesi di questi disturbi è certamente di carattere organico, ma può altresì radicarsi in ragioni psicoemotive. Egli si fa quindi promotore di una terapia morale quale moderna psicoterapia. Insiste sui vantaggi che la “medicina gentile” può recare ai pazienti, le cui «alienazioni mentali» sono curabili con methodus, a partire da quelli che oggi diremmo i dati anamnestici e cioè i ricordi, principalmente dell’infanzia e delle relazioni familiari, oltreché nel bambino di quelle scolastiche
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